La corsa a ostacoli dell’energia pulita

Le ondate di calore estive riaccendono il dibattito sul riscaldamento globale. Ma il problema non è convincere gli italiani che il clima sta cambiando: è rimuovere gli ostacoli concreti che impediscono alla transizione ecologica di compiersi. E quegli ostacoli hanno un nome preciso: burocrazia, autorizzazioni bloccate, norme che penalizzano chi produce energia pulita.

La corsa a ostacoli dell’energia pulita
(il vero nemico della transizione ecologica è la burocrazia)
di Leonardo Becchetti *
(pubblicato su nexteconomia.org il 15 luglio 2026)

Il clima cambia, i dati non mentono
Le ondate di calore estive scaldano gli animi e riaccendono le polemiche sul riscaldamento globale e la transizione ecologica. Siamo un paese innamorato delle fazioni, della polemica e dei dibattiti verbali, e molto meno appassionato ai concreti avanzamenti di progresso.

I complotti dei termometri non esistono. I dati scientifici rendono assai difficile dubitare dell’aumento della temperatura a livello globale. I piani di adattamento contro le ondate di calore nelle grandi città (che colpiscono soprattutto i più deboli e le vittime di “povertà da affrescamento”) sono ormai all’ordine del giorno.

I dubbi residui si annidano sulle cause antropiche e sulla nostra possibilità di arrestare il processo con la riduzione delle emissioni di gas serra. Ma il 95% degli scienziati è convinto che si debba agire, e il principio di precauzione ce lo impone. Se al ristorante ci offrissero una pietanza dicendo che il 95% dei nutrizionisti la considera cancerogena, nessuno la mangerebbe aspettando il 100% dei consensi.

La transizione è un imperativo strategico, non solo ambientale
La transizione ecologica è un imperativo non solo ambientale, ma anche strategico sul piano dell’indipendenza energetica. Le tre grandi ondate inflazionistiche degli ultimi cinquant’anni (con i loro effetti drammatici sui redditi delle famiglie e l’ingresso in povertà di molte di esse) sono nate da shock sui prezzi delle fonti fossili che non controlliamo e a cui siamo legati a filo doppio.
Non è certo la transizione ecologica ad essere socialmente indesiderabile. È il suo contrario.

L’equilibrio elettrico generale: guardare al sistema, non al singolo impianto
Per portare a termine la transizione dobbiamo ragionare in termini di equilibrio elettrico generale: così come gli economisti non guardano solo all’effetto locale di una singola politica ma al suo impatto sull’insieme di prezzi e mercati, allo stesso modo la politica energetica deve considerare come ogni scelta incide sull’equilibrio complessivo del sistema.

L’Italia ha una grande forza e una grande debolezza. La forza sono le energie creative dei cittadini. La debolezza sono i lacci e lacciuoli della burocrazia.

I numeri che fotografano il problema: 48.000 domande in attesa
Il presidente di Confindustria Orsini denuncia da mesi che migliaia di progetti di imprese per creare impianti propri di produzione di energia da rinnovabili sono in attesa di autorizzazione. Si parla di un multiplo di quanto necessario per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione.

Il GSE ha ammesso che esistono 48.000 domande per la costituzione di comunità energetiche rinnovabili a fronte di circa un migliaio di comunità già nate.

I colli di bottiglia sono due: le autorizzazioni e gli allacci alla rete.

Tre mosse concrete per sbloccare la transizione energetica
Se maggioranze e opposizioni, governi in carica o governi futuri vogliono essere ricordati positivamente dalla popolazione, devono fare poche cose ma chiare.

1. Potenziare la Commissione di Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA)
Accelerare l’iter delle autorizzazioni è la priorità. Il costo per le finanze pubbliche? Zero, anzi negativo. La Commissione VIA si autofinanzia con i contributi di chi presenta i progetti, e gli avanzi vengono assorbiti dal Tesoro. Non potenziarla, e ritardare persino il reintegro dei posti vacanti in organico, è un vero e proprio delitto contro la transizione.

2. Attuare lo sconto diretto in bolletta per autoproduttori e comunità energetiche
Come previsto dalla direttiva europea, chi produce energia (autoproduttori, condomini, comunità energetiche) deve poter beneficiare di uno sconto diretto in bolletta. Una misura già in vigore in forme diverse in Spagna, Portogallo, Malesia, Pakistan e in molti stati americani.

Oggi gli autoproduttori pagano la bolletta anche sull’energia che non comprano perché la producono autonomamente, e solo con molto ritardo ottengono rimborsi. Invece di lanciarsi in improbabili assalti ex post agli extra profitti delle imprese energetiche, basterebbe riconoscere quanto dovuto agli autoproduttori alla fonte, aumentando i benefici economici per le famiglie nell’immediato.

