Si fanno venire a prendere dall’elisoccorso, totalmente illesi (ma si sentivano stanchi), due 20enni ora dovranno pagare quasi 4.700 euro per il “passaggio”. Un costo simile dovrà sostenerlo un altro turista tedesco che sull’Antelao si è spaventato e non voleva tornare a valle a piedi. Ecco come funziona il calcolo della spesa in caso di recupero con l’elisoccorso quando si è illesi.
Pagare l’elisoccorso
di Daniele Loss
(pubblicato su ildolomiti.it il 26 agosto 2025)
I conti arriveranno. E saranno, giustamente, salatissimi. Entrambi ampiamente oltre i 4mila euro.
I tre alpinisti che lunedì 25 agosto 2025, in due diverse circostanze, hanno chiesto l’intervento dell’elicottero del Suem, perché si trovavano in situazioni di difficoltà in alta quota, dovranno coprire interamente i costi degli interventi. Senza “se” e senza “ma”.
Tutti e tre sono infatti risultati “illesi” (fortunatamente per loro, questo sia chiaro), come riporta la nota stampa ufficiale dell’Ulss 1 Dolomiti ed è proprio questo a fare la “differenza”. Una gran differenza, in termini economici. Sì, perché, in caso di ferite o traumi, certificati dal personale sanitario (codice 1, il più “basso”), il costo dell’intervento è coperto interamente dal Servizio Sanitario Nazionale.
Non in questi due casi, però, perché – come detto – i tre alpinisti non hanno avuto alcuna conseguenza. Il recupero è stato, ovviamente, effettuato ma, trattandosi di quelle che possono essere definite chiamate “evitabili”, allora è già scattata la procedura di contabilizzazione dei costi a carico degli interessati.
Attorno alle 15.20 l’elicottero Falco 1 è dovuto intervenire sulla cima dell’Antelao, a quota 3264 metri, dove un alpinista tedesco di 30 anni è stato colto dalla paura vicino alla croce ed era incapace di riprendere la via per ritornare. Il tecnico di elisoccorso si è calato con un verricello di 25 metri, lo ha assicurato e issato a bordo. Scesi al rifugio Galassi, il 30enne è stato controllato dal medico e l’eliambulanza è rientrata.
Tre ore più tardi, alle 18.20, due ventenni, anch’essi tedeschi, che stavano affrontando la ferrata Dibona al Monte Cristallo, hanno lanciato l’allarme, tramite l’apparecchio Garmin: nel breve testo i due hanno spiegato di essere stanchi e inviato la posizione Gps. Si trovavano a circa 2700 metri di quota: Falco 1 è volato sul target, li ha individuati e i due sono stati issati a bordo in due diverse rotazioni, per poi essere lasciati a Rio Gere, dove avevano parcheggiato l’auto.
I tre non hanno riportato alcuna conseguenza, come detto: sono stati controllati dai componenti dell’equipe sanitaria che hanno certificato l’assenza di traumi e ferite e definiti “illesi”.
E adesso dovranno pagare. Quanto? La tariffa (nella Regione Veneto, NdR) è di 120 euro al minuto (per ogni minuto della durata dell’intervento, il che significa quando l’elicottero rientra) per gli stranieri, 90 euro al minuto per gli italiani. Il tetto massimo è di 7.500 euro per gli italiani, mentre non esiste “limite” per gli stranieri, per i quali il costo è potenzialmente illimitato.
Nei due casi specifici: l’intervento per il recupero del 30enne sulla cima dell’Antelao è durato circa 35 minuti, per un totale di circa 4.200 euro, mentre il recupero dei due alpinisti 20enni in ferrata è durato circa 39 minuti, per una cifra che si aggira attorno ai 4.700 euro (4.680, per la precisione). Da quello che risulta non sono state attivate squadre del Soccorso Alpino e Speleologico del Veneto: se, invece, i tecnici fossero stati allertati, sarebbe stato messo in conto anche quel costo, che avrebbe fatto lievitare ulteriormente la somma.
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Nell’ ultima parte dell’articolo Fabio Lenti , nota guida alpina e soccorritore lecchese , spezza una lancia a favore di un soccorso a pagamento per gli sportivi in ambiente.
https://www.ilgiorno.it/lecco/cronaca/fabio-lenti-guida-alpina-yk32n47k
È inutile!
Quando qualcuno torna su argomenti/articoli passati, anche solo da una settimana, c’è il disinteresse totale. Come se l’utente del gognablog ragionare a compartimenti stagni.
Un po’ come nei finesettimana di bel tempo, quando nessuno commenta, se non la domenica sera.
Il mio commento su quest’articolo l’ho già comunque espresso.
A lunedì.
Io lavoro in pronto soccorso in svizzera, anche qua’ personaggi per lo piu’ giovani hanno usufruito del servizio Rega (elitrasporto) per farsi trasportare a valle motivando la stanchezza, causando costi notevoli e assenza del medesimo elicottero per diverso tempo. (se vi era una vera urgenza non poteva sdoppiarsi!). Pochi anni orsono ancora due giovani tedeschi, sono andati in zona boschiva con divieto di accendere i fuochi. E hanno bivaccato lasciando le ceneri accese. Morale della storia: Bosco distrutto e tre milioni di franchi per spegnere l’incendio……..
Ma …non basterebbe invece prevedere una copertura assicurativa? Modello carroattrezzi per l’auto?
Con tutte le varianti del caso proprio come funziona per RCA auto
Ancora uno spunto per riflessione.
https://www.larena.it/territorio-veronese/lessinia/costo-soccorsi-montagna-costa-un-milione-1.12800870?_gl=1*rzdbe9*_ga*cENtSXNUT0VvZkp3R3k2Yk56WnUwSlRsSFRLcEY0MVVDMm1DWTF1V21PSGtfbXZaQl9USE9rNTczVDlxUDQ2Vw..*_ga_TB6VNL4ENG*MTc1OTMzODYwMC4xLjAuMTc1OTMzODYwMS4wLjAuMA..#google_vignette
Evidentemente qualcosa non funziona nella riscossione.
“L’aumento esponenziale dei cannibali è un fenomeno oggettivo”
I cannibali sono aumentati perché è aumentata la frequentazione della montagna e (forse) sono aumentati anche con un rateo inferiore.
Se dal 1955, o da quando noi abbiamo iniziato ad andare in montagna e a propagandare e diffondere la frequentazione della montagna (giusto per riconoscere e prenderci la nostra parte di responsabilità), se da allora non si è riusciti (non siamo riusciti) a diminuirne la percentuale è semplicemente stupido pensare di riuscirci.
A onor del vero, la tua ricetta di una montagna più scomoda potrebbe portare a una diminuzione del numero dei frequentatori e quindi a una diminuzione del numero dei cannibali. E personalmente la apprezzerei anche.
Ma la vedo decisamente utopica e ben poco probabile.
