Se vuoi salire in vetta, prima versa la cauzione

Non sono affatto un sostenitore di restrizioni e divieti. Propendo per una selezione naturale conseguente al ritorno della montagna verso una configurazione più scabra e spartana: l’approccio consumistico, nell’intera nostra società, presuppone le comodità, i rifugi-albergo, i sentieri segnati e manutenuti, le soste a spit e, via via, fino al soccorso garantito e gratuito come se si fosse in un palazzetto dello sprt cittadino.

Non sono affatto un sostenitore di restrizioni e divieti. Però, purtroppo, li prevedo per l’interagire fra peggioramento ambientale delle montagna (al seguito di riscaldamento, siccità, scarse precipitazioni) e incontenibile massa umana che approccia l’habitat montano. Non sappiamo ancora se si tratterà di ordinanza di divieto totali o parziali (singole montagne, singoli itinerari, particolari ghiacciai) oppure se si opterà per una forma di mountain pass, in pratica un patentino si abilitazione (anche per uscite private).

L’applicazione di queste restrizioni corrisponderà al soffocamento definitivo della libertà in montagna e proprio per tale motivo preferisco che la selezione avvenga in modo naturale, rendendo meno comode le montagne: chi cerca le comodità consumistiche deciderà in piena libertà di indirizzarsi altrove.

Certo è che, fra le mille ipotesi di restrizioni e/o barriere d’ingresso alla montagna, finora non avevo pensato che si potesse arrivare a quelle di natura economica: se hai i soldi per la cauzione, puoi salire in vetta pur essendo il peggiore dei cannibali, mentre se non li hai, non sali neppure se sei il più maturo e responsabile degli alpinisti. Direi che è modello alla Briatore, che può andar bene per il Billionaire, non certo per le altre quote. Inoltre fra il concetto di cauzione (che si utilizza solo alla bisogna, altrimenti si restituisce) e quello di biglietto di ingresso (che, una volta pagato, resta al destinatario), il passettino è proprio breve breve…

Motivo in più per accelerare il ritorno ad una montagna “scomoda”: prima la rivediamo e maggiori sono le chance di evitare questi modelli scriteriati (Carlo Crovella).

Proponiamo qui i due articoli di Floriana Rullo apparsi il 3 e il 4 agosto 2022)

L’ordinanza del sindaco di Saint-Gervais
(una cauzione da 15mila euro per chi sale in vetta sul Monte Bianco: «Coprirà costo soccorsi e spese di sepoltura»)
di Floriana Rullo
(pubblicato su torino.corriere.it il 3 agosto 2022)

Chi scalerà il Monte Bianco fino in vetta dovrà versale una cauzione da 15 mila euro. Lo stabilisce un’ordinanza del sindaco (Jean-Marc Peillex) di Saint-Gervais, comune francese su cui si trova l’itinerario di salita del Monte Bianco.

Una scelta fatta per contrastare le decine di «pseudo alpinisti» che, nonostante le raccomandazioni, ignorano la raccomandazione di non scalare la via normale francese dal rifugio del Goûter  a causa delle importanti cadute di pietre legate alla siccità.

Dei 15 mila euro, 10 mila euro corrispondono «al costo medio dei soccorsi» e 5 mila euro per «le spese di sepoltura della vittima». «È inaccettabile – scrive il primo cittadino – che sia il contribuente francese a pagare questi costi».

«Nessuna cauzione per salire sul Monte Bianco, la montagna è di tutti»
(il sindaco di Courmayeur contrario all’ordinanza firmata dal collega francese: «Da noi se l’intervento necessità di un medico il servizio è gratuito. Se invece si tratta solo di un recupero, il soccorso alpino è a carico degli escursionisti»)
di Floriana Rullo
(pubblicato su torino.corriere.it il 4 agosto 2022)

«Il versante italiano del Monte Bianco non limiterà l’ascensione agli escursionisti». Ha le idee chiare Roberto Rota, il sindaco di Courmayeur, città della Valle d’Aosta ai piedi del massiccio del Bianco. La notizia che sull’altro versante, quello francese, chi vorrà salire in vetta dovrà versare una cauzione di 15mila euro, non gli piace proprio. «La montagna non è una proprietà – dice Rota – Noi, come amministratori, possiamo limitarci a segnalare le condizioni non ottimali dei percorsi, ma chiedere una cauzione per salire in cima è davvero surreale. Si decide di chiudere una via, un passaggio, se c’è rischio oggettivo». Eppure l’ordinanza francese è già stata firmata da Jean-Marc Peillex, sindaco di Saint-Gervais. Dei quindicimila euro chiesti come cauzione dieci serviranno a pagare i soccorsi in caso di intervento e i restanti 5 mila euro invece per le eventuali spese di eventuali funerali. La decisione è stata presa perché il piccolo comune francese che si trova nella valle dell’Arve è il primo che si incontra iniziando l’ascesa verso la cima. Anche per questo il via vai degli escursionisti che, nonostante le raccomandazioni di non scalare lungo la via francese del Gouter a causa delle importanti cadute di pietre legate alla siccità, non si è mai fermato.

«Pseudo alpinisti», come li definisce il primo cittadino francese, che poi chiedono l’intervento dei soccorritori per ritornare a valle. «C’è da considerare che le condizioni di salita dal versante italiano sono molto più difficili – continua Rota – In Francia spesso si formano le code per salire in cima. Ma noi abbiamo un approccio diverso con gli escursionisti. Raramente vietiamo qualcosa. Il nostro compito è quello di garantire la sicurezza delle strade. Solo sulle nostre piste in inverno è vietato scendere da due canali perché non hanno via di uscita. È una condizione estrema. Mi piacerebbe però capire chi incasserà il denaro. È rischioso». A preoccupare il sindaco francese anche i costi dei soccorsi che, ovviamente, sono a carico dei cittadini d’Oltralpe. «Un problema che da noi non esiste – spiega ancora il sindaco – Se l’intervento necessità di un medico il servizio è gratuito. Se invece si tratta solo di un recupero il soccorso alpino sarà a carico degli escursionisti. Solo lo scorso anno così sono stati incassati 210mila euro».

