Passo Santner – 1

Tre piani con il triplo dei posti letto: fa discutere la nuova struttura piramidale del rifugio Passo Santner (Santnerpasshütte), gestito da privati nel comune di Tires.
Avevamo già affrontato l’argomento in:
https://gognablog.sherpa-gate.com/cantieri-scatenati/
https://gognablog.sherpa-gate.com/la-minaccia-al-passo-santner/

Il nuovo maxirifugio sul Catinaccio
di Valentino Liberto
(pubblicato su salto.bz/it il 28 giugno 2022)

Le immagini, come spesso accade, hanno fatto rapidamente il giro dei social. Scattate da qualche escursionista, magari salito lassù dal Gartl, l’anfiteatro dolomitico che secondo la leggenda di Re Laurino accoglieva il giardino delle rose, il Rosengarten appunto. In cima alla salita, sull’orlo dello strapiombo della parete occidentale del Catinaccio, ecco passo Santner, da cui si gode una vista mozzafiato che abbraccia la val di Tires e l’area di Carezza, spingendosi ben oltre la conca di Bolzano. Il valico tra le rocce, a quota 2734 metri sul livello del mare, ospitava dal 1956 un rifugio di quelli iconici, una casetta in legno completamente sepolta dalla neve d’inverno. Ora, però, l’edificio ha lasciato il posto a una nuova struttura in metallo, decisamente più grande, decisamente più impattante.

A Passo Santner, al posto della gloriosa piccola capanna eretta per dare ricovero ad alpinisti e soccorritori, il nuovo rifugio, una tenda di cristallo triangolare, struttura avulsa dall’ambiente circostante, con una stazione di arrivo della teleferica che fa pensare di più a quella di una funivia con cabina per trasporto persone che a quella per il semplice rifornimento del rifugio” scrive la Commissione Tutela Ambiente Montano (TAM) del CAI Alto Adige.

Il “vecchio” Rifugio Passo Santner: una meta molto amata dagli escursionisti sul Catinaccio / Rosengarten.

I proprietari del rifugio, la famiglia Perathoner proprietaria anche del rifugio Alpe di Tires, hanno ricevuto il via libera al progetto di demo-ricostruzione dal Comune di Tires, dopo la bocciatura di due diverse proposte. La notizia, come racconta ilDolomiti, fu accolta con sgomento e sorpresa da CAI e Alpenverein. Secondo il gestore Michel Perathoner, la struttura era troppo esigua: “Il magazzino è molto piccolo, le persone a casa hanno un frigo più grande di quello che abbiamo noi quassù”, spiegò a ilDolomiti, e “quando c’è maltempo non abbiamo abbastanza spazio per accogliere tutti gli escursionisti all’interno per ripararsi. Perciò vogliamo ampliarci”. Il progetto del nuovo Passo Santner, oltre che dal Comune di Tires, è stato approvato dall’Ufficio Parchi della Provincia e dalla Fondazione Dolomiti Unesco: il rifugio infatti si trova nel parco naturale Sciliar-Catinaccio, in zona Patrimonio Unesco. Alto tre piani, i posti letto previsti sono 32 (erano 12).

Lavori in corso: il cantiere per il nuovo Rifugio Passo Santner, sul Catinaccio/Rosengarten.
10 luglio 2022. Foto: Salvatore Bragantini.

Un angolo delle Dolomiti che sembra non conoscere pace, dopo il caso della funivia Tires-Malga Frommer e la querelle attorno al nuovo Rifugio Fronza alle Coronelle. Re Laurino maledì il suo giardino affinché non si vedesse né di giorno né di notte, ma dimenticò il tramonto. Forse sarebbe meno smemorato, di fronte a una situazione tutt’altro che rosea per il suo Catinaccio / Rosengarten

Valentino Liberto

(continua)

19
Passo Santner – 1 ultima modifica: 2022-07-25T05:09:00+02:00 da GognaBlog

54 pensieri su “Passo Santner – 1”

  1. 54
    Avvocato Mariano Claudio Vettori says:

    Vorrei proprio vedere la delibera con cui l’amministrazione pubblica autorizzava la vendita del terreno demaniale al privato: 1.100 metri circa a 30/31 € a metro.-
    Sicché tutto il Catinaccio è demaniale … salvo i 1.100 mq., acquistati dal privato tra l’altro  ad un prezzo da fame.-
    Bastava dare la superficie in concessione per un canone annuale  3/4 volte superiore e alla fine il terreno col Rifugio restava demaniale !
    Lo fanno sempre ed è il mezzo normale per affidare in uso beni pubblici ma questa volta l’hanno fatta davvero grossa.-
    Roba da prendere a sberle gli amministratori pubblici implicati… che non sono stupidi, sono DELINQUENTI.- 
    Se la delibera poi è del Comune di Tires o della Provincia Autonoma di Bolzano poco importa  perché la Provincia ha comunque il controllo tutorio sugli atti di disposizione dei demanii comunali.-
    E’ora di capire che lo stesso potere amministrativo uguale da 75 anni (SVP e Giunta Provinciale sono la stessa cosa) è un regime come l’Uzbekistan, il Kazakistan e compagnia bella.- 
    Per cui il potere politico fa quello che vuole … compreso nominarsi i Giudici che devono poi giudicarlo.-
    Spero solo che un fulmine attratto dalla lamiera metallica (la cosa non è più sporadica) colpisca  (in periodo di chiusura) questa schifezza e faccia sparire questo gigantesco monumento alla gigantesca COGLIONERIA DELINQUENZIALE dei cosiddetti pubblici amministratori.- 
     

  2. 53
    Pierlorenzo Bagnasco says:

    Chi ripone nella fondazione UNESCO propositi nobili e volti alla salvaguardia ambientale, è un povero illuso. Gli interessi guidati dalla cieca avidità di molti montanari (leggi ignoranza) vanno a braccetto con UNESCO, Province Autonome e imprenditori che hanno visto, oltre la loro valle, solo luoghi artificializzati per turisti spendaccioni.

  3. 52
    Luigi Casanova says:

    La lotta per una montagna autentica è ormai perduta. Una situazione irrecuperabile. Le due Province autonome, Bolzano e Trento assieme alla regione Valle d’Aosta interpretano la volontà dei loro montanari. La cultura della montagna è ormai assimilata a quella cittadina, ci siamo resi servi, tappeti delle volontà degli ospiti. Va solo detto che assieme al CAI e Alpenverein tutte le associazioni ambientaliste, unite nel Dachverband, hanno svolto una azione di opposizione ferma. Chi sostiene il contrario è in malafede, si studi i documenti depositati in provincia di Bolzano.
     

  4. 51
    Matteo says:

    “Chissà se hanno pensato che l’acqua potrebbe non bastare per tutta l’estate”
    che gli frega a loro? tanto ci sono gli elicotteri e le teleferiche, no?

  5. 50
    Claudio says:

    Chissà se hanno pensato che l’acqua a quelle quote potrebbe non bastare per tutta l’estate per una struttura come quella precedente, figuriamoci per una struttura grande il triplo? Se si dovessero ripetere un inverno e un’estate secchi come quelli di quest’anno ci sarà da ridere…. 

  6. 49
    albert says:

    dopo recenti temporali in pianura, i tg hanno elargito consolanti filmati  di stutture lamierate strappate dai supporti ed accartocciate come fogli di giornale.C’e sempre un emulo di Vaia pronto a por termine alle contese tra valorizzatori e protettori. Leggi parte finale de “il  Duca”https://www.einaudi.it/catalogo-libri/narrativa-italiana/narrativa-italiana-contemporanea/il-duca-matteo-melchiorre-9788806252311/

  7. 48
    Ikbo says:

    Questo è l’alto adige o sudtirol, come volete chiamarlo sempre quello è: tutte parole per l’ambiente, poi nei fatti interessa solo i soldi! Pensano solo a spennare i turisti, sbancare per creare e allungare piste da sci, piantare meleti pieni di trattamenti chimici! Questa gente non ama la montagna

  8. 47
    Deborah Micaela Perri says:

    Vergognoso e oltraggioso per la montagna e chi la ama, qui si tratta di affari e non di un rifugio per dare servizi e riparo. Mi chiedo come sia stato possibile dare un permesso del genere e in cambio di cosa, altro che mafia, se no non si spiega! E anche l’unesco che dovrebbe tutelare il patrimonio perché non lo fa??