Di certo impossibile la sospensione o anche la semplice limitazione del Soccorso Alpino.
L’aumento esponenziale dei cannibali è un fenomeno oggettivo. Non dipende ESCLUSIVAMENTE dall’esistenza del soccorso garantito. Non mi pare proprio di aver mai affermato questa tesi, se mi sono espresso in modo ambiguo (sono sicuro di no, ma non ho tempo per andar a controllare) sarà perché la frase magari è uscita male per la fretta con la quale scrivo i commenti, ma or chiarisco questo punto: L’AUMENTO DEI CANNIBALI NON DERIVA ESCLUSIVAM,EMNTE SALL’ESISTENZA DEL SOCCORSO GARANTITO.
Però ANCHE il soccorso garantito CONTRIBUISCE (per il suo pezzettino) all’aumento dei cannibali, perché infonde una falsa e malsana sicurezza di poter comporre il 118 e ti riportano cmq a casa. Io sono convinto che una bella fetta di cannibali, se fossero consci che andare in montagna NON è a rischio zero e in più è un’attività SCOMODA, si direbbero: “ma che palle ‘sto andar in montagna, ma facciamo altro, per esempio andiamo a giocare a paddle, che dura un’ora, se mi rompo smetto prima, ma al più tardi alla fine dell’ora di campo prenotato, vado sotto la doccia e poi mi prendo un bell’aperitivo al bar del centro sportivo!”
Ecco tutti quelli che hanno questa mentalità e che oggi INFESTANO le montagne perché esse sono COMODE (abbondanza di impianti, strade, rifugi-aberghi, indicazioni a gogo, vie iperspittate ecc… e, ultimo ma non ultimo, il soccorso garantito, anche ai “por ninin” stanchi che non vogliono scendere a piedi…), ecco tutta questa feccia subumana, sbattendo il naso di fronte a una montagna SCOMODA (di cui l’assenza del soccorso sarebbe uno dei tasselli) si toglierebbe dai piedi e noi ci guadagneremmo soltanto.
@63 Certo che inizialmente ci andrebbero lo stesso. ma piano piano, interrotto il servizio (ribadisco per un periodo congruo, cioè “ampio”, almeno 5 anni consecutivi, non 5 giorni…), vuoi perché sbattono il naso e decidono di dedicarsi la paddle, vuoi perché “ci restano” e non ne parliamo più, con tutte le sfumature intermedie a questi due casi estremi, di sicuro l’orda dei cannibali si “screma”, magari di annulla completamente o si riduce a una % irrisoria come era nel modello turistico precedente.
Cmq, l’interruzione del soccorso NON è l’unica modalità anticannibali: meno impiati (teoricamente ZERO), niente strade che salgono in alto (teoricamente ZERO), niente rifugi alberghi sette stelle, ecc ecc ecc, cioè in una parola tornare alla montagna SCOMODA, tutto ciò fa SCAPPARE i cannibali, che detestano le scomodità e ricercano invece le comodità. in più ci aggiungi anche NIENTE SOCCORSO per cui se il cannibale si sente stanco, por ninin, scende a piedi, magari arriva giù strisciando carponi e sanguinando dai gomiti…
E voglio cedere, dopo 5 anni continuativi con la montagna scomoda, quanti cannibali continueranno ad aver voglia di andare in montagna, visto il bel mix di soluzioni del genere!
“la “sicurezza emotiva” di sapere che, oggi, c’è SEMPRE e COMUNQUE il soccorso alpino …è un fattore che alimenta il flusso dei cannibali in montagna.”
Ripeto e ribadisco: non esiste prova dell’esistenza di questo fenomeno, cioé dell’aumento (addirittura esponenziale!) dei cannibali causato dalla sicurezza del soccorso.
DISCLAIMER: questo NON significa che non ci siano imbecilli che vanno in montagna o che ci vadano con modalità deprecabili o con comportamenti censurabili, dannosi, fastidiosi, ecc. E NON significa che io non ritenga doveroso diffondere comportamenti più consoni ed educare a una frequentazione più rispettosa e meno impattante.
Il fatto che “Nell’estate 2025 usciva un articolo al giorno” non è una prova dell’aumento dei cannibali, anzi, ma semmai che è in atto il solito meccanismo perverso, e già visto, di trovare un colpevole da additare alla riprovazione pubblica, per limitare o tagliare un servizio, renderlo a pagamento o al limite per privatizzarlo.
Non sono convinto che senza soccorso alpino ci sarebbero meno cannibali che vanno in montagna. Essendo rincoglioniti e non informandosi ci andrebbero lo stesso.
Queste considerazioni non sono affatto fuori testa rispetto all’articolo del giorno perché la “sicurezza emotiva” di sapere che, oggi, c’è SEMPRE e COMUNQUE il soccorso alpino che ti riporta giù è un elemento che, a prescindere dalla qualità e dall’impegno dei soccorritori (che sono persone encomiabili ma in questa polemica non c’entrano nulla), è un fattore che alimenta il flusso dei cannibali in montagna. Il cannibale ragione per la montagna come se andasse in “sala pesi”: in quest’ultima, se si fa male o semplicemente non è in forma o si demotiva, fa che uscire dalla sala pesi e andare a fare la doccia. In montagna NON è così (e io affermo che il nocciolo originale del “bello” dell’andar montagna sta proprio in questa differenza), ma GARANTENDO sempre e comunque il soccorso a tutti, non si fa capire bene che andar in montagna NON è come giocare a paddle o pare ginnastica in una palestra.
Andando sul punto quei due fessi che hanno chiamato l’elitaxi, se non esistesse il soccorso, sarebbero dovuti scendere da soli, magari arrivando giù spostandosi carponi, con i gomiti insanguinati per lo strusciare sul sentiero. E la volta dopo lo stesso, perché essendo cannibali non ci arrivano che devono avere un approccio alla montagna diverso da quello becero del “chiamare l’elitaxi”. E quella dopo ancora. E alla fine, dai oggi e dai domani, si tolgono dia piedi. Se invece ci sarà sempre il soccorso che all’occorrenza da fa elitaxi, quei due fessi non “capiranno! mai che non sono fatti per andare in montagna.
Ma come non ci sono tracce di cazzate commesse dai cannibali????? Ma non li leggete i quotidiani? Nell’estate 2025 usciva un articolo al giorno con citata la cazzata (=cannibalata) commessa dal cannibale di turno… Se ne è anche parlato doviziosamente sul Blog, ad esempio il 28 luglio, riproponendo un articolo scritto da Filippo Facci sui cafoni in montagna (quelli che lui chiama cafoni corrispondono ai cannibali, perché uso un termine della tradizione torinese).
https://gognablog.sherpa-gate.com/montagne-invase-dai-cafoni/
Leggete o rileggete la conclusione e vi accorgerete che l’idea che a un certo punto possa NON esserci più il soccorso alpino (o non sia come adesso), non è limitata al sottoscritto.