Per adesso c’è un’altra montagna su cui non si potrà salire: il Cervino. Lo ha deciso il sindaco di Valtournenche, Jean Antoine Maquignaz dopo il distacco di una cresta del Leone. «È un provvedimento temporaneo – chiosa – Servono i sopralluoghi dei geologi della Regione per verificare le condizioni della montagna». Già da metà luglio le guide alpine avevano deciso, per precauzione, di sospendere le escursioni lungo la via normale della montagna, sottolineando proprio il rischio di crolli e distacchi, aggravato dalla siccità del periodo. Incuranti però gli scalatori non si sono fermati. Solo mercoledì tre cordate, sono state portate a valle con l’elicottero dal rifugio Capanna Carrel.

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Se vuoi salire in vetta, prima versa la cauzione ultima modifica: 2022-08-10T05:08:00+02:00 da GognaBlog

33 pensieri su “Se vuoi salire in vetta, prima versa la cauzione”

  1. 33
    Alberto Benassi says:

    Reazionario è meglio?

  2. 32
    Pierlorenzo Bagnasco says:

    Ssarà ma sento odore di randellate in faccia e nasi goreng.

  3. 31
    Fabio Bertoncelli says:

    «Di fatto, per le regole stesse della democrazia, sarà eversivo chi si contrapporra’ al volere della maggioranza, legittimato da elezioni e suggellato da regolari leggi approvate con tutti i crismi.»
     
    Definire eversivo il comportamento di chi si contrappone alla maggioranza, cioè di coloro che svolgono normale opposizione (senza violenze), mi sembra leggerissimamente scorretto.
    Per sua natura la democrazia consente l’opposizione. Altrimenti parleremmo di totalitarismo.
     
    P.S. Strani concetti di democrazia circolano nel forum…

  4. 30
    Carlo Crovella says:

    Chiedo scusa per eventuale fraintendimento, ma così sembrava… cmq meglio aver chiarito.
     
    Circa il resto, se quel particolare mondo davvero si configurera’ non dipenderà dal solo volere di un singolo, nella fattispecie Crovella, ma dal volere di una moltitudine che quindi sarà maggioranza. Di fatto, per le regole stesse della democrazia, sarà eversivo chi Si contrapporra’ al volere della maggioranza, legittimato da elezioni e suggellato da regolari leggi approvate con tutti i crismi.
     
    Per capirci: la riforma costituzionale è inserita esplicitamente nel programma elettorale del Centro Destra. Chi ci vota, non potrà dire, a posteriori: “ah ma io non avevo capito…”. Ebbene se davvero il risultato elettorale dovesse confermare gli attuali sondaggi, il prossimo parlamento procederà, legittimamente, in tale direzione. Materialmente la riforma si concretizzerà fra uno o due anni, ma di fatto gli elettori del C. D. la stanno già votando oggi, attraverso il voto politico del programma elettorale. Siccome pare che i sostenitori del C.D. raggiungano la maggioranza, ecco perché affermo che il trend socio-politico-emotivo è già in essere. Non mi dilungo oltre, in quanto fuori tema rispetto all’articolo, ma ciò avviene perché le persone, oggi, chiedono a maggioranza sicurezze (al plurale…) e non libertà. Buon Ferragosto a tutti!

  5. 29
    alessandro biffignandi says:

    No,no,no..ferma tutto Crovella; non ci siamo capiti: per me puoi dire quello che caspita ti pare e lungi da me invocare censure da parte di Gogna; io semplicemente ho il sincero terrore che si realizzi il mondo che prefiguri tu.. più che d’irritazione si tratta di una profonda ansia..perchè in quel tipo di mondo per quelli come me non ci sarà spazio alcuno e temo che non sopravviverei a lungo (nel senso fisico del termine).

  6. 28
    Carlo Crovella says:

    Stai andando abbondantemente fuori tema rispetto all’argomento in senso stretto dell’articolo, ma faccio una rapidissima precisazione per chiudere il discorso procedurale una colta per tutte.
    Anche tu ,come il tuo “amico” Ginesi (…), fin dall’inizio delle diatribe sulle restrizioni per esigenze sanitarie (SGP, ma anche prima la tempo del Governo Conte 2), fate riferimento ad un ordinamento costituzionale che, molto probabilmente, è in procinto di esser modificato, anche profondamente. E’ proprio questo il punto che vi sfugge: voi fate riferimento a “regole” che, concettualmente, sono già obsolete fra l’opinione pubblica e nel prossimo futuro potrebbero non esser proprio più il terreno di convivenza della comunità nazionale.
     
    Preciso che siamo così tanti, noi “eversivi”, che i nostri rappresentanti stanno appunto studiando modifiche costituzionali, da realizzare nel pieno delle condizioni democratiche. Addirittura sono già state depositate delle proposte di legge nella legislatura che sta terminando, proposte che saranno riprese e presumibilmente varate nella prossima legislatura:
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/08/12/il-nuovo-capo-dello-stato-sognato-da-meloni-elezione-diretta-mandato-di-cinque-anni-e-poteri-di-governo-con-la-sfiducia-costruttiva/6761294/
    L’elezione diretta del Capo dello Stato è il passo iniziale di una svolta costituzionale verso un modello socio-politico più “efficiente” e più “efficace”. Un modello più “aziendalistico” (quindi con minor flessibilità individuale), che a parere di molti (fra cui il sottoscritto) è necessario per tutelare i valori occidentali in un mondo globalizzato dove i palyer internazionali stanno invadendoci (concetto che va inteso in senso cultural economico più che militare). Non so dire con esattezza, specie sul timing, ma di sicuro seguiranno anche dei passaggi successivi e li vedremo nel corso del tempo: ci sono 5 anni a disposizione, se il risultato elettorale conferma i sondaggi in essere. Vedremo, al termine dei 5 anni, che modello costituzionale sarà a quel punto in essere: potresti accorgerti che i tuoi riferimenti appartengono decisamente “al passato”.
     