3. Potenziare il meccanismo delle aste per le rinnovabili (contratti per differenza)
Il sistema delle aste competitive permette a chi investe in nuovi impianti rinnovabili di competere per ottenere un prezzo fisso dallo Stato, vincendo se offre il prezzo più basso. In cambio, un’assicurazione bilaterale (il contratto per differenza) prevede una compensazione se il prezzo scende sotto la soglia, e un pagamento allo Stato se la supera. È questa la modalità migliore per tenere assieme gli interessi di Stato, consumatori e investitori, garantendo al contempo la continuità degli investimenti.

Rinnovabili e prezzi: sfatare i falsi miti
C’è ancora chi sostiene che le rinnovabili non siano la soluzione. Vale la pena rispondere con i fatti.

La crescita delle rinnovabili riduce i prezzi dell’energia. Si può realizzare senza compromettere il paesaggio. I problemi di intermittenza sono risolvibili con il progresso degli accumuli. La presunta dipendenza da materie prime prodotte in altri Paesi è un tema affrontabile. E che merita un approfondimento dedicato.

L’Agenzia Mondiale delle Rinnovabili (IRENA) ha ricordato che nel 2024 più del 90% dei nuovi impianti di produzione di energia nel mondo sono da fonti rinnovabili.
Di cosa altro abbiamo bisogno per riconoscere ciò che è diventato ovvio in tutto il resto del pianeta?

Lo scandalo della transizione: una strada chiara che non percorriamo
Lo scandalo vero della transizione energetica è questo: per una volta abbiamo davanti una strada semplice e ben chiara per creare valore economico, ridurre le bollette delle famiglie, abbassare i costi di produzione delle imprese, promuovere la nostra indipendenza energetica e realizzare un importante impatto ambientale.

Tre mosse concrete. Costo politico basso. Impatto enorme. Manca solo la volontà di farlo.

Leonardo Becchetti * è professore ordinario di Economia Politica all’Università di Roma Tor Vergata, editorialista di Avvenire e Il Sole 24 Ore, co-fondatore di NeXt Nuova Economia per Tutti e presidente del Festival Nazionale dell’Economia Civile. Questo articolo è apparso in forma originale su Avvenire.)

La corsa a ostacoli dell’energia pulita ultima modifica: 2026-08-31T05:50:00+02:00 da GognaBlog

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56 pensieri su “La corsa a ostacoli dell’energia pulita”

  1. @ Balsamo
    Si , e’ sicuramente un’impresa difficile per un colosso industriale ( sigh ! )  come era la Germania , e sicuramente l’investimento ( enorme)  in rinnovabili ha avuto bisogno di una buona visione politica .
    Sulla valutazione del mix qualche dubbio rimane , se dopo 25 anni stiamo ancora usando tutto questo carbone.
    Un dubbio che rimane li quando penso : ma se ci sono 4 settimane invermali di pioggia , spento il nucleare e rottamate le centrali a carbone , cosa fara’ da “gruppo elettrogeno” per riempire gli “stop” di fotovoltaico ed eolico ?
    Il solito Gas Naturale che usano quei suonatori di mandolino a Sud di Monaco ?

  2. Certo, nessuno sostiene che la Germania abbia smesso di usare il carbone.
    Il punto era un altro: che lo abbia “sostituito al nucleare“.
    Una conclusione che dai dati non mi pare proprio discenda. Anzi, piuttosto sono le rinnovabili ad aver sostituito il nucleare. E sostituito, in parte, il carbone.
     
    La critica, semmai, può essere posta sulla scelta di aver abbandonato il nucleare e mantenuto il carbone e non viceversa per sostenere il periodo di transizione.
    E anche sui tempi. Però, credo che ne converrai anche tu, Bobby, far cambiare rotta a un colosso dell’industria pesante come la Germania non è cosa da poco e bisogna dare tempo al tempo.

  3. Da una ventina di anni la Germania investe massicciamente nelle energie rinnovabili  , e malgrado questo importante investimento , nel 2026 brucia  ancira carbone per una quota del mix energetico quattro volte quella italiana  (…..) ed un consumo assoluto che la colloca al quarto posto al mondo , dopo Cina , India ed Usa , e prima della Russia , utilizzando fra l’altro la lignite che e’ il carbone piu’ inquinante.
    ILVA
    Hai presente l’asino di Buridano ?
    Anche in presenza di scelte difficili bisogna scegliere , altrimenti non cambi niente e muori.

  4. Bobby, il dato BBC (20% – 2026) da te riportato conferma un’ulteriore riduzione della quota carbone (22,4% – 2025).
     
    Che la Germania sia attualmente lo “Stato maggiore utilizzatore di carbone per produzione elettrica in Europa” in termini assoluti ci può anche stare, anche perché (grazie Graziella) ha un sistema elettrico enorme.
     
    Ma questo non significa che abbia “sostituito il nucleare con il ben più inquinante uso del carbone“, dato che dopo la chiusura del nucleare, il carbone non è aumentato ma è diminuito.
     
