Un anno (quasi) chiuso in casa

Sabato 3 settembre 2022, dalle 20.45 alle 21.30, Luca Schiera racconterà al pubblico del Campo Base Festival di Oira (VB) le sue avventure e la sua esperienza nell’estensione glaciale dello Hielo Continental Norte, in Patagonia.

Quest’avventura, vissuta con l’amico Paolo Marazzi e culminata con la salita del Cerro Mangiafuoco, aveva l’obiettivo di un’approfondita esplorazione di quel vasto altopiano glaciale che ancora oggi presenta molte aree bianche. Pochissime le persone che l’hanno visitato negli ultimi settant’anni, e tra queste proprio loro, Schiera e Marazzi, che già altre due volte si erano addentrati in esplorazione di questo territorio.

Luca Schiera è nato il 25 novembre 1990 a Erba, dove vive. Ha iniziato ad andare in montagna e ad arrampicare da bambino (5 anni) con suo padre in Val Masino e Val di Mello, dove tuttora svolge gran parte della sua attività. E’ tecnico ortopedico e vola in parapendio.

Da alcuni anni dedica la maggior parte delle sue energie alle pareti lontane da casa, per almeno due mesi all’anno. Ha scalato in Patagonia, Karakorum, Himalaya, Cina, Arabia e Africa.

In arrampicata sportiva è a livello 8c, nel trad 8b+. Sui blocchi, 7c+ fb, su ghiaccio WI5, in artificiale A3+.

E’ presidente del gruppo Ragni della Grignetta e membro del Club Alpino Accademico Italiano.

https://www.facebook.com/lucaschieraalpinista/
https://www.instagram.com/lucaschiera_alpinista/?hl=it

Un anno (quasi) chiuso in casa
di Luca Schiera 
(pubblicato su ragnilecco.com l’8 gennaio 2022)

Mentre il 2020 era stato un anno nero, le quattro stagioni appena passate invece erano state piacevolmente movimentate. Questo è un piccolo resoconto per immagini del 2021 sulle montagne con le salite e discese per me più significative quasi sempre con la piccola comunità che si è auto-isolata in Valmasino per buona parte degli ultimi due anni. Vista l’impossibilità di muoversi, per la prima volta dopo almeno dieci anni ho potuto scalare per un anno intero senza interruzioni causa viaggi/infortuni, ho recuperato alcune sensazioni sulla roccia che non trovavo da troppo tempo.

Dopo molto granito, a inizio dicembre 2020 inizia a nevicare copiosamente e si chiude bruscamente la stagione su roccia. Tiriamo fuori sci, picche e iniziamo ad allenarci per i progetti futuri. In foto uno degli ultimi giorni su roccia del 2020 Simone Pedeferri mi fa sicura a spalla in zona Sasso Remenno.
Come ogni stagione che si rispetti si inizia chiusi nel pannello di Simone: Il Muro. Grazie a queste prese è stata scritta parte della storia dell’arrampicata italiana e qui dentro ho sempre tentato di ricavare un po’ di quella energia.

Si fanno solo circuiti: o lunghi o lunghissimi. Le prese sono in buona parte vecchio stile ma mai brutte, gli appoggi sono minuscoli, unti e resi invisibili dall’aria satura di magnesite. Si accendono lunghissime discussioni su quali siano gli appoggi regolari e quali no, nonostante Simone abbia ragione dato che li ha montati lui si cerca di confutare sempre.

Negli anni però ho elaborato una serie di modi per barare senza farmi notare, comunque funziona, per tutto il resto dell’anno vivo di rendita scalando solo su roccia.

Luca Maspes aka Rampikino mi mostra la falesia di ghiaccio/misto/dry in Valbrutta e viste le buone condizioni aggiungiamo qualche tiro nuovo come Alaska: dedicata al cane di Kurt che qui fu ramponato ad una zampa da un climber incauto.
Con Luca saliamo anche diverse vie di misto che solo raramente si formano, alcune molto belle altre delle vere e proprie ravanate come in questo caso in cui ho dovuto togliere gli scarponi e salire a piedi nudi la placca finale di questa cuspide in alta val Masino.
Con Dimitri finalmente in cima alla Parete Rossa.