    In ogni caso, quand’anche i miei ragionamenti (su questo come su altri punti, compresi i riferimenti letterari…) fossero completamente idioti, sbagliati e addirittura eversivi, ma che te ne frega a te? Se quanto scrivo e autoesplicativo nella sua idiozia intrinseca, tutti lo fotografano nella sua natura ed estendono la considerazione di idiota all’autore Crovella… Perché ti accalori così tanto se espongo le mie idee? Sul tema esprimo idee che, secondo i tuoi parametri, sono “eversive” perché sono convinto che il modello storico abbia fatto il suo tempo: come vedi non sono l’unico a livello nazionale a pensarla così, ma anche se fossi l’unico pazzo eversivo, secondo la linea editoriale del Blog non mi si dovrebbe negare uno spazio di espressione.
     
    Il punto vero della tua irritazione è che “anche” tu (…) appartieni al gruppetto cui sta sulle palle che Gogna dia spazio a personaggi e idee diverse, se non antitetiche, all’ideologia che voi legate la personaggio Gogna (ideologia che io, per sintesi, ho definito quella dei Nuovi Mattini). Non vi capacitate che Gogna non intervenga d’autorità a cancellare le bestialità di un idiota “eversivo” come Crovella. Ma il tema è stato ampiamente spiegato, con toni pacati, negli interventi 44 (a mia firma) e 95 (scritto da Gogna) a seguito dell’articolo sull’Assietta pubblicato sul blog il 19 luglio scorso. Se non li hai letti, ti suggerisco di andare a leggerli.
     
    Speravo che, con quelle precisazioni, il punto procedurale fosse stato chiarito una volta per tutte: invece dopo 20 gg c’è di nuovo uno (magari sempre lo “stesso”, chissà…) che è lì a battere sullo stesso tasto. Più che pensare di sfinirmi per eliminarmi, che è ipotesi irrealistica vista la mia natura “goregn” (anche su questo vedi articolo Assietta), vi suggerisco di chiarirvi una volta per tutte con Gogna.
     

  7. 27
    alessandro biffignandi says:

    Ascolta Crovella, di quello che fai/pensi tu, a nessuno frega nulla; detto questo, quando parlo di eversione mi riferisco al fatto che la politica interna di una nazione dovrebbe fare capo principalmente ai principi costituzionali di quel paese (ma tu hai già ampiamente fatto capire cosa pensi della nostra costituzione, arrivando ad affermare che va cambiata perchè “troppo liberale”.. mamma mia..) e non a Trend socio-economici transanazionali (chiamiamoli così.. io preferisco indicarli come “agende criminali); il problema è proprio questo: con Tangentopoli, i servizi americani hanno fatto piazza pulita di una classe dirigente che faceva ancora gli interessi nazionali, per sostituirla con vari pupazzi al soldo delle oligarchie finanziarie; quello è stato il momento che ha segnato la fine di questo paese. Tornando al discorso iniziale, qualunque politica interna che si discosti dall’orientamento costituzionale di una dato paese (per rispondere alle “esigenze” dei più svariati stakeholder inetrnazionali) è sostanzialmente eversione; concludo facendoti notare per l’ultima volta che il nostro ordinamento giuridico non ha mai previsto che per un supposto interesse collettivo si potesse sacrificare qualunque tipo di libertà individuale; questo abberrante concetto fu alla base di tutti gli orrori dei quali i regimi del 900 si sono resi responsabili; puoi parlare quanto ti pare di “trend socio economici” ma, in teoria, in queste paese certe cose non si possono fare.. se poi vengono fatte ugualmente quella mio caro è una tendenza eversiva ed andrebbe trattata come tale dalla magistratura competente (campa cavallo..).

  8. 26
    Carlo Crovella says:

    Ci sono anche i “pazzi eversivi”, eccome, come a suo tempo c’erano le Brigate Rosse, ma non tutti gli iscritti del PCI appartenevano a quella banda, anzi…. Qui si parla di trend socio-economici di larga scala, la sensazione è che la tua lettura della realtà non li colga: vedremo dopo il 25 settembre.
     
    Non possiamo essere tutti pazzi eversivi, saremmo milioni. In ogni caso, se ritieni che io sia un eversivo, fai che denunciarmi alla DIGOS, anziché continuare a fare solo delle polemiche personali, che tanto non ci cavi nulla. Mi sa che non ti sei letto gli interventi 44 e 95 a latere dell’articolo sulla Battaglia dell’Assietta (19 luglio 2022).

  9. 25
    alessandro biffignandi says:

    .. avevo già detto in precedenza, Crovella, che sulla tua soluzione, in linea di principio concordo in pieno; non è corretta la motivazione in realtà: la montagna andava resa scomoda già prima, per tutelarla e per garantire la pace e l’intimità di chi la ama realmente (non di chi la prende come un supermarket).. renderla scomoda per proteggerla dai provvedimenti demenziali di una banda di fanatici globalisti ( che esitono eccome.. altro che trend generale) significa calare le braghe.. dovevamo cambiare, si.. ma dovevamo farlo da soli; a proposito, visto che affermi “non ci sono pazzi eversivi”, li hai letti i libri di Klaus Schwab e di kissinger? ti do una dritta: non sono i bidelli dell’ istituto tecnico di Fivizzano.. altro che trend generale..

