Bivacco proibito

Due alpinisti bivaccano in cima al Monte Bianco: il sindaco di Saint-Gervais li denuncia e commenta: “La vera pratica dell’alpinismo richiede umiltà e discrezione”.

Bivacco proibito

Circa un mese fa è stato pubblicato su youtube un video che racconta il bivacco di due alpinisti il 10 ottobre 2022 in un luogo abbastanza insolito: la vetta del Monte Bianco, a 4810 m. Protagonisti due personaggi ben noti nel mondo di Instagram, Alexis Romary e Axel Deambrosis-Larcher.

Pubblicando il loro ultimo video Dormiamo in cima al Monte Bianco lo scorso 10 novembre 2022, gli alpinisti del canale youtube “Instinct sauvage” hanno indubbiamente conquistato qualche altro follower, ma anche tanti guai.

Dormire in cima al Monte Bianco, a 4810 m, non è facile per il corpo umano” – spiega su Youtube Axel. Il creatore del canale Instinct sauvage sospettava che il video della sua ultima avventura avrebbe fatto tanto rumore? Probabilmente no, perché il promo di 2’26” ha avuto poco impatto quando è stato pubblicato a novembre. Solo lo zoccolo dei 901 follower era entusiasta sostenitore di questa salita, così descritta da Axel:

Durante questa spedizione alpinistica durata 9 giorni, ho superato me stesso per affrontare il freddo che mordeva le estremità e il carico pesante del mio zaino. Questa era la sfida: allestire un bivacco in cima al Monte Bianco. Ed è stata portata avanti fuori stagione con il mio amico Alexis, fotografo e alpinista. Abbiamo iniziato a salire per la via normale del Monte Bianco. Un primo passaggio al rifugio Nid d’Aigle, poi al rifugio della Tête Rousse. Il terzo giorno affrontiamo prendiamo il corridoio del Goûter (famigerato, noto anche come braccio della morte) per raggiungere il rifugio del Goûter a 3835 m. Questo in bassa stagione è chiuso, così dormiamo nell’annesso locale invernale. Per raggiungere la vetta del Monte Bianco siamo anche passati dalla capanna Vallot. Durata della spedizione: 9 giorni. Carico del mio zaino: 35 kg. Temperatura in quota durante la notte: -15°C”.

Instinct sauvage era un canale quasi confidenziale lanciato due anni fa, incentrato su “esplorazione sotterranea, avventura e “sopravvivenza”. Tra le imprese filmate da Axel, ideatore anche di “Underground Exploration“, e del suo compagno di scalata Alexis Romary (noto tra l’altro per le sue scalate buildering delle torri Engie, Montparnasse e Total): la salita del Monte Bianco la scorsa estate, quella della Barre des Écrins e la traversata del Glacier Blanc, o ancora la traversata dei Pirenei a piedi. Avventure con una media di sole 500-2500 visualizzazioni. Un pubblico basso rispetto a quello del bivacco sul Monte Bianco, oggi a 32.000 visioni, grazie a un internauta particolare: il sindaco di Saint-Gervaise! Che scrive (l’originale è a questo Link):

Lunedì 26 dicembre 2022 sono stato avvertito da un cittadino, rispettoso dei principi dell’alpinismo e della necessaria protezione del Monte Bianco, che due individui si stavano vantando su @YouTube di essere riusciti nel loro progetto di bivacco sul tetto dell’Europa occidentale.

Quando la finiranno questi teppisti di profanare il Monte Bianco e di infrangere le regole della Repubblica?

La vera pratica dell’alpinismo richiede umiltà e discrezione.

Purtroppo questi principi non fanno ovviamente parte dell’educazione di questi due stravaganti che hanno scelto, col grande supporto comunicativo di Instinct sauvage di dormire in cima al Monte Bianco con un’escursione di 9 giorni” e con l’aiuto del negozio @thenorthface di Angers e @Sunslice (un brand di caricabatterie solari, NdA), di violare il decreto prefettizio del 01 ottobre 2020 che istituisce la zona di protezione dell’habitat naturale del Monte Bianco (APHN), in particolare il suo articolo 2, nonché le norme che disciplinano i siti classificati in cui è vietata qualsiasi forma di campeggio (il bivacco è una forma di campeggio).

Non si tratta di un qualcosa dove il bivacco sarebbe stata l’unica soluzione per salvaguardare la vita degli alpinisti ma di una vera e propria spedizione preparata con cura e il cui unico obiettivo era quello di compiere l’impresa mediatica “bivacco in cima al Monte Bianco”!

Il Monte Bianco ne ha abbastanza di questi individui in cerca di riconoscimento social, capaci di tutto e di più per apparire!

Grazie a @EmmanuelMacron, Presidente della Repubblica, il #montblanc è finalmente protetto da questo decreto del 01/10/2020. Come mi sono impegnato a fare, perseguirò tutti coloro che non rispetteranno le regole di rispetto di questa mitica cima.