    A volte basta distinguere tra “quanto in assoluto” e “quanto rispetto a prima” per scoprire quanto la realtà si discosti dagli slogan.
     
    P.S. Sull’ILVA trovo terribile la contrapposizione fra lavoro e salute. Perché qui non si tratta di “ambientalisti e magistrati che dicono “niet !”” ma di preservare la salute di decine di migliaia di persone e il sostentamento di migliaia di famiglie. Un argomento che, per una volta, vorrei che fosse preservato dal solito bianconerismo.

  5. Stato maggiore utilizzatore di carbone per produzione elettrica in Europa.
    Fra l’altro , adesso che i magistrati hanno imposto di chiudere gli altiforni a carbone dell’ex Ilva di Taranto , sara’ simpatico vedere i sindacalisti che vogliono andare avanti a carbone , contro ambientalisti e magistrati che dicono “niet !”.
    Chissa’ perche’ ho idea di sapere dove si infilera il citriolo…

  6. @48
    I tedeschi, Matteo, se la cavano avendo sostituito il nucleare con il ben più inquinante uso del carbone. Geni
     
    Ma sei proprio sicuro, Stefano? Mi piacerebbe sapere quali dati supportano la tua convinzione.
     
    Perché l’ultimo Strom-Report (e altri) sul mix energetico in Germania (dati 2025), afferma l’esatto contrario.
    Ovvero, che nell’ultimo decennio (2016-2025) le fonti “tradizionali” (tra cui il carbone) sono passate dal 68% al 38% e che il declino del carbone è tale da aver registrato livelli di produzione paragonabili a quelli degli anni ’60.
     
    Questo grazie alle rinnovabili (in particolare l’eolico, che è la prima sorgente del Paese).
    Per il prossimo futuro, dopo aver completato il phase-out dal nucleare nel 2023, pianifica di portare le rinnovabili all’80% e mandare in phase-out il carbone entro il 2038. Sempre che nel frattempo non succeda qualche terremoto ideologico, naturalmente.
     
    La critica dei sì-nuke alla Germania, verte, semmai, sul fatto che, se non avesse dismesso il nucleare, avrebbe potuto ridurre ancora di più la quota fossile.
     
    Fonte: https://strom-report.com/electricity-mix-germany/

  7. Non ho esitazione a credere che i soliti detrattori diranno che è solo “propaganda”, ma la notizia è sintomatica dell’impostazione e delle priorità di chi pensa al futuro e alle prossime generazioni. forse NON superfluo ribadire ancora una volta che il nucleare sarà UNA delle fonti energetiche e NON la sola fonte energetica. Il mix sarà variegato e potrà comprendere anche le rinnovabili, ma non si può pensare si spingere solo sulle rinnovabili.
    Dall’odierno Secolo d’Italia 
    Nucleare, Pichetto Fratin fissa la svolta: sì definitivo alla legge entro metà settembre
    «Farà la differenza per i nostri figli», dice il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica. Dalle rinnovabili al Piano Mattei, la strategia per ridurre dipendenza e costi

  8. Bobby, esatto, la parola magica è accumulatore. I tedeschi, Matteo, se la cavano avendo sostituito il nucleare con il ben più inquinante uso del carbone. Geni. Ma loro tutto si possono permettere. Anche riempire gli stoccaggi di gas in settembre con il prezzo nel TTF che sta crescendo paurosamente. Saluti. 

  9. Voglio vedere il nord Europa come fa in inverno e senza vento e con solo rinnovabili. Facile vedere la generazione estiva in Spagna ALLE 12.00 nel week end a prezzi negativi (ma a chi conviene fare un investimento per produrre a prezzi negativi? nessuno).E’ quello che intendevo sottolineare io : al momento l’energia non si può accumulare e stoccare per tempi migliori , ma deve essere gestita in real time.Ergo se voglio far funzionare un condizionatore oppure un’acciaieria di notte , il solare fotovoltaico mi servirà solo quando avrò accumulatori adatti a un prezzo sostenibile.Non so come facciano con il fotovoltaico in Norvegia in Germania e in Gran Bretagna , ma in Padania la produzione oscilla paurosamente : l’inverno produco circa il 20 % che in estate e con la pioggia o la nebbia di energia ne rimane ben poca.L’estate fra giornate lunghe e bel tempo è una figata , ma dal tramonto all’alba chi s’è visto s’è visto..Per  per l’eolico non conosco le dinamiche del vento , ma se dovessi accendere il condizionatore o la lavatrice quando girano le pale di Affi , credo che avrei due “finestre ” : dalle 9 alle 11 e dalle 14 alle 16 , poi devo chiedere energia altrove.

  10. “Voglio vedere il nord Europa come fa in inverno e senza vento e con solo rinnovabili.”
    Io non lo so Stefano, però propongo di chiederlo a tedeschi e olandesi, visto che pare se la cavino…

  11. il 44 espirme anche la mia opinione, con l’annotazione (già da me espressa) che i tempi per il nucleare sono molto lumnghi, pert cui più tardi dsi parte e più tardi si arriva.
     