  10. 24
    Giulio says:

    Concordo pienamente sul fatto che si è facilitato, spettacolarizzando, l’accesso alle montagne e questo ha portato su gente di ogni tipo. Concordo anche sull’analisi che gli eventuali divieti hanno slatentizzato il delirio di onnipotenza di chi governa anche un minuscolo paesino di 200 abitanti e che questo ha portato e porterà ad un allargamento dei divieti che colpirà anche chi, come me, ormai è diventato un ‘escursionista esperto'(vedasi il PNALM). Concordo sulla soluzione di rendere l’accesso più selettivo, salvaguardando anche le necessità economiche delle persone che in montagna ci vivono e che hanno il diritto di avere occasioni per lavorare e condurre una vita decorosa. Non sono affatto d’accordo sull’idea che il green pass abbia generato tutto ciò. Alcuni hanno confuso una misura posta a garanzia degli altri (che non devono essere esposti a rischio di contagio da parte di qualche scriteriato) con i divieti ci cui parliamo, posti a garanzia della sicurezza dello stesso trasghessore. Non si fuma negli ambienti chiusi perchè gli altri non devono essere obbligati a respirare il tuo fumo, mentre puoi tranquillamente bruciarti i polmoni all’esterno… e il ssn paga le cure pure ai fumatori.

  11. 23
    Riva Guido says:

    @ Crovella al 20 e @ Enri al 21. Io sono ancora più drastico e introdurrei per gli avvicinamenti stradali l’uso esclusivo di veicoli, a pedali o motorizzati, con le ruote quadrate a spigoli vivi. “Panem et circenses”! Se non ci lasciano divertire un pochino, gli facciamo la rivoluzione. L’avete capito, o fate finta?

  12. 22
    Carlo Crovella says:

    @21 il progetto è tutto da costruire. Butto lì alcuni assiomi di base (magari imprecisi, magari ne esistono altri, magari si può ragionare per creare una proposta più completa e circostanziata): 
    – Smontiamo il luna park evitando di alimentarlo. Iniziamo da noi stessi, torniamo ad una montagna “lenta”, vedi esempio Breithorn
    – Insegniamo e divulghiamo tale filosofia, sia in contesti istituzionali (Scuole CAI, Conferenze, prese di posizioni, firma di petizioni ecc) sia nel giro degli amici/conoscenti, magari facendosi ridere dietro all’inizio. L’esempio potrebbe essere contagioso, chissà.
    – Al limite astenendoci dai monti fino a strangolare il luna park. Esempio limite, probabilmente solo provocatorio, ma eclatante.
    – Stigmatizzando ogni esempio di approccio consumistico. Oggi chi fa cappelle in montagna è quasi esaltato o quantomeno perdonato, in nome della cosiddetta libertà di fare quello che si vuole. Se invece si consolida la presa di posizione “critica” verso le cappelle e i cannibali, probabilmente si intacca l’attuale quadro consumistico.
     
    Certo i tempi saranno lunghissimi, non aspettiamoci un cambiamento dalla sera alla mattina. Il trend in essere, anche quello relativo alla sola montagna, ha dato i primi barlumi negli anni ’90 ed ha registrato progressive accelerazioni dal 2000 in poi. Per smontarlo non ci vorranno due giorni…
     

  13. 21
    Enri says:

    Sono assolutamente d’accordo con il commento 20. Bisogna tornare ad una montagna dove gli aiuti all’avvicinamento siano scarsissimi o nulli. Concretamente come fare?

  14. 20
    Carlo Crovella says:

    Per i teme “sistemi digitali”, vedrai che troveranno il modo per rendere obbligatorio averlo con sé: es se non prenoti dando un cell ecc, non sarai abilitato ad accedere in una certa area in un certo giorno. Oppure che se vai senza autorizzazione (con cell spento, o con quello della moglie ecc) e poi hai bisogno del soccorso… non ne esci vivo e paghi per l’eternità.
     
    Cmq, è inutile prendersela con un singolo (il Crovella nella fattispecie). Il trend non è mica determinato da Crovella. E’ un fenomeno sociale, culturale, politico. Tra l’altro iniziato nel corso degli anni ’90, sono quindi 30 anni che si sviluppa. Se prendiamo i no vax come esempio di anti-controllo, ebbene (nei mesi della scorsa polemica SGP) sono stati calcolati nel 10%-15% degli italiani: significa che chi preferisce la sicurezza cuba all’incirca per l’85%. Facciamo l’80%: su 60 milioni di cittadini, l’80% significa 48 milioni. Ce ne sono di Crovella in giro! anche ammesso di annientare me (ed è tutto da vedere, considerata la mia natura “goregn”, vedi articolo Assietta), avrete altri 47.999.999 davanti a voi… auguri!
     
