Andrea Zanoni (PD): “Soccorso Alpino, in Veneto mancati recuperi crediti per oltre 400 mila euro”.
Recupero crediti del Soccorso Alpino
a cura della Redazione di 7comunionline.it
(pubblicato su 7comunionline.it il 7 giugno 2023)
“Ammontano a 404.000 euro i mancati introiti registrati nel triennio 2020-2022, derivanti dal mancato pagamento degli interventi di soccorso nelle montagne venete da parte di chi viene salvato. Un buco pari al 30% del fatturato totale e che vede insolventi tanto i cittadini italiani (per oltre 141 mila euro) quanto quelli esteri (per quasi 263 mila euro). Un problema che va urgentemente risolto“.
A dirlo il consigliere regionale del Partito Democratico, Andrea Zanoni, che riporta i dati contenuti nella risposta di Giunta ad una sua interrogazione dell’ottobre 2023.
“Si tratta – spiega il consigliere – di interventi del Soccorso Alpino e Speleologico che, quando il trasportato risulta illeso, sono a carico totale dell’utente. Le cause che determinano l’esigenza di soccorso sono dovute a cadute (36,2%), perdita di orientamento (28%) o malori (11,5%). Mentre, per quanto riguarda le attività in cui erano impegnate le persone soccorse, balza in testa l’escursionismo (50%), seguito da alpinismo, sci di pista, ferrate e mountain bike, voci comprese tutte tra l’8 e il 6%“.
“Dalla risposta della Giunta – osserva Zanoni – emerge una sostanziale impossibilità di procedere al recupero dei crediti. Per quanto riguarda gli italiani viene annunciato che verrà indetta una gara per incaricare una società di riscossione. Cosa che lascia perplessi perché era lecito attendersi fosse già stata fatta. Relativamente alle insolvenze degli stranieri, va precisato che questi per il 30% sono provenienti dalla Germania. Altri Stati di provenienza sono, compresi in un range tra il 5 e il 10%, Polonia, Francia, Regno Unito, USA, Belgio, Austria, Repubblica Ceca, Paesi Bassi. Per tutti questi la sensazione è che si alzi bandiera bianca. Infatti viene spiegato che per il recupero mancato anche dopo sollecito verrà valutato il costo delle procedure da attivare. Come a dire che non conviene”.
“Viste le premesse, credo sia necessario rivedere i meccanismi di pagamento, questo prevedendo in primis di imporre un versamento immediato, almeno parziale rispetto al totale ma comunque sostanzioso. In questo modo si andrà a limitare i danni e a sconfiggere questa forma di evasione“, conclude Zanoni.
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Abitando in Ticino, vado spesso in mtb da solo. Anche perchè lavorando al pronto soccorso ho dei turni che non si combaciano con gli altri amici. Ho 64 anni e mi capita di fare delle traversate o percorrere sentieri difficili. Se durante la discesa trovo dei punti difficili o estremi. O scendo a piedi o risalgo e prendo un altro itinerario piu’ facile….. Mi sembra ovvio non chiamare una REGA per farmi portare a valle. Forse quelli della mia generazione rispettano di piu’ i soccorritori….
Caro “drmauro”, è obbligatorio che in caso di intervento, bisogna essere coordinati, SI DEVONO SALVARE VITE UMANE. DALLE NOTIZIE, SEMBRA CHE I SOCCORSI VENGONO FATTI SOLO DAL CNSAS E NO ANCHE DAGLI ALTRI ENTI! Inoltre il CNSAS, non ha elicottero che LE FORZE ARMATE HANNO. Immagino che solo il SERVIZIO SANITARIO HA MEDICO ED INFERMIERE, AL CONTRARIO DELLE FORZE ARMATE CHE, IN CASO DI SOCCORSO, HANNO SOLO PILOTA E TECNICO DI SOCORSO. Secondo me, potrebbero avere anche loro IL MEDICO E L’INFERMIERE. QUESTE FIGURE NON SONO OBBLIGATORIE IN TUTTE LE CASERME? Credimi, IN UN DIBATTITO APERTO E DEMOCRATICO, SENZA OFFESE, NON SI FA POLEMICA PER METTERE L’UN CONTRO L’ALTRO ARMATO. Ribadisco che BISOGNA SALVARE VITE UMANE! Però, considerando il COSTO AL MINUTO DEGLI ELICOTTERI DEL SERVIZIO SANITARIO, costi alti della spesa pubblica, LE FORZE ARMATE HANNO ELICOTTERO DI CUI E’ PREVISTA LA SPESA!