In generale: se è vero che le cannibalate abbracciano a 360 gradi l’andar in montagna e solo una loro parte incide in termini di chiamare farlocche al soccorso, è altrettanto vero che se (provocatoriamente) annullassimo (per tutti, non solo per i cannibali) il soccorso per i prossimi 5 anni almeno, quelli che vanno in montagna con la testa sul collo (=cioè i “non cannibali”) non farebbero una piega perché, nella loro mentalità, già accettano la fatalità del 5% convenzionalmente riconosciuto a livello probabilistico, mentre i cannibali sbatterebbero il naso contro una “novità” che, dai oggi e dai domani, li disincentiva alla montagna per cui a un certo punto direbbero “che schifo andar in montagna, meglio dedicarsi al paddle” e ce li toglieremmo dai piedi.
@crové
non ce la fai proprio, eh? Vabbè, se no sarebbe noioso!
quanto ai vostri sproloqui sui merenderos che vano in montagna, questi sono sempre esistiti, Magari lo stile e l’atteggiamento erano diversi.
Ma che una notevole percentuale di coglioni abbia da sempre frequentato la montagna è un dato di fatto.
Oggi sono tecno-babbei armati di iPhone 17 e ciaspole, una volta erano figli dei fiori “cioè ti spiego” armati di grandi spinelli e tepa sport.
sicuramente più gente va in montagna, ma al di la delle opinioni i numeri sono numeri.
“C’è troppa gente ignorante”
Si Fetido, abbiamo capito, questa è l’idea di Crovella e tua…peccato che come ho cercato di spiegare non ci sia traccia nei fatti di questa vostra convinzione.
Un aumento di frequentazione c’è stato di sicuro, ma non un aumento proporzionale di incidenti, morti o feriti
C’è troppa gente ignorante( nel senso specifico) che va in montagna, negli ultimi 30/40 anni si è accresciuta una popolazione di disadattati ( disadattati all’ambiente selvaggio) che circola come zombi seguendo app sul telefono che credono di essere in un videogioco, cicciottelli sudaticci pieni di tatuaggi che vogliono il rifugio a 5 stelle e usano elitaxi .gente che se lascia un kilo di salviette profumate a bordo sentiero per 3 palline di cattiva digestione…..purtroppo è la mia generazione, gente nata negli anni 80 ….
La mia unica soluzione disincentivare in maniere diretta la frequentazione della montagna a questi sub umani……
ecco, appunto, come al solito sei fuori tema, che non è “come eliminare i cannibali”, argomento con il quale hai infestato il blog centinaia di altre volte.
per tutti i peccati di cannibalismo (aver comprato uno skipass, aver raggiunto un rifugio in fuoristrada etc) potete confessarvi da don carlo crovella. dopo giusta pena sarete assolti
La mia proposta (provocatoria) di interrompere totalmente il servizio di soccorso alpino, per i prossimi 5 anni almeno, NON ha nulla a che fare con le statistiche passate sulle chiamate “infondate”, cioè le chiamate farlocche tipo i due fessi che erano stanchi e hanno chiamato l’elitaxi.
Trattasi invece di una delle componenti di un mix di modalità per scremare l’accesso umano alle montagne: meno impianti, meno strade, meno indicazioni, rifugi solo alla vecchia maniera, meno “facilitazioni” di ogni genere e fra queste meno sicurezza garantita dal sistema (e quindi niente soccorso per 5 anni). La mia convinzione è che una montagna così, cioè una montagna scomoda, faccia scappare i cannibali (che invece ricercano le comodità), cannibali che si potranno dedicare al paddle o ai tornei di canasta. In tal modo alleggeriamo le montagne dalle problematiche (le “cannibalate”) che essi vi realizzano. Le cannibalate NON si limitano a quelle esclusivamente relative all’uso distorto del soccorso, ma (purtroppo) avvolgono l’andar in montagna a 360 gradi. Basta guardare i quotidiani dell’estate 2025: ogni giorno c’era da mettersi le mani nei capelli (anche qui sul blog se ne è parlato a iosa: ma dove vivete, sulla luna?)
Siccome non voglio riscrivere cose già esposte, segnalo (per i nuovi arrivati e per i lettori tradizionali ma dalla memoria labile), il primo articolo sul tema che ho pubblicato qui sul Blog esattamente 6 anni fa (anche allora era settembre, ma del 2019). In realtà sul tema “più montagna per pochi” espongo pubblicamente le mie posizioni da oltre una decina d’anni:
https://gognablog.sherpa-gate.com/piu-montagna-per-pochi-1/
il numero di telefono per l’allarme TUTTI LO CONOSCONO. Poi, se pagano è un MISTERO!
Chang, che ti devo dire? E’ certo che ci siano persone che abusano della chiamata e approfittano del passaggio dato dal Soccorso, però i rapporti tra interventi e illesi recuperati è praticamente costante da almeno quarant’anni, quindi non mi pare si debba parlare del fenomeno come una perniciosa epidemia.
Il che vuol dire che la percezione che sia tutto gratuito, come dici tu, non è cambiata dal 1980 al 2017 a oggi.
E se proprio c’è qualcosa di strano e anomalo è il fenomeno per cui tra il 2009 e il 2019 sono raddoppiati gli interventi del Soccorso. Escludendo che ci sia stato un raddoppio della frequentazione della montagna nello stesso periodo, bisognerebbe spiegare il perché del raddoppio degli interventi. E siccome il numero dei feriti è circa raddoppiato anche lui, significa per esempio, che non è aumentato il numero dei “passaggi”.
Io una mia idea in proposito la ho, ma non ho alcuna base per suffragarla e quindi me la tengo.
Matteo, sui dati riportati sul link che hai postato, oltre alle percentuali, valuterei i numeri assoluti: un conto sono 100/200 illesi all’anno di 60 anni fa, un altro sono gli oltre 4000 degli ultimi anni. C’è da lavorare e molto sul far calare sensibilmente la percentuale di chi ha scambiato il soccorso per un taxi. Non ho una ricetta ma, ad esempio, invece di pubblicizzare la sicurezza in montagna, che evidentemente non sta dando alcun risultato, credo che bisognerebbe dare più risalto sui social, ma anche su altri canali, in modo anche brutale e aggressivo, ai costi del recupero, perché la convinzione generale è che sia tutto gratuito.
Per gli appassionati linguisti, segnalo che, nel mio commento precedente, il correttore ha modificato il detto piemontese che in realtà è “cioca per broca” (campana per caraffa, ma solo in piemontese regge l’assonanza fonetica).