Poi succedono una serie di miracoli. Per tre mesi non ho toccato roccia se non qualche blitz sulla parete Rossa, con Dimitri finiamo la via che sarebbe poi diventata Restiamo Umani. Ne veniamo a capo in quattro o cinque giornate, ne passiamo un paio di altre a ripulirla dai blocchi instabili e poi finalmente la ripetiamo tutta per intero, alcuni tiri aperti da Dimitri non li avevo mai ancora provati e dopo un anno non vedevo l’ora di metterci le mani. Il risultato è stato sconcertante: complice la disidratazione, mi trascino in cima con i crampi agli avambracci mentre fra me penso: “Non ce la farò mai”.

Pochi giorni dopo invece torno con Marzo Zanchetta solo per provare alcuni tiri, mentre mi scaldo sul primo tiro mi ritrovo in sosta quasi senza volerlo, va tutto bene anche sul secondo e sul terzo tiro così provo a salire tutta la via senza cadere. Riposiamo un attimo sotto al quinto, il tiro chiave, poi riparto e con ancora una buona riserva di forza e la mente libera scalo leggero tutti i restanti tiri su difficoltà decrescenti. La giornata è stata praticamente perfetta e Marco, che ha salito quasi tutta la via in libera, è stato il migliore socio che potevo chiedere.

Un paio di giorni dopo non sapendo bene come muoverci andiamo allo Scoglio delle Metamorfosi in val di Mello per vedere se è asciutta una via che ho provato molte volte ma senza mai trovare il giusto momento per la libera completa: Io non ho paura. Stessa scena: saliamo solo per fare un giro ma entrano tutti i tiri in libera.

Marco sul primo tiro, senza appigli come il resto della via.

A febbraio grazie alle ottime condizioni in montagna mi chiama Teo (Matteo Della Bordella) e salta fuori un’idea che ci aveva dato Popi Miotti e aveva in mente anche Berna, un pilastro di roccia sulla parete est delle Grandes Jorasses. La via ovviamente sarà dedicata a lui, il regalo di Berna, ne usciamo in giornata con difficoltà sorprendentemente più basse del previsto.

Teo sul tiro più bello, un muro lavorato a buone prese.

Dopo averlo curato per tutto l’inverno a marzo si forma il Canalino: a dispetto del nome è forse la via di misto più lunga della valle, si trova su una anticima del Cavalcorto in val del Ferro. Seicento metri di ghiaccio (poco), neve e camini verglassati.

Una giornata strisciando nei camini, con Jerry (Domenico Mottarella) partiamo all’alba e torniamo al tramonto.

Intanto inizia la primavera, io e Nic Bartoli torniamo su un tiro appena trovato all’Alkekengi: Madre de Dios, decisamente la placca di aderenza più difficile che ho mai salito. Diversi passaggi sono molto aleatori, bisogna letteralmente correre verso l’alto per non cadere.

Ispirato dalla salita di Nic pochi attimi prima di me arrivo anche io in sosta senza errori.

Ad aprile con Marco e Pietro dedichiamo diverse giornate a salire Socialmente Inutile, mitica via in artificiale poi liberata da Simone diciotto anni prima, tracciamo una variante che la raddrizza ed evita il secondo tiro sempre bagnato, passiamo del gran tempo a picchiare pecker, copperhead e solo un paio di mezze giornate a provare i movimenti. Non trovo la giornata giusta fino a maggio, se qualcosa va storto sul primo tiro infatti si rischia di cadere a terra ed è anche abbastanza precario.

Va tutto liscio a parte che dopo una lunga battaglia con il bagnato cado su un piccolo pecker mentre sono in sosta al secondo tiro, riesco sul terzo solo dopo ripetuti voli e con le ultimissime energie.

Scalo quasi esclusivamente su vie lunghe ed esco dalla valle quando si può, poi di nuovo arriva una settimana di grazia. Prima con Luca Gianola in quello che era un giro di prova (lo avevo tentato diverse volte anche l’anno prima) salgo e scendo con il parapendio le tre cime più alte del Masino in un giorno: Disgrazia, Cima di Castello e Cengalo.

Subito dopo riesco a salire finalmente la fessura in val Romilla togliendomi un peso enorme di dosso. Ci ero stato una sola volta a vederla quest’anno a inizio stagione, sembrava ok ma non la avevo più provata, ho cercato di mantenermi il più possibile distaccato per evitare la guerra di nervi dell’anno prima: sapevo che ero in grado di farla ma non la avevo mai trovata asciutta.

