Il divertimentificio

Ci risiamo. L’Italia è il Paese dell’assalto alla diligenza. Lo sci di pista viene visto come uno scrigno da cui attingere dobloni a dismisura. Almeno poi i “pirati” amassero davvero lo sci! Ma per nulla! Le piste sono solo il perno di un turismo fatto di centro benessere, ristoranti, discoteche, apericena, trenini brasiliani, ricchi premi e cotillons… Le piste servono come specchietto per attirare un turismo del tutto irrispettoso e disinteressato alla montagna. Tuttavia per costruire le piste occorre sbancare le montagna, creare laghi artificiali (riserve per la neve sparata), violentare il terreno e l’ambiente e in più ci piazzano accanto dei mega edifici turistici. Il tutto in una fase di riscaldamento globale con scarse precipitazioni naturali e crescenti difficoltà anche per sparare la neve artificiale (Carlo Crovella).

Il divertimentificio
(sono ben 12 le regioni a volere mega ampliamenti sciistici)
di Fabio Balocco
(pubblicato su ilfattoquotidiano.it il 25 maggio 2022)

Nonostante il cambiamento climatico sempre più evidente, addirittura apprezzabile anno dopo anno, in tutta la penisola è un fiorire di progetti di ampliamento o di recupero di bacini sciistici. Nonostante il fatto che lo sci sarebbe morto più o meno dappertutto se l’uomo non si fosse casualmente inventato l’innevamento artificiale. E nonostante il fatto che, pur con l’innevamento artificiale, sarebbe comunque morto in molte località se non ci fossero stati sussidi pubblici. Basti pensare che in epoca pre-covid, nel 2017 in una regione come la Lombardia il sistema sci aveva accumulato in un solo inverno 350 milioni di debiti.

Aqua Dome di Laengenfeld (Tirolo)

Eppure, nonostante il cambiamento climatico, nonostante la disaffezione di molti ex appassionati, si continua a pensare allo sci di pista come ad una panacea per la montagna, incapaci come sono i politici di pensare ad un tipo di economia diversa rispetto a quella che sta disastrando uomo e ambiente.

Adler Spa Resort, Val Gardena

È quanto emerge dal dossier Nevediversa di Legambiente, uscito a marzo, ma di cui ho scientemente deciso di parlare solo ora, nel pieno di una ennesima alta pressione africana, che dimostra come i politici siano semplicemente stupidi. Così dallo studio emerge che sono 234 gli impianti dismessi censiti nel dossier, 54 in più rispetto all’edizione 2021. Centotrentacinque le strutture temporaneamente chiuse. Eppure, eppure, ecco che in Val d’Ossola si continua a parlare del mega progetto turistico che in un delirio di onnipotenza è definito “avvicinare le montagne”, così come in Val d’Aosta del collegamento Alagna-Zermatt.

Après-ski a Ischgl, Tirolo

Ma, guardando la cartina dell’associazione del Cigno, si vede che sono ben dodici le regioni – ovviamente di qualsiasi colore politico (propongo il grigio per tutte) – che prevedono mega ampliamenti di bacini sciistici, alla faccia di quella sostenibilità che dovrebbe essere il futuro della nostra penisola e non solo. E nel Centro-Sud la palma (parliamo pur sempre di cambiamento del clima) va a quella regione Marche, alle cui presunte bellezze fa da testimonial l’allenatore della nazionale di calcio.

Après Ski Schirmbar Mutterberg, Stubaital (Tirolo)

Regione in cui dopo l’ampliamento delle piste del Monte Catria, ora si pensa di ampliare anche quelle di Sassotetto, comune di Sarnano, dove cadranno 44 milioni per “la costruzione di un nuovo impianto di risalita, nel potenziamento e ristrutturazione della seggiovia di FonteLardina, potenziamento dell’impianto di innevamento artificiale su tutto il comprensorio sciistico, ristrutturazione e potenziamento dello Snow Park, realizzazione di una pista per lo SnowTubes, realizzazione di due tapis roulants coperti, installazione di nuove protezioni per la sicurezza delle piste, riqualificazione dell’illuminazione delle piste ed infine la realizzazione di una pista di pattinaggio su ghiaccio.” E per l’estate: “una nuova pista da sci artificiale (in NevePlast), una nuova pista per gommoni gonfiabili a ciambella (estate-inverno), un percorso Alpine Coaster, un Adventure Park, una teleferica/volo d’angelo, piste ciclo-pedonali ed escursionistiche, una parete per l’arrampicata sportiva, un Safari Adventure, un Osservatorio astronomico, un parco con giochi gonfiabili per bambini e un’area sosta attrezzata dedicata ai camper.” Gommoni gonfiabili, voli d’angelo, neve finta, insomma, quanto di più confliggente con la conoscenza del territorio e dell’ambiente. La montagna come divertimentificio, non come luogo del silenzio e dello spirito.