Guardate che, accecati dalla VOSTRA INUTILE RINCORSA AI NUMERI E ALLE STATISTICHE, prendete gioco per broca (detto piemontese, corrisponde all’italiano roma per toma). Infatti io non sto minimamente sostenendo che si debba privatizzare e/o rendere a pagamento il soccorso: MAI DETTO E MAI PENSATO. al limite io sto proponendo provocatoriamente l’ipotesi di INTERRUZIONE totale del servizio per TUTTI e per un periodo di almeno 5 anni (non ripeto per l’ennesima volta i motivi e le finalità). La mia è una tesi MOLTO DIVERSA dal passare il servizio a pagamento. Certo è che se non capite neppure una cosa così semplice, immagino che non abbiate capito nulla del resto che, senza assurgere a vette ensteiniane, comprendo concetti un filino più complicati di quello “base”. e poi pensate di esser illuminati direttamente dalla summa intelligenza…
Altro che “92 minuti di applausi”: piuttosto prenotate una visitare in neurologia, perché è ovvio che, nella vostra testa, qualcosa non funziona, visto che non riuscite neppure a “capire” quello che scrivo…
Io sono d’accordo con crovella. Non possiamo giustificare l’ignoranza.
@matteo, per crovella la matematica è un’opinione, e la sua è migliore della tua.
Non ha ancora capito che i fessi che chiamano l’elitaxi sono sempre esistiti, solo che prima in CNSAS non era sui social e adesso è sovraesposto mediaticamente.
Arrenditi, non puoi vincere con chi crede che la velocità della luce sia un tema di discussione che può variare in funzione di opinioni e giudizi.
Va però detto che il problema c’è, anche se in numeri non estremi, e va posto. Quindi discuterne va bene.
Ma…
“Propaganda ideologica, tesa a privatizzare e rendere a pagamento un servizio gratuito che c’è e funziona piuttosto bene”
e qui mi alzo in piedi per i dovuti 92 minuti di applausi
“Ma chissenefrega dei numeri! “
Predicare o agire a prescindere dai fatti o è stupido o è pericoloso. Sovente è stupido e pericoloso.
Molto peggio di qualunque, indimostrato e indefinito cannibale.
E adesso arrivi anche a teorizzare l’esistenza di mandanti dei cannibali…
Ma chissenefrega dei numeri! Il problema NON sono i numeri (tanti/pochi), ma la natura dei cannibali. I cannibali costituiscono il cancro dell’attuale modello dell’andar in montagna. Anche se esistesse un solo cannibale, sarebbe negativo come una singola cellula cancerogena: se non lo elimini, prolifera e, prima o poi, ti uccide. Quindi è sufficiente un singolo cannibale per negativizzare l’intero modello, non sono necessari numeri “spropositati” di cannibali per danneggiare il sistema.
Chi continua a insistere concentrandosi sul tema numeri, non capisce una beata mazza dell’effettivo problema. Faccia pure, ma è come se fosse un “mandante” di cannibalismo, per cui è altrettanto nocivo per il modello, anzi forse perfoino di più, perchè legittima i cannibali e quindi non li contrasta. Mi rivolgo alla grande platea degli appassionati di montagna: volete sopportare anche costoro (i “mandanti” di cannibalismo) oltre ai cannibali diretti che producono danni al sistema? Fate pure, ma poi non frignate “scandalizzati” perché due fessi hanno chiesto l’elitaxi componendo il 112. Questi ultimi possono “esistere” in montagna, perché a monte agiscono i mandanti di cannibalismo. Se vogliamo davvero una montagna “più sana” prima ancora che disboscare i cannibali, dobbiamo partire dalle loro radici ideologiche, cioè dai mandanti
Accipicchia, dopo 10 anni devo continuare a ripetere le stesse cose: quello che tu credi sia vero non è necessariamente rispondente alla realtà dei fatti.
E questo mina alla radice tutte le considerazioni che ne derivano.
In particolare:
1 – i recuperi ingiustificati, o perlomeno la percentuale dei recuperi di persone illese (preso come indicatore di possibili recuperi ingiustificati), è in diminuzione dal 1960. Questo significa che se anche esiste un problema di chiamate ingiustificate è come minimo da considerarsi marginale.
2 – la percentuale degli interventi con feriti recuperati nel 2024 è stata pari a quella del 1970. Questo unitamente al precedente dato, rafforza l’opinione che il numero di chiamate ingiustificate del 2024 è simile a quello del 1970 e cioé costante
3 – il numero assoluto di morti in montagna è in costante dal 1955. Considerando l’evidente aumento di frequentatori della montagna, questo significa che in media la gente va in montagna oggi con molta maggiore consapevolezza e coscienza che nel 1955
4 – I tre punti precedenti presi assieme dimostrano platealmente che i cannibali non sono un danno, non alimentano inutili richieste di soccorso, non sono un cancro ma semplicemente che non sono un fenomeno reale. O meglio non hanno un effetto percentuale maggiore oggi che nel 1955 (quando non eri nato) o nel 1970 (quando ancora andavi in montagna con papà).
Il tuo non interessarti di numeri e statistiche esprime chiaramente il fatto che la tua è una stupida e patologica ossessione per chi va in montagna in maniera differente da come ci vai (o ci sei andato tu) e ci va pure meglio di come ci sia mai andato tu. Anche se hanno le tutine colorate.
Il tuo continuare a ribadire, sottolineare e rimarcare recuperi ingiustificati, danni irreparabili e negatività che in realtà sono percentualmente invariati in più di 50 anni, sono solo il sintomo della tua incapacità di vedere e pensare al di là della becera propaganda in atto.
Propaganda ideologica, tesa a privatizzare e rendere a pagamento un servizio gratuito che c’è e funziona piuttosto bene
Interessante precedente:
https://www.mountlive.com/elisoccorso-troppo-caro-consiglio-di-stato-boccia-ricorso/
In questo caso l’escursionista non si è limitato a non pagare, ma come suo diritto, ha fatto un ricorso che però gli è stato contrario. Per quanto riguarda le eventuali azioni dei CNSA per ottenere pagamenti forzosi occorre dire che esse hanno dei costi, tenuto conto che non basta la sola emissione di una fattura per essere pagati, ma si deve esibire una serie di prove documentali per iniziare le pratiche legali.
Accipicchia, dopo oltre dieci anni devo ripetere le stesse cose. Già è fastidioso doverlo fare con lettori appena affacciati sul blog (prima di scocciare, dovrebbero informarsi sui vari contributori), ma addirittura dover ripetere le stesse cose a gente che frequenta il blog da mo’ la dice lunga sull’irrecuperabilità intellettiva di tali soggetti.