L’elicottero sanitario comprende dalle 4 alle 6 figure specialistiche, ognuno con le proprie caratteristiche, suddivise in equipe di condotta ed equipe sanitaria e di cui il tecnico del soccorso alpino fa parte durante tutta l’attività, anche urbana. Questa configurazione sull’arco alpino (ma anche altrove, in Appennino ad esempio), permette di lavorare su tutti i terreni poiché medico ed infermiere (posso parlare per le alpi) sono formati per soccorrere gli infortunati con competenze cliniche avanzate e rianimatorie non delegabili ad altri enti, anche su terreni molto difficili. Tutto questo è in capo al Servizio Sanitario. GdF e VVF svolgono un importante ruolo sempre più spesso coordinandosi con le centrali operative e le squadre a terra (spesso miste) e solo articoli polemici mettono in contrasto i vari enti, perché nella realtà è ormai naturale intervenire in modo integrato, sia che si parli di singoli frequentatori, sia nelle maxi-emergenze (vedi Marmolada).
Recupero crediti del Soccorso Alpino, SOLO CNSAS O ANCHE I MILITARI? (il SAGF – Soccorso alpino del Corpo della Guardia di Finanza, le Squadre Soccorso SAR del Comando truppe alpine dell’Esercito, gli specialisti SAF del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e i carabinieri forestali). Sembra che il SOCCORSO ALPINO LO FA SOLO IL CNSAS!
Il CNSAS è un’associazione, una sezione nazionale del CAI, che riceve finanziamenti pubblici. Circa TRE MILIONI DI EURO. MA dovrebbe ricevere soldi anche dalla Protezione Civile. Anche il CAI riceve SOLDI PUBBLICI ed ogni tanto c’è un… ritocchino in più.(MITUR ha messo a disposizione del Cai 5 milioni di euro per le politiche della montagna Il ministro del Turismo Garavaglia: “L’attività del Cai è strategica per il rilancio del turismo montano”14 febbraio 2022).
Ripropongo questi due articoli interessanti – https://gognablog.sherpa-gate.com/la-tabella-dei-conti-del-cnsas/ e
https://gognablog.sherpa-gate.com/vigili-del-fuoco-servizio-elisoccorso-118-e-cnsas/– di Vincenzo Savarese (Com.te già Uff.le pilota elicotteri dei Vigili del Fuoco) 29 Aprile 2021 82 COMMENTI
Il CNSAS usa gli elicotteri del 118 come elisoccorso. Il Pilota e il tecnico di bordo sono lavoratori in forza alla ditta che ha vinto l’appalto HEMS (Helicopter Emergency Medical Service). – Servizio medico di emergenza in elicottero. In molti casi il sistema di emergenza sanitaria (118) e i Vigili del Fuoco (115) si trovano a intervenire contemporaneamente in operazioni di soccorso. Quasi tutte le regioni italiane hanno istituito il servizio di elisoccorso 118, con i contratti di appalto. (A LIVELLO EUROPEO)?
Una riflessione per me utile, di Vincenzo Savarese è – Come fa un’organizzazione (CNSAS), ad avere un ruolo esclusivo nel soccorso in zone montane e impervie ed ostili, senza avere tra il suo pur nutrito parco macchine gli elicotteri. E’ UN MISTERO! Come fa un’associazione di volontari, ad avere l’esclusiva del soccorso in montagna e zone impervie e ostili e limitrofe, mancando il requisito dell’immediatezza dell’intervento, preteso per i Vigili del Fuoco, è un altro mistero politico. Come fa un’associazione di volontari che opera attraverso la reperibilità, a pretendere esclusive nel soccorso e nel coordinamento dei soccorsi, è un grande mistero politico.
A me sembra che avere un buco di soli 400mila euro per un ente come il CNSAS sia un buon risultato, visti gli sprechi.
O mamma mia, l’ennesima domanda su cose che ho spiegato milioni di volte! Cioè che il soccorso “inutile” (di cui il ciclista citato è un esempio) è una valvola di sicurezza che apre la porte delle montagne a sterminate schiere di cannibali, la cui presenza inevitabilmente alimenta la “spettacolarizzazione consumistica” della montagna, cioè quel fenomeno che io chiamo sinteticamente Circo Barnum (e che arriva fino ad esempi limite come i viaggi in elicottero sulla Torre Trieste per fare le discese in parapendio).
Il pacchetto del Circo Barnum è un tutt’uno: non si può spacchettarlo e prenderne solo un pezzo. O accetti il pacchetto nella sua totalità (prendendo anche la parte “no buona”) o rifiuti il pacchetto nella sua totalità (rinunciando anche alla parte “buona”). Fra i due, io sono convinto che, al punto in cui siamo arrivati, sarebbe più utile alla componente sana della comunità degli alpinisti questa seconda scelta.
Stessa cosa si faveva noi.
