Riportiamo questa conversazione svoltasi nei due giorni 1 e 2 ottobre 2019 sul forum di PlanetMountain: nasce dall’aver letto su GognaBlog i due post di Carlo Crovella dal titolo Più montagna per pochi – 1 e Più montagna per pochi – 2.
Una lettura attenta di queste righe vergate di getto, organicamente sgrammaticate, asintattiche, può far sorridere, può fare incazzare, o può semplicemente far storcere il naso. Resta il fatto che è un modo di comunicare secondo me degno del massimo rispetto. Tra i vari giudizi tranciati a colpi d’accetta non mancano gli spunti di riflessione, una volta smesso di ridere.
Nella discussione Soccorso sulle Tre Cime nel forum di PlanetMountain certo monaco (ore 23.00 del 14 settembre 2019) asserisce: “questo forum sara’ moribondo ma ogni tanto le discussioni son delle perle (vabbe’, se la concorrenza su ‘i webbe e’ il blogghe der novo papa nero… si vince facile).
L’essere stato personalmente tirato in ballo come “er papa nero” der blogghe me lusinga: forse è il motivo che mi ha fatto decidere questa ri-pubblicazione. Scanzonati, rissosi, amiconi questi interventi litigano tra di loro esattamente come facciamo noi qui su questo blog. Solo il linguaggio è diverso: ma dalla loro parte hanno di certo una gioventù (anche psichica) ancora poco compromessa. Ho voluto anche scoprire l’identità del monaco, e non è stato difficile: chi la volesse proprio conoscere consulti i commenti n. 21 e n. 41 al post https://gognablog.sherpa-gate.com/una-storia-di-civile-umanita/ e legga semplicemente la firma. Non è un nome fittizio: è proprio lui.
Alla discussione del forum volutamente non è stato corretto assolutamente nulla, dalle virgole alle maiuscole inesistenti, dagli anacoluti ai deliri di complemento. Abbiamo solo epurato il testo dall’infarcimento di faccine e di emoticon in cui era intriso. Buona lettura! (er papa nero).

Affollamento in montagna: esiste davvero?
da gug » mar ott 01, 2019 15:36 pm
Su Gogna Blog ci sono stati due post che parlano dell’affollamento in montagna e in cui si fanno delle proposte.
Tralascio l’analisi di tali proposte, di cui l’ultima che coinvolge guide e scuole CAI sta polarizzando la discussione, perché quello di cui volevo parlare in seguito a questi post è se è vera la situazione che viene descritta.
Io non conosco come stia andando la frequentazione della montagna in ambito alpinismo invernale o in alta quota o nello scialpinismo, ma la mia sensazione e anche il parere di alcuni rifugisti con cui mi è capitato di parlare negli ultimi anni è che sulle vie classiche alpinistiche su roccia il numero di alpinisti sia diminuito negli ultimi anni.
Un paio di anni fa una guida con cui parlavo di questo argomento mi diceva che secondo lui erano aumentati quelli che frequentano vie facili o “plaisir” e quelli sulle vie “top” (mi diceva che una volta non gli capitava mai di incontrare altre cordate su vie come il Pesce), ma erano molto diminuiti quelli che frequentano le vie “classiche”, quelle intorno al TD+/ED- per intendersi, che una volta invece erano lo zoccolo duro dei frequentatori.
Secondo voi è così o avete un’altra esperienza su questa tendenza?

da scairanner » mar ott 01, 2019 16:15 pm
Sarebbe necessario distinguere per attività: parlo per le zone che frequento, Dolomiti, Carniche e Giulie.
Alpinisti non se ne vedono quasi più, ma anche le vie plaisir non è che abbiano questa frequentazione che ci viene narrata. In agosto ero su una di queste vicino a Cortina, giornata splendida, avvicinamento 15 minuti ed eravamo solo una cordata.
Ciò che è drasticamente mutato è il concetto di gita domenicale. Oggi posti sui social una foto di un luogo selfiabile e il weekend successivo trovi 50 persone in più di quelle che già ci sarebbero andate senza social.
Quindi sì, grande affollamento sugli itinerari facili, con conseguente trasformazione del luogo in un qualsiasi centro commerciale con tutti gli standard di sicurezza (passerelle in legno da decine di migliaia di euro per superare un ruscello di mezzo metro e altre amenità simili) e attrazioni varie, come chef stellati e trasporto al rifugio in elicottero.
Mi astengo dal commentare la suddivisione in cannibali e no, come la proposta per alleviare questa sofferenza (il Cervino è mio, scendete bastardi cannibali!).

da wolf jak » mar ott 01, 2019 16:18 pm
davvero TD+/ED- è il grado classico?
che fine ha fatto il buon vecchio V+/A0 e il VI come limite delle difficoltà umane
Drugo!! Presidente!!! qui non c’è più rispetto
da scairanner » mar ott 01, 2019 16:21 pm
In realtà è la stessa cosa, il V+/A0 fa parte integrante del TD+, era la bandiera da sventolare quando andavi al ritrovo infrasettimanale caiano

da wolf jak » mar ott 01, 2019 16:29 pm
tanto per provare a essere serio, ma nemmeno troppo, ma di che stiamo parlando?
solo per restare in ambito roccia:
non ci sono tornelli all’attacco delle pareti
non ci sono fotocellule in vetta
ecc…ecc…
non c’è nessun rivelamento (anche solo pseudo) oggettivo che possa avvalorare una tesi piuttosto che un’altra.
quindi stiamo parlando di “sensazioni”. Cioè, se dovessi parlare della mia esperienza, potrei anche dire che non c’è più nessuno che fa la Bhul alla Canali visto che non ho trovato cordate in parete di domenica ma sabato (il giorno prima) c’erano 4 cordate solo su quella via e allora che si fa?
Anche l’esempio di scai… ragazzi dai, ma stiamo davvero facendo considerazioni generali sull’affollamento delle vie in base alle nostre 4 gite in croce?
Giusto giusto le G.A. (guide alpine, NdR), quelle che ci passano quasi tutti i giorni sulle pareti potrebbero avere il polso della situazione (forse)…
E infatti mentre Crovella lamenta l’affollamento voi pensate sia esatto il contrario… già questo dovrebbe farci capire qualcosa…
da wolf jak » mar ott 01, 2019 16:31 pm
V+/A0 = difficoltà classica (più o meno anche lì… che a far schemi e classificazioni in alpinismo si perde solo tempo e ogni parete e alpinista fa storia e grado a sé)
TD+/ED- se me lo azzeri si abbassa
F (facile – facile) Nessuna difficoltà particolare, ma l’utilizzo di materiale d’alpinismo (casco, corda, ramponi, piccozza) può essere necessario.
PD (peu difficile – poco difficile) Alcune difficoltà alpinistiche su roccia e/o neve; pendii di neve e ghiaccio fino a 35°-40°, passaggi di arrampicata elementare.
AD (assez difficile – abbastanza difficile) Difficoltà alpinistiche sia su roccia che su ghiaccio; pendii di neve e ghiaccio tra 40 e 50°, passi di arrampicata di III grado.
D (difficile – difficile) Difficoltà alpinistiche più sostenute sia su roccia che su ghiaccio; pendii di neve e ghiaccio tra 50° e 70°, arrampicata di grado 4c-5a-5b.
TD (trés difficile – molto difficile) Difficoltà alpinistiche molto sostenute sia su roccia che su ghiaccio; pareti di ghiaccio tra 70° e 80°, arrampicata di grado 5c-6a.
ED (extremement difficile – estremamente difficile) Difficoltà alpinistiche estreme sia su roccia che su ghiaccio; pareti di ghiaccio fino a 90°, arrampicata di grado 6b-6c-7a.
ABO (EX) (abominable – abominevole)
(exceptionnellement difficile – eccezionalmente difficile) Difficoltà alpinistiche eccezionali sia su roccia che su ghiaccio; pareti di ghiaccio e roccia strapiombanti, arrampicata di grado 7b e superiore. Protezioni particolarmente precarie.

da gug » mar ott 01, 2019 16:37 pm
E infatti mentre Crovella lamenta l’affollamento voi pensate sia esatto il contrario… già questo dovrebbe farci capire qualcosa…
Infatti esordivo con un interrogativo: la mia ipotesi derivava non tanto per la mia sensazione (che lascia il tempo che trova), ma per il parere che mi aveva dato un paio di anni fa un guidatore di jeep che mi aveva portato all’inizio del sentiero per il Rifugio Agostini in Ambiez e quella conversazione con la guida che raccontavo: erano due opinioni di gente che aveva modo di quantificare visto che questo aveva influenza sul loro lavoro.
Queste sono quelle che ricordo, ma è una tesi che altre volte mi è capitato di sentire.
Mi chiedevo se era una sensazione che avevate anche voi, o se qualcuno aveva altre testimonianze di “addetti ai lavori”

da wolf jak » mar ott 01, 2019 16:50 pm
Se usciamo dall’ambito arrampicata, è in atto un fenomeno più generale indotto dai social: la gggente (inteso non certo in modo dispregiativo, ma solo come riferimento a persone che non conoscono tanti posti da visitare e hanno poco tempo/voglia di informarsi) tende a visitare le località più condivise sui social, e a sua volta condividendo le foto aumenta (esponenzialmente?) la visibilità e desiderabilità di poche location molto famose a discapito di tante altre non meno amene.
Questo fenomeno è documentato e acclarato.
Se trasliamo la fattispecie all’arrampicata, può essere che si stia verificando un fenomeno assai simile. Però allora forse riguarda più la concentrazione dei partecipanti in pochi posti iconoci -mi verrebbe da pensare.
E questo ingenera senza dubbio una percezione di affollamento, in molti casi anche reale. Le code sul Cervino sono, per l’alta quota, un facile esempio. (qui però non c’è mica solo il fattore social, ma anche un rilievo “storico” di un certo peso, non è come salire la cima di sticaxxi)
Un parallelo su roccia sono ad esempio le 3 cime… vogliamo provare a dubitare che ci sia stato affollamento? non le frequento, ma traggedia.tv ha dato ampia risonanza ai ritardi nelle doppie ecc… Dani Arnold ha aspettato 2 ore e mezza per poter partire libero di fare la sua free solo sulla Comici-Dimai… (una classica? )
c’è un affollamento delle mete più note.
ma si affianca un affollamento generale della montagna? o si tratta di una concentrazione dei partecipanti?
ecco, secondo me per rispondere alla domanda non possiamo affidarci a esperienze locali, perché ormai la frequentazione si muove “a macchia di leopardo”… quindi se la Val d’Ambiez non è di moda, può essere che non ci sia coda né sulle facili, né sulle classiche né sulle estreme. Magari invece su montagne iconiche c’è la fila per qualsiasi cosa…
ma… boh…
come dicevo, senza dati alla mano, sono veramente chiacchiere da bar dopo essersi scolati una bottiglia di pino mugo (o per i palati più consumati, di genziana)