Val di Luce Spa Resort, Appennino Toscano

Se non ci fosse da piangere verrebbe da ridere, come evidenzia Luca Rota nel suo blog a fronte del progetto di recupero di una stazione invernale fallita più volte nel Lariano. “In tema di montagna, sviluppo turistico e relativa gestione politico-economica, a volte (e con frequenza crescente) si leggono sugli organi d’informazione delle notizie talmente bizzarre e assurde che, di primo acchito, viene da dirsi “ma no, è uno scherzo o una bufala, questa!” E invece, no, purtroppo, caro Luca, è tutto vero, e tu lo sai.

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Il divertimentificio ultima modifica: 2022-06-28T05:02:00+02:00 da GognaBlog

23 pensieri su “Il divertimentificio”

  1. 23
    albert says:

    2) Brutto in che senso? da vedere o da praticare?dipende dalla zona in cui si pratica e dalle temperature ( con 35 gradi e’ un inferno), dal tipo di fondo stradale e dall’ansia prestazionale che ci si mette ( anche ansia da paura di caduta), dal tipo di aggeggi e dal gruppo . Di sicuro tiene il peso in forma. Il brutto e’ arrivare da un paese fondovalle  alla sommita’ di un passo e non trovare poi un passaggio autostop per la discesa. Secondo me la gara  agonistica  di  corsa con le ciaspole tra prati  brulli su nastro di neve artificiale o riportata non e’ un gran bello.
    https://marwe.com/blog/magdalena/
     ci sono anche  gli attrezzi per ski alp con ruote gonfiate a pressione variabile.( detti skike)
    Anche aggeggi noleggiabili che si usano con le proprie scarpe,adattabili come misura. Certi  alberghi località di mare li offrono come opzione ai clienti al posto delle biciclette.
     
     

  2. 22
    raffaele raimondi says:

    questa è una ulteriore dimostrazione della ignoranza e miopia  dei politici e del fatto che  hanno come unica visione quella dell’assalto indiscriminato alla diligenza , salvo poi  lamentarsi della disaffezione dei cittadini !!!!!

  3. 21
    Fabio Bertoncelli says:

    Albert, almeno il tizio – beato lui – è riuscito a farsi una settimana in montagna. Acqua corrente, bel panorama, silenzi, spesa modica. 😂😂😂
     
    N.B . Tutto è bene quel che finisce bene.

  4. 20
  5. 19
    albert says:

     Vedo una cima dolomitica dove sorge pure una stazione di arrivo funivia, con bar, ristorante , antenne di ripetitori, praticabile rialzato in legno , con comode sedie a sdraio. Sembra meta  gettonatissima, non si sbaglia percorso dal passo sottostante dotato di ampio parcheggio,sia per pista da sci che estiva , forse ci rimemettono decine di altri percorsi tradzionali , meno comodi.

  6. 18
    albert says:

    Inquietante, alle porte di una Valle piena di divertimentifici per alcuni, di magia per altri che non sanno, prediletta da  Dino Buzzati.
    https://www.ladige.it/territori/valsugana-primiero/2022/06/30/discarica-di-imer-il-comitato-depositati-anche-rifiuti-speciali-documenti-inviati-a-procura-e-noe-la-provincia-tutto-regolare-da-oggi-stop-ai-conferimenti-1.3252049
    occhio che non vede,cuore che non duole.
     

  7. 17
    albert says:

     allo Stelvio, anziche’ sci estivo, si pratica una specie di sci d’acqua,  ci si adatta a tutto, anche al peggio.
    https://www.montagna.tv/203614/caldo-record-in-alta-quota-al-ghiacciaio-dello-stelvio-si-scia-sullacqua/

  8. 16
    albert says:

    Tranquilli, ancora oggi in certe zone si e’ intenti a rimediare ai danni di Vaia, Mentre si litiga sul blog, tra qualche anno chi vi assicura che non se ne scatenera’ un altro , con piste e percorsi ciclabili  stravolti?I volontari CaiSat hanno appena terminato lo sgombro ed il rifacimeto dei sentieri.Il divertimificio-apres ski un tempo aveva altra denominazione, in baite o fienili prestati o affittati all’uopo.

  9. 15
    Filippo Petrocelli says:

    Mi vien da ridere… Io sarei arrabbiato, non chi dà dello stupido o del coglione a destra e a manca? Va beh, ho fatto a meno di questo blog per parecchi anni, posso anche tornare a leggere altrove. Buon proseguimento, suonatevele e cantatevele liberamente. 