  9. 46
    Michele says:

    Sono veramente stupito nel vedere il nuovo rifugio. Sono stato 3 volte in quello precedente ed era una sensazione unica. Purtroppo parlo di circa 45 anni fa. I tempi cambiano ma siamo sicuri che cambiano in meglio?

  10. 45
    Michele says:

    Caro perathoner 
    Inventore dell’obrobrio, tu non sei altoatesino e nemmeno sudtirolese. Sei abitante di Sirio. Torna nel tuo mondo…
    Che schifo…,!

  11. 44
    Luciano Pellegrini says:

    La montagna è un mercato. Si raggiunge con le funivie ed elicotteri, ma per divertirsi. Vergognoso l’approvazione di questo edificio, bruttissimo come struttura, specialmente dalla Fondazione Dolomiti Unesco. Questa volta il CAI ha reclamato, e le altre 80 associazioni ambientaliste oltre al parco?

  12. 43
    Riva Guido says:

    Quando inizia il mio primo lavoro mia madre mi disse: Se stai a casa ci guadagno!

  13. 42
    Matteo says:

    “In certi alberghi e ristoranti  di città e localita’ iperturistiche, faticano a trovare chef, panettieri, camerieri (pagati secondo contratto di categoria, ferie, contributi,  malattia,ecc)”
    Si, Albert, certo…è che i ggiovani non c’hanno voglia di lavorare!
    https://www.repubblica.it/economia/2022/01/25/news/dumping_contrattuale-335218405/

  14. 41
    Puly says:

    Sono disposto ad accettare il nuovo rifugio Satner anche se è un oltraggio alla montagna ma la teleferica che attraversa con due piloni lo scenario delle Torri del Vaiolet è da condannare senza appello
    mi chiedo quali intrecci mafiosi ci siano al comune di Novalevante per dare i permessi e i soldi per questa ignobile rovina paesaggistica 
    invito tutti a Non frequentare mai più il Satner e i suoi dintorni 

  15. 40
    albert says:

    invenzioni americaneggianti english sounding https://www.ladige.it/montagna/2022/07/21/aperitrekking-al-bivacco-vigolana-l-ira-della-sat-contro-l-apt-di-folgaria-e-di-nostra-proprieta-non-ci-avete-consulotati-iniziativa-inopportuna-1.3270373..quanti “ing” finali  ci sono per far terminare attività speciale di pianura o montagna???
     

  16. 39
    Alberto Benassi says:

    32
    Marco says:
    25 Luglio 2022 alle 21:14
    Belle parole, andavate voi a gestore il vecchio rifugio e lo lasciavate com’era, mettendoci ivostri soldi per amore della natura ovviamente, e auguri con 12 posti letto.

    Egregio Sig. Marco, forse non avete capito che il vero patrimonio, il vero capitale , è la bellezza dell’ambiente naturale che sono le Dolomiti.  Questo patrimonio va protetto e mantenuto nel tempo perchè è da qui che nasce e durerà nel tempo la ricchezza delle Dolomiti e delle sue genti. Quindi diamoci un freno a colate di cemento armato, lamiere luccicanti e cavi d’acciaio.

  17. 38
    albert says:

    32) il bilancio si farà in ottobre,  chissà se hanno elaborato un business plan.  saranno solo soldi loro?o qualcuno  (  Giorgio  Daidola docente universitario chissà quanti ne ha visionati!)ha visionato  tale piano?
    32 posti letto da gestire con settore ristorazione non sono soltanto incasso, ma anche spesa. In certi alberghi e ristoranti  di di città e localita’ iperturistiche, faticano a trovare chef, panettieri, camerieri.(pagati secondo contratto di categoria, ferie, contributi , malattia ecc) per convincerne ad isolarsi ad alta quota forse ci vogliono “incentivi”.

  18. 37
    albert says:

    almeno tante vetrate a specchio, per riflettere le rocce vicine!

  19. 36
    Fabio says:

    Per carità. Il rifugio sarà molto più “comodo”, “ospitale”, eccetera. Vedi commento in tedesco. Sono le solite giustificazioni. Vedo rifugini storici trasformati in ristoranti in quota, con menù e camerieri, e magari la navetta per arrivarci. Volete la montagna come l’hinterland milanese? Volete mandare via gli appassionati della montagna in favore dei mangiatori di cervo e polenta? Avanti così. Svendetevi. La struttura, poi, è un insulto: increscioso come sia passata al vaglio delle autorità. Increscioso.