    Per il consumatore finale italiano il costo dell’energia, così come quello della benzina e del gasolio, è gravato da “accise varie”, cioè tasse che lo stato preleva su consumi pressoché inevitabili. Questo prelievo forzoso sull’energia finisce nel calderone fiscale con il quale si finanzia il welfare. Volete togliere del tutto le cosiddette accise? Facciamolo pure, ma dovete poi mette in conto l’ulteriore riduzione di sanita, scuole, trasporti pubblici ecc ecc ecc. L’alternativa (l’ho già detto!) è togliere le accise ma aumentare le tasse dirette, cosa che secondo me non farà mai neppure un governo di sinistra, figuriamoci uno di destra (non epr cattiveria, ma perché la politica fiscale di destra è “fatta” così: ne volete una diversa? Alle poirssimne elezioni politiche 2027 andate a votare per la sinitra e, se vince, poi vediamo cosa combinerà in merito). Quindi sull’eccessivo costo italiano dell’energia pesa il fatto che da alcuni decenni non possiamo più aumentare a go-go il debito pubblico (come asi faceva nei decenni precedenti) e quindi raschiamo il fondo del barile per prelevare ruisorse finanziarie con le quali tenere in piedi quel che resta del welfare. Il mix nelle fonti energetiche NON ha nulla a che fare con le cause che tengono elevati i prezzi italiani dell’energia.

  12. Tutti gli esperti che lavorano nel campo dell’energia (che vedono prezzi e problematiche tecniche), sono a favore delle rinnovabili in tandem con altre fonti Nucleare in primis) causa la natura variabile della generazione elettrica su base anche giornaliera. Voglio vedere il nord Europa come fa in inverno e senza vento e con solo rinnovabili. Facile vedere la generazione estiva in Spagna ALLE 12.00 nel week end a prezzi negativi (ma a chi conviene fare un investimento per produrre a prezzi negativi? nessuno)

  13. Ripeto, i tedeschi hanno il 7% di rinnovabili in più di noi, non hanno il nucleare come noi e l’energia costa la metà della nostra, quindi, secondo te, dovremmo investire nel nucleare?
    Logica stringente, senza dubbio
    Se poi pensiamo al panorama devastato delle splendide fughe di tetti del quartiere Barriera Milano o di Quarto Oggiaro…

  14. PS: pare che anche la Germania, senza dirlo ufficialmente, non abbia masi smesso di acquistare gas russo, nonostante gli sfrigolii con la Russia di Putin – vedi recente episodio dell’aeroporto di Lipsia. Comodo, nella parte “fonti fossili”, poter disporre della materia prima probabilmente meno cara di quel comparto!
    In ogni caso il costo dell’energia italiano è storicamente più caro degli altri paesi europei, perché essendo l’energia – e benzina/diesel in particolare, un consumo pressoché “obblicgatorio”, è lì che si caricano delle fonti di introiti per lo stato. Volete annullare completamente le cosiddette accise? Bene, ma allora accettate ulteriori tagli al welfare (sanità, scuola, ecc), perché le tasse sull’energia entrano nel calderone che finanzia i servizi ai cittadini. Certo che esisto09no altre modalità per ottenere quelle entrare, per esempio aumentare le tasse, ma sono modalità di sinistra. l’incredibile è che si critichi un governo di destra perché persegue politiche e obiettivi di destra e non quelli di sinistra. E allora non facciamo più le elezioni: stabiliamo che veniamo gestisti secondo procedure “sovietiche” e facciamo solo più un concorso per l’inquilino di Palazzo Chigi, tanto, chiunque vinca tale concorso, dele fare quello che è stabilito dalla procedura sovietica. Alla faccia della volontà popolare…

  15. una critica che (da elettore di destra) avanzo a questo foverno è di non aver impostato l’iter che porterà ad avere il nucleare (“anche”, non so più come spiegarlo). Proprio perché i tempi del nucleare sono “luinghi”, più tardi si parte e più tardi si arriva.
     
    Non nego l’utilità di avere “anche” l’apporto delle rinnovabili, contesto che si debba spingere a manetta 1) perché non credo tanto che sia quello il canale più importnate per un’economi acome quella italiana, 2) perché (a differenza anche del piatto paesaggio tedesco) il potenziale di danno paesaggistico in Italia è molto forte. Oltre a vedere teoricamente deturpate zone oggettivamente belle, anche solo ipotizzare che i tetti delle città siano completamente ricoperti di pannelli mi disgusta. sono così belle, direi in stile parigino, le fughe di tetti cittadini che tappezzarli fa ribrezzo. Se il prezzo da pagare per evitare questo come altri obbrobri è avere un costo dell’energia più alto che negli altri paesi, personalmente è un prezzo che io sono dispostissimo a pagare.