da gug » mar ott 01, 2019 16:55 pm
Assolutamente d’accordo: è proprio nelle vie di TD che si trova il V+/A0
da gug » mar ott 01, 2019 17:03 pm
Io non penso che in ambito alpinismo, soprattutto su roccia, i social possano aver cambiato qualcosa.
Quando ho cominciato ad arrampicare non c’erano i social, ma dopo due anni già sapevo esattamente su ogni gruppo montuoso quali erano le “classiche” da puntare. Non c’è sicuramente bisogno che un social mi dica che ci sono vie importanti e ambite sulle Tre Cime, l’ho sempre saputo e lo sanno tutti!
Il fenomeno dei social secondo me vale più per attività più superficiali, dove non c’è un vero motivo per andare da una parte o da un’altra o per fare una cosa invece che un’altra e allora anche un paio di foto possono fare tendenza. Ma in alpinismo tutti hanno sempre avuto bene chiaro in mente le vie che volevano fare
da scairanner » mar ott 01, 2019 17:19 pm
Wolf, non stiamo mica raccogliendo dati per fare una pubblicazione scientifica, gug ha chiesto un parere e mi sono permesso di darglielo, da frequentatore della montagna tutti o quasi i sabati o le domeniche da 35 anni, qualcosa avrò visto, no?
Comunque aldilà della sensazione personale, che può corrispondere più o meno al vero, è evidente che tu non hai vissuto il boom delle vie giustamente definite classiche da gug.
Di quando ti trovavi il sabato sera al rifugio con almeno altre 10/15 cordate, oltre a quelle che salivano al mattino. E all’alba era una corsa a chi si svegliava prima per essere davanti all’attacco della via.
8 anni fa ho trascorso una settimana di ferie agostane all’Agostini ( ) (7 giorni di bel tempo) ed eravamo l’unica cordata, durante il giorno ne salivano al massimo un paio dal fondovalle per poi ridiscendere.
Poi chissenefrega se sul Cervino c’è la coda, sarà mica l’unica montagna delle Alpi.
da gug » mar ott 01, 2019 18:03 pm
Infatti, io volevo capire se la mia impressione era condivisa anche da altri.
Se fosse così un altro spunto interessante sarebbe capire perché l’alpinismo su roccia “medio” è in controtendenza rispetto ad altre discipline alpinistiche e questo anche se sono aumentate le persone che arrampicano.
Questione di moda o ci sono altri motivi?

da wolf jak » mar ott 01, 2019 18:10 pm
massì, è che anche nelle chiacchiere da bar mi piace un po’ di metodo… poi scai tu stesso scrivi a più riprese che ormai di vie ne fai sempre meno
io arrampico sì e no da ieri, cosa vuoi che abbia visto però se fossi in voi non sottovaluterei affatto il discorso social.
Rispetto ai vostri anni, oggi ci sono molt(issim)e vie in più, e spesso quelle più relazionate di recente o che hanno subito un tam-tam mediatico sono più inflazionate.
Si vede che non fate cascate e/o non avete fb, altrimenti sarebbe lampante quel che vi dico c’è gente che fa la coda su quelle poche robe relazionate.
Stesso discorso per vaji (ma è questo il plurale di vajo?) o linee di misto: quanta gente è andata l’anno scorso su Mafia Bianca?
ma pure su roccia, dalle mie parti, hanno avuto molto successo vie comode e recentemente relazionate in Val d’Adige rispetto a classiche meno ripetute
gug ha scritto: (…)
Io non penso che in ambito alpinismo, soprattutto su roccia, i social possano aver cambiato qualcosa.
Quando ho cominciato ad arrampicare non c’erano i social, ma dopo due anni già sapevo esattamente su ogni gruppo montuoso quali erano le “classiche” da puntare. Non c’è sicuramente bisogno che un social mi dica che ci sono vie importanti e ambite sulle Tre Cime, l’ho sempre saputo e lo sanno tutti!
Il fenomeno dei social secondo me vale più per attività più superficiali, dove non c’è un vero motivo per andare da una parte o da un’altra o per fare una cosa invece che un’altra e allora anche un paio di foto possono fare tendenza. Ma in alpinismo tutti hanno sempre avuto bene chiaro in mente le vie che volevano fare
su questa cosa ho mooooooooolti dubbi. Oggi la mia percezione mi dice che nessuno o quasi studia i gruppi montuosi e sa di ognuno quali siano le classiche da puntare (e secondo me nemmeno ai vostri tempi era sempre così…), quanto piuttosto si affida al sentito dire, ai consigli di guide/istruttori cai e, in larga parte, al web e ai social (facebook, instagram, whatsapp)
da Spartaco » mar ott 01, 2019 19:25 pm
sono vekki eh.a parte.wolf.
da scairanner » mar ott 01, 2019 22:27 pm
wolf jak ha scritto: massì, è che anche nelle chiacchiere da bar mi piace un po’ di metodo… poi scai tu stesso scrivi a più riprese che ormai di vie ne fai sempre meno
Certo, ma ciò non toglie che vada negli stessi posti dove scalavo, con la differenza che: a) non vedo nessuno a scalare, b) ora raccolgo mirtilli o erbe varie per le grappe

da VYGER » mer ott 02, 2019 9:06 am
Mah, non so… Io non vado più in montagna…
Tre anni fa, sulla Messner alla II Torre, 4 cordate a Ferragosto.
L’autunno scorso in val di Mello 2-3 cordate su Kundalini e Alba del Nirvana e, per il resto, vuoto cosmico.
In Sarca molto frequentate san Paolo e, meno, Mandrea. Abbandonati altri settori, anche chiodati di recente.
Pur considerando l’obiezione del Lupo Giacomo (non ci sono dati), anch’io ho la sensazione che ci siano meno alpinisten sulle vie di cd media difficoltà in montagna.
Tra le cause, secondo me:
1. Viaggiare costa; e ci sono meno soldi in giro;
2. Il lavoro è sempre più istituzione totale, per chi ce l’ha; quindi c’è meno tempo, per allenarsi a dovere e farsi il we in montagna dei bei tempi;
3. Oggi ottieni notorietà se fai il Capitan free solo, mica se sali Viaggio nel Passato sul Casale;
4. I social focalizzano l’attenzione sulle vie salite al momento da gatekeeper; le altre vie si dimenticano (abbiamo sempre più una memoria da amebe);
5. I social pompano l’ego (la nostra identità di rappresentanza) dando risalto al sensazionale; quindi si salgono le vie da sensazione e si lasciano perdere le altre (per quelli cd forti, i galletti del pollaio locale); inoltre quelli cd forti punteranno a realizzare “prime” (aperture – non di rado di “Carlo Codega”, ripetizioni, invernali) gli altri, onde evitare inutili traumi, salgono vie relativamente sicure e ben protette, in genere le solite;
6. Le persone iniziano sempre più spesso dalla plastica; e hanno problemi di sicurezza anche in un contesto naturale protetto come la falesia; figuriamoci in montagna.
A questo punto ognuna di queste affermazioni andrebbe fondata con dati. Ma nessuna autorità – nemmeno l’ISTAT – effettua misurazioni su questi aspetti.
Quindi, oste, porta un cabernet…

da Callaghan » mer ott 02, 2019 9:31 am
a parte la debita premessa sul chi ha scritto quelle considerazioni (tale crovella, i cui scritti/commenti direi che si presentano da se, e quindi, mi spiace doverlo dire, nonostante il mio enorme sforzo di comprensione, parto assai prevenuto), mi sento molto vicino allo spirito di lupogiacomo. a me le impressioni a culo hanno sempre fatto storcere il naso, pur ritenendole simpatiche se contestualizzate correttamente (leggi bar + litri di prosecco).
e poiché sul blogghe der papa nero [cit] le impressioni a culo sono religione noiosa sino al parossismo, la tentazione è di mandare tutti ingulo e amen.
tuttavia questa volta apprezzo le considerazioni del bresciano, direi punto per punto, seppur sempre in ambito puramente qualitativo.
le trovo ragionevolmente condivisibili, ma ci aggiungerei un punto 3.1 nel quale c’è scritto che, a conseguenza dei social, più gente è interessata mediamente a più di tutto, dalla cucina al sesso anale, passando per la montagna.
quindi, lapalissianamente, più gente che si incula, più culi infiammati, ovvero più gente che va in falesia, più cagate si vedono, idem in montagna.
detto ciò, ad esempio se qualcuno di voi passasse di estate sotto ai satelliti, bianco, direi che si accorgerebbe che lì sotto è costantemente presente un campeggio con almeno 50-60 persone.
quindi, bresciano, fai girare la buta.
da Drugo Lebowsky » mer ott 02, 2019 9:39 am
scairanner ha scritto: In realtà è la stessa cosa, il V+/A0 fa parte integrante del TD+, era la bandiera da sventolare quando andavi al ritrovo infrasettimanale caiano
verouncazzo
tu hai la tua porca esperienza
purtroppo ti tieni anche come un porco
ma, bontà tua, non hai piena esperienza del V+A0 vero
che non è un grado, ma una situazione
non lo trovi su una multipinch, né su una via straclassica
ergo, vaccagare … che il vero caianazzo competitivo e “misuratore” alla fine dei conti sei tu!

da funkazzista » mer ott 02, 2019 10:10 am
Mah, io in Montagna (maiuscola non a caso, eh) vado poco, però in certi posti, anche se bellissimi, ho smesso di andare perché ormai sono ridotti ad un circo equestre e mi ci sento solo come un limone da spremere.
Così non piace più.
Ho riscoperto e trovato altri posti.
Sono più che d’accordo con chi dice che i social giocano un ruolo determinante sulla concentrazione della gente.
Per quanto riguarda l’articolo sul blogghe der papa nero [cit.], mi piace (si fa per dire) l’impianto: in montagna c’è troppa gente, però IO voglio/devo poterci andare come prima, e IO sono uno dei “veri appassionati” che, soli, hanno diritto di andare in Montagna perché sanno come si deve fare, IO non faccio parte del problema, il problema sono GLI ALTRI, buzzurri, barbari, parvenu, che quindi devono semplicemente andare föra di bal [cit.].
Non una parola su cosa si intende fare in prima persona (se non, beninteso, trovare il modo di indurre i buzzurri a dedicarsi ad altro).
Avanti così.
da wolf jak » mer ott 02, 2019 10:42 am
Callaghan ha scritto: (…) a parte la debita premessa sul chi ha scritto quelle considerazioni (tale crovella, i cui scritti/commenti direi che si presentano da se, e quindi, mi spiace doverlo dire, nonostante il mio enorme sforzo di comprensione, parto assai prevenuto) (…)
Nel caso te la fossi persa, ti regalo una perla che il nostro ha elargito nella sezione commenti:
«Ma ovviamente dopo 40 anni ininterrotti di scritti di montagna (ho iniziato nei primi anni ’80) mi sono fatto anche una certa pelle da rinoceronte e non patisco più niente. D’altra parte Andrea Gobetti (ben noto ai lettori di questo blog e per molti anni redattore di ROC, l’annuario di arrampicata della Rivista della Montagna) ha scritto nella prefazione di un mio libro: “Nel manipolo dei ROC autori (che dovevano saper scrivere, ma anche cavarsela in montagna) Carlo Crovella si dimostrò uno spiritoso e attento testimone del mutar dei tempi“. Se ad uno come Gobetti, che non è certo di manica larga per quanto riguarda lo scriver di montagna, avevo dato questa idea già decenni fa, significa che non rigurgito scemenze a vanvera, come insinuato da qualche commento (specie nella prima parte dell’articolo). I temi che pongo sul tavolo sono sempre di attualità e costringono i lettori a profonde riflessioni: forse è questo che disturba nella attuale società superficiale».