  20. 35
    Massimiliano says:

    Nessun vero appassionato di montagna metterebbe piede in wuell ammasso di lamiere.ma l unescu..dove caxxo e????non dovrebbero proteggerli certi luoghi???fate tutti schifo..unescu comune enti…tutti vergognatevi

  21. 34
    Franz says:

    Hier steigern sich die Kritiken, habe bereits einige in den Medien gehört. Deswegen sind wir letzte Woche hinaufgegangen zu übernachten. Die Hütte gefällt mir, sehr gut in die steinige Umwelt passend, funktionell und stabil gebaut. Auf einen neuen funktionelleren Baustiel müssen wir uns auch in den Bergen einlassen. Man wird gut bewirtet und freundlich aufgenommen. Der Komfort in dieser neuen  Hütte ist auch angebracht. Ich glaube und wünsche, diese ganzen Kritiken bringen den Betreibern viele Besucher

  22. 33
    Paoloche says:

    Allucinante, oltre al fatto in sé, che il progetto sia stato approvato dalla fondazione  dolomiti UNESCO.  La provincia autonoma di bz, si sa, al di là della patina di rispetto per l’ambiente che millanta, è capace di approvare le peggiori porcate (vedi la funivia appena sotto). Mi chiedo anche, però,  perché ormai nessuna associazione ambientalista o alpinistica è più capace di organizzare per tempo manifestazioni abbastanza rumorose da bloccare questi scempi. 

  23. 32
    Marco says:

    Belle parole, andavate voi a gestore il vecchio rifugio e lo lasciavate com’era, mettendoci ivostri soldi per amore della natura ovviamente, e auguri con 12 posti letto.

  24. 31
    Simone says:

    La cosa.piu ridicola è che ci propinano che amano il loro territorio e vogliono proteggere la natura … Per loro, e con loro intendo gran parte delle comunità montane, la montagna è business e non gliene frega proprio niente di salvaguardare casa propria, siamo il paese delle annunci e delle.belle parole.
    La pace della montagna la cerco in altri posti ormai mica in val di Fassa o simili, stesso discorso per i rifugi che ormai di rifugio non hanno nulla

  25. 30
    Aldo says:

    Sono ritornato dalla val di Fassa mercoledi sono andato  al Boe e all’ Alpe di Tires mi sono ritrovato  un 5 stelle  PER FAVORE NON CHIAMIAMOLI PIÙ  RIFUGI 

  26. 29
    simoc77 says:

    22) altro articolo sull’argomento, dove si dice che sono proprio i giovani che hanno voluto questa strutt.. bruttura! https://www.montagna.tv/203707/il-nuovo-rifugio-santner-sul-catinaccio-e-pronto-ad-aprire-e-fioccano-le-polemiche/

  27. 28
    Cla says:

    Settimana scorsa ero al passo della Novena in CH. Sopra il lago di Gries sono state piazzate 4 pale eoliche da 70 m. Si vedono da km di distanza, rendono inguardabile il tutto. Pale ferme=produzione energetica 0
    Non dobbiamo certo andare ad insegnare alla Svizzera come si fa a distruggere l’ambiente naturale. 

  28. 27
    Renata says:

    È una vergogna. La realizzazione della nuova funivia Tires – Coronelle è ancora più vergognosa. Servirà solo ai clienti dell’albergo adiacente alla stazione dì partenza. Così i clienti possono comodamente andare a sciare, basta attraversare la strada. L’albergo sarà sempre pieno anche in inverno.

  29. 26
    Cla says:

    Bertoncelli 23 e Daidola 20.
    Chi a valla è approva queste bruttore sono gli stessi che poi le costruiscono o sono molto legati fra loro. La mafia non è solo siciliana, il sistema è attivo ovunque. I costruttori sono molto presenti in qualsiasi amministrazione, ad ogni livello. Impossibile fermarli! 