    In ogni caso avete un’arma formidabile fra le mani: il voto del 25 settembre. Lì si determinerà il Parlamento dei prossimi 5 anni. Fate valere, giustamente, le vostre istanze. Tuttavia vi dico, da osservatore asettico, che l’attuale offerta elettorale non è la più eccitante per chi la pensa come voi. Infatti: 1) il Centro Destra, che allo stato attuale è accreditato di vincere, forse anche con la maggioranza assoluta, ha già detto che vuole introdurre modifiche costituzionali: si partirà con l’elezione diretta del Capo dello Stato, ovvero virata costituzionale verso il presidenzialismo (non mi pare il massimo del “liberi tutti”), ma poi, visto che potrebbero stare 5 anni consecutivi al potere, chissà cos’altro faranno sul tema (l’appetito vien mangiando…); 2) la Banda PD, oltre che sconclusionata e contraddittoria (da Di Maio a Fratoianni), punta ad un esito elettorale senza precisi vincitori, tale che richieda un nuovo Governo tecnico, ovvero un nuovo Governo Draghi, cioè quello che ha messo il SGP (se non sarà Draghi, si chiamerà Cottarelli o Piripicchio, ma il concetto è lo stesso); 3) il Terzo Polo Renzi-Calenda ha già espressamente detto che  i due andranno in ginocchio da Draghi a chiedergli di tornare a Palazzo Chigi (auguri! a loro e a voi…); 4) I 5Stelle di Conte sono ormai irrilevanti, al massimo faranno ammucchiata post voto con la Banda PD e, di nuovo, contribuiranno ad un nuovo Governo Draghi; 5) L’unica proposta che pare mettere la “libertà” come principale perno ideologico è quella di Paragone-Italexit e di fatti aveva siglato un accordo con Alternativa, la quale fa capo ai no vax. Potrebbe essere il vostro portavoce ideale. Peccato che l’accordo sia durato ancor meno della sveltina Calenda-PD (2 giorni contro 5), in quanto Paragone, per tecnicismi legali alla raccolta firme, voleva incamerare esponenti di Casa Pound, cioè i fasciste “veri”. Che fate? In nome della libertà costituzionale votate per liste con esponenti di Casa Pound??? Sarebbe il colmo. Cmq, pare sia saltato tutto, ma la dice lunga sulla situazione.
     
    Resta la scelta di non votare. Rispettabilissima, ma vi metterà in una posizione totalmente passiva: andrete dove la corrente generale ci porterà tutti. Quindi il problema non è Crovella, ma l’attuale visione della società, che antepone la richiesta si sicurezze a quella di libertà.
     
    In tutto questo bailamme, il tema della libertà in montagna è un risvolto marginale e assolutamente irrilevante. E’ chiaro che questo Blog è uno spazio web dedicato alla montagna e quindi i temi relativi alla montagna sono messi al centro delle riflessioni, ma in realtà essi si inseriscono in trend socio-politici molto più ampi. L’unica cosa che penso sullo specifico tema della montagna è che, dati gli attuali numeri del fenomeno, oggi siamo troppo sulla ribalta per passare inosservati. Voglio dire: l’altro giorno si è registrato un incidente che ha coinvolto un elicottero e purtroppo c’è stata una vittima. Avete per caso sentito tutto il bailamme mediatico che gira intorno alla montagna? Si sono forse alzate voci istituzionali che invocano il controllo o addirittura il divieto all’uso ludico-sportivo degli elicotteri? No, perché i relativi appassionati sono pochissimi. Se noi appassionati di montagna vogliamo sperare di farla franca rispetto al trend generale di “maglie che si stringono”, dobbiamo tornare nell’ombra, ridurci di numero. Come? Fucilandone uno ogni tot? Non è la mia proposta. Io propongo di far tornare la montagna spartana e scomoda. La massa non ama le scomodità: se per fare il Breithorn deve partire a piedi da Valtournanche, alla fin fine preferisce dedicarsi ad altro. Sul Breithorn, anziché gli attuali 200 e più individui al giorno (ogni giorno estivo) vomitati dagli impianti (con aggiunta di 900 m D+ a piedi), avremmo solo quelle 10 persone che, profondamente appassionate, sono disposte a partire a piedi il giorno prima da Valtournanche, dormire al Teodulo (che tornerebbe ad essere un “vero” rifugio), salire in vetta e magari, se stanche, ri-dormire al rifugio per scendere il terzo giorno. Solop 10 persone anziché 200 e più. Ecco cosa intendo per “selezione naturale”, che sarebbe sicuramente “quantitativa” ma, con ogni probabilità, potrebbe essere anche “qualitativa”. Infatti chi ha un approccio “vecchio stile” (e non consumistico) alla montagna, tendenzialmente è uno con la testa sul collo, che fa le cosine per bene, “sa” rispettare” gli orari della Natura e non affronta i ghiacciai con le infradito ecc ecc ecc. Solo così, forse, potremmo pensare di uscire dalle luci della ribalta e avere meno oppressione da parte della società sicuritaria. Forse, non è detto, ma almeno che la giocheremmo. Lasciando tutto com’è, non facciamo altro che abbandonarci passivamente alla corrente che porterà tutti dove vuole lei. Buona estate!

  15. 19
    Alessandro Biffignandi says:

    ..io spero solo che questo mondo di iper controllo vi si sgretoli tra le mani.. come precedentemente detto da Merlo, auspico un collasso che ci travolga tutti.. è di sicuro preferibile al futuro che paventi tu Crovella; detto questo i sistemi di controllo ai quali fai riferimento necessitano comunque di un dispositivo digitale.. un Iphone probabilmente o peggio ancora un chip cutaneo; l’iphone lo butto nella tazza del cesso e il chip per riuscire ad impiantarmelo devono prima ammazzarmi ( nel caso un paio me li porto nella tomba con me); ti saluto carletto.. mi sa che tu 1984 l’hai preso come manuale d’istruzioni più che come romanzo

  16. 18
    Carlo Crovella says:

    Già a metà anni ’90 (quindi ben prima del SGP: parliamo di quasi 30 anni fa) mettevo in guardia dal rischio che la tecnologia si rivelasse lo strumento ideale per il controllo dell’attività individuale in montagna. Il mio racconto “Climbomat”, sfizioso e provocatorio, fu pubblicato su ALP nel ’94 ed è stato ripreso da Gogna su Altri Spazi nel 2020. Gli interessati lo possono leggere a questo link:
    https://www.sherpa-gate.com/altrispazi/climbomat/
     
