Previsioni meteo in montagna

Le applicazioni valgono, ma non dicono tutto. Meglio studiare e approfondire. E’ uscito il libro Il tempo in montagna.

Previsioni meteo in montagna
(quanto sono affidabili le app?)
di Daniele Cat Berro
(pubblicato su lastampa.it/il-respiro-delle-alpi il 20 dicembre 2025)

Per chi frequenta le terre alte, vuoi per diletto, vuoi per lavoro, vuoi perché ci abita, padroneggiare le basi della meteorologia di montagna è fondamentale, e soprattutto se si ha in programma un’ascensione in alta quota le informazioni meteorologiche sono tra le cose più importanti da mettere nello zaino prima di partire.

Quando cominciai ad andare in montagna, ormai più di trent’anni fa, le previsioni ovviamente già esistevano, ma non erano ancora dettagliate e affidabili come quelle a cui oggi siamo abituati. Le si consultava – in tivù, in radio, sul giornale (La Stampa, ovviamente!) – ma poi spesso si partiva a prescindere, talora sotto la pioggia, sperando in una schiarita. Pur con le eccezioni del caso (e di cui a volte si occupano le cronache quando avvengono incidenti palesemente dovuti all’inosservanza delle previsioni meteo,) per fortuna oggi l’approccio alla sicurezza in montagna è cambiato, soprattutto da parte dei fruitori più preparati e consapevoli.

Potendo disporre di prodotti previsionali a elevata attendibilità, di solito si fa più attenzione a scegliere la giornata e l’itinerario in base alle condizioni attese, non soltanto atmosferiche ma, d’inverno, anche nivologiche, in modo da non mettersi nei guai o anche solo per non sprecare tempo e soldi nel viaggio per poi finire tutto il giorno nella pioggia. In verità, personalmente trovo che anche una passeggiata sotto una pioggerella, lungo un bel sentiero nel bosco, magari verso un rifugio, abbia il suo fascino, e non demonizzo a priori la frequentazione della montagna in condizioni di “brutto” tempo (il termine “brutto” è ovviamente discutibile e poco opportuno, ma permette almeno di capirci).

Dipende da quale tipo di percorso scegliamo, da come siamo equipaggiati e preparati: mai e poi mai andrei a cacciarmi in una cresta d’alta quota in vista di un temporale, su un percorso impervio, scivoloso e non segnalato, o peggio su un ghiacciaio, in mezzo alla nebbia e con delle semplici scarpe da ginnastica. Eppure, succede ancora. Oggi, nell’era degli smartphone e delle notizie in tempo reale, abbiamo in tasca un sacco di informazioni importanti riguardo al tempo che ragionevolmente farà.

Ma spesso manca qualcosa. Le previsioni su app, peraltro talora poco adatte alle attività all’aperto in territori complessi come quelli montuosi, ci dicono se pioverà, dove e a che ora, tralasciando però il contesto generale che porta a un determinato fenomeno o situazione meteorologica. Da quando nel comunicare le previsioni del tempo si omettono immagini satellitari e carte di analisi con isobare e fronti (fanno, tuttavia, eccezione le ottime rubriche Rai Meteo su Buongiorno Regione e i prodotti di alcune agenzie meteorologiche regionali), si rischia di perdere quella “cultura meteorologica” che, sera dopo sera, chi ha già qualche capello grigio accumulava guardando “Che Tempo Fa” dei pionieri Bernacca, Baroni e Caroselli.

Non per diventare a nostra volta meteorologi, ma per acquisire nozioni e una consapevolezza utili a orientarsi tra i fenomeni atmosferici, al di là dell’utilità intrinseca delle previsioni. Perché pioverà? Cosa indica quella nube? Perché su un lato delle Alpi nevica, e sull’altro soffia il vento di foehn? Come mai nei caldi pomeriggi estivi sulle vette si addensa la nebbia? Come nasce una previsione del tempo? Quanto sta cambiando il clima di montagna? A queste e a tantissime altre domande ora risponde la nuova edizione del libro Il tempo in montagna.

Unico nel suo genere in italiano per qualità e completezza, è la riedizione da parte di AINEVA (Associazione Interregionale Neve e Valanghe) del fortunato volume uscito per Zanichelli nel 1997 e ormai esaurito. Gli autori dell’epoca, Giovanni Kappenberger (meteorologo, alpinista e glaciologo di esperienza internazionale, già previsore MeteoSvizzera a Locarno-Monti) e Jochen Kerkmann (ex membro Eumetsat a Darmstadt, Germania), hanno completamente aggiornato testo e immagini, stavolta a colori, con la determinante partecipazione di Luca Panziera, successore di Kappenberger in sala previsioni a Locarno.

In venti capitoli, preceduti dalla prefazione di Dino Zardi (docente di fisica dell’atmosfera all’Università di Trento), il libro tratta le basi teoriche sull’atmosfera, le sue variabili fisiche e la sua circolazione – che interagisce profondamente con i rilievi – le diverse categorie di fenomeni meteorologici e situazioni tipiche della regione alpina (nevicate, stau/foehn, temporali, brezze, inversioni termiche), le previsioni e i pericoli connessi al tempo in montagna, le evidenze di cambiamento climatico (capitolo a cura della Società Meteorologica Italiana), infine c’è un’ampia e bella sezione fotografica di curiosità su nubi, nevi e ghiacci, distillate in decenni di attività degli autori negli ambienti montani.

Ricco, accattivante e rigoroso al tempo stesso: non può mancare nella biblioteca di ogni appassionato di montagna! Per ridare linfa a quella cultura meteorologica e del territorio montano che spesso manca, e che potrebbe non solo far vivere con più consapevolezza un’escursione, ma anche evitare di metterci nei guai. Per informazioni contattare AINEVA (https://aineva.it/pubblicazioni/il-tempo-in-montagna/), ma il libro è disponibile anche nelle principali librerie e su Amazon (35 Euro).

Previsioni meteo in montagna ultima modifica: 2026-01-25T05:53:00+01:00 da GognaBlog

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3 pensieri su “Previsioni meteo in montagna”

  1. Ho avuto la fortuna e il privilegio di formarmi e poi lavorare in Aineva. La prima edizione mi accompagna, da ormai quasi 30 anni, ogni volta che io abbia dei dubbi o voglia rinfrescarmi qualche concetto. Ho appena ordinato la nuova edizione e sono certo che mi entusiasmerà per la chiarezza ed efficacia espositiva.
    Lo consiglio ! 

  2. Io posseggo la prima versione del libro che mi hanno regalato quando lavoravo in Svizzera. Si tratta di un libro di grande valore scientifico e di estrema chiarezza espositiva. Invito tutti gli appassionati di montagna ad acquistarlo.

  3. In montagna si va anche col bel tempo, per camminare dove l’anima respira… 

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