Tundra, la fessura in val Romilla. Foto Camilla Cerretti.

Quest’anno ho avuto anche il grande onore di diventare il Presidente dei Ragni della Grignetta. Credo che la fiducia nelle nuove generazioni sia uno dei più grandi punti di forza di questo Gruppo.

I Ragni di Lecco. Clicca per ingrandire

Le più belle realizzazioni di Luca Schiera
Spedizioni
*tutte le vie sono aperture, quando non specificato

– Gangotri- India Garhwal Himalayano (agosto- settembre 2019);

– Bhagirathi IV 6200 m, 600 m, 7b A1, a vista in giornata, prima salita della parete con Matteo Della Bordella e Matteo De Zaiacomo;

– Bhagirathi II 6512 m, parete est, 50° M, con Matteo Della Bordella;

– Shivling 6543 m, spigolo ovest, V+ 90°+, ripetizione in due giorni con Matteo De Zaiacomo.

Patagonia
Campo de Hielo Norte (gennaio 2019)

L’appel du Vide (Cerro Mangiafuoco) 400 m 6c M4, a vista. Prima salita della montagna, stile alpino, lasciati dei nut in discesa con Paolo Marazzi;

Karakorum Pakistan Kondus e Kiris valley (luglio 2017)

Good No Good (Peak Nic) 700 m 7b A1, a vista eccetto due tiri in artificiale.

Prima salita della parete in tre giorni consecutivi, scendendo al campo base con Federica Mingolla e Simone Pedeferri.

Patagonia
Rio Turbio- Turbio IV (febbraio/marzo 2017)

Produci Consuma Crepa (Cerro Mariposa) 900 m 6c A2. Prima salita della parete, stile alpino in 16 ore con bivacco alla base e in cima, lasciati chiodi e nut in discesa con Paolo Marazzi;

Margherita (La Blanca) 900 m, V, solitaria simultanea con Paolo Marazzi.

Anti Atlante – Marocco
Tafraout e Todra (novembre 2016)

Le Berbère et la Gazelle (Les Poissons Sacres, Todra) 250 m 7c+. Ripetizione in libera in giornata con Matteo Colico;

Isola di Baffin- Nunavut, Sam Ford fjord e Stewart valley (giugno/luglio 2016)

Down the Slope without a Ski (Walker Citadel nord-ovest) 1000 m 7a+. In 32 ore campo-campo, niente lasciato in parete con Sean Villanueva e Nico Favresse;

The Coconut Connection (Great Sail peak) 700 m + 350m 7c, team free

Stile capsula in otto giorni con Matteo Della Bordella, Matteo De Zaiacomo, Nico Favresse, Sean Villanueva

Mascalzone Latino (Great Sail peak) 600 m 7b A1, a vista eccetto due tiri in artificiale in 24 ore, niente lasciato in parete con Matteo Della Bordella;

– 24 h round trip camp to camp (Copier Pinnacle, spigolo est) 600 m 7a, a vista. Lasciato un nut in discesa, con Nico Favresse.

Tigray – Etiopia
Gheralta e Adwa (novembre 2015)

Welcome to the Jungle (Anba Melakit) 200 m 7a, a vista. Niente lasciato in parete con Matteo Colico;

In Dust we Trust (Gheralta Massif) 120 m 6c, a vista. Lasciati due chiodi in discesa con Andrea Migliano.

Pamir Alai- Kirghizistan
Ak Su Valley (giugno- luglio 2014)

Atlantide (Ortotyubek 3850 m) 700 m 6c/7a, a vista. In 22 ore campo- campo, lasciato un chiodo sulla via con Matteo De Zaiacomo;

– Spigolo sudo-vest (Ortotyubek 3850 m) 500 m 7b, a vista. Ripetizione in libera in sei ore, senza cima con Matteo De Zaiacomo;

French Route (Petit Tour 3500 m) 350 m 6c+, a vista. Ripetizione con Matteo De Zaiacomo;

Pereströicrack (Pik Slesova 4240 m) 800 m 7a/b, a vista. Ripetizione in due giorni, dodici ore di arrampicata;

La Bolla (Avancorpo Central Pyramid 3400 m) 350 m 6b, a vista. Solitaria autoassicurato.

