Quando una giornata è completa…

Quando una giornata è completa…
di Simon Heiss

Ci sono imprese che non si ha il coraggio nemmeno di intraprendere perché sembrano superare le proprie capacità; non appaiono impossibili, ma sembrano comunque difficili e faticose, considerando la loro portata complessiva. Iniziare a piccoli passi è sicuramente una buona mossa, ma portare a termine il tutto fino in fondo non è sempre scontato.

Torre Castagna da Malga Cercen Alta
Sulla via Sacchi-Mazzenga alla Torre Castagna
Sulla via Sacchi-Mazzenga alla Torre Castagna
Sulla via Sacchi-Mazzenga alla Torre Castagna

Quindi quella mattina ci siamo alzati presto; il mio compagno Lutz Franken è arrivato con la prima luce da Merano. Ci siamo addentrati nel profondo della Val Genova e fatti strada attraverso l’erba e i cespugli, a tratti alti fino alla vita, risalendo la Val Cercen, per poi ritrovarci, con le scarpe fradice, 850 metri di dislivello più in alto ai piedi della Torre Castagna. Per la variante diretta della via Sacchi/Mazzenga, che avevamo iniziato qualche settimana prima, c’erano ancora un paio di chiodi da piantare, cosa che abbiamo fatto. I 350 metri di dislivello della via fino alla vetta sono per lo più arrampicata facile, quindi si sale senza intoppi; l’unica cosa è stare al passo con il respiro. Fortunatamente, anche questa volta c’era uno stambecco in giro vicino alla vetta, così abbiamo avuto un buon motivo per fermarci e distrarci per un attimo dal peso dei nostri corpi. A quanto pare non è poi così difficile muoversi su un terreno del genere. Ciononostante, noi come i primi esseri umani, siamo scivolati non troppo eleganti giù per un canalone di granito in prossimità della vetta per poi risalire lungo un’ampia cengia, in modo da raggiungere la Val Dossón disarrampicando lungo un ripido canalone.

Stambecco
Nel canalone di discesa
Verso la Val Dossòn
Prima Torre del Dossòn 3217 m

A causa di tutti questi saliscendi avevo perso il conto; in ogni caso, ora ci trovavamo a un’altitudine inferiore rispetto a prima e avevamo davanti a noi poco meno di 200 metri di dislivello fino all’attacco della via Dell’Eva/Taddei. Il mio compagno Lutz, che quel giorno aveva dei disturbi allo stomaco, osservò con tono asciutto che avrebbe già vomitato se avesse avuto qualcosa nello stomaco. Era stanco, ma non voleva rinunciare all’impresa a causa di quei segni di debolezza, così disse solo per scherzo che semplicemente non era più abituato all’aria di montagna.
A quel punto sarebbe stato facile tornare a casa il che sembrava una benedizione. «Basta scendere facilmente lungo la Val Dossón». «Ma poi dovremmo attraversare anche quelle maledette morene e allora perché mai siamo venuti fin qui?», mi sentivo dire dentro di me.

Sulla via Dell‘Eva-Taddei alla Prima Torre del Dossòn
Sulla via Dell‘Eva-Taddei alla Prima Torre del Dossòn
Sulla via Dell‘Eva-Taddei alla Prima Torre del Dossòn
Sulla via Dell‘Eva-Taddei alla Prima Torre del Dossòn

Quindi su per le morene fino al punto dell’attacco.
Raramente sono stato così felice di poter scalare 350 metri di dislivello su granito solido; era ovviamente prevedibile che avrei dovuto ridiscenderli, su ghiaia grossolana e morene. Ciò che però mi opprimeva ancora di più erano le nuvole e le strisce di nebbia che avvolgevano gli imponenti pilastri e le torri di granito. Il tempo però ha tenuto e anche l’orientamento non è stato particolarmente compromesso, così, grazie alla descrizione dei primi salitori e ai miei ricordi dei dintorni durante le ascensioni della Via Carmen e della Torre Schweitzer – anch’esse altamente raccomandabili – abbiamo trovato la strada fino alla vetta.
Davanti a noi: 1000 metri di dislivello senza sentieri fino al masso-bivacco in Val Cercen e 700 metri di dislivello lungo il sentiero che porta in Val Genova, di cui conservavo ancora un buon ricordo da stamattina.
«La prima parte sui massi è forse di 100 metri di dislivello, quindi forse abbiamo fatto un diciassettesimo…»
Arrivato alla macchina e per salutarci, Lutz ha detto scherzando: «Allora ci vediamo domani alle 6». Non so bene perché, ma in qualche modo, nonostante tutta la fatica, sembrava più vivace rispetto a stamattina. Ed anch’io mi sentivo allo stesso modo.

Punta di Destra e di Sinistra della Prima Torre del Dossòn
In discesa dalla Prima Torre del Dossòn


Quando una giornata è completa… ultima modifica: 2026-09-01T05:19:00+02:00 da GognaBlog

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