  10. 14
    Filippo Petrocelli says:

    Mi vien da ridere… Io sarei arrabbiato, non chi dà dello stupido o del coglione a destra e a manca? Va beh, ho fatto a meno di questo blog per parecchi anni, posso anche tornare a leggere altrove. Buon proseguimento! 

  11. 13

    Il problema è che al mondo il numero di coglioni è nettamente superiore a quello di chi ragiona. Facciamocene una ragione. Coglioni compresi.

  12. 12
    Mario says:

    @9 vedi io dimostrero’ ignoranza ma tu mi sembri un peletto borioso. Ed a torto. So benissimo cosa e’ un downhill, se avessi scritto bici da discesa cambierebbe qualcosa? Giusto domenica scendevo da una valletta tra i 2600 ed i 2000 metri di quota, servita da una seggiovia dedicata allo sci per l’inverno e con 3 diversi percorsi da discesa in bicicletta, a zig zag  e intersecantesi ,uno a meno di  100 metri dall’altro. Tracciati bellissimi, cunette, curve sopraelevate e paraboliche come immagino piacciono a te. Ma se questo non e’ un divertimentificio a spese del posto (e delle povere marmotte che si cagano addosso ogni 20 secondi al passaggio dei coloratissimi bikers che si divertono un mondo)…..dimmi tu cosa e’—salvaguardia della natura? Saluti

  13. 11
    Giovanni says:

    Signor Filippo petrocelli, lei ha dimostrato una stupefacente incapacità di fare il bastian contrario. Credo che lei rientri a pieno titolo nella categoria di persone che sono talmente stufe dei disastrosi interventi urbanistici in quota e delle conseguenti accese ed effettivamente logoranti polemiche e dibattiti da finire per prendersela sia con gli aguzzini della montagna sia con quei pochi che nei confronti della montagna osano alzare una voce protettiva (o forse è solo tanto pigro da non cercare di distinguere un articolo interessato da uno no) . Mi è permesso dire che la sua affermazione secondo cui il “cambiamento climatico è ormai qualcosa di percettivo e soggettivo” è quanto di più stupido io abbia sentito da diverso tempo a questa parte? E guarda che io di cose stupide ne sento davvero molte. E ancora più stupido è il fatto che poche righe dopo lei stesso si ricaccia le parole in bocca affermando che esistono innumerevoli e comprovati studi sullo stesso cambiamento climatico. Ma allora non dovrei darle dello stupido, lei è solo confuso. E allora non fa nulla di male, nel dimostrare la propria confusione. Anzi, da a qualcun altro l’occasione di schiarirgli un po’ le idee, magari. Ma lei non è solo confuso, è anche arrabbiato; perché altrimenti tirare in ballo la questione (questione che qui assolutamente nessuno ha tirato in ballo prima di te) della contrapposizione generale e razzista tra scialpinisti e sciatori? Nessuno ha parlato di questo: l’articolo del blog fa riferimento a tutta quella massa di persone che si radunano in alta montagna per festeggiare (non si sa che cosa, forse la gente vuole festeggiare la propria stupidità?), bere, bere, bere, ballare, fumare qualche canna e sì, magari ogni tanto farsi una sciata in pista. Gente a cui non frega niente della montagna (però attenzione: lo sfondo alpino deve essere presente nei selfie, sennò che giovamento ne trarrebbe la reputazione sociale e la reputazione intima?).
    Se lei facesse caso a quello che legge, invece di ascoltare solo la propria rabbia, noterebbe che l’articolo non fa alcun riferimento alla contrapposizione razzista tra scialpinisti e sciatori, fa riferimento invece a quel branco di cittadini che ogni sabato fanno raduno nelle discoteche fiancopista, nulla di più. Non dice: gli sciatori sono il tramite del degrado in alta quota, dice: tutte le persone che si comportano come sopra descritto sono i tramite di questo degrado. Lei è fortunato, il suo onore sociale è salvo, lei non è un distruttore della montagna, è solo una persona arrabbiata che rivolge la propria rabbia contro le persone sbagliate, aggiungendo al danno che i politici e gli imprenditori fanno alla montagna il suo personale danno, rivolto a coloro che tengono accesi questi logoranti dibattiti ambientalisti. Porti pure le sue figlie a sciare quanto vuole, l’importante è che le insegni come stare al mondo, e come placare la propria rabbia senza rivolgerla addosso a qualcun altro.
    Ah, la stessa cosa vale per tutti quelli del tipo: “è una battaglia persa”, “è l’economia che gira così, che ci vuoi fare”. Siete degli idioti. Siete mille volte più idioti di quelli che nel consumismo ci vivono senza saperlo. Voi avete l’opportunità di fare il vostro piccolissimo passo (che è davvero, davvero piccolo, a volte quasi nullo, eppure più di niente) e ci rinunciate perché siete intellettualmente pigri. 