    Nel ’94 immaginavo una megacablatura  stile Bancomat (ecco Climbo e Mat), con tanto di monitor e tessere plastiche come appunto quelle del Bancomat. Allora la tecnologia cellulare e tutto il mondo wifi non erano così evoluti come oggi. Oggi i nostri movimenti, in tutto il Paese, sono già tecnicamente registrati. Le cellule della rete cellulare registrano il passaggio di tutte le SIM, in qualsiasi istante. La tecnologia è già attiva, pet il momento i dati sono criptati a meno di esigenze specifiche, es chiarire i movimenti dei sospettati di delitti ecc. A tal fine occorre un provvedimento del giudice, ma d’ora in avanti ci saranno spinte di tipo politico per il.loro utilizzo. Basta solo decidere di “utilizzare” il sistema in modo generale a fini di controllo. È una questione politica, o meglio socio-politica. Il tema è stato sdoganato con il SGP, ma sarebbe stato impossibile non andare in quella direzione, prima o poi ci saremmo cmq trovati in quel tipo di contesto, volenti o nolenti. La corrente generale spinge in quella direzione: la stragrande maggioranza degli individui preferisce sicurezze a libertà. Io stesso, tutto sommato, mi inserisco in quel filone. Ma trattasi di un trend generale. Il tema applicato alla montagna è solo un piccolo risvolto del trend generale. Ciao!

  17. 17
    Carlo Crovella says:

    14. Non c’entro nulla io. Si sta scivolando verso quel quadro: non c’è nulla di eversivo, è un fenomeno sociologico, connesso alla preferenza della stragrande maggioranza dei cittadini. Ho citato il SGP solo per far capire che il tema “controllo” non è un problema esclusivo della montagna. Il trend generale dell’intera società è indirizzato così.  Non ci sono pazzi scatenati “eversivi”. Ci sono cittadini (moltissimi) che ora esprimono aspettative diverse da quelle del quadro storico precedente (quello dalla II Guerra a poco fa). Ora si chiede “sicirezze” (al plurale) più che “libertà”. Il trend era già indirizzato così, ma certo che il Covid ha dato una accelerazione pazzesca in tal senso. Temo che non si tornerà indietro. Ho scritto “temo” e non “spero”: esprimo analisi da osservatore, non da tifoso di questa o quella ideologia.

  18. 16
    antoniomereu says:

    Se si chelu fit in terra , l’ haiant serradu puru
    ( Se fosse stato in terra,avrebbero chiuso pure il cielo).
    Melchiorre Murenu

  19. 15
    Alex says:

    I divieti non devono esistere. Andare in montagna sarà sempre pericoloso; richiede preparazione fisica, mentale e tecnica.
    Quindi si è liberi di andarci. Quello che non condivido è il fatto che il soccorso in montagna debba essere gratuito. Lo stato non può permettersi il lusso di pagare elicotteri, ecc. Prima deve assicurare l’assistenza ai malati neoplastici, anziani, ecc… Poi se avanzassero soldi ben venga anche l’elicottero. Chi va in montagna si deve fare una assicurazione (vedasi Rega svizzera) che costa oltretutto pochi euro.

  20. 14
    alessandro biffignandi says:

    ..vedi Crovella, con il commento numero 12 tu alla fine ci stai incredibilmente dando ragione; affermi che il super green pass ha segnato uno spartiacque incredibile che segna di fatto l’avvento di una società del controllo; ma allora dico, Cristo Santo, non avevano forse ben donde coloro i quali contestavano tale misura? non era forse lecito pensare che, a prescindere dai fini, certi mezzi creassero pericolosissimi precedenti giuridici? praticamente lo stai mettendo nero su bianco! Il fatto poi che in fondo tu te ne compiaccia rende bene l’idea circa la tua profonda natura eversiva; si mio caro, EVERSIVA.. perchè il concetto che per la collettività si possa sacrificare ogni libertà individuale è qualcosa che MAI ha fatto parte dell’ordinamento giuridico di questo paese, quindi tutti quelli che hanno appoggiato questo abominio in realtà non avevano alcun senso dello stato; questa Orwelliana visione collettivista non è mai stata propria delle moderne democrazie occidentali ma da sempre caratterizza tutti i regimi totalitari; facevamo bene noi a dissentire, a dubitare, a dire che dal green pass non si sarebbe fatto ritorno.. e tu lo stai confermando; dovreste chiedere scusa Crovella, ogni giorno della vostra vita, per la merda monumentale nella quale ci avete infilati tutti quanti.

  21. 13
    Giorgio Daidola says:

    Dopo aver letto il pezzo e 12 interventi ritorno al primo. È molto probabile che Merlo abbia ragione. È solo una questione di tempo.

  22. 12
    Carlo Crovella says:

    Essendo io un pessimista cronico, per DNA, tendo a vedere sempre le prospettive negative. In tutti i settori della vita, non solo nei temi di montagna.  Spesso, però, ci azzeccano o quanto meno mi avvicino molto a ipotesi che, per gli altri, sono paradossali, a priori.
     