  16. Ecco , qui e’ spiegato bene : se la tua infrastruttura di produzione energetica non e’ strutturata in modo da fornire al mercato dell’energia tutta l’energia che richiede , il prezzo lo fa’ la tecnologia piu’ costosa e inefficiente , se invece l’infrastruttura nazionale riesce a barcamenarsi fra idroelettrico , fotovoltaico , nucleare , eolico , anche quando una di queste fonti e’ bloccata oppure c’ e’ un picco imprevisto di domanda , il prezzo medio rimane basso.
     
    https://neon.energy/marginal-pricing.pdf

  17. L’ho postato perche’ mi sembrava che fotografasse una situazione , anche se quella al dettaglio.
    Ho letto anche su un sito tipo “lavoce.org” un tentativo di spiegazione del differenziale dei prezzi per esempio fra Italia e Spagna.
    Secondo questa lettura , che penso si ritrovi facilmente usando come chiavi “lavoce.org” e “mercato del giorno prima” , il prezzo piu’ favorevole della Spagna e di altri stati europei , non sarebbe tanto dovuto al quantitativo assoluto maggiore di kW rinnovabili impiantati in Spagna , quanto alla disponibilita’ di diverse fonti alternative fra di loro di energia  in grado di assorbire i picchi di domanda con  una elasticita’ marginale elevata rispetto al prezzo.
    In pratica se il “picco di domanda” si sfoga solo sul gas naturale che non ha grande elasticita’ di offerta , allora sale solo il prezzo al kW , se invece c’e’ un mese di pioggia che spiazza la produzione del fotovoltaico , e eolico , idroelettrico e nucleare riescono ad assorbire e soddisfare il picco di domanda , allora i delta prezzo sono piu’ contenuti.
    Se lo ritrovo lo posto..

  18. Molto interessante il link “di Bobby”, da cui tra l’altro si vede che:
    1. Dal 2015 (anno a partire dal quale ci sono dati) l’energia in Italia è sempre stata fra le più care in Europa. Dal 2021 ad oggi ancora peggio.
    2. Tra il 2015 e il 2025 il prezzo medio dell’energia in Italia è più che raddoppiato.

  19. Bobby il sito che hai messo in link è del Fraunhofer-Institut für Solare Energiesysteme e dovrebbe riferirsi a tutto il 2026, quello che ho messo io dovrebbe essere il prezzo dell’ultima asta…il che però significa che la situazione è ancora peggiore, perché il gap Italia-Germania sembra essere maggiore al 31/8 rispetto alla media del 2026.

  20. Ah già, l’eterno paragone con la Germania…vabbé parliamone:
    Dunque, secondo il Consiglio Europeo la Germania ha il 58% di energia generata dalle rinnovabili e il 42% dal fossile (non ha energia generata dal nucleare) 
    L’Italia il 51% dalle rinnovabili e il 49% dal fossile.
    [https://www.consilium.europa.eu/it/infographics/how-is-eu-electricity-produced-and-sold/]
     
    In compenso l’energia in Germania costa 111.85 €/MWh e in Italia 201,44 €/MWh
    [https://euenergy.live/it?date=2026-08-31]
     
    Sisì è proprio sicuro che non c’é altra possibilità che l’energia atomica!
     

  21. Comunque:
    Svizzera Slovacchia e Polonia hanno centrali attive
    In Polonia sono prossimi al completamento della  prima centrale 
    In Serbia han deciso di far partire i lavori per la fattibilità.
    Eviterei confronti con la Norvegia per ovvi motivi di dimensione, popolazione, industrializzazione e fonti energetiche presenti.

  22. Quando si legge si dovrebbe leggere tutto (da Google, estratto meglio):
    “Questi reattori sono ancora allo stadio di prototipo, esperimento e dimostrazione”
    “l’effettivo raggiungimento di tali obiettivi dovrà essere verificato sul campo.”
    “i sistemi nucleari innovativi allo studio per l’uso nella IV generazione richiedono nuovi strumenti per la valutazione del loro impatto economico… I modelli econometrici attuali non sono fatti per valutare i costi di tecnologie nucleari alternative o dei loro sistemi integrati ma piuttosto per confrontare i costi dell’energia nucleare con quella dei combustibili fossili.”
     
    in altre parole sono prototipi, non sappiamo se e come funzioneranno davvero e nemmeno quanto costino.
    Comunque questi prototipi non saranno disponibili per l’impiego commerciale prima del 2030.”
     
    Quindi puntiamo a una tecnologia che forse sarà disponibile nel 2030 e non pensiamo a una tecnologia che esiste già adesso, è facilmente applicabile e applicata nel mondo (e nella quale noi siamo in grave ritardo), ma anzi inventiamoci balle su paesaggi devastati. 
    Il ponte sullo stretto di Messina al confronto é frutto di una politica intelligente, fattibile e lungimirante, nonché una spesa oculata.