Non eravamo ne ingenui ne pirla, ma solo ALTRUISTI , convinti di fare una cosa scialmente utile.
Il pirla non era. Riferito ai volontari, tantomeno a lei sig Benassi, ma al fatto che io e la maggior parte dei miei amici lo facevamo disinteressatamente lasciando alla delegazione i rimborsi perché venissero utilizzati per il materiale del soccorso, non me ne pento, sia ben chiaro, semplicemente ,sentendo i racconti di conoscenti che ancora soccorrono, mi chiedo , ma eravamo ingenui noi o pirla appunto?
I tempi cambiano….. Oggi bisogna assicurarsi per tutto e pagare ogni cosa.
anche io sno stato per quasi 20anni uno di quei “pirla” ma non mi sono mai sentito un pirla, caso mai una persona che s’impegnava in un’attività utile , di cui avrei potuto averne bisogno anche io, visto che, prima di essere un soccorritore, ero un alpinista che andava in montagna non per fare il soccorso, ma per la propria attività personale.
Non sono stato scartato, me ne sono andato, perchè stava diventando un’attività troppo professionale.
Mcenzo. Affidare all’Agenzia Entrate Riscossione (ex Equitalia) può in parte funzionare ma non bisogna farsi troppe illusioni. Guarda la mole dei crediti di piccolo taglio che l’Agenzia non riesce a riscuotere e che periodicamente vengono in qualche modo sanati. Meccanismo su cui molti fanno affidamento. Aspetta e spera, anche la saggezza popolare longobarda dice “A pagare e morire c’è sempre tempo”.
Primo, Il soccorso alpino un tempo era composto solo da volontari,che non prendevano una lira, perché spesso il rimborso veniva lasciato alla delegazione, io ero uno di quei pirla, poi è arrivato il 118/112
E la maggior parte dei pira, come me, sono stati scartati e soppiantati dai semi professionisti ( visto i soldi che prendono per ogni turno)
E adesso c è anche chi si lamenta delle chiamate? Forse tra i restanti volontari…..
Secondo, se io voglio andare nella natura , visto che non l ha fatta l uomo, non vedo perché debba pagare un assicurazione per farlo, solo per parare il culo ai professionisti del soccorso perché non riscuotono i crediti?
E ultimo, cari i miei signori , pe gli interventi inutili, quelli per cui si paga, la ‘tassa’ va emessa dall’ agenzia delle entrate come un qualunque riscossione credito e vedrete che i soldini rientreranno.
La cosa interessante del ciclista di Bertoncelli che non paga il tiket per il soccorso improprio (perché di questo si tratta e non del costo pieno) e dello svizzero o tedesco che non paga la multa superata la frontiera è la disattivazione del senso di colpa, un grande controllore del comportamento. Certo un ruolo importante è giocato dall’elevata probabilità che il processo non vada a buon fine, cosa che il tedesco capisce subito alla prima vacanza. Ma secondo me c’è qualcosa di più. Noi umani, cannibali compresi, abbiamo bisogno di una qualche convinzione che giustifichi il nostro comportamento. Secondo me l’idea che l’autorità è squalificata, corrotta, poco rispettosa (“tutti ladri e farabutti”) e come tale per i sudditi è sacrosanto come reazione cercare di fotterla prevale sulla convinzione che se io genero uno spreco o un danno qualcun’altro, un altro suddito come me e non il Sire ne coprira’ i costi (materiali e immateriali). Una convinzione che noi abbiamo lungamente elaborato nel corso dei secoli e che fa parte della nostra cultura, come tale durissima da neutralizzare, ma che deve essere contagiosa perché si attacca subito dopo Chiasso. Sarà qualcosa nell’aria o il caffè dell’Autogrill di Como?
35 Pasini.
ma noi siamo un paese CIVILE…
Chi non paga le tasse, va al pronto soccorso e pretende di essere curato. E viene curato, anche se con difficoltà, viene comunque curato. Alla faccia di chi lo mantiene.
E non fate l’esempio della perfetta svizzera, che quando vengono in Italia, questi svizzeri del menga, fanno come tutti gli altri, sfrecciano per le strade fregandosene delle regole.
Stefano Toso, occhio al virus della crovellizzazione perniciosa:
“Penso però che se una unità di soccorso interviene…ci sia un costo da pagare e quel conto possa essere presentato a chi ha usufruito del servizio.Provate a prendere una multa in…”
Multa e soccorso appartegono a due fattispecie, a due categorie, sono due situazioni legali ma sopratutto logiche completamente differenti.
E a mio avviso non dovrebbero essere apparentate nemmeno per scherzo!