da Drugo Lebowsky » mer ott 02, 2019 10:43 am
e comunque, l’affollamento in crolloniti (affettuoso nomigliolo per “Dolomiti”, NdR) c’è
e in quei 4 posti dove altrove vado una tantum da turista, c’è
ma c’è nei soliti 4 posti dove vogliono (= vogliamo prima o poi!) andare tutti
che anche noi siamo tutti.
se anziché su per il vajolet vado attorno al gran cront, sicuramente trovo qlcn; ma non al punto di “potermi DOVER lamentare” CHE CI FOSSE TROPPA GENTE. (cosa della quale spesso godiamo).
analogamente se in wyominkia o in yosemite mi allontano dai posti più celebri, trovo solo chi si sta rompendo la schiena con una zainaccio caricato con materiale per più giorni. al massimo oltre a questi posso imbattermi in qualche orsetto ricchione e bestiacce varie.
sinceramente si può discutere finché si vuole sull’affollamento di certe vie, laghetti, creste cervini e vajolettini, ma per fortuna è sempre nei soliti posti.
prendere o lasciare
o lo accettiamo o per fortuna abbiamo mille altri luoghi dove andare.
il problema vero è nell’affollamento di intere aree geografiche a livello di viabilità e infrastrutture.
se in stagione canonica voglio andare in marmarole, dove non troverò il turistame da lago del sorapiss, devo comunque imbottigliarmi nel traffico dell’alemagna e scaricare gas (anche endogeno) passando per ogni paesello.
(ragione per cui preferisco attualmente andare a rompere le balle su per cessi di montagnole a casa di scairambler )
analogamente all’estero
e all’estero sarò anch’io, facendo il turistaccio che va a vedere il lago icx, il passo del menga o la cresta crestosa, uno dei tanti che incrementerà il traffico locale generando malumori negli autoctoni e negli habitué del luogo.
d’altronde c’è poco da fare, chi viene in crolloniti vuole vedere certi posti “da non perdere” come faccio io in ambiti dove ahimè difficilmente tornerò prima del paltò di legno…
analisi spannometrica da due soldi:
anni ’80, dieci auto per strada; nove parcheggiavano per attività varie, dal picnic alla solitaria invernale e una andava a zonzo.
adesso su dieci auto tre quattro parcheggiano, mentre le altre vagano perennemente a zonzo
il problema è questo
in determinati ambiti temporali siamo in troppi in spazi limitati, ben prima del raggiungimento della cima ics o del lago trotelloso.
da scairanner » mer ott 02, 2019 11:06 am
In realtà per la soluzione al problema non serve scomodare la capacità di problemsolving di Crovella: andate di lunedì (cit dal blogghe) e non troverete nessuno, fine del probblema
da Drugo Lebowsky » mer ott 02, 2019 11:17 am
scairanner ha scritto: In realtà per la soluzione al problema non serve scomodare la capacità di problemsolving di Crovella: andate di lunedì (cit dal blogghe) e non troverete nessuno, fine del probblema
se fossi buono a rampicare come lo era un auer a caso, non ti cagherei manco di strissio

da Callaghan » mer ott 02, 2019 11:33 am
Drugo Lebowsky ha scritto: se fossi buono a rampicare come lo era un auer a caso, non ti cagherei manco di strissio
però potresti cagargli nel portacorda, a prescindere.
da scairanner » mer ott 02, 2019 12:46 pm
Carissimo Frugo Neiboschi, non trovo il nesso tra le mie cagate e le tue, puoi scendere al mio livello e fare i disegnini grazie
da Drugo Lebowsky » mer ott 02, 2019 13:14 pm
scairanner ha scritto: Carissimo Frugo Neiboschi, non trovo il nesso tra le mie cagate e le tue, puoi scendere al mio livello e fare i disegnini grazie
esimio caianazzo sportivo, mi scoccia dirti che manifesti una sensibilità decisamente da…. da fèmena
il fatto che io abbia umilmente condiviso la di te precisazione sul sacro blog culturale, non c’entra una beneamata Macrolepiota procera con la mia successiva pallosa raccolta di ovvietà
tu, ben-conservato fuori, ma caianazzo insaid , hai dato un cono di visuale
io mi sono permesso di estendere il problema dal mio pdv (ovvero che mi frega fin la che il posto ics sia affollato, che tanto per arrivare in qls altro luogo non affollato mi trovo a prescindere nella merda dell’affollamento stradale, paesale ecc…. ripeto che forse non avevi capito )
però sono buono e non ti apporto sostanza organica fresca nel sacco portacorda
(bella idea comunque )

da Spartaco » mer ott 02, 2019 13:14 pm
c e.molto egoismo.nel mondo.
da scairanner » mer ott 02, 2019 13:37 pm
Drugo Lebowsky ha scritto: …
Non.ha capito cosa.non ho.capito. Mi toccherà cagargli nel suo portacorda , anzi nel portacanna che ormai è dedito alla pesca acca24
da Achille_piè_veloce » mer ott 02, 2019 14:34 pm
scairanner ha scritto: In realtà per la soluzione al problema non serve scomodare la capacità di problemsolving di Crovella: andate di lunedì (cit dal blogghe) e non troverete nessuno, fine del probblema
viewtopic.php?f=27&t=51055&view=unread#p6519708
da Danilo » gio ott 03, 2019 22:10 pm
secondo la mia umile esperienza non mi sembra che l’ambiente montano sia più affollato rispetto a due/tre/q.uattro decennia fa,cinque non lo so perché non la praticavo.
sembrano di più perché sono tutti aggregrati in gruppi numerosi,se notate vedi in giro meno gente da sola.
adesso non dico di fare I selvadegotti ad andar sempre in giro da soli come qualcuno che dico io (non si fanno nomi),però cazzoporco,non siete capaci a girar per monti in due,non so al massimo in tre.
NON SIETE CAPACI, NON CE LA FATE,DOVETE FAR SEMPRE COMUNELLA
da ciocco » ven ott 04, 2019 10:19 am
Mi sono ormai trasformato da pseudo alpinista a frocio falesista convinto quindi non ho esperienza diretta. Però la percezione che ho da quaggiù nella sconfinata pianura padana è che oggi la montagna tiri parecchio.
Corsi CAI sempre affollati, gente in coda per l’AR1 del prossimo anno.
Corsi di arrampicata sempre gremiti anche se poi sappiamo che il 70% in realtà cerca solo da scopare* e non andrà mai su roccia.
Ma soprattutto sci e sci-alpinismo sembrano le attività del momento!
Perciò la mia personale sensazione, non supportata da cifre reali, è quella di un effettivo affollamento.
*cerca ma non sempre trova