  23. I paesi citati nel 28 NON hanno un’attività industriale così intensa e significative (ed energivora) come quella italiana. L’Italia ha le seconda industria europea (dopo la Germania). E’ con questa o al massimo con la Francia che ci dobbiamo confrontare in termini di mix energetici e relative scelte, non con paesi piccoli e poco industrializzati come, per esempio,  l’Estonia.. che hanno necessità energetiche completamente diverse. e che probabilmente le possono soddisfare facilmente solo o in gran parte con le rinnovabili

  24. Cmq, non ho mai scirtto che “l’unica strada è il nucleare”… vedi che NON capisci mai nienbte? Il nucleare va inserito in un mix di fonti energetiche, senza spingere a manetta “solo” su pannelli e pale, devastando il paesaggio italiano. Tu preferisci spiungere a manetta pannelli e pale? Ma benissimo. Facciamo il referendum, se vinbce la tua squadra, si farà così e alla fine si verificherà che i nostre prezzi energetici non scenderanno più di tanto. Il tema vale soprattutto per il settore produttivo. Le mie personali bollette energetiche, dato i mie consumi davvero oculati, sono aumentate di 5-7 euro al mese rispetto a prima dell’attacco americano all’Iran. Ceerto: preferisco tenermi in tasca 5-7 euro al mese, piuttosto che verderli andar via, ma che vuoi che incidano su di me importi di tale limitata entità? Infondo si tratta di 4-5 caffè al mese… Discorso molto diverso, invece, per le aziende: è lì il vero bubbone per la situazione economica italiana. Se un’azienda va in crisi o addirittura chiude per “colpa” dei rincari energetici che la fanno fallire, lascia a casa i dipendenti (cui in genere corrispondono anche le famiglie…)

  25. DA GOOGLE: NUCLEARE DI ULTIMA GENERAZIONE (estratto)
    I reattori nucleari di quarta generazione sono sistemi avanzati a fissione ideati per migliorare drasticamente la sicurezza, ridurre le scorie e usare il combustibile in modo molto più efficiente.
    La tecnologia è in fase di studio e prototipazione avanzata, con progetti di rilievo internazionale e collaborazioni attive in Italia (come al centro ENEA di Brasimone). L’entrata in commercio su scala industriale è stimata a partire dal 2030.

  26. Quanto alla fine differenza fra “non esiste” e “non convice” , poiché non ho tempo da perdere a spiegare la situazione, faccio un copia e incolla di ciò che risponde Google alla domanda “nucleare di ultima generazione” (commento successivo).
    E’ ovvio che si tratta di tecnologia in fase di studio (cmq avanzata), ma siccome per costruire una centrale tradizionale ci vogliono anni, piuttosto che investire tutto sto tempo nella tecnologia “vecchia”, tanto vale spingere l’elaborazione di quella innovativa e adottare quest’ultima.SU TEMATICHE DI QUESTA NATURA, IL 2030 è “DOPODOMANI”… anzi se vogliamo iniziare a coistruire centrali “nuove” dal 2030 in poi, occorre che le scelte strategiche le prendiamo “adesso”, sennò si rinvia tutto a babbo morto…

  27. “se non c’è il nucleare, i pressi italiani dell’energia resteranno strutturalmente “alti”, non c’è santo che tenga”
    forse allora dovemmo rivolgerci ai santi di Estonia, Portogallo, Lettonia, Lituania, Norvegia, Danimarca, Serbia, Svizzera, Slovacchia, Polonia, Slovenia, Austria che aiutano questi paesi a tenere il prezzo più basso che in Italia (prego notare: ho tolto la Spagna), prima di preconizzare l’inevitabile devastazione dei paesaggi causata dagli impianti delle rinnovabili.
    Magari se ci si facesse su due conti prima di convincersi che l’unica strada è il nucleare…così per onestà intellettuale (mi scuso per le parole difficili)

  28. Ho già scritto che è inutile berciare sull’esempio della Spagna: ha un territorio interno (altopiani semi desertici) che, dal punto di vista paesaggistico, può essere  “sacrificato” rispetto alla bellezza del paesaggio italiano. Inoltre è assodato che la Spagna non abbia MAI interrotto gli acuisti di gas russo e, ultimo ma non ultimo, abbia anche il nucleare
     
    In ogni caso in un ipotetico referendum, io voterei a favore di un mixa fra nucleare e altre fonti energetiche (compresi fotovoltaico ed eolico) e NON solo per queste ultime. In soldoni preferisco ANCHE il nucleare interno (ovvio: io do per scontato che sia di ultima generazione, c’è ampia documentazione in merito, ma al limite mi va bene anche il nucleare tradizionale), piuttosto che tappezzare a manetta l’Italia di pannelli e pale. Anche se, in prima battuta, si tratta di ricoprire “solo” parcheggi e garage, poi è un attimo che si passerà a terreni aperti… Il nucleare garantisce maggior autonomia produttiva di energia e permette di gestire i  costi per gli utilizzatori finali. Io sono convinto di ciò. Tu non sei convinto? Allora facciamo un referendum fra tutti i cittadini italiani e vediamo quale risultato viene fuori. Se vince la ripresa del nucleare, la si farà nonostante le perplessità di gente come te (e nonostante le argomentazioni oggettive), invece se tale ipotesi viene bocciata non si riprenderà il nucleare, ma resterà l’attuale totale dipendenza dei nostri costi energetici dai trend internazionali (guerre, rincari pressi materie prime ecc ecc). Ciascuno voti per quello che più gli piace, però tutti siano al corrente che, se non c’è il nucleare, i pressi italiani dell’energia resteranno strutturalmente “alti”, non c’è santo che tenga.