Il tema recuperi ingiustificati è una delle infinite criticità che creano i cannibali, ma i cannibali sono un danno a prescindere dai recuperi ingiustificati. Andado anche oltre i confini del tema specifico, preciso, a scanso di equivoci, che io sono contro ai cannibali a prescindere dal loro numero e dal fatto che alimentino o meno richieste inutili di soccorso. I cannibali sono il cancro dell’attuale “andar in montagna” e anche uno solo è un danno irreparabile. ecco perché non mi interesso di numeri e statistiche, perché la negatività dei cannibali NON si trova nei numeri ma nella loro natura, che è individuale e per definizione incorreggibile (o scarsissimamente correggibile, perché il cannibale non accetta di scannibalizzarsi). Ovvio che se un solo cannibale produce un danno pari a TOT, migliaia o milioni di cannibali producono un danno superiore in modo più che proporzionale, perché si innesca una correlazione negativa fra la natura cannibalesca del singolo e il numero di cannibali che si muovono in montagna. Se non troviamo un modo per eliminarli/scremarli/impedire loro l’accesso alle montagne, è inutile che frigniamo per gli effetti indesiderati che i cannibali producono. Che poi tali effetti indesiderati siano i recuperi ingiustificati o le varie carnevalate di cui l’estate 2025 ha fornito incredibili esempi a getto continuo, poco rileva. Sempre “danni” dei cannibali sono. O si eliminano i cannibali o, se li si accetta in montagna, dobbiamo andar giù il rospo di sopportare l’infinità dei danni che essi producono. Tertium non datur
@matteo
ottima analisi, Gogna dovrebbe ringraziarti e anzi consultarti (non sono per niente ironico)
Se poi volete u approfondimento meno calmo andate sul mio feisbuc verso luglio che l’ho sparata cattiva contro il soccorso alpino e soprattutto il suo ufficio stampa, che è una delle prime cause di tutte le rogne che derivano dalle chiamate che fanno gli imbecillotti che vanno con le ciaspole a fare le ferrate (che dopo il Caling e il Coasteering è la nuova disciplina dell’alpinismo, una sorta di biathlon che potremmo ribattezzare il MINCHIATHLON)
@marcello
dobbiamo pensare di vederci l’Uber dell’alta quota?
PS, a genna croce sto chiodando dei tiri orrendi, non vedo l’ora di portarti li
Il volo turistico, perché di questo si tratta, va pagato.
È come uscire dal ristorante senza pagare, dopo avere mangiato.
Non c’è bisogno di scomodare alluvionati e calamità.
Gli interessati avrebbero potuto chiamare una compagnia di lavoro aereo, in luogo del soccorso, che sarebbe stato lo stesso.
è giustissimo che si paga il soccorso se è usato abusivamente. Vengono a soccorrere chi non ne ha bisogno e nel frattempo non possono andare a soccorrere chi veramente ne ha bisogno siccome sono impegnati con loro. Vergognatevi mettere a rischio la loro vita per venire a recuperare voi che siete stanchi. Prima di andare in montagna preparatevi, la montagna è bella ma imprevedibile con lei non si scherza. Fatevi passeggiate a fondovalle che è meglio
Ecco le conseguenze dei video degli influencer:
https://www.trevisotoday.it/cronaca/auronzo-cadore-bivacco-neve-27-settembre-2025.html
Chiedo scusa. Mi era sfuggita una prima informazione riguardante debiti inevasi per 404/m euro, pari al 30% circa del fatturato del Soccorso Alpino Veneto nel triennio 2020/22. (Cfr. Gogna blog 1.8.2023). Per completezza informativa un giurista dovrebbe ragguagliarci sulla fondatezza o meno dell’esigibilità o meno di tali somme, in diritto e in giurisprudenza, sempre che la Suprema Corte si sia già pronunciata in materia.
Chiedo umilmente venia, nel mio #33 ho colpevolmente dimenticato di indicare la fonte dei dati, chiedo perdono.
https://it.wikipedia.org/wiki/Corpo_nazionale_soccorso_alpino_e_speleologico
Massimo Dal Bello, allora sei proprio gnucco: nel tuo #12 sostenevi che gli storici del blog (facendo di tutta l’erba un fascio) attaccavano Daniele per difendere la loro posizione e altre pisquate ed esortavi il gestore del blog a meditare sulla cosa.
Peccato che appena dopo il tuo io, che sono alquanto storico e non solo del blog, prendevo sostenevo l’intervento di Daniele, con ciò relegando nel limbo delle cazzate le tue opinioni…basta o serve un disegno?
L’articolo segnala che la richiesta di un soccorso “evitabile” ha dei costi molto elevati, probabilmente insospettabili per i richiedenti. Questa informazione dovrebbe già essere un forte deterrente all’abuso di richieste, un invito a pensarci bene poiché il prezzo da pagare è molto più alto di una corsa extraurbana di un taxi. Non ci è dato di sapere se gli escursionisti citati abbiano prontamente pagato, nonostante la sorpresa del caro prezzo. Ne’ sappiamo se altri escursionisti, in analoghe circostanze, siano stati solventi o abbiano fatto opposizione a eventuali tentativi di riscossione forzosa. Sarebbe interessante una ricerca, da parte degli amministratori del blog o dei suoi utenti, che documentasse azioni giudiziarie vinte o perse da parte dei creditori o dei debitori di importanti somme maturate a seguito di queste azioni di “soccorsi evitabili”. Tanto per completezza informativa. Grazie.
Siccome non sono solito dare giudizi senza dati, a differenza di chi conosce per scienza infusa o investitura divina e ritiene giustificata un opinione basata sul pregiudizio ideologico, ho pensato di andare a cercare qualche fatto, relativo agli interventi del soccorso alpino negli anni.
Non è stato facile, è stata una ricerca complicata ma alfine sono saltati fuori alcuni dati interessanti.
A partire dal 1955 gli interventi del soccorso alpino sono passati da 106 a 12063 nel 2024 (un fattore di quasi 104 volte), i morti da 57 a 466 (8.2 volte).
Per ogni intervento di soccorso i morti sono in costante diminuzione a partire dal 1955, i feriti sono piuttosto costanti, nel 2024 erano lo stesso numero del 1970 e i recuperati illesi sembrano essere in leggera diminuzione dal 1960.
Questi fatti a me paiono una bella pietra tombale circa l’inarrestabile ascesa dei terribili cannibbali che vanno in montagna mettendo costantemente a rischio la loro e l’altrui integrità e semplicemente evidenziano che in montagna va più gente e che probabilmente questa gente in realtà va in montagna in maniera più consapevole.
Solo che ce n’è di più.
Questi articoli con la sovraesposizione degli incidenti idioti e la indimostrata litania di quelli che chiedono un passaggio e di quelli che non pagano, mi pare che servano da cavallo di troia (o cavallo dei figli di…) per togliere, privatizzare e mettere a pagamento un servizio pubblico che c’è e tutto sommato funziona bene.
detesto ciaspole e ferrate perché danno la falsa illusione a troppi merenderos di “conoscere” la montagna, e poi te li trovi in panne nei peggio posti a digitare 112
Buongiorno, ho guardato il video, si vede che sono due himalaisti nati…..se lo vedesse un un indigeno di capo verde gli darebbe la Piolet d’or allistante…LOL.