Chi paga? I servizi primari che chiamiamo Stato Sociale (sanità, istruzione, elisoccorso compreso….) sono finanziati con l’IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche). In Italia ci sono 41,5 milioni di contribuenti. Solo 5 milioni dichiarano più di 35.000 € di reddito (lordi). Si accettano scommesse su chi sono questi “votati” al sacrificio e su ciò che impedisce loro di sottrarsi all’obolo o, vista la cosa in positivo, cosa li motiva a dare il loro contributo. Questi pagano lo Stato sociale anche per gli altri, per la parte non coperta dal contributo dei restanti 36,5 milioni. Allo stesso tempo la ricchezza privata degli italiani ammonta a circa 5.226 miliardi. Così funziona la baracca e forse spiega perché il calabrone continua a volare, nonostante tutto e i famosi ristoranti sono pieni, dal mare ai monti. In questo quadro non meraviglia che sia difficile recuperare i crediti del Soccorso Alpino. Il consigliere di opposizione del Veneto non può che fare le sue proposte di buon senso e magari un po’ di spiccioli li portano a casa. Ma il ciclista di Bertoncelli dice: “Perché dovrei pagare? Prova a prendermi se ci riesci”. Poi con la bici elettrica, magari comprata con il bonus, la velocità è pure aumentata. E vai novello Bartali, con quella faccia da italiano in gita e lascia che i francesi si incazzino e i tedeschi non paghino il soccorso o gli svizzeri le multe a Como quando vengono a fare shopping 😀
In un paese che si vanta e sbandiera di essere civile, soccorrere una persona in difficoltà è un dovere, sempre chiaramente nel rispetto della incolumità dei soccorritori.
A soccorso avvenuto, si deciderà di addebitare o no le spese del soccorso. Se qualcuno ha fatto il furbo, ne dovrebbe pagare le conseguenze economiche e giudiziarie.
Io, da vecchio escursionista ho sempre cercato di prevenire piuttosto che curare. Ho sempre cercato di fare quello che ritenevo essere in grado di fare, chiedendo al mio fisico sempre qualcosa in più, ma mai qualcosa di impossibile (per me). L’infortunio per carità può sempre accadere, così come l’imprevisto per arrivare fino all’eventuale emergenza.
Penso però che se una unità di soccorso interviene, a qualsiasi livello ci sia un costo da pagare e quel conto possa essere presentato a chi ha usufruito del servizio.
Provate a prendere una multa in Austria, Germania, Olanda la procedura ti rintraccia e ti perseguita e se non paghi tu avrai molta difficoltà ad usufruire di ulteriori servizi in quel paese. In Svizzera addirittura non entri per più per un certo periodo come cittadino non gradito.
Dico questo solo perché se si vuole recuperare il credito, se veramente si vuole, io penso che i mezzi (ma soprattutto i diritti riconosciuti internazionalmente) ci siano tutti.
Mi pare che in america la facilità di concedere mutui abbia portato al fallimento di banche. Comunque qui si parlava di recupero crediti che è una questione amministrativa. Per ridurre i crediti mi pare indispensabile una cultura alpina, sostengo che sapendo che sarai soccorso solo se ferito, sia più istruttivo che non entrate nell’ufficio di un assicuratore o starsene a casa
la NON più settima potenza economica, non si può permettere spese di “inutili” soccorso, ma si può permettere di strapagare i suoi politici e i suoi funzionari pubblici. Strapagati anche se fanno le più grandi cazzate. Su di loro non pesano, ma su tutti noi si.
Ma guarda un pò…
Carlo, questo:
Non vogliamo alcun tipo di selezione (o economica o tecnica)? …si sta andando in quella direzione, per cui non mettiamoci poi a frignare se l’influencer di giornata si fa portare con l’elicottero in vetta alla Torre Trieste per far la discesa col parapendio.
questo è il non sequitur più spettacolare che tu abbia mai prodotto!!
O, in altre parole, ‘zzo c’entra la selezione sul soccorso con i voli turistici in elicottero?!?
Al G7 l’Italia è ancora invitata. Per quanto corta possa essere la coperta sanità ed istruzione dovrebbero essere le ultime a risentirne. Forse un F35 pagherebbe soccorsi inutili per decenni
Carlo & Carlo (the Carlos): io però facevo un discorso generale, indipendente dalle nazionalità e da “cause storico-antropologiche” (Crovella, 21). Dal mio punto di vista, a una cultura (autoritaria) degli obblighi consegue diffusa deresponsabilizzazione.
Curioso che le vostre risposte al mio commento – per quanto già viziate dal complesso di superiorità/inferiorità dell’italiano medio – non riescano a sottrarsi alla logica dell’obbligo. L’obbligo a fare l’assicurazione della “bella America” (ma quando mai, tra l’altro: infatti è proprio il contrario, nessuno ti obbliga e sono cavoli tuoi, e non sto affermando, qui, che questo mi piaccia), l’obbligo (invocato!) a farsi un patentino, fino al livello più deteriore della cultura autoritaria, la punizione: Stop Soccorso Alpino! Buttare alle ortiche anni di lavoro, di ricerca e di successi, solo per dare una lezione agli irresponsabili.