    Ciò che non è ancora chiaro alla platea degli alpinisti è che, ora, esiste la tecnologia per controllare gli spostamenti umani. In più è stata sdoganato il suo utilizzo (a fini di controllo) dal recente stato di emergenza sanitaria. Da questo punto di vista l’introduzione del SuperGreenPass costituisce davvero uno spartiacque epocale. Intendiamoci, io sono convintissimo che fu inventato per effettive esigenze sanitarie. Ma tutti, autorità e gran parte della cittadinanza, hanno verificato la facilità operativa di applicazione e l’hanno “digerita”. Salvo gli irriducibili contestatori, la gran parte dei cittadini non trova più inopportuno un meccanismo di controllo dei movimenti. Basta che sia giustificato da cause di effettiva emergenza e gravita’. Per la montagna possono essere la sicurezza preventiva. Se tanto mi dà tanto, un mountain pass costituito da un QCODE non farà troppo scalpore. Con meccanismi del genere,  non sarà necessario piantare cartelli in legno con scritto VIETATO, né sguinzagliare frotte di forestali a correr dietro a quelli che non rispettano i cartelli. Con la tecnologia basta un server in una cantina: controlla le aree in questione (montante nella fattispecie), il software registra i chip presenti, evidenzia quelli “in violazione” (possono essere tutti, se l’area è vietata, o alcuni, per es quelli che non si sono prenotati per quel giorno) e in automatico fa partite le sanzioni amministrative, direttamentr recapitate ai titolari. Sembrano farneticazioni, ma io sono convinto che la realtà stia andando, piano piano, in una direzione molto simile a questa. Ripeto che io non desidero i controlli, vorrei evitare un’evokuzionevdel genere, ma se stiamo passivi e non interveniamo dall’interno della comunità alpinistica, temo che prima o poi saremo stritolati da meccanismi del genere.
     
    Forse tutto ciò non accadra’ solo per la montagna, ma anche per mille altri risvolti dell’esistenza. In ogni caso, senza saper né leggere né scrivere, se fin d’ora”smontiassimo” il luna park della montagna e tornassimo ad una montagna più spartana e più scomoda, il tema probabilmente scivolerebbe via dalle prime pagine dei giornali (come invece accadde post incidente Marmolada). Forse, stando nell’ombra, grazie alka riduzione al minimo del coinvolgimento umano, avremo qualche probabilità in più di scamparla rispetto all’applicazione di modelli di controllo. Non si può sapere, ma certo se non facciamo nulla per contrapporsi alle corrente, andremo dove ci porterà la corrente.

  23. 11
    Mc says:

    Signori, Leslie Stephen alla fine dell’ 800 scrisse ” The Playground of Europe”.
    Era già chiaro ciò che le alpi stavano diventando.
    Si è fatto di tutto per rendere facile, comodo e sicuro l accesso alle montagne, funivie, rifugi simil alberghi, percorsi attrezzati , e una miriade di social su cui tutti esaltano le proprie imprese rendendo tutto facile e semplice , sulla carta!
    L aumento sproporzionato dei frequentatori ha di sicuro  aumentato anche la probabilità di incidenti,  e con l aumento degli incidenti la corsa ai divieti da parte delle stesse persone che hanno contribuito all incremento del turismo montano.
    E cosa altro dovrebbero fare, vista l irresponsabilità della miriade di ignavi che tutti i giorni hanno fatto la fila sulle normali del rosa del bianco del Bernina e chi più ne ha più ne metta? 
    In quanto al cartello del divieto…. Saltatelo se proprio vi da fastidio, vi rincorreranno per tutto il Bianco il Cervino o il Rosa per multarvi?! 
    Forse la moltitudine obbedirà evitando il pericolo, chi invece se la sente, senza funivia e rifugi , sfiderà il pericolo .
    Forse che l alpinismo blasonato non sfida il pericolo? E come mai ha costoro non viene negato il permesso di rischiare la propria vita? Anzi ne esaltiamo l atto eroico?
    450 morti circa all anno sulle Alpi, dati del soccorso alpino, più di 700 annegati il fiumi mare e laghi, eppure a nessuno viene in mente di chiudere la balneazione, al limite si segnala il pericolo.
    Lo stesso vale per i ciclisti, quanti e muoiono all anno?  Vietiamo loro la strada o i sentieri? 
    E la solita polemica ridicola, quando i morti capitano in montagna guarda caso fanno più ribrezzo!
    E un industria da milioni di euro, quindi mettiamo in conto anche gli incidenti, e come si interviene sulla strada non vedo il perché non si debba intervenire in montagna con un corpo di specialisti ben pagato ( anni fa eravamo volontari senza nessun indennizzo).
    Magari una assicurazione o la tessera CAI che già la contempla servirebbero, come il buonsenso.
     
     
     
     
     
     

  24. 10
    Alberto Benassi says:

    @8 
    Vero, come le montagne anche noi non diamo piu quelli di prima.
    Personalmente credo di essere meglio di prima. Perchè mi ritengo più responsabile di prima, prendo a cuore cose, fatti e problemi, di cui prima me ne fregavo.

  25. 9
    Alberto Benassi says:

    @5 
    Eccome se stanno in piedi. Prima si è voluta creare la montagna per tutti, la fruibilità. Questo e stato il messaggio culturale: mega rifugi con menù alla carta, ferrate arditissime perchè devono impressionare e fare spettacolo, impianti di risalita che vomitano in quota centinaia di persone al giorno, vie sempre più attrezzate chi monta e chi scende, strade, super panchine sltrimenti non c’è valorizzazione, ect. ect.
    E adesso? Si vieta!!
    È facile vietare invece di cercare di cambiare rotta culturale.