  14. 10
    daniele piccini says:

     
    I sentieri in montagna esistono da sempre,  gli hanno creati gli animali, gli uomini per lavoro e le amministrazioni per il controllo del territorio, ( strade forestali) vista la tua esperienza (commento n. 9 ) mi spieghi perchè se ne debbono realizzare altri per puro divertimento ? e sopprattutto con quale logica?

  15. 9
    Filippo Petrocelli says:

    e i danni creati ed in creando per lo sci da discesa sono i piu’ seri ed evidenti non tralascerei in ottica futura di notare lo scempio delle ragnatele di bike tracks per le bici da downhill
    Ed ecco un’altra generalizzazione che appoggia sull’ignoranza, leggasi etichettature di qualsivoglia fenomeno con filtri ideologici e preconcetti.
    Il proliferare dei mtb trail non ha nulla a che vedere con il downhill (che è disciplina estrema, praticata da un numero assai esiguo di biker, quasi sempre praticata in libero versante o su piste da sci), bensì è la tendenza a realizzare percorsi esclusivi per le mtb in modo da evitare interferenza con altre pratiche (escursionismo, trekking, etc. etc.): Si tratta di percorsi progettati a tavolino e realizzati con supporto di esperti, in modo da far divertire i biker e, cosa importante, limitare al massimo l’erosione. usando sistemi e materiali naturali. Uno degli effetti attesi è anche quello di evitare che i praticanti scendano su sentieri inadatti alle bici o, peggio, si buttino giù in qualsivoglia pendio fuori dai sentieri. Per chi volesse approfondire e non nutrirsi di chiacchiere, cerchi IMBA trail builder su google.
    Io mi diverto ancora, senza eccessi e con atteggiamento sempre rispettoso nei confronti di persone e contesti ambientali, sia sugli sci che in MTB: che sia questo che non vi fa dormire la notte?
    p.s. il Paganella bike park pochi mesi fa cercava tecnici forestali (per puro caso io lo sono) come figura di supporto ambientale negli interventi di realizzazione e manutenzione dei biketrail. 

  16. 8

    Guardate che il divertimentificio ha successo, almeno dalle mie parti,  perché ci si diverte un sacco. Fa divertire tutti perché tutti vivono (io no, grazie) male e in posti di merda. Quindi ogni occasione, anche e soprattutto sintetica, è valida per evadere e quindi sentirsi momentaneamente felici. Fa parte del consumismo. È una battaglia persa. Alternative: 1) terrorismo. 2) non andarci.

  17. 7
    Mario says:

    Non direi che i politici sono stupidi, sono ammaliati dal business e non essendo uomini d’affari hanno la vista corta, a scadenza mandato. Se i danni creati ed in creando per lo sci da discesa sono i piu’ seri ed evidenti non tralascerei in ottica futura di notare lo scempio delle ragnatele di bike tracks per le bici da downhill o il proliferare delle zip lines, attivita’ che fanno da corollario al main business. Discorso a parte   meritano i penosi  hotel e ristoranti di lusso truccati da rifugio. E come giustamente dice Fabio al 6@ il problema e’ : visto il danno come si puo’ incidere sui centri di potere……ecc ecc ? Non vedo risposta possibile. 

  18. 6
    Fabio says:

    Scio dal 1970, da piccolo. Ho amato moltissimo sciare, su quelle piste poco battute, restando da solo nel silenzio del bosco sotto una nevicata, bevendo un vov in rifugini familiari. Il mutamento del clima, la diminuzione della neve e la sua sostituzione con l’innevamento artificiale (ora, non più sufficiente) sono fatti evidenti, come pure la spinta (compensativa?) alle attività di contorno, musica techno sparata in alta quota e altre cose che non c’entrano un tubo. Roba da piangere, roba da matti, e roba che, da un punto di vista economico, siamo sicuri ripaghi gli investimenti (oppure sono gli investimenti stessi il fine)? Il problema è: come si può incidere sui centri di potere (amministrativo) in cui vengono prese simili decisioni sballate, cioè inattuali, brutte, antiestetiche, dannose?