Provate ad uscire dall’ottica del paternalismo autoritario di cui siete prigionieri, vedrete che la soluzione non sono altri obblighi e altri punizioni, e sì, lo capisco, bisogna vincere la sfiducia nei confronti degli altri, e qui ci vuole coraggio. Che forse non avete (troppo vecchi per avere coraggio?).
PS: (Carlo senza cognome, n. 20) i mutui ci sono anche nella “bella America”, probabilmente più che in Italia. così come nella bella America c’è recupero crediti tra quelli che non pagano il conto delle cure/soccorsi ricevuti (sicuramente più che in Italia): una partita persa nella maggior parte dei casi.
Nessuna ipotesi è priva di risvolti negativi. Specie in termini di efficacia educativa individuale. Io NON credo che l’eventuale ciclista darebbe tesoro del rifiuto del soccorritore, anzi farebbe un casino bestiale contro chi lo ha lasciato nei guai!
Il contenimento dei costi del soccorso è un tema parallelo, ma altrettanto importante. Non siamo più (da tempo) la settima potenza economica mondiale. Non siamo più una “potenza”, a adirla tutta. Il bilancio pubblico è una coperta molto corta: se vuoi mettere qualcosa di là, devi tagliarla di qua, ecc. Per cui l’oculatezza verso gli sprechi è fondamentale. Ogni viaggio dell’elicottero, se si rivela “inutile” perché il tipo non meritava il salvataggio, comporta dei costi a carico di tutti. L’articolo principale verte più su questo risvolto (infatti i crediti “inesigibili” diventano dei costi definitivi per la collettività…) che su quello educazionale.
In ogni caso le due cose sono strettamente collegate. Per me è un problema irrisolvibile, a meno di scelte draconiane, che ovviamente non sono condivise dalla maggioranza degli italiani.
Temo che togliere il soccorso si finirebbe nell’apoteosi della buona volontà inesperta. Come fu sull Eiger in occasione del soccorso a Corti e Longo….
Il mio pensiero non era rivolto al contenimento dei costi (ritengo siano ben altri i campi al difuori della sanità dove tagliare). Credo che ka settima potenza industriale al mondo possa permettersi elisoccorritorii che girano a vuoto . Pensavo ad un discorso di educazione e responsabilità. Se il ciclista in esame, dopo il rifiuto, persevera e si mette nei guai chiama e si interviene e si procede per procurato allarme. Al triage se vai per una scheggia e ti danno bianco e finché aspetti fai un infarto e finisci in rosso, l’ assegnate il colore non subisce conseguenze
@23 Guarda, sul piano giuridico, e quindi di pressione psicologica sull’individuo che deve decidere, non cambia molto. Pensa se il ciclista citato da Bertoncelli, lasciato lì dal soccorritore giunto fino a lui e che ha visionato la totale insensatezza della missione, magari il tipo poi si “perde”, proprio perché si sente abbandonato, finisce nel burrone, bivacca fra i dirupi e magari si congela e o muore o riporta danni superiori a quelli del momento in cui il soccorritore lo avrebbe potuto prelevare… Di tali conseguenze negative è giuridicamente responsabile il soccorritore che ha detto “no”, non ci piove. Te lo immagini che fine farebbe il soccorritore??? Carcere a vita per omissione di soccorso. Nel dubbio lo caricano su e lo portano a casa. per cui è un’ipotesi che all’atto pratico nessuno metterebbe…in pratica.