  26. 8
    tore panzeri says:

    aldilà della cauzione…non mi interessa nulla…state discutendo di montagne versanti pareti valli che non saranno mai più come le avete conosciute
    voi che scrivete come vecchi profeti e intenditori e conoscitori di ogni angolo nascosto delle montagne dovreste esservi accordti che non sono più quelle di prima come voi noi siete più quelli di prima
    naturalmente
    paroloni messi lì solo per rendere più evidente una cosa che più naturale non c’è non li capisco
    seguo il sole che nasce e che tramonta come la luna che ci illumina di notte 
    tt il resto non serve

  27. 7
    alessandro biffignandi says:

    .. “Caro” Crovella, esiste anche una terza via rispetto a quelle da te proposte: la disobbedienza civile; di fronte a leggi e divieti iniqui, palesemente contrari al diritto naturale e demenziali un uomo che si possa definire tale, semplicemente dice di NO; diceva Thomas Jefferson :” se una legge è ingiusta un uomo non ha soltanto il diritto di disobbedire.. ne ha il dovere”; ora, che si tratti di leggi ingiuste si evince dal fatto che l’ambiente naturale è da sempre la nostra vera casa.. noi veniamo da li ed anche se i più si sono adattati alla follia delle città e della rivoluzione industriale, la nostra vera casa rimane quella; fatta questa premessa, impedire alle persone di accedere liberamente a qualunque luogo selvaggio è una follia legislativa che va contro natura; prima ci hanno imposto uno stile di vita insostenibile (ma principalmente insostenibile per noi stessi più che per l’ambiente) dal quale alcuni di noi hanno trovato “rifugio” frequentando la natura.. adesso pretendono pure di toglierci questo riparo; per quanto mi riguarda la montagna non è un “sfizio” domenicale, non è un Hobby.. è uno stile di vita, è una mentalità; ne consegue che qualunque provvedimento per me sarà sempre inaccettabile, perchè la posta in gioco è troppo alta; chiudo con una massima:” in montagna quando l’uomo con la paletta incontra l’uomo con la piccozza.. l’uomo con la paletta si scansa”; che vengano pure d’inverno a rompermi i coglioni in cima a qualche parete.. vedremo come andrà a finire.

  28. 6
    Carlo Crovella says:

    C’è una novità strutturale, di cui abbiamo preso atto negli ultimissimi anni, ovvero l’impatto dei cambiamenti climatici sul deterioramento delle montagna. Non è un problema esclusivo di montagne molto affollate, come Cervino Bianco o Marmolada. Crolli, frane, aumento dei pericoli oggettivi colpiscono indistintamente tutte le montagne, anche le più dimenticate e neglette. Purtroppo questo aumenterà la propensione della società securitaria a voler regolamentare l’accesso ai monti, anche nelle valli sperdute. Da circa 15-20 anni sono convinto che, se facciano tornare la montagna “scomoda”, la gran massa dei frequentatori si indirizzerà verso altre attività. Meno gente per i monti = meno sensazionalismo mediatico = meno apprensione delle autorità. Questa è una ipotesi sul tavolo: magari ne esistono altre, si possono avanzare e sottoporle a dibattito. Ma a continuare a non far nulla, da parte della comunità degli appassionati alpinisti, non accadrà alto che spingere il trend sempre più nella direzione che porta ai “divieti” o a forme coercitive di selezione nell’accesso alle montagne.

  29. 5
    Carlo R. says:

    La legge dei grandi numeri ci dice che maggiore è l’affollamento e più probabilità ci sono che si verifichino incidenti, come sulle strade.  Patentini e cauzioni lasciano il tempo che trovano però vietare le salite come in questo caso impedisce che le persone si ammazzino. Ci sono dei fatti che non possono essere ignorati 1) Numero crescente di aspiranti alle cime più facili e famose. 2) La loro preparazione molte volte non adeguata 3) L’errata convinzione e pretesa che nel caso qualcosa vada male, qualcuno verrà a prendermi.  Parlare di selezione naturale oppure di negazione delle libertà sono argomentazioni che non stanno in piedi. 

  30. 4
    Alberto Benassi says:

    Serve  rivolgersi li’, ed a mio avviso lasciare poca o nessuna traccia di passaggio, pubblicazioni, guide, suggerimenti,  tracce e chiodi compresi.

    questo è un buon suggerimento, una strada da seguire.
    Ma intanto mettono condizioni e divieti. E questi colpiranno tutti, anche quelli che non vogliono lasciare traccia e andranno verso le montagne dimenticate, spartane. Perchè magari s’inventerranno il patentino, altrimenti a monti non ci vai.
    Ma lo faranno sempre in nome della nostra sicurezza!!

  31. 3
    Mario says:

    Dalla selezione naturale di Crovella , termine che al di la’ delle intenzioni suona un tantino nazista alla pseudo liberta’ invocata dal sindaco di Courmayeur al simpaticamente definito ‘modello Briatore’ di Chamonix.  I fatti sono come pietre che sono scese a valle , da li’ non si torna indietro e questi fatti costituiscono un precedente significativo. Cinicamente penso che le montagne piu’ blasonate  non ritorneranno mai il luogo incantato che erano e che gli amministratori continueranno a perseguire il sogno di potere che li ha portati a ricoprire incarichi. Non credo ci sara’ nemmeno il punto di rottura invocato da Merlo, sono un lento scivolare nell’imbuto  delle regole imposte dalla legge di turno. Ma un punto rimane, le montagne sono molte e moltissime  sono dimenticate, valli vette interi massicci sono abbandonati  e per nulla frequentati  dalla massa dei fruitori di servizi. Serve  rivolgersi li’, ed a mio avviso lasciare poca o nessuna traccia di passaggio, pubblicazioni, guide, suggerimenti,  tracce e chiodi compresi. 

  32. 2
    Corrado de Francesco says:

    Quella della cauzione era una boutade. L’ordinanza ha riguardato la chiusura dei rifugi del Gouter e di Tete Rousse a partire dal 5 agosto per le scariche di sassi nel Couloir del Gouter.

  33. 1
    lorenzo merlo says:

    Il degrado consumistico, lo pseudodemocraticismo applicato a tutto, la vita ridotta a metodi, economia e regole, l’uomo mortificato nella sua potenza, esaltato nella sua capacità di acquisire dati e di eseguire comandi.
    Attendo il crollo, lo sfascio, una salvifica esplosione.

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