Per l’elisoccorso in montagna sarebbe molto semplice se vai in montagna ti fai un’assicurazione con chi vuoi. Altrimenti te ne stai a casa o giochi a tennis visto che ultimamente è divenuto famoso. Poi penso…..si a volte faccio anche questo, chi sono io per dire ste robe…..e mi rispondo sa solo: vado in montagna da quando ho 14 anni ho superato i 60, sono un sanitario che a volato con un elicottero giallo, e son stato pure 25 anni nel soccorso….ma ancora mi viene il dubbio se vale la pena scrivere o meno. P.S. decidere se un intervento è stato improprio è difficile….però c’è da sperare che quell’elicottero usato per recuperare uno che aveva il prurito non sia stato tolto da un incidente montagna/stradale ecc. dove linfortunato e poi deceduto, appunto per mancanza del velivo.Medidate…
Fanno bene a farli pagare
Invece di sospendere i soccorsi, di qualsiasi tipologia, si dovrebbero rendere accessibili e fruibili, da parte dei soccorritori, i conti correnti delle persone soccorse.
Giusto per sottolineare una perla del video in oggetto. Minuto 2.20:
“Da qui in avanti c’è neve farinosa”
Quella? Mi sia permesso un cicinìn di perplessità…
a dire il vero non è chiaro per niente, ma se ne sei convinto tu, chi sono io umile occasionale del blog per farti cambiare idea. Tralascio sul tuo solito relativismo intellettualoide, con il quale ti ostini a stratificare le interpretazioni con il solo fine di far apparire sempre le cose un po’ più complesse di quello che realmente sono. Sembra quasi che ti interessi più far vedere che sei raffinato, piuttosto che affrontare la realtà…
Vabbé, non mi sono capito. Rispiego il punto 2 in maniera più chiara, visto che le vittime di catastrofi naturali hanno fatto partire un paio di vene…
Avevo scritto, il criterio ferito non paghi, non ferito paghi è altrettanto stupido, perché è falsamente univoco e fuorviante. Puoi non essere assolutamente ferito ma probabilmente morto entro qualche ora se nessuno ti viene a prendere, perché sei finito (per colpa o per sfiga non è importante) in una situazione la cui naturale evoluzione porterà al disastro: in questo caso, paghi o non paghi? Chi lo decide? In base a cosa?
Comunque ribadisco che il paragone proposto non è poi così peregrino, stante che il CNSAS mi risulta essere una struttura operativa della Protezione Civile, la quale se sei vittima di un’alluvione non pretende che tu anneghi prima di venire in tuo soccorso…e neppure si preoccupa che la tua casa sia abusiva e costruita in zona golenale. In altre parole, il comportamento colposo o stupido può venire messo in questione dopo, non mettere in questione l’intervento.
Ciò che è “morale” o “immorale” è assaqi arduo da definire, forse in tutti i tempi, a m aggior ragione in questi dove stiamo registrando la completa inversione copernicana dei parametri di riferimento rispetto alla fine del Novecento.
Se invece è impossibile per legge intervenire sulla tipologia di soccorso o parzialmente (tipo viene assegnato a un soggetto il “potere” di valutare se intervenire o meno a seconda dell’incidente – ovviamente non si interviene per fare da taxi a chi è “stanco”) sia totalmente (interruzione che io, provocatoriamente, propongo da circa 5-10 anni, non ricordo più), allora è inutile che si pubblichino articoli di “denuncia” come questo. Anche questa mia conclusione è “provocatoria”, nel senso che io auspico la continua pubblicazione di articoli di denuncia del fenomeno, ma lo auspico perché io spero che, goccia dopo goccia, alla fine si intervenga sul modello di soccorso in essere. Chi, al contrario del sottoscritto, è certo che NON è possibile modificare il modello, o sul piano morale (?) o su quello giuridico, dovrebbe esser del tutto insensibile a tali articoli di denuncia, tanto, fondati o meno che essi siano, non riescono a scalfire lo status quo. Invece io noto che su questo come sugli altri temi del grande bacino del diritto di tutti ad andare in montagna, c’è molto fastidio e molta suscettibilità da parte dei buonisti, segnale che crepe nell’intelaiatura ci sono e, se si infila il grimaldello nella crepa giusta, magari si fa saltare il banco. Ecco perché cercate di stroncarci all’inizio.
Chiudo sottolineando che queste fatture, che vanno considerati crediti inesigibili (come ho spiegato questa mattina), ricadono sulle spalle di tutto noi, anzi di tutti i cittadini italiani, frequentatori o meno della montagna. Io trovo “immorale” questo meccanismo: il pensionato di Taranto o di Catanzaro 8lontano più di 1000 km dal fatto), pensionato che magari arriva a stento a fine mese con la sua pensione che non sfugge alla tassazione, partecipa concettualmente con una sua fettina (piccola, ma “c’è”) alla ripartizione fra i cittadini italiani del costo per il falso soccorso citato nell’articolo. Questo è immorale e non lasciar su gli “stanchi” escursionisti…
Daniele ha visibilmente fornito ai lettori un chiaro esempio di “azzeccagarbugli da tastiera”, perché il suo intervento prolisso non dice niente e perché non si firma manco con nome e cognome.
Almeno Dalbello ha detto delle banalità, ma si è firmato per esteso.
Lo dico da professionista e da ex soccorritore, il video di Peroni che ho postato lo trovo deleterio dal punto di vista del buon senso. Se già in salita le condizioni tue e della gita ti provano, non è forse meglio fare dietrofront?
Mi sento davvero un coglione a dirlo ma dovendomi rivolgere a una platea in cui i coglioni abbondano, cerco di mettermi sullo stesso piano.
Aggiungo che costui è anche invitato da associazioni e sezioni Cai a raccontare le sue esperienze in montagna.
Segno che la platea di coglioni (lui fa bene perché ne approfitta) è molto più estesa di quello che sembra.
Così le mie banalità le ho dette anch’io. In questo il gognablog è proprio democratico.
Matteo dell’intervento 13 posso condividere tutto ma nel punto 2 il paragone e’ davvero sciocco, nn so se volutamente o meno. Credo sia chiaro ai più che Matteo (sei tu il Peroni?) ha scelto di fare una cosa per la quale nn era in grado e senza la dovuta preparazione (nn e’ arrivata una improvvisa tormenta… che il dislivello fosse importante e la neve marcia era ovvio… si tratta di essere persone senza il minimo delle conoscenze dell’andare in montagna o troppo ambiziose…) l’errore c’è ed e’ grave e nn c’è alcuna logica nel paragone con chi se ne sta a casa sua e gli si allaga casa per colpa d’altri. La responsabilità e’ una discriminante fondamentale. Detto questo libero di scegliere il passaggio ma a pagamento e con grande amarezza per chi assiste a tutto questo nella speranza di nn aver privato del servizio chi ne aveva davvero bisogno. il tema divisivo e’ proprio l’impreparazione e la superficialità di chi va in montagna. Il fatto poi che il buon Matteo lucri su tutto ciò (inserti promozionali e prodotti in bella vista) di certo peggiora il sentimento infatti potremmo dedurre che il passaggio in elicottero se lo sia pagato con gli inserti promozionali. E’ questa la deriva che tanto irrita chi in montagna ci va con rispetto.