in ogni caso se il soccorritore è arrivato fino al richiedente soccorso, i costi della missione (a carico della collettività) sono ormai partiti… far tornare giù l’elicottero “vuoto” o con il ciclista dell’esempio, a quel punto alla collettività costerebbe lo stesso. Per cui – nel ragionamento medio degli italiani – “a quel punto tanto vale portarlo a casa, anche se non se lo merita”…
Non sarebbe chi riceve la telefonata a decidere, ma il soccorritore che arriva sul posto, esattamente come si da il colore al triage nei pronti soccorsi, non è responsabile chi assegna il colore
Sono un istruttore cai da trent’anni ne ho viste e anche subite parecchie situazioni e , sono pure io d’accordo sulla soppressione del soccorso alpino ho amici nel corpo e li vedo sempre più demotivati nel soccorso di persone visto la superficialità con cui le persone si muovono su terreni di indubbia pericolosità.Il soccorso è sempre stato nell’animo degli alpinisti ma ora stiamo veramente esagerando !!! Pensiamo solo alle gradi disgrazie avvenute sulle montagne e i soggetti erano veri alpinisti !!! Concluderei in una sola maniera ” legge di sopravvivenza” ciò renderebbe i più faciloni a più miti consigli … che si fermino pure ad ingozzarsi di prelibatezze fin dove arriva l’auto per il resto lascino a chi ha consapevolezza del territorio !!! Coscienti che il pericolo è sempre dietro l’angolo . Scusate lo sfogo ma sono stanco di vedere in pericolo gli amici che corrono in aiuto giorno e notte da persone completamente irresponsabili !! STOP SOCCORSO ALPINO
Intervengo solo per precisare che io non “invoco” (tra l’altro termine impreciso per quanto mi riguarda, al limite io “propongo in un dibattito a tavolino”…) il patentino obbligatorio per deresponsabilizzare ulteriormente le scelte individuali. Anzi! La ratio di tale ipotesi si fonda proprio sulla mia totale sfiducia nella volontà media degli umani di autoresponsabilizzarsi.
Gli esseri umani tutti hanno questo difetto, gli italiani in particolare più di tutti (ci sono delle specifiche cause storico-antropologiche per il pressapochisimo individuale degli italiani ma in questa fase ci fa perdere solo tempo analizzarle. Do per acquisita la loro conoscenza, specificando che la scarsa propensione all’autoresponsabilità – degli umani tutti, degli italiani in modo esasperato – NON è specifica del solo andar in montagna, ma coinvolge tutti i risvolti dell’esistenza).
Contro esempi come quelli citati da Bertoncelli, a mio parere non c’è alternativa “educativa” se non cancellare in toto il servizio di Soccorso alpino. Magari protempore, esempio 5 anni, ma cancellarlo per tutti, in modo tale da toglere quel senso di implicita sicurezza psicologica, della serie che “tanto chiamo il soccorso e mi portano giù loro…”. Evidentemente anche questa è una proposta provocatoria per un dibattito a tavolino. Ma io, guardandomi in giro, mi sono ormai convinto che neppure di fronte a proprie dirette figure di “m” (come il citato ciclista dovrebbe provare di se stesso), la gente cresce e si mette di buzzo buono per autoresponsabilizzarsi pro futuro. Sono pronto a scommettere che il ciclista dell’episodio non si è neppure reso conto dell’imbecillità che ha fatto e che, anzi, ritiene un suo “diritto” indiscutibile che siano venuti a prenderlo. Per cui non farà tesoro dell’esperienza e non crescerà in termini di autoresponsabilizzaizone futura: la conclusione è che la prossima volta che si troverà in situazioni analoghe, non avrà esitazione a telefonare al Soccorso.
Purtroppo non ci sono deterrenti sufficientemente validi per far crescere l’autoresponsabilizzazione degli esseri umani: neppure innalzare i costi del soccorso alle stelle avrebbe successo a tal fine. Neppure introdurre l’assicurazione obbligatoria (con premio annuo a carico del singolo, il quale – come nella RC auto con il bonus malus – potrebbe vederselo aumentare per l’anno prossimo in caso di chiamata quest’anno). Niente, non si ottiene nulla neppure così: gli italiani sono viziati dal concetto dei diritti acquisiti e intoccabili e danno per scontato di poter continuare a vivere nello stesso modo per tutta l’eternità.
Non avrebbe effetto neppure l’ipotesi avanzata in passato, qui sul Blog, da qualche altro commentatore, ovvero di lasciare la responsabilità, all’operatore che riceve la chiamata, di decidere se far partire la missione oppure no. Vi immaginate, con il clima di caccia alle streghe (cioè di ricerca del “responsabile” di un evento dannoso da mettere poi sul banco degli imputati) che c’è in Italia, quale operatore si assumerebbe una responsabilità del genere??? E se poi la situazione richiedeva davvero l’intervento, senza il quale i malcapitati sono “morti” o hanno avuto danni aggravati??? Nessun operatore si assume tale responsabilità al momento della telefonata di richiesta di soccorso. Chi glielo fa fare? Lui fa partire comunque la missione e non rischia nulla sul piano giuridico personale…
Conclusione: o si toglie erga omnes il soccorso alpino, il che significa che anche gli alpinisti coscienziosi non saranno soccorsi in caso di loro necessità oggettiva, oppure non c’è santo che tenga. Le montagne saranno invase da torme incontrollabili di cannibali che alimenteranno sempre più la spinta alla “spettacolarizzazione” della montagna. Si tratta di quel fenomeno che io sintetizzo con la definizione “Circo Barnum”.