  30. 25
    Giuseppe Vasta says:

    @Agostino Venturini (19): credo invece che sia utile parlarne, per evitare altri obbrobri simili (che c’è chi vorrebbe spuntassero come funghi)

  31. 24
    albert says:

    20) ormai l’azione passa ai  passanti frequentatori( o mancati tali)…sempre che riescano a scampare alla ferrata Santner ,che ultimamente e’ stata teatro-causa di cadute e decessi.I “vecchi nostalgici indignati estimatori” hanno pur sempre una certa”capacità di spesa e di giramento di palle””, i giovani con difficoltà di reddito solo lo gusti  moderni e mentalità atte ad apprezzare le strutture avvenieristiche
    e “‘ a bursetta e’ mammà”.

  32. 23
    Fabio Bertoncelli says:

    “Ma questi enti che l’hanno approvato: ‘Comune di Tires, è stato approvato dall’Ufficio Parchi della Provincia e dalla Fondazione Dolomiti Unesco’ma che senso della bellezza hanno? Ma non la vedono la bellezza che mamma natura gli ha messo a disposizione? Come fanno a sporcarla con tali brutture, come si fa ad esserre così sterili??”
     
    Non si tratta di errori, commessi in buona fede. Non si tratta di senso della bellezza carente o alterato.
    Questa gente è in malafede.

  33. 22
    Alberto Benassi says:

    spero che i giovani abbiano l’intelligenza  di rendersi conto della bruttura di certe realizzazioni e abbiano la forza di reagire e lottare con queste  offese alla bellezza che la natura ci ha regalato.
    Ma questi enti che l’hanno approvato: ” Comune di Tires, è stato approvato dall’Ufficio Parchi della Provincia e dalla Fondazione Dolomiti Unesco
    ma che senso della bellezza hanno? Ma non la vedono la bellezza che mamma natura gli ha messo a disposizione? Come fanno a sporcarla con tali brutture, come si fa ad esserre così sterili??

  34. 21
    Ale says:

    In questo caso non vi si può che dar ragione, ma come gli è venuto in mente di realizzare un edificio così in un posto del genere? Mi ricorda quei gabinetti all’aperto, stile vecchie latrine, in versione maxi. Mi dispiace, ma questa struttura è veramente inguardabile e invadente. È triste davvero.

  35. 20
    Giorgio Daidola says:

    Chi amministra e avalla queste brutture è stato eletto, direttamente o indirettamente, da una maggioranza popolare che sembra unicamente capace di farsi governare da gente del genere. Gente tutt’altro che giovane, quindi i gusti e la mentalità dei  giovani, anche se discutibile, non è responsabile delle loro efferatezze.

  36. 19
    Agostino Venturini says:

    Caro Benassi, penso che discuterne sia tempo perso, ormai è fatto. In quanto al dialogo tra generazioni il problema è che questo non è più un semplice salto generazionale, siamo due specie mentalmente diverse, che non riescono a comunicare tra di loro. E in fin dei conti non credo che dei veri amanti di montagna usufruiranno di quella struttura, si rifiuteranno di farlo. Quello è un albergo per turisti, non un rifugio per alpinisti. Certo io lì non mi fermerei mai e solo questo potrebbe far capire l’errore che è stato fatto, se il famoso dio denaro non entrasse qualche domanda se la farebbero! Non pensi?

  37. 18
    Alberto Benassi says:

    Quindi si godano la montagna come piace a loro, poiché non sapranno mai cosa abbiamo vissuto e gustato noi. Non hanno modo di far confronti tra il prima e il poi, e quel che conta oggi è il dio denaro.

    che conti il dio denaro è indiscutibile.
    Però un legame tra il passato e i giovani, c’è. E sono coloro che quel passato l’hanno vissuto e sono ancora qui per porterlo raccontare.
    “Sentito il racconto, il bimbo ristette, lo sguardo era triste, e gli occhi guardavano cose mai viste e poi disse con voce sognante: Mi piaccion le fiabe, raccontane altre!”
    e forse oramai, come recita Guccini è tardi?
     
     

  38. 17
    Mario says:

    Non vedo sorprese . L’articolo cita tre livelli di approvazione , Comune, Ufficio Parchi della Provincia e Unesco, quindi qualcuno ci ha messo il naso e la testa prima che altri ci mettessero le mani. Tutti innocenti? Un’opera nel solco della ‘romagnizzazione’ della Riviera Dolomitica e dei suoi frequantatori . Un cesso. 