Anche secondo me come per Crovella il soccorso alpino sarebbe da eliminare in quanto sprovvisto di POS e quindi fuorilegge.
Caro riky, perché questa tua avversione per i pacifici ciaspolatori?
Costoro, dopo una ciaspolata di cinque o sei ore in ambiente naturale immacolato (o quasi), senza servirsi di impianti, mica tutte le volte pretendono di rientrare in elicottero.
Tu quoque, ricky mi!
Matteo al 13: non concordo sul punto 2, non puoi mettere sullo stesso piano un individuo che a causa di una sua negligenza chiama il Soccorso, con chi subisce una calamità naturale.
definirlo parassita è sbagliato.
Pensare che questo video sia la sintesi del degrado invece si
1) va in montagna per avere visibilità e raccontare le sue avventure e disavventure, e la cosa in sé non mi da assolutamente fastidio.
2) il mondo si divide in due: quelli che hanno le ciaspole e quelli che. non le hanno. Vi state chiedendo se sono razzista? La risposta è: si!
Per inciso, proporrò una legge che obbligherà i ciaspolatori a raccogliere il cotone nei miei campi. Indossando le ciaspole.
3) un ciaspolatore che arriva in un bivacco “glamour” solo per fare il suo filmino, ma poi non riesce a tornare perché come da sua ammissione “ha le gambe troppo stanche da ieri”… caro mio!
A raccontare POI che la cosa non sarebbe stata sicura e ha preferito fare così… siam bravi tutti. Non va bene, non va PER NIENTE BENE.
Ma se ti becco ti faccio fare il giro di chiglia, così dopo ci pensi due volte, per la Miseria!
4) il fatto di essere conscio delle conseguenze non giustifica. Io sono perfettamente conscio del fatto che se lo uccido vado in galera per 30’anni. Quindi se lo dovessi uccidere cosa si scriverà su questo blog “era socio attivo del Club Assassini Italiani e sapeva benissimo a cosa andava incontro”? Scommetto che i suoi cari non si accontenteranno!
5) ciò detto, ha divulgato lo stesso un contenuto assolutamente diseducativo (e se anche monetizzato mi sta sul ca##o), e la pletora di massaie alpiniste di Voghera che lo plaude nei commenti dimostra che questo questa piaga, questo virus del chiamare il 112 “perché mi fanno male le gambe” ha ormai preso piede, e che ha ribaltato il senso della ragione, per Diana.
Ma porco Cane, quando ho cannato con un amico una via in Marmolada e superata la cengia, ormai in zona Waterloo, ci siamo seduti su un terrazzino, ci siamo rannicchiati come due cagnolini (senza cibo né un cavolo) e abbiamo aspettato l’alba col socio, buttato le doppie, scesi (ed è stata lunga) tornati a casa (e c’era pure coda! 6 ore di macchina) e il giorno dopo eravamo al lavoro. Ma quale soccorso alpino? Azioni-conseguenze. Se non ti sai arrangiare, insegni che non ci provi o che ti arrangi, non che ti vengono a salvare, strapazzo di uno strapazzo! (P=C, per chi avesse dei dubbi)
Certo passi dei momenti difficili. Ma è più facile fare visualizzazioni con un elicottero che con un bivacco appesi come insaccati da stagionare.
E poi lo sanno tutti che in bivacco glamour ci si va e si torna in elicottero.
Ma soprattutto: chi se ne frega se paga o non paga, questo non è il punto.
Daniele può ovviamente scrivere ciò che vuole sull’elisoccorso, ma non servire cavoli a merenda. Altrimenti qualcuno potrebbe contestargli il menú fuori orario e fuori posto.
Per esprimere la sua opinione sui MAGA approfitti degli articoli su Trump, non sul soccorso alpino.
…effettivi pagamenti…
Quando andavo a scalare montagne negli anni 60′ 70′, non esisteva l’elisoccorso come viene inteso oggi, chi si avventurava in montagna lo faceva consapevole delle proprie forze che comprendevano l’acclimatamento personale, una buona preparazione fisica e la certezza che solo le tue gambe ti portavano su e poi giù.
Buongiorno ,qualcuno ha dei dati relativi alle fatture emesse per gli interventi senza motivo medico e gli effetti pagamenti ?
Nessun insulto e nessuna provocazione caro Massimo Dal Bello (ma perché ti sigli MB?), solo una pacata riflessione: dopo il mio intervento #13 dovrebbe essere chiaro anche a te che sono i giudizi bianco-o-nero, buoni-o-cattivi, noi-o-loro come il tuo a essere sbagliati.
Come le azioni e le dichiarazioni degli schiodatori della val d’Adige…
Chi è Daniele?
Uno che ha ragione, direi.
E di sicuro uno che è capace di ragionare, perché alcune cose appaiono ovvie:
1 – eliminare o anche solo sospendere il Servizio di Soccorso Alpino, non solo è evidentemente immorale, ma è legalmente impossibile. Come è impossibile stabilire delle no-rescue zones
2 – il criterio ferito non paghi, non ferito paghi è altrettanto stupido. Per capirlo, proviamo ad applicarlo al soccorso della Protezione Civile (di cui in CNSAS fa parte) in caso di alluvione, per esempio: se ti va sott’acqua la casa e ti rifugi sul tetto non sei ferito, quindi paghi?
3 – il video del povero Matteo Peroni, di cui si era già parlato qui, poco c’entra con le chiamate senza ragione: da quel posto e in quelle condizioni, se provi a scendere e non ne sei capace o non sei attrezzato hai un’ottima probabilità di ammazzarti. Quindi ha fatto bene a chiamare: che abbia sbagliato (cosa che lui francamente ammette), abbia pisciato fuori dal vaso o Messner sarebbe sceso in ciabatte non c’entra nulla
4 – se il problema sono i mancati pagamenti, di questo occorrerebbe parlare. Io non so se il servizio sia insufficientemente finanziato (come presume Daniele), non so chi giudichi se un soccorso debba essere pagato o meno e nemmeno in base a cosa lo giudichi e tantomeno chi emetta le fatture quindi non parlo. Di sicuro ritengo che un Servizio di Soccorso in montagna (o in mare, collina e pianura) sia una cosa buona, necessaria e auspicabile in un paese civile.