da Keith » ven ott 04, 2019 19:29 pm
Mi sono stufato del blog.
da monaco » ven ott 04, 2019 22:07 pm
Keith ha scritto: Mi sono stufato del blog.
maccome!!!??? proprio ora, che ortre ar papa, ce scrive pure lu cardinale
EP-team
da Callaghan » ven ott 04, 2019 23:03 pm
Keith ha scritto: Mi sono stufato del blog.
abbi pazienza, Keith. presento anche io le mie auto-referenze: scrissi tempo fa qualcosa del genere, si stanno sparando sui piedi da soli.
sei uomo di sintesi, e pratico, nonostante nella vita tu faccia, tra l’altro, lo scrittore. quindi mi asterrò dall’infinito commento, anche se quell’ecosistema è davvero istruttivo, come luogo di analisi, dal momento che contiene tratti illuminanti su molte cose comuni, e verrebbe voglia di scrivere per capire, e per non rifare quegli orrori.
quindi mi limito ad un: bene, hai fatto bene, e con delle scarne ma efficaci argomentazioni, tuo stile.
ma leggere, continuare a leggere, è istruttivo, sempre, per capire perché stiamo finendo in_culo al demonio.
e da lì si capisce perfettamente.
ciao giovane.
da gug » mar ott 15, 2019 18:26 pm
Lo so che i casi particolari non fanno molto testo, ma Sabato sono (finalmente) andato a fare la Diretta Loss al Piccolo Dain e anche se in valle e a Arco c’erano tante persone come al solito, sulla via e anzi su tutta la parete noi eravamo l’unica cordata. E parliamo di una grandissima classica.
Ed è la stessa cosa che mi è successa sul Missile, sulla Stenico, sulla Renata Rossi, sul Pilastro Gabrielli, su Mescalito…
Mi rimane il sospetto che anni fa su una via così in una bella giornata di Ottobre ci sarebbero state altre cordate, ma che ora la frequentazione sia cambiata.
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Caro Crovella spero il tuo sia una sorta di test o qualcosa di simile. Se invece sei realmente così hai grossi problemi e spero qualcuno possa aiutarti a spogliarti della armatura che ti sei messo per qualche problema/paura che ti affligge…di fatto come si può prendere in minima considerazione un articolo scritto da una persona che si esprime come fai tu?
Caro Gullich, se avrai tempo e voglia di scrivere un post, sarai il benvenuto. Grazie della collaborazione.
Madò, Crovella , ormai siamo alla pura razza ario-caiana.
a livorno si direbbe “fai onco”.
buoni deliri.
wuellaaaaa!!!!irrecuperabili addirittura!!!! Per me se non era morto ieri….non ti ricordavi neanche di pansa.
Intanto pensa a che bel mondo di merd…ci hai lasciato grazie alle tue , alle vostre idee/azioni/mentalità voi “maturi”…noi siamo rutti scoregge e immondizia ma stiamo cercando di rimetterci in piedi nele macerie fatte da voi e che abbiamo trovato (o é colpa nostra anche di questo?).
Come diceva il nonno ottuagenario di un mio amico…i vecchi bisognerebbe ucciderli da piccoli
Io ho scelto deliberatamente e molto tempo fa di andars controcorrente e di riproporre un modello “classico” come il Pansa del ’63. L’ho fatto perché sono convinto della superiorità etico-morale di tale modello, non solo in montagna ma anche e sopratutto nella vita di tutti i giorni. Col machete taglio via la sciatteria e la cialtroneria che oggi imperano, in montagna come in città, molto di più in città. I risultati mi incoraggiano: incontro sempre più persone che, nel mio impegno politico cittadino, mi spronano a intensificare. Siamo stufi di rutti mediatici come siamo stufi della sciatteria nella quotidianità. A me non interessa comprendervi. Vi giudico irrecuperabili
Crovella, seriamente: pansa scrisse quell’incipit nel 63, inviato a longarone dopo il vajont. Se si volesse proseguire sullo stile dei forum ti si potrebbe solo dire posa il fiasco; c,entra con questo thread come i cavoli a merenda.
tra l’altro, pur con tutti i possibili apprezzamenti per il pansa giornalista, direi che il secolo passato ha espresso qualche penna e cervello un tantino più di rilievo, anche solo per gli aspetti che citi tu.
cio che invece trovo sinceramente stucchevole e rivoltante nelle tue posizioni, oltre alla spocchia che metti in ogni post (aver fatto l’istruttore in una scuola caiana – circostanza che ci accomuna – non è per il genere umano come l’aver scoperto la penicillina) – è questa retorica mitizzazione dell’alpinista buono e di alti valori morali, che in quella attività innalza se stesso.
È, a mio avviso, una stronzata sesquipedale e puzza di muffa e stantio lontano tre miglia.
l,uomo è il peggior animale apparso sul pianeta e andare in montagna non lo nobilita di per se anche se non fa il cannibale nel senso da te strombazzato. Conosco ispirati chidatori, alpinisti esescursionisti che han fatto ai monti più danni che la grandine e che in pianura sono perfetti idioti.
credo, seriamente, che oggi l’unico parametro che possa fare la differenza, ovunque, sia il rispetto ed il recupero della dimensione umana in rapporto al pianeta ealle altre forme di vita che lo abitano.
Comincia a chiederti, caro crovella idilliaco, cosa sta dietro alla bistecca che mangi, alla macchina che usi allo stile di vita che segui.
allora la differenza non è fra chi corre cannibalescamente e chi scia sucainamente, ma fra chi si interroga in ordine alla impronta che lascia nel mondo e alle possibili iniziative ridurla, rispettando il pianeta che lo ospita e i nostri simili che verranno (forse). È da lisi può arrivare lontano, anche alle falesie e alle pelli di foca.
Ma su questo, se avrò voglia, proverò ascrivere un pezzo per il blog, se a gogna interessa, che vada oltre la sciocca e manichea distinzione cannibali / eletti.
quanto alla forma, ai rutti agli sputi e ai nobili ideali da libro del rifugio, posso dire che spesso per lavoro ho frequentato quelli che una cara amica definiva una volta i bordelli di Calcutta e lì dentro ho conosciuto persone di una autenticità e pulizia uniche: la forma non sempre è sostanza.
state bene 😃
Sono d’accordo con l’ultimo commento di Crovella. Le montagne sono un mucchio di sassi che pero’ spesso ha forme incredibilmente “piu’ magnifiche” ( scusate la sgrammaticatura) di altri mucchi di pietre. Senno’ saremmo qui a parlarne? Dopodiche’, se uno vuole, ne fa un percorso di miglioramento fisico, mentale, interiore ( che poi lo spazio montano non debba essere aperto a talune categorie e’ altro tema su cui ho gia’ discusso ampiamente con lo stesso Crovella a proposito di altri articoli).
Detto questo, la meta’ dei messaggi scritti in questo articolo non solo non ha detto nulla di interessante, non ha detto proprio nulla. Trovo che chi scrive solo per riempire i blog, per dare risposte a monosillabi, con faccine o, peggio, facendo largo uso di parolacce varie, forse debba rendersi conto che questo forse non e’ il luogo giusto, almeno da come lo avevo inteso io. Naturalmente ognuno e’ libero di partecipare alla discussione, entro certi limiti minimi ma e’ un po’ come quando si sceglie il ristorante, prima di entrare si sa sempre se bisogna stare a tavola senza appoggiare i gomiti o si puo’ sedersi in modo stravaccato, poi la selezione naturale fa il suo…
In ultimo non ho capito di cosa si stava parlando, quindi come ha consigliato Alessandro, passiamo ad altro.
Credo che il suggerimento di Gogna sia giusto. Quel che dovevamo abbiamo detto. Sine ira et studio. Saluti e baci a tutti.
OK. Grazie per la risposta.
Con simpatia.
“Scrivo da un paese che non esiste piu'” è uno dei più famosi incipit di Giampaolo Pansa, giornalista emerito che ci ha salutato due giorni fa. Pansa non era un alpinista, ma lo cito qui come riferimento di cultura, intelligenza e sublime stile di espressione. Certo Pansa era un top player, il Cristiano Ronaldo della situazione. Per individui normali è impossibile raggiungere i suoi livelli, ma porseli come riferimento permette di puntate a crescere in cultura, intelligenza e stile di espressione. “Fatti non foste per vivere come bruti, ma per seguire virtute e conoscenza”. Questa è l’essenza sublime dell’andare in montagna. Le montagne in quanto tali sono mucchi di sassi, ma la citata visione ideologica le rende strumento per nobilitare coloro che le salgono. Viceversa, vedere le montagne solo come il luna park dove realizzare le proprie performance circensi, significa rinunciare a priori alla componente più eletta e nobile dell’alpinismo (per inciso è in tale atteggiamento che consiste l’essere un cannibale). Così sono stato educato fin dalla culla e così ho educato decine se non centinaia, di allievi in 40 circa di coinvolgimento nel mondo didattico. Ogni volta che qualcuno di questi allievi mi incontra, mi ringrazia, perché gli ho aperto un mondo nobile ed eletto. Ugualmente sul versante del modo di esprimersi: nickname, frasi smozzicate, termini incomprensibili, errori, rutti, sputi, scazzo… sono solo manifestazione di animalità. Leggete i libri di Pansa e ponetevi l’obiettivo di somigliargli. Se rimanete a sguazzare nel vostro modo animalesco di esprimervi, non innalzerete mai i vostri livelli.
Caro Fabio, mi hai tirato per la giacchetta e allora colgo l’occasione per precisare alcune cose. Prima di tutto non preoccuparti, tutto ciò ha una fine.
La fine siete solo voi che la stabilite. Prova a non commentare più su questo post e vedrai che qualcun altro ti seguirà.
In secondo luogo, non è vero purtroppo che sono così tollerante. Però leggere certe cose allena ad esserlo: nessuno nasce imparato.
E’ curioso poi che tanto più crediamo di essere tolleranti, tanto più agiamo senza esserlo. Rimango del mio avviso di cancellare solo ed esclusivamente le crudeltà e gli insulti gratuiti.
Epiteti forti e motivati da convinzione sanguigna sono tollerati, anzi fanno parte della nostra società. In ormai più di sei anni di GognaBlog ho dovuto intervenire solo tre o quattro volte: inoltre ho vietato definitivamente l’accesso a un solo commentatore (anche se due volte perché lui si è riproposto con un altro account mail).
Non credo inoltre che dobbiamo adoperarci a rispettare i limiti (della decenza e di quant’altro) quanto invece è necessario rispettare davvero gli interlocutori. Da bambini prima facevamo a botte e poi si faceva pace. E il sangue in genere non era un problema.
Rispetto la tua opinione, ma in questo caso non seguirò il tuo consiglio.
—— LETTERA APERTA AD ALESSANDRO ——
Alessandro, permettimi un vivo consiglio: poni fine a questa ondata di commenti sempre piú basati sulla saccenza, sull’arroganza, sulla maleducazione, sulle offese, sulla denigrazione, sul rancore, sull’astio.
È insopportabile. Ed esiste il rischio che siano trascinate nel nervosismo anche le persone piú moderate, memori del vecchio detto: “A brigante, brigante e mezzo”.
Tu sei una persona estremamente tollerante e democratica (onore a te!), però anche in democrazia e nella libertà esistono limiti. E devono essere fatti rispettare.
@ Pasini “Sulla palla anche con rudezza, ma mai sulla persona. Dovrebbe essere nelle regole di un forum con le relative conseguenze. Altrimenti diventa una cloaca e non un terreno di gioco”.
Caro PAsini, dovresti dirlo prima di tutto al tuo amico Crovella, che dall’alto della sua spocchia aggredisce chiunque non la pensi come lui, peraltro ricoprendosi unicamente di ridicolo.