Arabia- Oman
(novembre 2013)

Physical Graffiti (Jebel Misht) 900 m 6c, a vista. In 30 ore, lasciato un chiodo sulla via con Andrea Migliano;

– Senza Nome (Jabal Ghul) 600 m 6b+, a vista. Niente lasciato in parete con Andrea Migliano.

Karakorum – Pakistan
Baltoro (giugno- agosto 2013)

René (Submarine Peak 4600 m) 700 m VII. A vista, stile alpino in giornata, lasciato un chiodo con Silvan Schuepbach;

Speck (Uli Biaho Tower 6109 m) 700 m 6a+ A1. Stile alpino, in tre giorni con Matteo Della Bordella e Silvan Schuepbach;

Via Slovena (Torre di Trango 6239 m) 900 m 7a+. Ripetizione in stile alpino, due tiri non libera, in due giorni con Silvan Schuepbach;

– via Selter-Woolum (Grande Torre di Trango 6286 m) 1200 m 80°. Ripetizione in giornata con Silvan Schuepbach.

Patagonia
Ande – Massiccio di El Chaltén (dal 2013 al 2020)

Festerville (Aguja Standhardt) 400 m 6c 90°. Ripetizione in due giorni con Matteo Bernasconi e Matteo Della Bordella;

Notti Magiche (Torre Egger) 1000 m 7a A2. Tentativo finale e prima salita del versante ovest con Matteo Bernasconi e Matteo Della Bordella;

Todo o Nada (El Mocho) 350 m 85° M. Ripetizione con Matteo Della Bordella;

Californiana Sit Start (Fitz Roy) 1800 m 6a+ C1 M5. Concatenamento fra Aguja de la Silla e Fitz Roy con Matteo Della Bordella e Silvan Schuepbach;

Filo Este (Aguja de la Silla) 250 m 6c. Ripetizione con Matteo Della Bordella e Silvan Schuepbach;

Can Accompany Only (Aguja Saint-Exupéry) 750 m totali, con variante di 350 m 7a, a vista, con Matteo Della Bordella e Silvan Schuepbach;

Pilar Rojo (Aguja Mermoz) 450 m 7a+. Ripetizione con Matteo Della Bordella;

Via dei Ragni (Cerro Torre) 600 m 90° M4. Ripetizione con Luca Gianola, Pascal Fouquet e Silvan Schuepbach;

via Casarotto-Chimichurri-CruxDelSur-AmaroVecchiaRomagna-Casarotto (Fitz Roy) 1250 m 7a+ con Matteo Della Bordella e Silvan Schuepbach;

Maracaibo (Cerro Pollone) 300 m 7a A1, a vista eccetto un tiro e un pendolo con Matteo Della Bordella;

via Whillans-Cochrane (Aguja Poincenot) 550 m V+ M4. Ripetizione con Tommaso Lamantia.

– via Brenner-Moschioni (Aguja Guillaumet) 300 m 6b 30°, con Giacomo Mauri e Paolo Marazzi.

Principali vie aperte
*tutte le vie sono state salite in libera, dove non specificato

Fuori di Cresta+via nuova Pizzo Torrone Orientale 3333 m (Val Masino) 2500 m fino al 7a, con bivacco. Con Matteo Colico;

Elettroshock- Spada Nella Roccia- Delta Minox (Alta Val Masino) 30 km e 3500 m D+. 1200m fino al 7a A1. Concatenamento in 34 ore totali, 22 fra le cime. Nel 2019 con Paolo Marazzi;

Los Amigos (Val di Mello, Precipizio degli Asteroidi) 300 m 8a, mista. 2019, con Simone Pedeferri e Giacomo Mauri;

Tanti Auguri (Valmasino) 100 m A3+, artificiale. 2018, con Fabio Elli;

L’olandese Volante (Val di Mello, Precipizio degli Asteroidi) 370 m 7c+/8a, sportiva. 2017, con Simone Pedeferri;

Geotecnica (Corno orientale di Canzo) 200 m 8a, mista moderna e tradizionale. 2017, con Davide Pontiggia;

Arco di Kundalini (Val di Mello, Dimore degli Dei) 400 m 7b, tradizionale. 2017, con Francesco Fusi;

Lotus (Buco del Piombo) 80 m 8b+, moderna. 2016, con Matteo Colico;

