Passo Lavazè si copre d’asfalto

Una lingua nera di 3 chilometri attraversa la desolazione lasciata da Vaia (creandone ancora di più). Perché neanche quella tempesta è riuscita a fermare i lavori, e ora a 1808 metri è possibile “ammirare” la pista da skiroll più alta d’Italia: un nastro che si insinua tra alberi sradicati, un parcheggio per camper e la strada statale, per un costo totale di 700 mila euro.

Passo Lavazè si copre d’asfalto
di Lucia Brunello 
(pubblicato su ildolomiti.it il 30 luglio 2020)
Foto: Walter Donegà

Sembra di trovarsi tra i cavalcavia di una superstrada di Los Angeles o in un circuito di Formula 1, e invece no, è solo il Passo Lavazè, in Val di Fiemme a quota 1808 metri.

Del resto quale luogo più “fortemente incontaminato” (come è definito Passo Lavazè sul suo sito ufficiale) di uno in cui, tra le cicatrici degli alberi sradicati della tempesta Vaia, la strada statale e un parcheggio per camper, serpeggia una colata di asfalto? 

Le foto parlano da sole, purtroppo, e nel contrasto tra il nero intenso della strada e il verde dei prati, si può vedere ciò contro cui, negli scorsi due anni, associazioni ambientaliste e non solo (tra cui Mountain Wilderness, Valdifiemme.it e Naturalmente Passo Lavazè) hanno combattuto. Un tentativo che però si è rivelato vano di fronte agli interessi economici locali, e ora ecco, circondato dai meravigliosi panorami del Corno Bianco, Corno Nero e Latemàr, un nastro d’asfalto, o meglio, una pista da skiroll.

Si tratta infatti di un tracciato lungo 3 chilometri per “sci a rotelle”, del costo totale di 700 mila euro, che in un suo punto vedrà anche la realizzazione di un poligono da tiro, come si può ben vedere nella foto qui sotto. 

Il progetto era stato approvato nell’agosto 2018, con grande soddisfazione del sindaco del comune di Varena, Paride Gianmoena (ora uno dei due candidati al neonato Comune Ville di Fiemme). Pochi mesi dopo, la spaventosa tempesta Vaia (che tra tutti i luoghi ha colpito fortemente anche la Val di Fiemme, le foreste di Varena e del Passo Lavazè mettendo in ginocchio intere comunità). Terribile calamità che però non ha affatto intimidito l’amministrazione comunale, che anzi ha colto la palla al balzo per dare gas al progetto, addirittura etichettandolo come parte di un piano di “riqualificazione ambientale” del Passo Lavazè. 

Incredibile pensare come, nonostante la tempesta, in quello che doveva essere un momento chiave per riflettere sul nostro rapporto con la natura e pensare di elaborare nuove strategie di tutela ambientale, si sia scelto di costruire sulle “macerie” di Vaia. Ma è chiaro come, per i diretti interessati, la priorità l’avesse il portare a compimento la grande ambizione di realizzare la pista da skiroll più alta d’Italia.

Sono passati quasi due anni da quei giorni di fine ottobre 2018, e quindi la tempesta per molti è diventata ormai un ricordo, nonostante i segni del suo passaggio rimarranno ancora per molti, molti anni. Ma, insomma, è incredibile pensare come, nonostante l’apprensione e delicatezza dell’evento, in quel momento si sia scelto di proseguire con i lavori.

E quindi continua la devastazione delle nostre montagne nella somma dei tanti differenti progetti in corso (tra impianti di risalita, innevamento artificiale e malghe e rifugi con i comfort della città) tutti accomunati dal desiderio di voler spremere ogni filo d’erba delle Dolomiti fino all’ultimo centesimo.

Rimane ora da vedere in quanti saranno a volersi recare al Passo per utilizzare la pista da skiroll e quanti, invece, di fronte a tanto asfalto e poca natura (chi per principio, chi per indignazione) sceglieranno di starci bene alla larga.

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Passo Lavazè si copre d’asfalto ultima modifica: 2020-08-22T05:46:43+02:00 da GognaBlog

62 pensieri su “Passo Lavazè si copre d’asfalto”

  1.  Diamo tempo al tempo e ai fattori meteo..e’ nero perche’ appena terminato.. col tempo crescera’ erba fino ai bordi e l’asfalto si sporchera’di terra..e nulla vieta di far marcire erba sull’asfalto e  far prendere una tinta meno impattante..o di colorare di verde camouflage…  Vi sono altre piste per ski roll  asfaltate a Dobbiaco,    Forni Avoltri  ecc…dove lo sci di fondo e’ praticato pure in inverno.  Se non erro, ormai il Codice della strada consente pattinaggio e ski roll pure su piste ciclabili.. e val di Fiemme e Fassa sono unite da ciclabile
    In altre zone , Visentini sa bene dove, hanno costruito piste forse piu’ costose..  per sci fondo estivo  ,artificiali,in plastica con sporgenze a spazzola..di colore rosso e scie  parallele verdi .. polemiche locali a non finire..importante e’che poi ci sia utenza e non rimangano opere in degrado inutilizzate…ovvero fondi pubblici sprecati…