Ormai, in preda ai fumi della camicia mkeescarlomauri che ha tatuata sulla pelle (e inglobata nella retina, al posto del prosciutto), vaneggia di lotta con l’alpe, nobili scogli d’Europa e libri di rifugio più e meglio di un guido rey qualsiasi, dimostrando – se ve n’era bisogno – l’utilità di mantenersi a debita distanza dalla istituzione caiana e dalle relative “scuole”, ambienti da sempre noti per l’avanguardia di pensiero e la visione aperta (dalla commissione dei saggi sul k2 alla scuola centrale in giù…).
Devo dire che il gognablog grazie a certi interventi è diventato il mio bar sport preferito, saltando opportunamente alcuni vaneggiamenti e il rutto puro (specie se retorico, disciplina in cui il Crovella eccelle).
Un plauso tuttavia al Papa nero, che con questa sterzata ha veramente dimostrato insospettabili doti di modernità (lo temevo anche lui a sniffare camice a quadrettoni insieme al sedicente scialpinista sucaiano…)
visto che il thread è ormai virato ai nick, ritorno al mio storico.
state bene. 😀
Basta.
Pazientesi Masochistano.
“Ma non è monossido di di-idrogeno?”
E che ne so io? Sono mica un chimico!
D’altra parte l’unico altro composto possibile è l’acqua pesante che sarebbe biossido di idrogeno, direi
Quindi va bene il nickname, qualche battutaccia da bar sport o da caserma, qualche espressione forte del linguaggio che usiamo tutti tutti i giorni, ma no attacchi gratuiti alla persona. Sulla palla anche con rudezza, ma mai sulla persona. Dovrebbe essere nelle regole di un forum con le relative conseguenze. Altrimenti diventa una cloaca e non un terreno di gioco.
Matteo, condivido il tuo commento (82) in toto. Ma non è monossido di di-idrogeno?
Paolo per la precisione e per rispetto della persona. Per quanto mi riguarda io non ho messo alla gogna monaco. Al contrario, dopo che è stata rivelata la sua identità, di cui mi interessava poco, ho giustificato e difeso la sua scelta di usare un nome de plume, proprio avendo saputo di più su di lui e sul suo ruolo. Come ho detto, avrei fatto la stessa cosa in passato e capisco chi fa questa scelta, soprattutto oggi. Giusto esercitare libertà e responsabilità, ma un po’ di autodifesa e protezione non guasta in epoca internet, senza diventare paranoici. Poi ognuno decide e non vedo motivo di giudizio morale o altro.
“posso pretendere di conoscere nome e cognome della persona con la quale sto parlando? “
No nessuno, non puoi.
Però puoi valutare quello che ognuno scrive e rispondere, se ti interessa, oppure ignorarlo se non ti interessa o lo ritieni inutile o stupido .
Altrimenti puoi decidere di ignorare qualunque intervento anonimo oppure rispondere solo a quelli che conosci personalmente. Ma secondo me sei tu a perderci, perché è capitato che le cose migliori siano state scritte da qualcuno senza nome e spesso anche in interventi non certo “paludati”.
Nel mio caso non metto il cognome perché…sono squisitamente stramazzi miei il perché (e a questo punto, me ne fosse venuto l’uzzolo, non lo metterei nemmeno pagato, il nome, per principio!)
Detto ciò vorrei dire che l’intervento n°64 di Carlo Crovella mi ha fatto rabbrividire.
Piuttosto che “La Montagna è una cosa troppo bella, nobile ed eletta” e pure con la Maiuscola, preferisco di gran lunga qualunque emissione corporale.
La montagna è un mucchio di sassi con (sempre meno) monossido di idrogeno in forma solida.
Quello che ha un qualche interesse, al massimo, è ciò che in essa vede e fa l’uomo…ma anche in questo caso rifuggirei dall’usare termini come bello, nobile ed eletto, considerando che c’è ben poco di tutto ciò nell’uomo e in quello che di solito fa (e non solo in montagna)
Carlo, sia detto con una certa stima, mi sa che stavolta ti sei fatto prendere un po’ troppo!
Quanta ipocrisia sulla questione del nickname e/o del nome e cognome. Perché non ammetterlo che volete il nome e cognome solo ed esclusivamente per verificare il curriculum (sia esso alpinistico, arrampicatorio, accademico, lavorativo, sociale, ecc)? Come avete fatto con monaco, ad esempio. Per mettere sulla Gogna (maiuscolo voluto) mediatica chi esprime opinioni fuori dal “mainstream” di questo piccolo pezzo di mondo. E’ dall’alba dei tempi della società umana (qualsiasi società, sia orientale od occidentale) che le opinioni scomode e fuori dal pensiero comune di una determinata società possono essere dette in modo non-violento solo attraverso la satira o comunque attraverso una “maschera” anonima della quale il satirico/l’intellettuale si riveste. Altrimenti il “mainstream” fa presto a sommergere il povero malcapitato e a schiacciarne la sua credibilità. Oppure credete che questo blog sia un angolo di mondo in cui vige chissà quale Utopia, discesa dall’Alto quali adepti dell’unica attività umana che veramente avvicina l’uomo a Dio: l’Alpinismo? Dai, siamo seri e meno ipocriti: se siamo in possesso di cervello attivo, critico e non condizionato, siamo in grado di valutare le opinioni a prescindere dalla firma.
Ho sempre pensato che chi critica il carattere “mercificato” delle relazioni in una società come la nostra, spesso caratterizzate da violenza, sfruttamento, mancanza di rispetto, mentre si batteva nel suo piccolo per un mondo migliore, dovesse cercare di creare nel suo ambito relazioni diverse fondate sulla solidarietà, la fratellanza, il rispetto e la tolleranza ed essere di esempio agli altri dimostrando che si può. Altrimenti si finisce per praticare proprio quello che si critica. Nella mondo della montagna e della militanza politica ho trovato frammenti di quelle relazioni migliori che molti desideravano e desiderano ancora oggi. A volte mi sconcerta vedere praticare il contrario in ambienti che dovrebbero in qualche modo rispecchiare il meglio e non il peggio della nostra società. Forse è solo una questione di linguaggio ma il linguaggio è specchio dell’anima. Come si può pensare di creare un sistema alternativo di relazioni migliori basate sui vaffanculo e sugli insulti tra persone di una minoranza che ha gli stessi valori e ama le stesse cose ? In un pezzo come Vecchi di merda c’è rabbia e va bene ma non c’è speranza, non c’è futuro. Non sono un esperto ma la colonna sonora dei 60/70 era piena di rabbia e risentimento ma c’era anche speranza. O mi sbaglio ? O davvero oggi c’è solo rabbia e la speranza è morta o rimandata al prossimo giro?
No, giorgiolx. Chiedo solo un nome e cognome. Un semplice, innocente e banale “nome e cognome”.
Senza autenticazione, senza carta d’identità. Mi fido.
Tutto qui.
Non voglio litigare con te, non voglio litigare con nessuno, ma posso pretendere di conoscere nome e cognome della persona con la quale sto parlando? È il minimo!
giorgiolx
ma guarda, ce ne fossero di più di interventi dei vostri, compenserebbero un pò tutte le sbruffonate che ci tocca leggere da qualche tempo
Sebas Mattecarl (veramente sono giorgiolx), in verita nessuno mi vieta di firmarmi qui con il tuo nome…e se fossimo omonimi? come faremmo distinguerci? dovrei autenticarmi con la mia carta d’identita’? cioe’ vuoi internet solo a chi mette il suo nome e cognome vero autenticandosi con il cip della tessera sanitaria??????
Michele Cornioli
non ti assicuro che sono proprio giorgiolx di pm…cioe’…ok, siamo rutti, scoregge, petole, schitti, persone schifose ma alessandro gogna ci ha tirato in mezzo e vi lamentate se veniamo qui a discuterne con voi?
Sebastiano, chi mai può provare che si tratta della stessa persona?
Con il nickname si può fare ciò che si vuole. Come si vuole. Essere uno e trino (perdono, Signore…).
Tutti questi nomignoli volgari e offensivi sono stati proprio una provocazione, per dimostrare che con il nickname si fugge dalla responsabilità di firma. Detto in altre parole, un bel Vaffancul e si è a posto, impuniti perché anonimi.
Ma ieri Vaffancul e soci non hanno voluto offendere nessuno: solo dimostrare!
È questo il senso: far capire che il nickname non è giusto.
per la salute mentale dei frequentatori di questo blog spero tanto che 61 e 67 siano performance situazioniste dello sgargabonzi
No, Roberto, non puoi abbandonare il GognaBlog. Non devi. Te lo proibiamo. Ti è vietato. Impossibile. Verboten.
Insomma, l’hai capito?
Caro “.” (e “nessuno” e le varie declinazioni di “vaffancul”: pensi che non si veda lontano un miglio che siete tutti la stessa persona?), mettiti il cuore in pace.
Ognuno è libero di scegliere se usare nome e cognome in chiaro oppure un nickname, e tale scelta non ti compete, così come non ti competono i motivi per cui tale scelta viene fatta in un senso o nell’altro.
Quindi, invece di continuare a pestare i piedi, forse faresti meglio a fartene una ragione e utilizzare le tue energie per qualcosa di meno inutile. Ovviamente fai come credi, che io continuerò in ogni caso a dormire sonni tranquilli.
Ciao
Magari è la solita invidia per incapacità dovuta a vigliaccheria e la montagna diventa luogo da liberare, regolamentare e mettere in sicurezza 🙂
Tanti lo fanno e lo vogliono per sentirsi e mostrarsi come papà.
61 e 62 mi hanno fatto pensare alla possibilità di un mondo migliore e allora ho deciso di investire ancora qualche minuto prima di iniziare la vita quotidiana per fare un esempio, utilizzando una mia interazione con Visentin e riformulandola:
Visentin : “ Caro Pasini, ho visto che ultimamente hai iniziato ad intervenire su questo blog. In alcuni interventi hai fatto riferimento alla tua militanza politica e alla strage di piazza Fontana. Io non la penso come te. In base ai miei ricordi il PCI tenne una posizione ambigua su Valpreda e Pinelli. Vorrei inoltre farti presente che a volte esageri con le citazioni. Qualcuno potrebbe pensare che lo fai per arroganza o desiderio di metterti in luce. Sarebbe meglio che ti contenessi”
Pasini : “Hai ragione Visentin. Mi sono fatto prendere dall’entusiasmo. Non ero mai intervenuto in un blog per allargare il mio giro di interlocutori e forse ho un po’ esagerato. Sul PCI e piazza Fontana i miei ricordi sono diversi, ma può essere che nelle prime giornate ci sia stato qualche sbandamento sulla stampa di partito ma la posizione di fondo era netta. Sulle citazioni ti assicuro che l’ho sempre fatto in buona fede, ma capisco e ne prenderò atto. Ciao”
Non sarebbe meglio? Mi sbaglio o sono fuori del mondo come mia nonna che scriveva a mano le lettere di auguri e quindi è meglio che lasci perdere e torni a comunicare nel mio piccolo giro?
Si dice che la madre sia sempre certa e il padre incerto.
I tempi moderni evidenziano e accettano la non conoscenza dell’autore.
Ma anche la madre dà dei dubbi.
E i figli come sono ? Vivono coperti da insulti ?
Penso vi siano dei grossi problemi di infelicità.
Effettivamente, Carlo stamattina ha un po’ perduto la sua solita imperturbabilità, che costituisce uno dei suoi pregi. Ma è anche per colpa nostra: siamo quasi tutti troppo aggressivi (per non parlar d’altro…).
E mi domando: perché il tasso di litigiosità nella Rete è tanto superiore a quello della vita reale?
La mia risposta è questa: il motivo risiede anche nel nickname, dietro al quale ci si può trincerare impunemente. Con nome e cognome si sarebbe piú restii a ricorrere alle offese e in generale ai toni pesanti, petulanti, maleducati, arroganti, cattivi, sprezzanti, ecc.