Persia (Val Qualido) 200 m 7c, tradizionale, niente in parete. 2016, con Matteo Colico e Paolo Marazzi;

Fuori di Zucca (Leonidio, Grecia) 150 m 8a, sportiva. 2016, con Dimitri Anghileri, Simone Pedeferri;

Grazie Ganesh (Buco del Piombo) 100 m 7b, tradizionale. 2015, con Matteo Colico e Paolo Marazzi;

– Traversata delle Sciore (Bregaglia) 2500 m 6c, a vista. Concatenamento delle quattro cime in 12 ore. 2015, con Matteo Colico, Andrea Gaddi, Tom Ballard;

Buena Vida Poca Plata (Val di Mello, Precipizio degli Asteroidi) 700 m 7c+/8a A1. 2015, con Simone Pedeferri;

King of the Bongo (Qualido) 700 m 7c+, tradizionale. 2014, con Matteo De Zaiacomo e Paolo Marazzi;

– Catastrofa (Crap de Scegn-Isolaccia) 250 m 8a, sportiva. 2014, con Giuliano Bordoni, Matteo Colico, Paolo Marazzi, Simone Pedeferri;

– El Gordo (Wenden) 450 m 7a, a vista, tradizionale. 2014, con Silvan Schuepbach;

Free Bebè (Precipizio degli Asteroidi) 600 m 7b, ripetizione in libera con alcune varianti. 2013, con Simone Pedeferri;

Il Vitello dai Piedi di Cobalto (Pulpito) 350 m 7a, a vista, tradizionale, niente lasciato in parete. 2013, con Giorgio Colzani;

La Divina Commedia (Buco del Piombo) 150 m 8b+, sportiva, non in libera. 2013, con Simone Pedeferri;

Il Trombone (Val di Mello, Precipizio degli Asteroidi) 7b, variante, tradizionale. 2012, con Daniele Bianchi, Simone Pedeferri;

Phobos (Dimore degli Dei) 400 m 7a, a vista, tradizionale, niente lasciato in parete. 2011, con Federico Bagarin;

Linfa (Placche dell’Oasi) 100 m 6b, a vista, senza corda. 2008.

Principali ripetizioni
Terra di Mezzo (Valle dell’Orco) 200 m A3. 2018;

– via Ratti-Vitali (Aiguille Noire de Peutérey, Monte Bianco) 700 m 6c A1. 2018;

Elettroshock (Picco Luigi Amedeo, Val Masino) 450 m 8a. 2018;

Don Arturo Pozzi (Corni di Canzo) 200 m 7c+, prima libera. 2017;

Feri Ultra (Picco Luigi Amedeo) 450 m 6c+, a vista. 2017;

De Fil en Aiguille (Grand Capucin, Monte Bianco) 300 m 8a, non in libera. 2017;

The Smasher (Valle dell’Orco) 100 m A3+. 2017;

Il Paradiso può Attendere (Qualido) 600 m 6c A1, invernale in due giorni, fino alla grande cengia. 2016;

Rebus (Medale) 300 m 8a, prima libera. 2015;

Les Anneaux Magiques (Pilastro Rosso del Brouillard, Monte Bianco) 250 m 6c, a vista. 2015;

Jöri Bardill (Pilone Centrale del Frêney, Monte Bianco) 500 m 6c, due giorni. 2015;

Via delle Poiane (Buco del Piombo) 80 m 8a, prima libera. 2015;

Gocce Imperiali (Medale) 300 m 7b, prima libera. 2014;

Okosa (Muro delle Vacche) 60 m 6b+, a vista. 2013;

Blaue Lagune (Wendenstöcke) 400 m 7b+. 2012;

La Spada nella Roccia (Qualido) 500 m 7b. 2012;

Fiamma d’autunno (Fiamma del Torrone, Valmasino) 300 m 7a/b, prima libera, a vista. 2011;

Divieto di sosta (Precipizio degli Asteroidi, Val di Mello) 200 m 6c+. 2011;

Delta Minox (Scingino) 400 m 8a, prima libera. 2010;

Amazzonia Raider (Buco del Piombo) 80 m 7c, prima libera. 2010;

Il Cammino dello Xian (Medale) 300 m7b/c, prima libera. 2009.