  2. Non essendoci uno spazio pubblico, se non quello dei commenti agli articoli, a volte il dibattito prende una piega che ha apparentemente poco a che fare con l’articolo originario, ma in realtà ne è intimamente connesso. Le precisazioni in corso sono doverose. Le preoccupazioni di Pasini sono anche le mie. Io aggiungo una considerazione in più: il clima da potenziale rissa interna è prodromico al rischio che qualcuno, magari senza rendersene conto, si lasci scappare un “insulto” verso l’esterno, con le conseguenze illustrate da Roberto. Pertanto occorre che evitiamo fin dall’origine questo rischio, tenendoci ben alla larga dal clima rissoso. Infatti eventuali “multe” (specie se ingenti) a carico dell’amministratore del Blog, comporterebbero di fatto la chiusura del Blog: chi è genuinamente interessato al Blog fa in modo che si stia lontanissimi da tale rischio. Buona giornata a tutti!

  3. Vorrei evitare di essere causa involontaria di un nuovo focolaio di ScazzVid 19. Ripeto di nuovo cosa ho imparato, contando sempre sull’intervento di qualcuno dei nostri competenti. Un blog è un “locale” pubblico gestito da un proprietario che ospita liberamente vari avventori. Se un ospite entra e mette sul tavolo cose potenzialmente insultanti o diffamenti verso terzi se ne assume ovviamente le responsabilità. Il gestore del locale non è tenuto ad esercitare un controllo preventivo. Se tuttavia qualcuno si sente leso, può chiedere che tali contenuti vengano rimossi. Il proprietario del locale può rimuoverli o no. Se non lo fa, si assume la responsabilità ex post della loro divulgazione e il pitenziale danneggiato potrebbe anche richiedere il blocco o il sequestro del locale, come accade con i giornali. Quindi bisogna essere un po’ attenti quando si mette la propria roba sul tavolo come ospiti e gli altri avventori che hanno a cuore il locale invece di farsi i fatti loro fanno magari cosa utile dicendo a chi esagera: amico attento, stai un po’ eccedendo, non creare inutili problemi a questo bel locale, contieniti e rispetta qualche regola minima. Non ci vuole poi molto. Il resto sono solo ridondanze. Con speranza che il dialogo possa essere servito. 

  4. Scusate, ma l’argomento non era la pista di skiroll del Lavazè?
    Cerchiamo di mantenere la pertinenza stretta al tema e non partiamo per la tangente …. comunque non solo in un blog ma in qualsiasi normale confronto i toni da usare devono essere improntati alla massima correttezza, anche formale oltre che sostanziale. Senza questo ne va della civile convivenza.
    Chiediamoci piuttosto, alla luce del fatto compiuto, cosa concretamente potremmo fare per:
    1. salvare il salvabile (ad esempio imporre che chiunque utilizzi la pista paghi una quota per la riforestazione dei dintorni anche in termini compensativi delle proprie emissioni per accedere al luogo – v. ad esempio il sito di Etifor https://www.etifor.com/it/ – tendo a sottolineare che non ho rapporti con qs. società)
    2. fare azione di pubblica denuncia con la creazione di un sito apposito che disincentivi l’uso della struttura (e se fallisce i promotori siano tenuti al ripristino ambientale dei luoghi come erano in origine);
    3. ……. (accettasi proposte).
    Saluti.
    MS

  5. Sinteticamente, perché non ho tempo da investire in dialoghi fra sordi: mi pare proprio che, nel corso del tempo, frasi come “spari cazzate a vanvera” siano state scritte da voi (parlo di un “voi” generico, in cui confluiscono diversi personaggi), da voi a me e non viceversa. Una sola volta ho perso la pazienza, mi pare a giugno. La bagarre di luglio, la cosiddetta rissa da taverna (che ha costretto Gogna a un repulisti profondo di molti interventi disdicevoli), non mi ha minimamente visto coinvolto: quella sera non ero minimamente collegato. Attenzione che i due fenomeni, apparentemente slegati, sono invece intimamente collegati: se il clima dominante all’interno del blog, anziché imperniarsi sul confronto “ordinato con i capelli pettinati”, tende alla rissa da taverna, è facile che prima o poi a qualcuno scappi un insulto verso l’esterno (caso del pirla qui accaduto), con tutte le considerazioni illustrate da Pasini (di cui condivido le preoccupazioni in merito).