Ho detto bene o male?
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ma non a carlocrovera che mi sembra si sia svegliato già troppo nervoserto…Eh pero lo saremmo anche noi se dovessimo pensare a nuove strategie per lottare con l’alpe
Mentre facevo il solito giretto internet bevendo il caffè ho visto 61 e 62 e mi sono detto “e uscirono a riveder le stelle” e la giornata è iniziata bene. Poi ho commesso l’errore di guardare ancora e ho pensato che forse mi ero illuso, ma cerco di mantenermi ottimista e dico “ma non sarebbe meglio così?” Sono convinto che la maggior parte inizia con 61 e 62 nel privato, ma perché non nel virtuale? Misteri della contemporaneità.
Matteo, per sapere con chi si sta parlando, bisogna dunque essere “nel giro”? È anche questo che contesto.
L’informazione (nome e cognome) deve essere accessibile a tutti, ed è pure segno di buona educazione.
Non deve essere necessario che qualcuno – bontà sua – mi informi sull’identità del mio interlocutore. Non è giusto.
Chiamiamoli rutti, chiamiamoli sputi, ma danno molto fastidio in ogni caso: innescano solo conati di vomito. Meglio che il campo nei sai libero. Non ne faccio una questione personale: io ho una pellaccia da rinoceronte che mi rende insensibile a tutto. Inoltre ho vissuto 58 anni senza neppure sapere che foste al mondo e la cosa non ha modificato di un micron la mia esistenza. Per cui siete irrilevanti ai mie occhi. Piuttosto ne faccio una questione di principio, riferita alla Montagna e alla cultura di montagna. La Montagna è una cosa troppo bella, nobile ed eletta per essere insozzata in questo modo. Leggo questo Blog praticamente dall’inizio e ci scrivo con una certa regolarità dal 2015: non l’ho mai visto frequentato da tale orribile disgusto. Sul libro rifugi del Cai c’era scritto: “Chi sgorbia queste pagine con frasi inappropriate tramanda la meschinità del suo spirito”. Sarebbe meglio attenersi strettamente a questa regola oppure tornate a sguazzare nei vostri tuguri ideologici
“Rutti tipo i commenti 27.,..30”
Caro Crovella mi sa che sei tu che hai dei problemi di comprensione. Il commento 27 mi pare un’opinione, magari espressa un po’ vivacemente ma piuttosto condivisibile e il commento 30 un’analisi puntuta e ficcante espressa in maniera ironica e magari un po’ criptica.
Quanto a ChristianT, caro Says, non è affatto un anonimo sconosciuto, ma una guida venuta dal nord (quello vero) e trapiantato tra noi terroni…“perché si è sempre i meridionali di qualcuno” [Decrescenzo]
Grazie.
Scusailvaffancul.
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La gara di sputi è un’antica tradizione maschile. Chi non ci ha giocato da bambino? È dunque comprensibile l’affollarsi per il titolo di Spittatore dell’anno. Regredir mi è dolce in questo blog……potenza di internet. Cominciamo a segnare i punteggi. La competizione sarà feroce.
In quanto a Christian T. (49), altro valoroso ignoto, basterà una citazione:
“Non ti conviene discutere con un imbecille. Ti costringe ad abbassarti al suo livello e poi ti batte con l’esperienza”.
Cari amici, sospetto fortemente che i commenti di Vaffancul (28), di Erivaffancul (36) e di Mavaffanculpuretu (37) siano in realtà provocazioni.
Gli autori forse intendevano dimostrare che l’anonimato non è buona cosa, perché consente di scatenare il peggio di sé e poi di passarla liscia perché gli offesi non sanno a chi rivolgersi.
Un po’ come succede con le scritte infamanti contro le donne che a volte si leggono sulle pareti delle latrine pubbliche, ingiurie che i minorati mentali si permettono perché protetti dall’anonimato.
In tal caso non di rutto si tratterebbe, ma appunto di una verifica sul campo. La dimostrazione ha avuto successo.
CC sei incredibile. Il commento 61 ti va bene solo perché conferma il tuo pregiudizio! Lo capisci o no che quello che conta è il metodo? E il tuo metodo non è corretto perché non prende in conto la variabilità aleatoria dovuta al campionamento. Ti va bene perché hai un campione di taglia sufficiente, ma questo è già un argomento di natura inferenziale al di là dell’analisi descrittiva che fai. Se nel commento 61 le conclusioni fossero state che non c’è una differenza significativa tra pria e dopo, cosa avresti detto?
Penso di aver più imparato sul perché e il come andare in montagna (e in città al mare in campagna) leggendo i post di ziorophus e ciapaciuc sul forum di gulliver che dai peraltro ottimi istruttori del cai uget. Nonostante siano passati anni ripenso spesso alle loro storie in cui erano i primi a non prendersi sul serio.
Crovella è questioni di intendersi. Io ho in mente il dolce ruttino di soddisfazione del bambino non quello da rifugio. Per me 27/28/30/36/37 e il recente 52 sono spit. I pretendenti allo Spit d’oro sono tanti. La gara è affollata. Vediamo a fine anno. Dobbiamo impegnarci anche noi stimolatori.
Il commento 61 dell’articolo AINEVA conferma la mia stessa conclusione, quindi i miei ragionamenti (volutamente semplificati per farmi capire da tutti) non erano sballati come hanno sostenuto molti commentatori
Invecd io sono fermamente convinto che i rutti squalifichino il blog. Rutti tipo i commenti 27, 28, 30, 36, 37 ecc non aggiungono nessun valore al dibattito e denotano solo becerume. Becerumd di pensiero e becerume di espressione. Mi ricordo che sul libro rifugi del Cai c’era scritto: “Chi sgorbia queste pagine con frasi insdeguate tramanda la meschinità del suo spirito”.
Come valido esempio di “NON rutto” segnalo il commento 61 aggiunto di recente all’articolo sulle statistiche AINEVA (incidenti da valanga). Ecco un contributo intelligente, dal valido contenuto, ben scritto e ben argomentato. È un piacere leggerlo e fa riflettere il lettore. Gli dà un valore aggiunto.
CC esimio economista formato alla dura scuola sucai scopre le gioie dell’inferenza statistica, meglio tardi che mai. pvalues su educascional ciannel!
.ruttoChristian ottimo: non essere timido : : direi che il tuo è un intervento più spit che allegria. Non sottovalutarti. La gara è iniziata. L’anno e’ solo all’inizio. Forza e coraggio.
.rutto + .contributoPerfetto Enry. È uno statement quindi giusto dire sayes. Hai dato anche un contributo: una soluzione più morbida sarebbe lasciare libera la classificazione. Ognuno dice in testa cosa pensa sia il suo intervento: una specie di “oggetto” come nelle vecchie lettere analogiche. Io sono convinto avrebbe un effetto terapeutico.
categoria 4/5 oppure 6_ colonna sonora
https://www.youtube.com/watch?v=1WZH1m6j91g
buon ascolto
Va bene così?
Certo che se al posto di ogni messaggio avessimo fatto una serie al pan gullich saremmo tutti dei fenomeni.
Non seguo piu’ quanto scrivete, mi sono perso.
circa il fatto di firmarsi per esteso o meno io trovo che sia piu’ elegante non firmarsi per evitare di entrare in una quasi inevitabile, anche se non immediatamente evidente, logica del curriculum migliore e quindi del peso specifico di ogni messaggio. Qualche volta in questa sede qualche sparata con tanto di titolo accademico e cose simili l’ho letta, pensate a cosa accadrebbe se finisse a colpi di vie fatte (non fatte per poco…. ecc ecc)
Comunque nel mio caso posso rilasciare dettagli anche piu’ personali se a qualcuno interessasse, non credo.
saluti a tutti
Analogamente, esimio Crovella, per molti altri, cannibali o meno, la di lei spocchia ed elitaria visione dell’alpe s. l. e giochi connessi, blocca la lettura dei suoi scritti dopo poche righe. Ovviamente ciò non la turberà, sentimento peraltro ricambiato da chi non apprezza il suo altezzoso modo di porsi.
Pertanto, ringrazio chi ha cercato (inutilmente?) di spiegare la liceità dell’uso di uno pseudonimo e il fatto che spesso la forma sia volutamente sciatta, da bar sport, ma i contenuti, tra facezie e vaffa amichevolmente gratuiti o meno, possono altresì coesistere. E saluto. Purtroppo senza un caloroso vfc come in altri lidi.
Torniamo al tema: clima, contenuti e comunicazione in un forum.
Contributo 🎁 + Allegria 🤹
( vedi spiegazione più avanti)
Per la gioia e l’esecrazione degli amanti delle classificazioni e mi aspetto di tutto, in particolare spits da alcuni affezionati. Non credo alla censura ma all’autoregolazione attraverso l’informazione di ritorno. Sarebbe interessante che ognuno caratterizzasse il suo intervento con un’icona: propongo cinque categorie: 1. Contributo: idee, dati e informazioni anche di disaccordo o domande : chiarimenti richiesti o nuovi interrogativi 2. Affermazione: espressione di opinioni e punti di vista personali anche non immediatamente inerenti l’argomento 3. Spit: attacco diretto alle persone 4. Rutto: per me ha un valore positivo , come quello dei bambini, espressione di consenso e di gioia per la buona digestione. 5. Allegria: cazzeggio, ironia, storielle di alleggerimento.
A fine anno in un’apposita sezione, “Gogna” appunto, si potrebbero pubblicare i contributi prevalenti di ciascuno individuando cinque categorie: contributori, affermatori, sputacchiatori, ruttatori, allegri. Oltre ad una valutazione complessiva del forum.
E’ una proposta semiseria che ho classificata come contributo + allegria ma non è così folle. L’ho vista usare in una versione un po’ diversa, per rendere più efficienti Le le riunioni, riducendo la fuffa e concentrando l’attenzione. Anche se in un blog le categorie 2, 3, 5 devono avere legittimamente più spazio, essendo il blog anche sfogo ma bisogna evitare l’effetto cloaca.
PS. Una cosa interessante di PM sono i numeri dei contributi che appaiono di fianco al nickname Anche questo è un elemento di autoregolazione e di informazione. Se tecnicamente possibile sarebbe interessante rendere visibili questi numeri anche qui.
Come valido esempio di “NON rutto” segnalo il commento 61 aggiunto di recente all’articolo sulle statistiche AINEVA (incidenti da valanga). Ecco un contributo intelligente, dal valido contenuto, ben scritto e ben argomentato. È un piacere leggerlo e fa riflettere il lettore. Gli dà un valore aggiunto.
—
Perché molti di voi, invece, si riducono a esprimersi solo a suon di “rutti”? Proprio perché si scopre che magari siete anche accreditati, a volte addirittira nel mondo accademico, che stupisce e dispiace questa vostra propensione autolesionistica. Non comprendete che con i vostri rutti svilite in primis voi stessi? Infatti, magari avreste anche un contenuto degno di valutazione, ma quello che colpisce immediatamente è la natura “ruttesca” del vostro modo di esprimervi: uno memorizza che sguazzare in una specie di fango esistenziale e passa oltre, senza accreditarvi di alcun valore. Tutto ciò prescinde dall’uso del nome vero o del nickname: io non sto neppure a sottilizzare fra i nomi veri e i nickname. Vedo solo che si tratta di rutti e li sposto idealmente nel cestino.
I rutti, che siano su questo blog o su altri forum o in chat o vattelapesca dove, restano dritto cioè sono solo fastidiosi e non portano alcun valore aggiunto al dibattito.