Campo Base Festival
DAL 2 AL 4 SETTEMBRE 2022
Campo Base esplora i temi del rapporto tra uomo e natura, della cultura della montagna a ogni latitudine, delle attività sportive. il festival propone pratiche di riconnessione con l’ambiente naturale per affermare la centralità della natura nell’esperienza umana. Vogliamo stimolare un pensiero che possa essere valido per il presente e capace di immaginare futuri possibili per coloro che verranno. Campo Base si svolge in Val d’Ossola, un territorio con valli e montagne meravigliose, ricche di cultura e saperi e Tones Teatro Natura è appunto il nostro campo base con il campeggio che ne è il fulcro, con la sua comunità temporanea e il punto di partenza per esplorare il territorio e la cultura locale, fare ecologia sul campo e praticare attività sportive. Pensatori, scienziati e i protagonisti dello sport e dell’esplorazione, sono chiamati al festival per condividere le loro esperienze, aprirci a percorsi di senso, stimolare riflessioni. Le arti e le creazioni degli artisti sono per noi “sismografi” di futuri possibili, oltre che strumenti per sintonizzarci verso nuove percezioni e importanti catalizzatori di energie.

PROGRAMMA VENERDì 2 SETTEMBRE 2022
>19.00 – 20.00 Aperitivo di benvenuto insieme The Outdoor Manifesto e Ci Sarà Un Bel Clima  
>20.15 – 20.30 Benvenuto del curatore del festival Alessandro Gogna  
>20.30 – 21.15 Luca Mercalli ed Emanuele Coccia  riflessioni sui temi dell’ambiente, della cura dei luoghi e dell’abitare
>21.15 – 22.00 Tamara Lunger si racconta riflettendo sui valori della montagna e dello sport
>22.00 – 23.00 Klub Taiga Live
>23.00 – 02.00 Oko Dj

PROGRAMMA SABATO 3 SETTEMBRE 2022
> 09.00 – 12.30 Escursione con Giorgio Vacchiano – Le storie del bosco 
> 09.00 – 17.00 Escursione con Franco Michieli – La vocazione di perdersi 
> 09.30 – 12.30 Passeggiata con il forager Alessandro Di Tizio – Profumi selvatici buoni da mangiare 
> 14.30 – 16.30 Percorso per piccoli e famiglie – Tracce con Pacharama
> 14.30 – 17.30 Esplorare l’ambiente alpino e sé stessi quasi a piedi nudi – Move Freely con Robert Fliri l’inventore per Vibram delle famose scarpe fivefingers
> 15.00 – 16.00 Workshop Ridai vita alla tua tenda – A cura di Ferrino 
> 20.00 – 20.45 Federica Mingolla e il suo amore per l’arrampicata
> 20.45 – 21.30 Luca Schiera (Ragni di Lecco)  e la sua avventura in Patagonia
> 21.30 – 22.30 Nives Meroi e il grande valore della solidarietà in montagna
> 22.30 – 00.30 Il cinema, la natura, la montagna  
> 22.30 – 08.30 Escursione notturna con Matteo Nasini – Corale errante 
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LE ATTIVITA’ SPORTIVE DI CAMPO BASE
CON OSSOLA OUTDOOR SCHOOL
sabato 3 settembre 2022
> 09.00 – 12.00 oppure 12.00- 15.00 Parapendio 
> 09.00 – 12.30 oppure 13.30 – 18.00 Sentiero attrezzato esposto 
> 09.30 – 13.30 oppure 14.00 – 18.00 Canyoning  
> 15.00 – 19.00 Arrampicata sportiva in falesia 
ACQUISTA LA TUA AVVENTURA

PROGRAMMA DOMENICA 4 SETTEMBRE 2022
> 09.00 – 12.30 Escursione Oira e le sue frazioni alte con il Cai Seo di Domodossola
> 09.00 – 12.30 Escursione sonora Superpaesaggio
> 09.00 – 17.00 Camp ragazzi
> 09.30 – 12.30 Dimostrazione con Federica Mingolla – L’arrampicata Trad
> 12.30 – 18.00 Festa di Campo Base – Pranzo e musica con Davide Tomat, Coro Valgrande e Amaro&Rovina

A CAMPO BASE PUOI CAMPEGGIARECON LA TUA TENDA O CON QUELLA COMUNITARIA.

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Un anno (quasi) chiuso in casa ultima modifica: 2022-09-01T05:06:00+02:00 da GognaBlog
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