  6. Francamente non so cosa tu intenda con “rissa di luglio” e tantomeno ricordo come si sia sviluppata.
    Ma sostenere che la colpa sia sempre e comunque di qualcun altro, alla lunga porta di solito ai progrom o a invadere la Polonia.
    E il fatto che in tanti sostengano inneggianti, non è fonte di ragione ma di preoccupazione, semmai.

  7. Lungi da me alimentare polemiche, ma una rapidissima precisazione metodologica è doverosa C’è un vizio di fondo in molte vostre posizioni: confondete l’esposizione delle mie idee, ai vostri occhi fastidiose, con la modalità di esposizione. Non credo di aver nulla per cui devo sottopormi ad autocritica. D’altra parte se voi stessi mi rinfacciate che sono un tipo “ordinatino, con i capelli pettinati e il fiocco sotto il collo”, non posso esser accusato contemporaneamente di avere andazzi da taverna. Di fatti la rissa di luglio non mi vide agire nel suo iter. Quanto alle idee, se vi disturbano, non potete auspicare la censura delle stesse: non sarebbe più un sito pluralista e aperto a tutti. Ci sono molti lettori, magari silenziosi, che si allineano su posizioni simile alle mie (ricevo spesso commenti diretti). Io ripropongo a tutti l’abitudine di saltar a piè pari i testi e/o gli autori che si sa già che non piacciono. Lo faccio abitualmente da decenni e non solo su temi di montagna, né limitandomi a questo sito. D’altra parte è un suggerimento che avanza lo stesso Gogna nell’introduzione di uno degli articoli  “Turismo bianco-futuro nero” (vedi: https://gognablog.sherpa-gate.com/turismo-bianco-futuro-nero-3). Buona giornata a tutti!

  8. “quando vi fate prendere la mano, che sia con le lettere maiuscole (che, come sottolinea Pasini, in un blog sono urla) sia con irruenza senza controllo, è un attimo che sconfiniate nella rissa da taverna, come è successo a luglio, costringendo Gogna a cancellare i vostri interventi fuori luogo”
    Sono d’accordo, talvolta c’è bisogno di un po’ di autocontrollo.
    Ma a poco serve senza un minimo di autocritica…

  9. Urlare. A qualcuno piace molto questo tipo di comunicazione e lo usa abitualmente. Per diversi motivi che non è il caso di indagare. Comportamento genera comportamento. Poi ognuno fa come gli pare e ne accetta le conseguenza su di se e sugli altri, anche i minori. Per me il discorso è chiuso. Questa sequenza, a partire dalla rimozione di alcuni contenuti riguardanti persone appartenenti a istituzioni della Polizia e della Guardia di Finanza, è stata per me un’occasione per documentarmi su un tema che conoscevo poco: le responsabilità di chi scrive e di chi gestisce un blog, luogo pubblico e non privato. Un tema molto attuale e controverso, sul quale sarebbe interessante un contributo dei nostri uomini di legge come Gignesi. Potrebbe avere un valore educativo e preventivo. Sempre meglio prevenire che reprimere si diceva in tempo.

  10. e che male c’è ad URLARE !?!?
    mio padre, quando lo facevo incazzare mi urlava,  non mi sembra che mi sia guastato l’udito  per questo.
     

  11. Per Di Natale: fai bene a coltivare le tue preferenze, ci mancherebbe, ma vedi ben che quando vi fate prendere la mano, che sia con le lettere maiuscole (che, come sottolinea Pasini, in un blog sono urla) sia con irruenza senza controllo, è un attimo che sconfiniate nella rissa da taverna, come è successo a luglio, costringendo Gogna a cancellare i vostri interventi fuori luogo. Meglio evitare tutto ciò fin dall’origine. Per il resto, come puoi constatare di persaona, ci sono moltissimi lettori che evidentemente sono anche loro di indole “capelli ordinati e fiocco al collo” per cui è corretto che, in un blog pluralista, ci sia anche spazio per chi scrive in maniera tale che far piacere a categorie di lettori di stampo antitetico rispetto al tuo. Se chiedi rispetto devi essere il primo che esprime rispetto per chi è “diverso” da te. Ciao!

  12. Per Di Natale. Forse hai sbagliato bersaglio. Io sono intervenuto prendendo un po’ in giro con blanda ironia uno che urlava ingiurie con lettere maiuscole ( le lettere maiuscole in un blog sono urla) ai progettisti del nastro d’asfalto. Niente a che vedere con il rifiuto di un confronto vivace, quando ci vuole. Poi abbiamo fatto qualche considerazione sulle responsabilità dirette e indirette quando si interviene in un blog, responsabilità diverse ma non troppo da quelle di chi scrive sui giornali e a volte dimenticate da chi interviene pensando di chiacchera tra amici per telefono,  dove tutti siamo più svaccati. Tutto qui. Per il resto capelli corti ma non ordinati e niente cocco della maestra. Stai sicuro di questo e abbi una buona domenica. 

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