A mio sommesso avviso il nom de plume, per dirla alla Pasini, va bene solo se non si insulta nessuno. Lo capisco perché nel mondo di oggi il tuo datore di lavoro può spiarti e perseguire le tue opinioni. Questo però impone, a chi voglia fregiasi della protezione dell’anonimato, il rispetto per le opinioni altrui e l’assenza dell’offesa gratuita e immotivata.
So già che tanti non sono d’accordo. Non è censura per me, è regola di buona educazione, per non parlare di coraggio…
Dite che è un bel garbuglio: quelli di “qua” parlano di quelli di “là” e quelli di “là” parlano di quelli di “qua”…. e spesso sono gli stessi.
Sembrano immagini ripetute all’infinito in un gioco di specchi che si specchiano.
Forse accade a causa delle nebbie mentali, o forse dei venti delle tempeste immaginarie, ma non riesco a vedere i significati.
O questo è il significato del vivere attuale?
Mah…e per fortuna che qualche giorno fa c’era stato un complimento al Blog (inteso, immagino, come somma dei frequentatori) per l’assenza di “rutti”… viceversa oggi si è registrata una vera invasione di rutti… che peccato!
La cosa che mi fa più sorridere è la convinzione che questo forum (il forum di planetmountain.com, NdR) sia l’espressione della nuova generazione. Questo forum è già profonda preistoria per l’attuale generazione! Se parli di forum ai miei studenti (scuole superiori), ti guardano come se a me parlassi del Pony Express dell’epopea western.
Ma questi, a parte il blog e qualche serata CAI, hanno mai messo il naso fuori dal buco? E comunque se si scandalizzano tanto per questo topic, che cosa fanno se vanno a prenderne altri con una piega veramente dissacrante? Per non parlare di luoghi passati come il fu Fuorivia? Fosse davvero questa la degenerazione dell’internet…
Da Forum planetmountain
A leggere tutti i commenti mi viene da sorridere. È come se fossimo tutti bloccati in rifugio dalla tempesta, da cinque giorni. Dopo un po’ chi freme, chi rosica, chi ride, chi si annoia, tra una briscola e l’altra. Il vino è finto e il vento ulula.
In fondo si fa tutti la stessa cosa e qui, anche se si litiga, nomi propri o no (a me non importa), ci si spassa.
Le parole grosse volano anche in parete. Ma penso che qui tutti abbiano la pelle dura.
“Leggo quello che si scrive e COME lo si scrive ed elaboro una mia valutazione sul fenomeno generale.” un po’ come quando Crovella trae le sue conclusioni su TUTTI gli sci-cannib-alpinisti guardando a quelli che incontra lui o come quando trae le conclusioni su cosa pensino TUTTE le donne ascoltando cosa gli dice sua moglie o come quando scrive le conclusioni delle sue analisi pseudo-statistiche sullo sci-cannib-alpinismo basandosi su di una telefonata ad un amico (della Ivy League…ci mancherebbe, mica un cannibale anonimo). il particolare assunto a generale. Crovella, se il lettore medio dovesse applicare la stessa regola ai suoi scritti qui, ne uscirebbe un giudizio di lei come alpinista, didatta, professionista e ed essere sociale poco lusinghiero. che famo? confidiamo nella lungimiranza e compassione del lettore medio…”
Monaco for president! 😀
peraltro, nei limiti del mondo magmatico del web, un’occhiata alle caratteristiche dell’interlocutore io la do sempre (almeno ove sia individuabile) e se sia o meno ferrato e con le palle per me una qualche differenza la fa.
Monaco per quel che ho letto, visto e in parte percorso delle sue realizzazioni (e non per le bandate in stile sucaino che leggo qui, che chi più fa meno parla…) è decisamente uno con le palle e che sa di cosa parla quando si discute di montagna e (plausibilmente) anche di molte altre cose.
E questo, in una discussione, fa la differenza… Eco docet “internet ha dato parola a legioni di imbecilli: prima parlavano solo al bar e subito venivano messi a tacere”
PS per i dinosauri anti-can-nibali: banfare, termine para dialettale assai in uso anche in luoghi malfamati del web, lett: autoincensarsi con frequenza, attribuirsi particolari pregi/meriti/abilità, talvolta assai oltre quelli effettivamente posseduti 😀
O Visentino, che tracanni il tuo grappino,
e chi so’ mai ‘sto Bullo e ‘sto Stordito?
Mavaffanculpuretu.
Giorgiolx, sono d’accordo con Vaffancul.
Erivaffancul.
Ma scusate, voi parlate lo stesso linguaggio, vi esprimete con la stessa attenzione alle regole della Crusca, ponderate il senso delle parole e rifuggite dal ricorso a quello che usasi definire cazzeggio, allo stesso modo se chiacchierate con gli amici al bar e quando tenete una conferenza all’accademia dei Lincei?
Io no.
E se poi io me medesimo (che sono Gianni Battimelli “qua” e batman “là”) scrivo “là” un paio di minchiate, e Sir Alessandro Black Pope decide di pescarle da “là” e ripubblicarle “qua” mica mi offendo. E se poi qualcuno ritiene di poter usare le minchiate che ho scritto “là” per trarre “qua” giudizi sulle mie qualità umane, continuo a non offendermi, ma mi chiedo chi è il minchione, sia esso di “là” o di “qua”.
Vaffancul says:blablabla
se te lavori in informatica e non ti va una cosa…vai su un forum di programmatori/sistemisti/tecnicispecializzati e scrivi:ciao, io ho questo problema con questo software e questa versione blablablafirmato nome.cognome@azienda.comebbene…adesso tutti i pirati informatici del mondo sanno che l’azienda “azienda” usa questo quest’altro software, con quella versione e quel problema…bravo…hai detto a tutto il mondo che tipo di serratura hai a casa!!!se io sono un bravissimo commercialista ma con la passione della grappa e di andare a ballare vestito da donna il sabato sera e mi metto nome.cognome su forum di amanti della grappa e metto su facebook le foto di me in discoteca con parrucca bionda…voglio vederti cercare lavoro dopo…quando passi per un trans alcolizzato!!! volete mettere nome.cognome???mettetelo…ma sappiate che internet e’ altro
mi ricordo le baruffe di drugo che non voleva comparire di faccia nelle foto sul forum!!!
Visentin i tuoi insulti sono ingiustificati e gratuiti. Forse senti il bisogno di sfogarti contro nemici immaginari. Va bene. Se ti fa sentire meglio. Forse sarebbe bene tenere distinta la persona da quello che dice. Criticare anche pesantemente quello che dice, ma lasciar fuori la persona la cui vita e storia non si conosce. Grazie
Che tenerezza che fanno quelli che provano ad usare un nickname per far dispetto agli anonimi! 🙂
Aggiungo anche un consiglio per i più giovani o per chi lotta nel mondo del lavoro. Un consiglio da vecchio zio che ha fatto un sacco di selezione/assessment. Occhio alla vostra identità digitale: controllatela e curatela. Prima di un colloquio è probabile che chi vi incontra vada a vedere cosa c’è su di voi e internet è peggio della fedina penale. Tantissime persone, anche esperte trascurano questo aspetto. Sono fuori tema ma magari accendo una lampadina utile per qualcuno.
A un certo punto Alessandro Gogna, perduto il Boninovecchia, ha aggiunto al Bullo e allo Stordito il consulente dal pensiero oggettivo e fuori dal mondo (ma quanto aveva bevuto o fumato, Andrea Gobetti, quel giorno in cui lo encomiò?) e il migliorista che avrebbe smascherato la strategia della tensione (mah, io ricordo piuttosto “l’ambiguo personaggio” attribuito dall’Unità a Valpreda e il riformatore che s’inventò per Pinelli il “malore attivo”!), che magari licenziava il personale e che tronfio di curiosità e letture ambirebbe a un Premio Pulitzer o almeno Kissinger.
Per fortuna il papa nero ha scoperto pure che Drugo Lebowsky non è soltanto un mangianutrie.
Io non trovo disdicevole l’uso del nome de plume. Ha una sua logica. Se io fossi ancora operativo nel mondo della consulenza aziendale non firmerei alcune cazzate che scrivo qui. Magari qualche cliente avrebbe potuto apprezzarle dietro il vestitino d’ordinanza ma altri no. Faccio un esempio e mi scuso con lui ma ormai è stato reso pubblico. Appena ho saputo che monaco è il prof. Faganello ho googolato e ho visto un sacco di cose su di lui, sulla sua carriera, sui suoi contributi scientifici, sulle sue passioni alpinistiche. Un profilo per certi versi persin troppo “normale”. Se ci aggiungi monaco, il profilo aumenta secondo me di valore; aggiunge un lato allegro, scanzonato, irriverente, anarchico che me lo hanno reso più simpatico, ma non per tutti i suoi studenti magari sarebbe così. Magari lui usa il nome de plume per altri motivi, ma questa spiegazione potrebbe essere verosimile. In ogni caso io ci andrei cauto nel dare giudizi e nel ricavare considerazioni sociologiche da ciò che appare nei blog. La realtà è una cosa i blog un’altra. Ancora mi scuso con Faganello ma era a fin di bene.
Sì, Giorgiolx, stiamo parlando di anonimato.
Vaffancul.
ragazzi!!! ma veramente state parlando dell’anonimato su internet e su un forum????!!!!!
ma da dove cacchio saltate fuori???? a volte veramente mi viene da pensare che per navirare su internet ci vorrebbe un patentino rilasciabile solo dopo un corso dove fra gli argomenti trattati dovrebbero esserci alcune ore di storia di internet!!!cioe’ vi meritate solo facebook, il buongiornismo e …il caffe’ lo metto io!!! saint ignucius prega per noi!!! la rete e’ grande, non vi piace una cosa? guardate altrove
ah…fra l’altro alessandro”forse” e’ uno di noi!!!https://forum.planetmountain.com/phpBB2/memberlist.php?mode=viewprofile&u=14639
Matteo, Carlo non ha scritto proprio cosí. Cerchiamo tutti di non esagerare, non travisare.
I punti di disaccordo sono già sufficienti; non creiamone altri.
E invito tutti a fare cosí in generale, nei temi ben piú importanti della vita, in particolare nella politica. Leggiamo quanto scrive e come agisce chi non la pensa come noi e critichiamolo per quello, non per altro che ci costruiamo nella mente. Altrimenti, in crescendo, si arriverebbe in breve all’esasperazione, alla creazione del “nemico”, all’istigazione all’odio, per non dire peggio.
La mia è una considerazione rivolta a tutti, non solo a Matteo, non solo a Carlo, non solo a Fabio.
Mi sono limitato a prendere atto di uno spaccato sociale… Non mi interessa sapere chi sia caio e chi tizio, su quali difficoltà arrampicano, se nella vita sono Premi Nobel o degli scarpari. Leggo quello che si scrive e COME lo si scrive ed elaboro una mia valutazione …
Detto in altre parole, se non son capaci di scriver in quinci e in quindi, se usano parole grevi – o dio guardi!- offensive, ma soprattutto se vigliaccamente occultano la loro identità usando pseudonimi talora equivoci è evidente che vadano ignorati., in attesa che in mondo un po’ migliore siano ostracizzati, banditi e financo repressi dalle pubbliche guardie, acciocché rimangano nei loro tuguri e non pretendano ergersi al livello di coloro che sono a loro superiori per natura.
Per Dio!
ma no, non vi preoccupate, ora sto lavorando per prossimi articoli, non ho tempo per commenti ai miei occhi non interessanti.
buon pranzo!
Identificarsi in un nome o in altro uccide l’infinito.
Monaco, laisses tomber, ora CC risponderà che se ne frega e così avanti per post e post..
Roberto Pasini (commento 19): sono assolutamente d’accordo.
Non ho scritto (almeno credo) che parlare di anonimato in questo contesto sia fuori tema.