  19. 5
    Paolo Monti says:

    Al netto della “retorica”, come scrive chi mi precede, del cambiamento climatico, del parlarne continuamente, del cavalcare l’onda del pessimismo (che poi è realismo), ecco il mio pensiero:
    per salvare il salvabile o quello che ne rimane, bisognerebbe che noi e un paio di generazioni future riducessimo i consumi allo stretto indispensabile. Follia pura, ovviamente, perchè ci renderebbe tutti più poveri e più tristi e, quindi, non si farà nulla.
    A proposito inviterei le aziende dell’outdoor (lavoro in questo settore da 25 anni) a smetterla con la puttanata della sostenibilità delle produzioni e dei materiali. Una scarpa da trail running realizzata nel far east in pura plastica e venduta al 160€, quando va bene, è un insulto al buon senso. Altro che sostenibilità.

  20. 4
    Filippo Petrocelli says:

    Anche solo pensare di ampliare i comprensori pare follia, figuriamoci metterci soldi pubblici.
    Però mi tocca fare il Bastian contrario, come sempre… Posso dire che di questo giornalismo che si butta sulla questione climatica per vendere qualche copia in più ne ho piene le tasche? Lo dico. 
    Posso aggiungere che la frase  ‘Nonostante il cambiamento climatico sempre più evidente, addirittura apprezzabile anno dopo anno’ è una sciocchezza colossale? 
    Ormai il clima è qualcosa di percettivo, talmente soggettivo e istantaneo che la temperatura che segna il termometro della nostra auto in coda in autostrada o nel parcheggio assolato del centro commerciale è per noi indice chiaro dei cambiamenti in atto. 
    E quando certo giornalismo (di cui il Fatto è ormai capofila, forse perché la  parte politica che doveva ossequiare non esiste più?) si butta a pesce sull’argomento, allora siamo a dama. Tutti climatologi, proprio come tutti virologi fino a pochi mesi fa. 
    I cambiamenti in atto sono assodati, suffragati da studi e osservazioni (scientifiche) sempre più ricche e approfondite. Gli sport invernali, allo stato attuale, non meriterebbero investimenti nel senso denunciato da Legambiente. Ciononostante io un paio di weekend l’anno porto le mie figlie a sciare, senza per questo sentirmi in colpa. E la generalizzazione secondo cui tutti gli sciatori su pista (contrapposti ai responsabili e ‘veri’ scialpinisti, scommetto?) è semplicemente falsa. Mai fatto trenini, mai soggiornato in SPA resort, né ballato nei bar a bordo pista. 
    Concludendo, sono convinto che questa retorica sul cambiamento climatico non giovi alla causa, anzi sia solo un altro modo per rilanciare notizie spesso inesatte, senza alcun dubbio ansiogene capaci forse di stimolare i click sui siti di previsioni del tempo (e relativi spazi pubblicitari), un po’ meno di risvegliare le coscienze. 
    Con tutto il rispetto per Legambiente, unica associazione ambientalista che considero seria e moderna in Italia. 
    Buone sciate a tutti, dentro e fuori le piste, finché ce ne sarà. 
     

  21. 3
    Paolo Fissore says:

    Divertimentificio non sarà da Accademia della Crusca, ma rende plasticamente  concetto. Luogo del silenzio e dello spirito è forse troppo, basterebbe un po’ di rispetto della natura intesa come “geo”, rendersi conto dei tempi (innevamento nel tempo, a quote sempre più elevate), non vedere tutto sempre più in grande, con assurde masse di persone concentrate, che devono divertirsi, violentare vallate “scialpinistiche”, e poi, quando si sbatte il naso e la faccia (Garessio esempio in Piemonte) lasciare scheletri assurdi a testimonianza di cecità progettuale. Purtroppo, mi pare inarrestabile, globalizzante.

  22. 2

    Albert, possiamo dare allo skiroll il premio come sport più brutto di sempre!?

  23. 1
    albert says:

    Errare è umano, perseverare nell’errore e’ diabolico.Non tutti i mali ( aumento costi elettricita’ e gas e petrolio)vengono per nuocere, .La sciata del week end apre una  voragine nei fondi di famiglia.I preventivi saltano giorno per giorno…anche quelli dei presunti futuri sciatori “artificiali”.   Se lo skipass aumenta, si fa fronte con bagliai con contenitore frigo  e quindi soffre l’indotto dello sci.Se proprio, ci sono zone anche  prossime al mare, che  si dotano di piste artificiali in tecnoplastica. Altre hanno piste ciclabili adatte allo skiroll( con protezioni individuali anticaduta).  Altre localita’ marine con spiaggia sabbiosa, organizzano kermesse estive di corsa con ciaspole…che vengono meglio anche in autunno- inverno con aria fresca.

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