Ed è proprio quello che ho fatto sporgendo denuncia attraverso la gendarmeria di Saint-Gervais contro questi due protagonisti e per complicità contro #thenorthface e #Sunslice. Spetta al Prefetto, per conto dello Stato, sporgere denuncia anche sperando che lo facciano anche le associazioni ambientaliste.

Tali reati sono puniti con le sanzioni previste dagli articoli L415-3 e R415-1 del codice dell’ambiente.

Jean-Marc Peillex, Sindaco di Saint-Gervais les Bains e Vicepresidente del Consiglio dipartimentale dell’Alta Savoia”.

I due alpinisti bivaccano in cima al Monte Bianco, ottobre 2022. Fonte: youtube Instinct Sauvage.

Insomma, è di ben un anno di reclusione e 150.000 euro di multa il rischio che i due alpinisti corrono. Per una condanna del genere bisognerebbe dimostrare che il loro bivacco ha minato la conservazione del luogo. E questo è ben difficilmente sostenibile. Il reato potrebbe quindi limitarsi all’inosservanza di un’ordinanza prefettizia, punita con la sanzione di quarta classe. Oppure… 135 Euro.

Il tutto è una comunque ben gravida conseguenza di una salita, proibita sì, ma che avrebbe potuto passare inosservata se gli youtuber non l’avessero postata sul loro canale, tanto per alzare il proprio pubblico (e in tanti dicono a rischio di fare tanti emuli). E se il sindaco di Saint-Gervais non se ne fosse accorto.

In seguito alla denuncia, sul web le polemiche si sono gonfiate e i commenti moltiplicati. Ai primi commenti entusiasti seguiti alla pubblicazione di novembre, oggi ne seguono altri assai più critici. C’è sempre qualcuno che ne approfitta per raccontare le proprie imprese: “Bella esperienza, tipo quella che ho avuto io nel 2011, salendo dall’Aiguille du Midi, e ciliegina sulla torta, la discesa in parapendio la mattina dopo“. Altri, e sono tanti, giustamente protestano: “Magnifico! Grazie per aver partecipato attivamente alle tante stronzate (…) in modo da avere ancora più restrizioni in montagna dopo questa prodezza. Ho una domanda sull’attrezzatura: la tua tenda 4 stagioni resiste alle tempeste di merda?”.

Dopo la pubblicazione del loro video in versione definitiva, Romary e Deambrosis-Larcher certamente gongolano nel casino che hanno provocato. Le visite ai loro account instagram e al loro canale youtube si moltiplicano, perché lì “sono disponibili tutte le loro avventure”: @instinctsauvage_ (https://www.instagram.com/instinctsauvage_/) e @alexisrmry (https://www.instagram.com/alexisrmry/), nonché sul sito https://www.romaryalexis.com/.

Attenzione! L’accesso a questi luoghi può rivelarsi pericoloso. Non tentate di avventurarvici senza esperienza. Questo non è un esempio da seguire, è solo intrattenimento” è l’avvertenza finale, obbligatoria dato il target cui ci si rivolge, quanto inutile per la medesima ragione.

Di seguito, il video pubblicato dai due alpinisti:

Il commento
della Redazione
Tutta la vicenda sembra costruita apposta per far parlare comunque di sé. I due protagonisti non muovono un passo senza documentarlo e soprattutto diffonderlo con la grande abilità necessaria oggi agli influencer e ai creator. Un nuovo linguaggio che racconta come nuove delle cose che (considerate “trite e ritrite” da letteratura tradizionale e dai boomer) sono nuove solo per curiosi in totale digiuno di montagna, come se questo mondo fosse stato creato solo ieri.

Far leva sull’impreparazione, sulla curiosità, sulla latente identificazione dei follower può essere agevolmente spacciato per informazione e “intrattenimento”. Se nel secolo scorso il rischio emulazione era riservato a quei pochi che riuscivano a captare i suggerimenti delle star dell’alpinismo, oggi questo rischio è moltiplicato mostruosamente dalla capacità di alcuni mediocri di interessare e incuriosire migliaia e migliaia di persone che compulsivamente sono alla ricerca di emozioni virtuali. Ma è fuori di dubbio che, tra queste migliaia e migliaia, prima o poi l’emulatore si palesa.

Il bivacco in vetta al Monte Bianco, 10 ottobre 2022. Foto: Alexis Romary.

D’altra parte il sindaco di Saint-Gervais, che critica gli youtuber per essere “in cerca di riconoscimento sociale, capaci di tutto per apparire (e quindi per esistere)”, in pratica ha fatto grande pubblicità a questo video, che ormai rimbalza tra uno smartphone e l’altro per via della denuncia.