Non vogliamo alcun tipo di selezione (o economica o tecnica)? Benissimo, è più nobile come pensate voi, non c’è dubbio! Basta però che ne siamo coscienti tutti noi in prima persona, che si sta andando in quella direzione, per cui non mettiamoci poi a frignare se l’influencer di giornata si fa portare con l’elicottero in vetta alla Torre Trieste per far la discesa col parapendio.
Tutti questi fenomeni sono strettamente collegati: non si può sceglierne uno e rifiutare l’altro. O prendi il pacchetto completo e rifiuti il pacchetto completo. io sono per quest’ultima ipotesi.
Obbligarci ad assicurarci (come nella bella america) ci renderebbe più responsabili?
Non pagare perché abbiamo mutui è bella italia?
I soccorsi inutili o futili semplicemente non dovrebbero essere fatti.
Bertoncelli (18), al posto di “normale” io scriverei “responsabile”: a quel punto una persona responsabile che cosa avrebbe fatto?
La diffusa mancanza di responsabilità è conseguenza, secondo me, del paternalismo delle autorità e delle istituzioni. Faccio qualche esempio:
– Questo c’è solo in Italia: per fare certi sport siamo obbligati a fare delle (costose) visite mediche. Una cosa che nel resto del mondo si risolve con la firma di una liberatoria. Sostanzialmente c’è un’autorità che ci obbliga a fare una verifica di idoneità, di fatto deresponsabilizzandoci.
– Nei primi mesi di pandemia un’autorità ha chiuso tutti quanti in casa: che totale mancanza di fiducia verso le persone. Siete stati trattati come bambini (dico siete perché all’epoca non vivevo in Italia).
– Crovella che invoca il patentino obbligatorio: altri obblighi, altra sfiducia. altra deresponsabilizzazione.
Ho fatto tre esempi italiani ma vale anche per l’estero. E il fatto che in tanti non paghino il conto dei soccorsi è dovuto, sostanzialmente, a due cose:
1) da irresponsabili, pensiamo che tutto ci sia dovuto, e che piova dall’alto;
2) quando poi scopriamo che non proprio tutto è dovuto, andiamo in crisi. Perché siamo tutti indebitati, e in pochi hanno a disposizione abbastanza denaro per pagare importi così alti, tutto in un colpo, dall’oggi al domani. Negli Stati Uniti succede di continuo: magari hai un’assicurazione e programmi un intervento chirurgico in una clinica convenzionata e a distanza di qualche mese ti arriva a casa il conto dell’anestesista: perché? Perché l’anestesista lavora per una società terza che non è convenzionata con la tua assicurazione. Che fai se non hai i soldi per pagare? Non paghi, finita lì.
Qualche anno fa camminavo spensierato tra i boschi del Monte Cimone. A un tratto sentii il rumore di un elicottero del Soccorso Alpino, poi lo vidi volare nei pressi. Che era successo?
Lo imparai il giorno dopo dal Resto del Carlino: un giovane e forte ciclista, attrezzato di tutto punto con bici da montagna da centomila dollari, aveva deciso di scendere per un sentiero CAI verso le Polle di Riolunato.
Sennonché, dopo poche centinaia di metri di dislivello, scoprí che il sentiero era troppo accidentato per una bicicletta. A questo punto una persona normale che cosa avrebbe fatto? 1) Inversione di marcia e risalita a piedi; 2) Discesa a piedi.
Invece no: il baldo giovane chiamò il servizio taxi aeromobile.
@14: sono d’accordo con chi ha detto che il soccorso è un diritto commisurato alla sicurezza ed incolumità di chi è chiamato a soccorrere. C’è sempre la possibilità che non sia fattibile un recupero, ma al netto dei costi economici, anche chi si sente sempre nel giusto potrebbe commettere un errore di valutazione e dunque non penso che non chiamerebbe il 112 per essere coerente con se stesso. E se oltre che sprovveduti fossero feriti? Li si lascia lì?
@14
E invece lo è, sebbene subordinato ad altri diritti, in primis quello all’incolumità personale del soccorritore (forse quello del bilanciamento dei diritti potrebbe essere un buon tema di discussione).
Mi auguro che non ti siano altrettanto nuovi l’articolo 10 del Codice di deontologia professionale del Collegio Regionale Veneto Guide Alpine e quanto disposto dal Codice Penale in materia (vedi “omissione di soccorso”).
Poi ci sarebbe anche il caso particolare del diritto ad essere soccorsi in mare, ma vabbè…
Basta far pagare agli stranieri il passaggio sui passi montani e recuperare li il denaro perso
Il soccorso un diritto?
Questa è proprio nuova.
Sempre obblighi, obblighi di qua e di la’. Mai una buona volta dire…lasciamo alla tua volonta’, sei una persona matura e decidi…o ti fai l’assicurazione o paghi uno sproposito con l’AE che ti prende anche un quinto dello stipendio se non adempi.
