Passo Santner – 1

Tre piani con il triplo dei posti letto: fa discutere la nuova struttura piramidale del rifugio Passo Santner (Santnerpasshütte), gestito da privati nel comune di Tires.
Avevamo già affrontato l’argomento in:
https://gognablog.sherpa-gate.com/cantieri-scatenati/
https://gognablog.sherpa-gate.com/la-minaccia-al-passo-santner/

Il nuovo maxirifugio sul Catinaccio
di Valentino Liberto
(pubblicato su salto.bz/it il 28 giugno 2022)

Le immagini, come spesso accade, hanno fatto rapidamente il giro dei social. Scattate da qualche escursionista, magari salito lassù dal Gartl, l’anfiteatro dolomitico che secondo la leggenda di Re Laurino accoglieva il giardino delle rose, il Rosengarten appunto. In cima alla salita, sull’orlo dello strapiombo della parete occidentale del Catinaccio, ecco passo Santner, da cui si gode una vista mozzafiato che abbraccia la val di Tires e l’area di Carezza, spingendosi ben oltre la conca di Bolzano. Il valico tra le rocce, a quota 2734 metri sul livello del mare, ospitava dal 1956 un rifugio di quelli iconici, una casetta in legno completamente sepolta dalla neve d’inverno. Ora, però, l’edificio ha lasciato il posto a una nuova struttura in metallo, decisamente più grande, decisamente più impattante.

A Passo Santner, al posto della gloriosa piccola capanna eretta per dare ricovero ad alpinisti e soccorritori, il nuovo rifugio, una tenda di cristallo triangolare, struttura avulsa dall’ambiente circostante, con una stazione di arrivo della teleferica che fa pensare di più a quella di una funivia con cabina per trasporto persone che a quella per il semplice rifornimento del rifugio” scrive la Commissione Tutela Ambiente Montano (TAM) del CAI Alto Adige.

Il “vecchio” Rifugio Passo Santner: una meta molto amata dagli escursionisti sul Catinaccio / Rosengarten.

I proprietari del rifugio, la famiglia Perathoner proprietaria anche del rifugio Alpe di Tires, hanno ricevuto il via libera al progetto di demo-ricostruzione dal Comune di Tires, dopo la bocciatura di due diverse proposte. La notizia, come racconta ilDolomiti, fu accolta con sgomento e sorpresa da CAI e Alpenverein. Secondo il gestore Michel Perathoner, la struttura era troppo esigua: “Il magazzino è molto piccolo, le persone a casa hanno un frigo più grande di quello che abbiamo noi quassù”, spiegò a ilDolomiti, e “quando c’è maltempo non abbiamo abbastanza spazio per accogliere tutti gli escursionisti all’interno per ripararsi. Perciò vogliamo ampliarci”. Il progetto del nuovo Passo Santner, oltre che dal Comune di Tires, è stato approvato dall’Ufficio Parchi della Provincia e dalla Fondazione Dolomiti Unesco: il rifugio infatti si trova nel parco naturale Sciliar-Catinaccio, in zona Patrimonio Unesco. Alto tre piani, i posti letto previsti sono 32 (erano 12).

Lavori in corso: il cantiere per il nuovo Rifugio Passo Santner, sul Catinaccio/Rosengarten.
10 luglio 2022. Foto: Salvatore Bragantini.

Un angolo delle Dolomiti che sembra non conoscere pace, dopo il caso della funivia Tires-Malga Frommer e la querelle attorno al nuovo Rifugio Fronza alle Coronelle. Re Laurino maledì il suo giardino affinché non si vedesse né di giorno né di notte, ma dimenticò il tramonto. Forse sarebbe meno smemorato, di fronte a una situazione tutt’altro che rosea per il suo Catinaccio / Rosengarten

Valentino Liberto

(continua)

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Passo Santner – 1 ultima modifica: 2022-07-25T05:09:00+02:00 da GognaBlog

54 pensieri su “Passo Santner – 1”

  1. Vorrei proprio vedere la delibera con cui l’amministrazione pubblica autorizzava la vendita del terreno demaniale al privato: 1.100 metri circa a 30/31 € a metro.-
    Sicché tutto il Catinaccio è demaniale … salvo i 1.100 mq., acquistati dal privato tra l’altro  ad un prezzo da fame.-
    Bastava dare la superficie in concessione per un canone annuale  3/4 volte superiore e alla fine il terreno col Rifugio restava demaniale !
    Lo fanno sempre ed è il mezzo normale per affidare in uso beni pubblici ma questa volta l’hanno fatta davvero grossa.-
    Roba da prendere a sberle gli amministratori pubblici implicati… che non sono stupidi, sono DELINQUENTI.- 
    Se la delibera poi è del Comune di Tires o della Provincia Autonoma di Bolzano poco importa  perché la Provincia ha comunque il controllo tutorio sugli atti di disposizione dei demanii comunali.-
    E’ora di capire che lo stesso potere amministrativo uguale da 75 anni (SVP e Giunta Provinciale sono la stessa cosa) è un regime come l’Uzbekistan, il Kazakistan e compagnia bella.- 
    Per cui il potere politico fa quello che vuole … compreso nominarsi i Giudici che devono poi giudicarlo.-
    Spero solo che un fulmine attratto dalla lamiera metallica (la cosa non è più sporadica) colpisca  (in periodo di chiusura) questa schifezza e faccia sparire questo gigantesco monumento alla gigantesca COGLIONERIA DELINQUENZIALE dei cosiddetti pubblici amministratori.- 
     

  2. Chi ripone nella fondazione UNESCO propositi nobili e volti alla salvaguardia ambientale, è un povero illuso. Gli interessi guidati dalla cieca avidità di molti montanari (leggi ignoranza) vanno a braccetto con UNESCO, Province Autonome e imprenditori che hanno visto, oltre la loro valle, solo luoghi artificializzati per turisti spendaccioni.

  3. La lotta per una montagna autentica è ormai perduta. Una situazione irrecuperabile. Le due Province autonome, Bolzano e Trento assieme alla regione Valle d’Aosta interpretano la volontà dei loro montanari. La cultura della montagna è ormai assimilata a quella cittadina, ci siamo resi servi, tappeti delle volontà degli ospiti. Va solo detto che assieme al CAI e Alpenverein tutte le associazioni ambientaliste, unite nel Dachverband, hanno svolto una azione di opposizione ferma. Chi sostiene il contrario è in malafede, si studi i documenti depositati in provincia di Bolzano.
     

  4. “Chissà se hanno pensato che l’acqua potrebbe non bastare per tutta l’estate”
    che gli frega a loro? tanto ci sono gli elicotteri e le teleferiche, no?

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