  29. P.S.: il fine italianista coglie la piccola ma significativa differenza che intercorre tra “non esiste” e “non convince”?

  30. ” Non volete il nucleare? E allora tenetevi le bollette care! Tertium non datur.”
    Come in Spagna, Estonia, Portogallo, Lettonia, Lituania, Norvegia, Danimarca, Serbia, Svizzera, Slovacchia, Polonia, Slovenia, Austria?
    [Nota per chi non vuole/è incapace di confrontarsi con la realtà: sono tutte nazioni dove la bolletta è inferiore all’Italia e che non hanno centrali elettriche]
     

  31. Ma sei capace a leggere l’italiano??? Ho scritto (provocatoriamente, è ovvio che se io parlo di nucleare, parlo di quello dell’ultima generazione), ma ho scritto: se il nucleare di 4.ta generazione non CONVINCE….., cioè “non convince tutti i cittadini, non convince chi deve prendere le decisioni, non cnvince i consulenti scientifici ecc ecc ecc” quindi   permangono delle perplessità e/o delle contrarietà alla 4.ta generazione, allora utilizziamo il nucleare tradizionale. tanto siamo circondati da centrali estere tradizionali, cioè siamo GIA’ sottoposti al rischio di esser coinvolti in eventuali perdite radioattive:  meglio avere centrali nucleari (io preferisco di ultima generazione, ma al limite ANCHE tradizionali) che non averle. invece si vuole proseguire nel NO al nucleare (tradizionale o di ultima generazione)? Ma bene, benissimo, a titolo personale sono così oculato nei consumi (anche di energia) che la cosa non mi coinvolge minimamente. Siete per il NO al nucleare? Perfetto, però poi non frignare per il caro energia. Di tutte le ipotesi del mix di misure da adottare sul fronte energetico, il nucleare è quello che aiuterebbe di più a contrastare e/o ridurre il costo delle bollette e a garantire una maggior autonomia nella produzione interna di energia. Non volete il nucleare? E allora tenetevi le bollette care! Tertium non datur.

  32. “se il nucleare di 4,ta generazione non convince, facciamo centrali nucleari tradizionali”
    Dunque, se il IV generazione non esiste, non si sa quanto costi e nemmeno quando potrebbe entrare in funzione, allora facciamo centrali tradizionali, che non sono economicamente vantaggiose, aumentano la dipendenza dall’estero e sono pericolose…
    Posizione interessante basata su un’analisi intelligente, razionale e approfondita, scevra da pregiudizi e preconcetti, come tuo solito.

  33. Non voglio voglio addentrarmi su discettazioni che riguardano il nucleare di 4.ta generazione, con reattori piccoli e definiti più sicuri. C’è ampia documentazione in merito. ma la riflessione è: se il nucleare di 4,ta generazione non convince, facciamo centrali nucleari tradizionali. Tanto siamo circondati da una costellazione di centrali straniere (dalla Francia alla Slovenia) e siamo cmq sottoposti ai relativi rischi. Con centrali nostre, abbattiamo il costo dell’energia e raggiungiamo una maggior stabilità nella produzione interna di energia (diventando così, in termini energetici, più indipendenti sia da Putin che da Trump e soprattutto dalle loro stramberie…)

  34. Su Putin (e di conseguenza sulla ripresa o meno di acquisti di gas russo) chiaritevi con il PD, che è sostenitore della suddetta posizione che voi definite propaganda. Sono proprio curioso di verificare, il 19-20 settembre (come ha preannunciato Conte ieri), quale programma “condiviso” tirerà fuori il cosiddetto Campo Largo: le posizioni sul conflitto ucraino sono storicamente diverse fra PD e 5 Stelle… Da tale questione di politica esteraa, che già da sola non è una bazzecola, derivano diverse conseguenze, di cui una, attraverso il gas russo si o no, condiziona la gestione energetica… Però se non trovate la quadra a mo te, inutile inutile cianciare sul tm energia

  35. Altroché  che è come scrivi ma restando ai tetti e terrazzi privati conosco persone che in passato li hanno attrezzati a costo 0 (anticipando e deducendo poi 100%)e ora addirittura vendono il surplus in cessione alla rete…ora fino a dicembre’ 26 mi pare puoi detrarre 50% poi dal ’27 36% e possediamo una posizione nel Mediterraneo più che favorevole allo sfruttamento dei singoli tetti ma lo sviluppo è molto lento …sarà mica un eTerno gombloddo?Le famiglie a furia di tirar la cinghia andranno presto in prestito sia della cinghia che del punzonatore , e pensare che Austria , Svizzera e Germania  pur con meno sole censiscono molti più tetti tecnologici dei nostri , che siano più onesti!?(domanda retorcomicaretorica).