Quanto alla concorrenza che ho sentito dire…la si trova nei libri di scuola e dell’universita’…il Varian… Microeconomia…la realta’ tutta un’altra cosa.
Il mercato è concentrato in pochi e sara’ sempre peggio e si crede che i prezzi siano frutto della mano invisibile…si la mano invisibile di quei soliti 4 che tirano su profitti.
Fatto salvo che il soccorso è sempre e comunque un diritto non è corretto che se ne abusi. Chiamate all’elisoccorso perché troppo stanchi o perché sorpresi dal maltempo non dovrebbero nemmeno esserci perché comunque vada si sta impegnando un mezzo salvavita di cui potrebbe esserci un bisogno reale e più urgente. Per questo motivo anche secondo me assicurazione obbligatoria per ogni genere di attività in contesto montano
E va beh! Gli errori rendono lo scritto simil supercazzola..a tapioca
Drmauro esatto in Svizzera vigi un sistema assicurativo e in ultimo uno pubblico la Lamal..in Svizzera devi essere assicurato un esempio i famosi tre pilastri un es.se il fiume ti poeta via la casa e non sei assicurato non vedi un franco.I concetto è …tu per primo ti devi proteggere,poi dove non arrivi vi è il Cantone e poi la Federazione il principio è responsabilizzare.Che e l esatto opposto del tanto qualcuno ci pensa. A Verbier non bloccano i fuori pista e nemmeno in molte località,però ti dicono il soccorso sono 500 franchi e si esce se le condizioni lo permettono.
Spendiamo molto di più in terapie croniche dovute a cattive abitudini; in più i servizi di Elisoccorso sono pagati dalle regioni tramite contratti pluriennali e con un tot di ore di volo incluse, mica a singola ‘uscita’.. quindi fino ad un certo punto potremmo dire che i costi sono già stati spalmati. Poi rimane corretto il non abusarne, ma gli interventi in montagna (intesi come recupero) sono solo una parte di quello che gli elicotteri sanitari fanno. Potremmo quasi dire che la domanda ha in alcuni casi anche permesso l’opportunità di aumentare gli elicotteri sull’arco alpino a disposizione delle popolazioni delle zone rurali, che hanno infatti, ictus, incidenti e hanno tutto il diritto di raggiungere gli ospedali delle valli.
… meglio il mercato libero o la tutela del Servizio Sanitario? Il mercato libero è più conveniente in quanto è la concorrenza a fare il prezzo….il valoroso sale le montagne e in caso paga pegno …di tasca propria…
Non bisognerebbe fare confusione: l’elisoccorso è in capo al servizio sanitario regionale, come in tutte le regioni italiane; il servizio nel nord Italia è spesso caratterizzato da una compartecipazione della spesa nel caso di illesi / illesi imprudenti secondo normative regionali discutibili o meno, ma credo che al netto di tutti i discorsi sia solo l’educazione alla montagna che può cambiare una deriva della fruizione della stessa, legata a molti fattori che si fa in fretta a giudicare su internet. In svizzera paghi parzialmente anche l’ambulanza, ma poiché alla base non c’è un servizio sanitario universale come il nostro e funziona invece con altri meccanismi…
A pagare c’é sempre tempo e come con il fisco é possibile sempre farla franca con un bel condonino.
Fatta la legge…trovato l’inganno.
Assicurazione obbligatoria x chi fa escursioni in montagna ,che siano arrampicate o altre attività che potrebbero avere incidenti,io x sciare ho dovuto farla(giustamente)
Proprio quello che sogno da sempre, diventare come la Svizzra, così umana e accogliente…[per info leggere Quelli del Pordoi]
Comunque le multe stradali svizzere basta non pagarle dichiarando che non si sa chi era alla guida (e ovviamente evitare di tornare in Svizzra con la macchina multata)
Soccorso Elvetico….recuperato dopo 1/2dall,allerta quota 3800..in 1/2 sotterraneo ospedale Samedan..fatta prima lastra..risultato entro un mese pagare 18000 franchi per spese soccorso aereo foro competente in mancato pagamento Milano ..con lettera di sollecito dopo c.a 20 giorni..così funziona..problema risolto in quanto socio Rega.Altri es.di riscossione crediti elvetici ..multe non pagate per infrazione stradale blocco di circolazione nel territorio cantonale..reiterata multa entro un anno..blocco circolazione per 5 anni..l eccesso di velocità limite di 10 km sopra il consentito in alcuni cantoni è penale si va a processo con sentenza.a tapioca.a tapioca
E chi non verserà l’anticipo verrà lasciato incrodato??