  39. 16
    carlo barbolini says:

    La cosa meno brutta è la gru … Non oso pensare come dovevano essere le due precedenti proposta bocciate…

  40. 15
    Riva Guido says:

    Più la “cosa” è orrenda, più se ne parla e più ci si indigna. Direi obiettivo raggiunto: Sarò fumoso!

  41. 14
    Critico says:

    Il luccichio che da lontano attira i fruitori. L’obiettivo non è fare una gita in montagna ma sedersi al tavolo del ristorifugio. Più che gitanti dei “magnatori”. E la bruttezza della struttura diviene un “vanto” progettuale. Occorre ripensare alla moltitudine che prende d’assalto le montagne.

  42. 13
    antoniomereu says:

    Forse perduto per sempre maestranze e manualità  e buon gusto ci si affida ad emuli e giovani Scarpa(rampanti) anche in quota …mi unisco coralmente al disgusto dei commenti precedenti.

  43. 12
    Andrea says:

    Leggo in 1 che il gestore afferma che con il tempo il “luccicore” della lamiera si attenuerà. Ho percorso qualche giorno fa il sentiero che da NigerPass conduce a SchillerHof, sentiero che consiglio a tutti perché, a causa dei disboscamenti di Vaia, si è aperta completamente la vista su tutto il Rosengarten e tutto il Latemar, in una prospettiva che ritengo unica. Ebbene, il lamierone del tetto del rifugio brilla come un faro nella notte, ed è misteriosamente sempre in riflesso del sole. Forse manca qualcosa, forse monteranno qualche pannello fotovoltaico, ma, se resta così, lo vedremo bene per molto tempo. Già che ci sono, aggiungo il mio parere personale su questa vicenda: oltre alla discutibile forma del rifugio, oltre al netto aumento dei volumi, oltre alla teleferica/seggiovia finanziata dal pubblico,  una cosa che mi fa molto incazzare è la difformità di gestione delle norme di tutela ambientale: a me, in un oscuro comune della bassa bolognese, chiedono una perizia tecnica ed una scia per poter potare un ramo di un albero se è maggiore di  7cm (sette centimetri!) di diametro; qui si autorizza questa cosa. Forse mi sfugge qualcosa…

  44. 11
    Fabio Bertoncelli says:

    “Venghino, signori! Venghino a Gardaland! Qui ci sono giostre per grandi e piccini.”

  45. 10
    Andrea Veronesi says:

    A mio avviso semplicemente osceno..da quando le Dolomiti sono diventate patrimonio dell’umanità le cose invece che migliorare peggiorano..un parco divertimenti a cielo aperto..
     

  46. 9
    Agostino Venturini says:

    Inutile arrabbiarsi, è il segno dei tempi. Chi come noi, vecchi frequentatori della Montagna, l’ ha vissuta com’era un tempo, si scandalizza, giustamente dico io, per cose come questa ormai diventate quotidiane. Ma i giovani nati in questa era orwelliana non conoscono il piacere di frequentare la Montagna selvaggia e senza comodità com’era più di cinquant’anni fa. Oggi non basta stare al coperto e sfamarsi con un piatto di minestrone o con polenta fredda e formaggio e magari dormire sulla tavola perché le brande sono tutte occupate, si vuole il menù stellato, la doccia calda, la camera singola e naturalmente internet e copertura di segnale per il cellulare. Quindi si godano la montagna come piace a loro, poiché non sapranno mai cosa abbiamo vissuto e gustato noi. Non hanno modo di far confronti tra il prima e il poi, e quel che conta oggi è il dio denaro. A noi restano ancora zone sconosciute ai più dove poter godere ancora del vecchio modo di frequentare la Montagna. L’importante è ricordarsi sempre di non tornare dove si è stati molto felici, si tornerebbe sempre fatalmente delusi. E la nuova delusione cancellerebbe il ricordo della felicità passata. Mai ritornare …

  47. 8
    albert says:

    5)riccerca WEB”Bunker svizzeri camuffati”https://www.swissinfo.ch/ita/sembrano-chalets–ma-sono-bunker/4086360
    Pecatoche non ci sia piu’ “Christo ha vissuto la sua vita al massimo, non solo sognando ciò che sembrava impossibile, ma facendolo diventare realtà. L’opera di Christo e Jeanne-Claude ha riunito le persone attraverso esperienze condivise in tutto il mondo, e il loro lavoro vive nei nostri cuori e ricordi. Christo e Jeanne-Claude hanno sempre chiarito che le loro opere in corso di realizzazione proseguiranno dopo la loro morte. Rispettando i desideri di Christo, ‘L’Arc de Triomphe, Wrapped’ a Parigi, Francia, è ancora in pista per settembre”.Una bella impacchettata   della piramide di chi ha raccolto la fiaccola…potrebbe essere un richiamo. Anche per la stazione terminale di certe funivie!! una proposta per il commento 6
     

  48. 7
    Vittorio Detassis says:

    .🎋🎋

  49. 6
    Alberto Benassi says:

    Ho salito parecchie volte la parete della Croda di Re Laurino sottostante il passo Santner, ripetendo le diverse vie tracciate sulla parete. Una volta ci siamo anche riparati nel rifugetto  da un violento temporale che ci beccò sull’ultimo tiro della via Aliossa. Quindi conoscevo bene il piccolo vecchio rifugio.  Si era piccolo, di legno, ma accogliente e soprattutto poco appariscente.
    Adesso ecco un opera faraonica. Come giustamente è scritto nell’articolo “struttura avulsa dall’ambiente circostante” . Un cazzotto prima nello stomaco e poi in faccia.
    Mi domando qual’è il senso, il valore della bellezza che hanno coloro che  pensano e realizzano  questi obrobri.
    Ma cos’è questa piramide ? Un laboratorio segreto che nasconde una piattaforma di lancio di missili intercontinentali? O magari una mega astronave. Sembra una di quelle immagini che si vedono nei film di 007 dove si nasconde il pazzo di turno che vuole distruggere il mondo.
    Quando il sottostante rif. Re Alberto verrà trasformato  in altra mega
    piramide ??
    Continuiamo a “proporre” invece che “protestare”.
    Ma non siamo nel “giardino di Re Laurino…? Povere Dolomiti che tristezza.

  50. 5
    Carlo Crovella says:

    Si vede che sono proprio vecchio, ma mon mi piacciono queste strutture moderne e appariscenti. In Dolomiti come nelle Occidentali. Grandi rifugi e piccoli bivacchi. L’uomo deve cercare di camuffare la sua presenza nell’ambiente, non imporla con opere mastodontiche.

  51. 4
    albert says:

    https://forum.planetmountain.com/phpbb2/viewtopic.php?f=25&t=10534
    e’ questione di omonimia.Il  Giulio Gabrielli deceduto nel 1959 , figlio di Marino, venne recuperato da Cesare Maestri…in una operazione di soccorso in montagna di cui Cesare scrisse in “e se la vita  continua”

  52. 3
    albert says:

    Rifugio Passo Santner Il rifugio Passo Santner si trova all’apice della parete ovest del Catinaccio ed ai piedi della parete sud della Croda di Re Laurino, nelle immediate vicinanze delle Torri del Vaiolet, ad un’altezza di 2734 m. Fu costruito nel 1956 dalla guida alpina Giulio Gabrielli di Predazzo il quale la ha gestita negli anni successivi…mi sa tanto che non e’ lo stesso Giulio Gabrielli citato nel n. 1, tale guida si fece lo spigolo Delago parecchie volteaccompagnando clienti..mi sa tanto che poi passò la  gestione ad una  figlia e nipote…fino al 2013.

  53. 2
    albert says:

     in tema di VALORIZZAZIONE montana :IL  DUCAhttps://www.einaudi.it/catalogo-libri/narrativa-italiana/narrativa-italiana-contemporanea/il-duca-matteo-melchiorre-9788806252311/
     

  54. 1
    albert says:

    chi è l’architetto? si è intestato il capolavoro in qualche rivista ?chi gestiva prima la capanna di legno??Non ricordo il nome… forse disccendenti eredi del costruttore http://www.angeloelli.it/alpinisti/file/Gabrielli%20Giulio.html
    in intervista il gestore afferma che il luccicore della lamiera col tempo si modificherà…speriamo nella ruggine passante.

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