Oramai e oltremodo chiaro che su questo blog, quando qualcuno di esterno interviene dicendo cose interessanti e condivisibili come nel caso di Daniele, viene subito attaccato dagli storici, che probabilmente vedono un’invasione di campo e dunque una possibile minaccia alla loro autorità. La dinamica si è palesata in modo prepotente con l’articolo sulle schiodature in Valdadige, e continua qui come altrove: il loro circolo è esclusivo, i rapporti di conflitto e concordia consolidati, e non permettono a nessun altro di intromettersi nel loro spazio di dibattito. Questa è a mio avviso una riflessione che dovrebbe fare il gestore, a fronte di un’escalation di toni che nella stragrande maggioranza dei casi è dovuta ad atteggiamenti provocatori, e spesso ottusi, perpetrati da parte degli habitué. Ovviamente non risponderò alle provocazioni e agli insulti che sono certo genererà questo mio commento. Saluti M.B.
Ma chi è sto daniele che ,i toni ,li alza lui ?
Caro Fabio, dal tuo commento è evidente che invece c’entrano visto che come un tipico esemplare dei succitati hai letto evidentemente solo l’ultima frase. Ho fatto un paragone, per l’altro a conclusione di un discorso molto più articolato che trattava esattemente dell’elisoccorso come evidentemente non ti sei dato la pena di leggere. I MAGA li ho citati come paragone negativo rispetto al tono dei commenti che circolano oramai da diverso tempo su questo blog. Ti chiedo la cortesia di leggere e tentare di capire quello che viene scritto visto che mi pare di avere usato un linguaggio molto chiaro, grazie.
Caro Daniele, se non vuoi comportarti da buzzurro pure tu, evita di sproloquiare sui MAGA, che con l’elisoccorso c’entrano come i cavoli a merenda.
Grazie.
Lasciamo perdere l’ineggiare alla sospensione di un servizio salva vita perchè:
frase che si commenta da sola per la violenza da leone da tastiera tipica dei tempi che viviamo, oppure linkare video che chiaramente non ci si da nemmeno la pena di guardare dal momento che l’influencer insultato e denigrato è uno dei pochissimi che invece ha per primo chiarito che, essendo SOCIO CAI ATTIVO, sapeva benissimo quello a cui andava incontro e sapeva perfettamente che avrebbe pagato e anche un’idea della cifra e non ha mai, ripeto, MAI all’interno del video stesso messo in discussione la cosa visto che sa perfettamente il valore del mezzo e delle professionalità coinvolte.Trovo patetici e avvilenti inoltre i toni e i commenti su fatti assolutaemnte non verificati come l’ipotesi che queste persone possano non pagare. Per quanto i furbi ci sono ovunque i verbali sono verbali e le fatture sono fatture. Se una fattura non viene pagata una volta emessa esistono aziende di recupero crediti. Se le istituzioni non hanno soldi per farsi valere vi invito a tenere presente che, per quanto dispiaccia ammetterlo, non è colpa del reo che commette l’illecito ma dell’istituzione stessa o di che la finanzia. Se un’istituzione è pubblica vuol dire che la politica non ha dato i fondi. Se privata non si ha budget. Ma tutto ciò non ha nulla a che fare che non le persone a cui è stato notificato l’atto.
Ora, io non sto giustificando nulla. Trovo questo tipo di comportamenti irritanti e estremamente deleteri per chiunque vive la montagna seriamente. Vedo però ancora peggio questa polarizzazione continua di noi contro voi, di cattiveria gratuita e totale mancanza di ragionamento costruttivo o conversazione critica su ogni argomento. Tutto ciò non fa altro che invelenire e incattivire continuamente ogni conversazione. Oramai i commenti in questo blog paiono diventati dei post di 4chan o di un qualsiasi buzzurro MAGA.
Vorrei ricordare che in questo periodo le chiamate per i fungaroli non si contano, si ficcano in luoghi impensabili, hanno scarsa capacità deambulatoria, si vestono mimetizzati per paura di essere visti dai funghi eppure nessuno si lamenta a fargli a pagare il soccorso perchè ovviamente sono feriti, ma accidenti a loro!
@marcello io per scendere dal Sistema Solare faccio sempre così, ma solo perché poi mi si gonfierebbero le gambe e non riuscirei più a fare il 7a
e non torno in Patagonia perché quei miserabili figli di milei non hanno gli elicotteri
Caso emblematico che evidenzia l’idiozia di certi influencer:
https://youtu.be/WrBD-ETkVk4?si=6AycoCqvEQYBuJiq
E il bello è che in molti li seguono.
Altro che “pagare” l’elisoccorso… basterebbe interrompere il servizio per un tempo congruo, esempio 5 anni (almeno), e ci ripuliremmo da tutta questa genia di parassiti… Finché la gente “sa” che basta pigiare i tasti del telefonino e immancabilmente arriva l’elicottero a riportarti giù (a prescindere dalle condizioni di salute del richiedente), ci sarà sempre qualche “fenomeno” che userà questa opzione.
I costi? Irrecuperabili… Intanto tocca al servizio andare a recuperare i soldi con le prassi previste dal modello giuridico, con tutte le difficoltà (e è costi impliciti, tipo avvocato ecc) del caso e poi, davanti a un giudice, questi fenomeni frigneranno che la Costituzione vieta discriminazioni fra i cittadini, per cui se altri soggetti sono stati ricuperarti gratis, non c’è fondamento giuridico per l’obbligo di pagare gravante su si loro… E i giudici mica si mettono a differenziare fra il recupero di un infortunato “vero” e quello di un altro soggetto “semplicemente stanco” per cui è molto probabile che il giudice accoglierà la tesi difensiva, e li solleverà dall’obbligo di pagare, o in tutto o almeno in parte… Alla fin fine per recuperare quattro euro in croce, magari dopo anni (di lungaggini giudiziarie), non ha senso sostenere i costi vivi della procedura investire risorse immateriali, tipo il tempo di un funzionario interno che segua le pratiche. Per cui a mali estremi, estremi rimedi: niente soccorso per un po’ o almeno niente elicottero, perché la chiave è l’elicottero. infatti se tornassimo so soccorso vecchio stile, cioè solo con missioni via terra dal basso, questi fenomeni mica avrebbero il passaggio verso il fondovalle come avviene adesso. Ammesso che la squadra di soccorso (partita a piedi dal basso) arrivi fino da loro, verifica che sono solo stanchi, poveri ninin, e li accompagna giù, ma loro, i ninin, devono scendere a piedi…
La chiave di volta è sul piano educazionale e cioè insegnare a tutti che si va in montagna ragionando come se il soccorso alpino NON esistesse e, quindi, lo si chiama SOLO in condizioni oggettivamente rilevanti. L’educazione deve quindi puntare al sapersi autocontrollare su cosa si fa in montagna. Il tema è che i cannibali RIFIUTANO per definizione il concetto di autocontrollo del proprio comportamento (e non solo in montagna!)
Sicuramente
Bisogna attivare tutte le possibili soluzioni per incassare la giustissima sanzione!!……purtroppo questi personaggi se ne devono fare una ragione…..confidando che possano intraprendere dei corsi base di iniziazione alla pastorizia in primis…
Chissa se pagheranno mai….