E’ proprio perché stiamo parlando anche di anonimato (o piuttosto dell’uso di un nickname al posto di nome e cognome) che faccio quella domanda (retorica) a me stesso e soprattutto a chi vede gli anonimi come fumo negli occhi.
“Leggo quello che si scrive e COME lo si scrive ed elaboro una mia valutazione sul fenomeno generale.”
un po’ come quando Crovella trae le sue conclusioni su TUTTI gli sci-cannib-alpinisti guardando a quelli che incontra lui
o come quando trae le conclusioni su cosa pensino TUTTE le donne ascoltando cosa gli dice sua moglie
o come quando scrive le conclusioni delle sue analisi pseudo-statistiche sullo sci-cannib-alpinismo basandosi su di una telefonata ad un amico (della Ivy League…ci mancherebbe, mica un cannibale anonimo).
il particolare assunto a generale.
Crovella, se il lettore medio dovesse applicare la stessa regola ai suoi scritti qui, ne uscirebbe un giudizio di lei come alpinista, didatta, professionista e ed essere sociale poco lusinghiero. che famo? confidiamo nella lungimiranza e compassione del lettore medio…
e come scrisse quell’altro cannibale del Drugo, sul forum di PM ci sono stati momenti di grande cultura alpinistica…alla faccia di nomi/cognomi/curriculum/professioni/io-io-io
l’anonimato nel supportare le proprie argomentazioni/convinzioni in discussioni accese, scherzose ma a volte anche profonde su temi inutili come l’alpinismo (e non solo) ha un proprio perche’, eccome.
pensate che la vostra attitudine sarebbe la stessa se nella discussione intervenisse, con lo stesso idendico messaggio, Gogna_Alessandro o Tiribicchio ??
Sebastiano qui il punto è la natura dei blog e lo stile di comunicazione, compreso il tema dell’anonimato, come ha nesso in evidenza Gogna nella sua introduzione, non il tema dell’affollamento di cui abbiamo parlato sin troppo. Quindi intervenire su questo non è andare fuori tema, come altrove si è parlato di numeri e di fatti concreti.
Quindi l’ispettore Callaghan, quello del caso Scorpio, quello che gira con una Magnum 44, potrebbe essere un transgender?
No, Callaghan, no!
Da te non me lo sarei mai aspettato. 😂😂😂
A proposito dell’anonimato (SCELTA che, per inciso, rispetto pienamente), mi chiedo se è meglio un commento anonimo, ma sul punto, magari anche scritto in stile colloquiale e un po’colorito, oppure una serie di inutili ed insipide facezie lessicalmente, sintatticamente, ortograficamente ineccepibili ma firmate con nome e cognome…
È noto che le chat erotiche sono piene di false identità. Magari Challagan è una dolce nonnina appassionata di montagna che ne ha piene le palle di fare le sue meravigliose torte di mele ai nipoti e si sfoga un po’ con la magnum virtuale. Ah saperlo ! Ma in fondo interessa così tanto? Nei blog c’è un lato informativo ma anche uno di spettacolo, anche nel nostro. L’e’ el so bel, come si dice in Padania.
Carlo, rassegnati: è il lato oscuro.
È terribile, ma è la verità. 😬😬😬 😂😂😂
Crovella sta prendendo una cantonata colossale.
Mi sono limitato a prendere atto di uno spaccato sociale (composto da una moltitudine di individui), di cui finora non avevo avuto diretta esperienza (cioè il forum di PM). Non mi interessa sapere chi sia caio e chi tizio, su quali difficoltà arrampicano, se nella vita sono Premi Nobel o degli scarpari. Leggo quello che si scrive e COME lo si scrive ed elaboro una mia valutazione sul fenomeno generale.
Insomma, Roberto, con lo pseudonimo un tizio può celare la propria identità e scatenarsi con il suo lato oscuro.
Come in Guerre Stellari: il lato oscuro della Forza. 😂😂😂
Appunto. L’abito fa il monaco. Il saio e la persona non sempre coincidono al 100%. Oggi lo chiamiamo nick name, ma non è assolutamente una novità. In passato, quando il francese dominava, si chiamava nome de plume. Permetteva di assumere una seconda identità, magari un po’ diversa, e di scrivere cose in piena libertà. Oggi c’è anche un aspetto di protezione. Appena conosci qualcuno googoli e vedi chi è. Internet non perdona. Sul lavoro ho conosciuto persone con ruoli pubblici messe in imbarazzo da queste tracce. Chi sarà Elena Ferrante? E se fosse un uomo, dotato di una straordinaria sensibilità femminile?
Anche se probabilmente non gliene frega niente a nessuno, stavolta sono in totale disaccordo con Carlo Crovella
Matteo Faganello (pseudonimo: Monaco) è uno degli autori della guida Ghiaccio salato. Alpinismo invernale nelle Alpi Apuane, ed. Versante Sud, Milano, 2014.
Nell’aletta della copertina sono presentati i tre autori. Lí si legge: “Matteo Faganello, docente di Fisica all’Università d’Aix-Marseille, ha iniziato la propria attività alpinistica proprio in Apuane, durante gli studi all’Università di Pisa. Per anni fu uno dei motori dell’associazione ‘Equilibri Precari’ a Pisa, creatrice della Palestra Popolare di Arrampicata, capace di fondere attività verticale, promozione dell’arrampicata e dell’alpinismo e un’idea sociale di sport e di partecipazione. Nonostante la marcata allergia a sodalizi e gerarchie fa parte da qualche anno del Club Alpino Accademico Italiano e del Groupe d’Haute Montagne, a riconoscimento della propria attività alpinistica sulle Alpi… e sulle Apuane”.
NOTA. Le righe di cui sopra sono pubbliche. Ritengo di non aver leso il diritto alla riservatezza se le ho trascritte qui, al solo fine di offrire uno spunto alla discussione generale.
… … …
Ora cambio argomento e passo al tema dei nickname, ovvero al malvezzo di non presentarsi in pubblico con nome e cognome bensí con uno pseudonimo.
Consideriamo questo ipotetico caso: ci sono due amici, Mario Rossi (pseudonimo Asterix) e Alberto Bianchi (pseudonimo Dragone), che arrampicano insieme da anni. I due partecipano attivamente a un forum, spesso battibeccando tra di loro, a volte con insulti. Però, proprio perché usano pseudonimi, nessuno dei due è in grado di sapere che il proprio interlocutore è l’amico del cuore.
E cosí, nel 2043, giunti al termine della loro carriera alpinistica, durante una normale conversazione Mario Rossi scopre per caso che l’odiato Dragone, con cui ha litigato per decenni sul forum, non è altro che il caro amico Alberto Bianchi. Idem per quest’ultimo.
Commento n. 6: non so nulla di questi individui (e non ci tengo a saperne di più), ma basta leggere come si esprimono: carta cantat, come dicevano i latini. Inoltre ho già detto che le capacità alpinistico-arrampicatorie non c’entrano nulla. Non mi interessa neppure verificare come arrampica tizio o caio: uno può fare il 9c o il Pilone Centrale del Freney, ma se nell’anima è un cannibale…resta un cannibale e le sue caratteristiche emergono da come parla, come scrive, cosa pensa. Ma ribadisco il punto che come vanno in montagna è l’ultimo dei problemi delle generazioni cosiddette perdute. Se quanto emerge dal forum di PM è uno spaccato rappresentativo della società attuale, dico solo: per fortuna ho chiuso da una decina di anni la società di consulenza dove avevo una dozzina di dipendenti (ho preferito fare il freelance puro), perché ad aver a che fare oggi con collaboratori del genere mi pruderebbero solo le mani. Ben altro stile hanno gli allievi che escono dalle scuole di montagna della cosiddetta Ivy League (come le abbiamo definite nei commenti ad articolo di fine dicembre): questi allievi non faranno mai il 9c, non fanno i 2500 m in giornata, ma si muovono come Dio comanda sia in montagna che nella vita.
Includere? Beh adesso non proprio tutti, con giudizio. Giovani? Non saprei. Mi sbaglierò ma non proprio giovanissimi. Di nuovo sicuramente maschi. È un atteggiamento, uno stile anti casta , “popolare”, in linea con lo spirito del tempo qui da noi, un abito di scena come in passato la canottiera di Bossi. Monaco ad esempio quando toglie il saio si normalizza, persino troppo. Prevengo alcuni interventi fustiganti di alcuni miei estimatori: nessun giudizio, nessuna sentenza, nessun tirarsela. Solo un’osservazione personale. Guardo in giro altri blog stranieri per segnalare al papa nero se c’è qualcosa di interessante. Lo stile è diverso, non peggiore, non migliore, solo diverso. Forse è un fatto nostro. Basta guardare i blog dei giornali, persino il Corriere. Leggete i commenti di Pippo agli articoli del Corriere.
Carlo Crovella, quello che hai scritto e sentenziato è del tutto fuori luogo e anche profondamente offensivo nei confronti di persone che non conosci.
Persone che per le qualità, non solo alpinistiche, che hanno, dovresti, prima di sentenziare, bene conoscere !!
Uno fra tutto il MONACO sarà che abbiamo scalato insieme condividendo bei momenti di vero alpinismo ma anche tanti momenti in cui abbiamo difeso a voce alta i valori dell’alpinismo in cui si credeva.
l’abito, carro Crovella , spesso non fà il Monaco…hahahhahha
Cosa ne sai te se queste persone fanno parte di generazioni perdute??!!!?!?
Mamma mia! Certo che, leggendo quando riportato nell’articolo, sono rimasto … allibito dalla pochezza dei concetti e dei ragionamenti, dal bassume delle visioni, dal becerume imperante…. Trattasi di esempi eclatanti di cannibali, come li chiamo io. E’irrilevante se sappiano fare l’8a, se salgono 2500 m di dislivello in giornata, se hanno concluso il Tor… Essere cannibali è una caratteristica (negativa) della mente. Non ho nulla di personale contro i soggetti di cui sono stati riportati i commenti, per me sono solo dei nick, non hanno neppure un volto e meno che mai li collego a dei nomi e cognomi (non sono neppure interessato a farlo). Ma il problema non è neppure limitato al modo di andare in montagna, si tratta proprio di intere generazioni perdute per la vita civile, professionale ed anche politica e culturale. Poi ci si lamenta della disoccupazione o del precariato dominate nella società di oggi: ma chi assumerebbe individui che si esprimono così, nella forma e nei contenuti??? Di fronte a questo imbarbarimento generale io non riesco proprio a vedere punti di condivisione fra me e individui e gruppi del genere. Altro che “includere” come suggerisce Pasini (che, almeno, ragiona come si deve e soprattutto sa esprimersi in modo “non animalesco”…): io resto sempre più convinto che la soluzione sia quella proposta da Mauro Corona (nella versione crozziana): “togliere, togliere, togliere” #piùmontagnaperpochi
qui, chi sentenzia, dice che fa della sana ironia.
Lì, chi se la tira, viene subito smascherato. Qui invece, specie nei commenti, sempre più imperversa.
Il fenomeno è complesso, anche se guardando al mio passato personalmente non ho mai trovato in ambiente alpino vie affollate anzi, ora che a causa della mia età, sono 73, e al ginocchio, non sono in grado di fare lunghi avvicinamenti mi sono rivolto a vie vicine a dove lasci l’auto e sono queste vie che sono cresciute a dismisura, con soste sicure spesso spitate, sic, che invogliano a praticarle forse per pigrizia, senza fare lunghe camminate, privandoci però di quello spirito di avventura che forse la mia generazione aveva di più. Vengono aperte continuamente nuove falesie etc e queste veramente ultimamente sono molto affollate, cmq personalmente ritengo che comunque anche queste nuove forme di arrampicare siano positive per continuare ad amare la montagna.
No, caro Alessandro, non è soltanto il linguaggio a essere diverso.
Keith