Consideriamo patetica la manifesta propensione del Sindaco Peillex ad offendersi per le idee o i fatti che minino la tanto propagandata sacralità della vetta del Monte Bianco. E consideriamo grottesca la sempre sbandierata necessità di sicurezza. Questa combinazione di idealismo e di ossessione per la sicurezza uccide senza appello la montagna in generale, oltre che naturalmente la libertà degli individui. Se il sovraffollamento è innegabile in piena estate, le farneticazioni del sindaco di Saint-Gervais sono ormai un grande classico, qualunque sia la reale “gravità” dei fatti osservati relativamente al Monte Bianco e alla sua ferrea regolamentazione. Tanto da avere dubbi su chi cerca davvero più riconoscimento sociale e visibilità sui media.

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Bivacco proibito ultima modifica: 2023-01-03T05:43:00+01:00 da GognaBlog

58 pensieri su “Bivacco proibito”

  1. Il sindaco di Saint Gervais è andato fuori di testa o, piú probabilmente, crede che l’elettorato sia costituito da imbecilli. 
    E forse ha ragione. 
     
    … … …
    Un giorno, dopo un comizio elettorale  di De Gaulle, una voce si levò dalla folla: “Mon general, morte agli imbecilli”.
     
    – Caro amico, il suo programma è troppo ambizioso. 

  2. Dubitiamo che il nostro impatto ambientale possa essere misurato con quello degli elicotteri turistici che sorvolano questo fragile sito tutto il giorno.

    beh….su questo non hanno tutti i torti.
    ma ognuno vede quello che vuol vedere e che più gli fa comodo.

  3. Comunicato stampa di Alexis Romary e Axel Deambrosis-Larcher:

    “Eravamo consapevoli delle restrizioni messe in atto per proteggere questo sito sensibile da un’eccessiva frequentazione e dall’inciviltà, ma non avevamo previsto un divieto totale per diversi motivi:

    – Questo decreto mira a regolamentare l’eccessiva frequentazione del sito. In questo periodo di bassa stagione, abbiamo fatto il percorso fino alla cima e non abbiamo visto nessuno per più di due giorni, né il giorno prima né il giorno dopo il bivacco.

    – Il bivacco è parte integrante dell’alpinismo e ha il suo posto in montagna, come ricorda il Comité Alpinisme Unesco France nel comunicato stampa sulla nostra avventura.

    Siamo orgogliosi di aver realizzato questa sfida con il sudore della fronte, in bassa stagione, senza impianti di risalita, senza aiuti esterni e in totale autonomia per 9 giorni. Eravamo ben preparati e non abbiamo corso alcun rischio, non abbiamo esitato a rinunciare e non abbiamo fatto affidamento su alcun aiuto esterno.

    Siamo rispettosi nei confronti della gente del posto e dei nostri compagni di cordata. Abbiamo aiutato una cordata a orientarsi nella nebbia e abbiamo condiviso le nostre provviste. Siamo anche molto rispettosi delle capanne che puliamo dopo ogni viaggio e, naturalmente, dell’ambiente. Dubitiamo che il nostro impatto ambientale possa essere misurato con quello degli elicotteri turistici che sorvolano questo fragile sito tutto il giorno.

    Abbiamo trovato interessante questa sfida alpinistica: logistica, acclimatamento, scelta della finestra meteorologica, immagini, ecc. Dietro questa sfida c’era anche una domanda: siamo in grado di dormire a quasi 5000m per pensare a sfide a quote più alte?

    Il SNGM (Syndicat National des Guides de Montagne) afferma che il nostro approccio è compatibile con lo spirito dell’alpinismo.

    Siamo rimasti sorpresi dalle affermazioni diffamatorie del sindaco di St Gervais. Siamo rimasti discreti fino a questa denuncia. Chi è alla ricerca di visibilità, dopotutto?

    Come sottolinea il Syndicat Interprofessionnel de la Montagne in una petizione lanciata contro le esternazioni giudiziarie del sindaco di St Gervais: “Jean-Marc Peillex usa la ‘sua’ via normale del Monte Bianco come trampolino di lancio politico e mediatico e fa polemica su tutto e per tutto, senza alcun discernimento, misura o coerenza”.

  4. Più gli anni passano e sempre meno comprendo la necessità di condividere sui media qualunque gesto della propria vita. Trovo, al contrario, che chi lo fa non ne apprezzi il vero valore.

  5. E’ plausibile che abbiano fatto i loro bisogni sulla vetta. Contaminazione dell’ambiente? Sentenza da proporre alle Nazioni Unite, tanto per tenerli occupati sulle loro sentenze senza conseguenze.

  6. nel mio piccolo. Considero bravi e spregiudicati aver dormito in cima al bianco. Ma sono contento della loro avventura. Non sono cittadini in ciabatte. Ma alpinisti che hanno osato superare dei limiti.  E sicuramente oltre 

  7. Una kermesse con lo scopo di trovare visibilità a tutti i costi e gratificare gli sponsor. Avrebbero potuto fare il bivacco senza dire niente a nessuno, loro e la montagna. Evidentemente devono appagare il loro narcisismo mediatico più che il piacere intimo della montagna, oltre l’aver violato un regolamento. Da qui pensiamo che quelli che rispettano sono degli imbecilli. Non un un granché come messaggio ma piuttosto una buffonata.

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