  36. “il problema in questo incasinato paese è che non finisca poi…con un assalto alle risorse di pochi”
    Certo antoniomereu, come sempre. Ma cosa ti fa supporre che non finisca allo stesso modo con una centrale nucleare? Non mi pare che le grandi opere siano mai state immuni dalle “furberia” italica, anzi. Quello che è sicuro che nel caso delle grandi opere le risorse finiscono nelle mani di pochi e ben selezionati “amici degli amici”, cosa che è sempre andata perfettamente a genio ai politici italiani in generale e al governo più nepotista di sempre in particolare 
     
    “non è possibile, in “soli” 4 anno, rivoluzionare dalle fondamenta  un’impostazione che affonda nella notte de tempi”
    Soprattutto se non ci si prova nemmeno
    E smettila di blaterare di “centrali nucleare, anche di stampo moderno, piccole e snelle” che non esistono proprio o di “tappezzare il pesaggio di pannelli” quando bastano parcheggi e capannoni.
    E pura propaganda mistificatoria di chi non vuole fare e non è capace di fare.
    Come è (ed è sempre stata) pura propaganda mistificatoria “Putin bastardo, e schifoso dittatore fascista” e l’Ucraina che difende l’Europa e la civiltà occidentale.
    Hai veramente stufato, prova almeno ad inventare qualche palla nuova!

  37. Esatto, il proplema generale dell’Italia è costituito dall’italica elevatissima propensione alla “furberia”. Questo vale in ogni risvolto dell’esistenza e da parte di ogni classe sociale e culturale. in ogni caso, per quanto l’attuale sia il più longevo governo della storia (in realtà dal 4 settembre prossimo), non è possibile, in “soli” 4 anno, rivoluzionare dalle fondamenta  un’impostazione che affonda nella notte de tempi e che annovera miliardi di recedenti errori strategici, sia politici che della cittadinanza  (vedi referendum nucleare anni ’80) che hanno segnato la storia. Con i se e con i ma non si fa la storia, ma se in quel referendum gli italiani NON avessero bocciato il nucleare, avremmo avuto tutta un’altra evoluzione e probabilmente oggi NON saremmo così avidi di tappezzare il pesaggio di pannelli ur di far scendere le bollette. sul punto “energia”, la volontà popolare ha una bella responsabilità nelle scelte compiute. Non è che in 4 anni costruisci centrali nucleare, anche di stampo moderno, piccole e snelle. dopo di che intervengono anche scelte politiche o geopolitiche: vogliamo stare “contro” Putin, che è un bastardo, e schifoso dittatore fascista? Io sono d’accordo (e mi pare anche una bella fetta della sinistra istituzionale, vedi Pd ecc), ma il prezzo da pagare (per questa scelta geopolitica) è che non si importa più il più economico gas russo, come facevamo fino a pochi anni fa (e come risulta che faccia ancor oggi la Spagna…)… ecc ecc ecc..

  38. Matteo il problema in questo incasinato paese che è l Italia che l  assolutamente auspicabile spinta a foderare tetti capannoni etc come dici non finisca poi  alla  110 o come le precedenti agevolazioni sugli impianti privati al fotovoltaico , un assalto alle risorse di pochi ,primi e veloci ,furbi e magari pure benestanti  e non una distribuzione reale per tutti. Augh Se non anteponiamo reali urgenze ecologiche e economiche alla disonestà che innegabilmente ci distingue faremo poco strada e sopratutto (sopraitetti) pochi pannelli.

  39. Ma perché la colpa è sempre di “cause molteplici” indefinite,  “ascrivibili a scelte politiche di governi passati e in parte alla vbolontà popolare (referendum sul nucleare)” e il governo più longevo della storia non c’entra nulla? 
    Se, come sei costretto ad ammettere, “la tanto decantata Spagna, che ha spinto le rinnovabili e quindi ha bollette più leggere delle nostre” perché non si prova neanche a seguirne l’esempio, fatte salve tutte le specificità italiane?
    Il governo attuale non solo non vuole far nulla a riguardo delle rinnovabili, ma frena anche sul (poco) fatto dai governi precedenti?
    Secondo me per un puro progetto ideologico-politico.
     
    Ripeto quanto già scritto: prima di straparlare a vanvera di “disastri paesaggistici” e del futuribile “nucleare più evoluto“, iniziamo a ricoprire di pannelli parcheggi, capannoni e tetti, e poi vediamo.
     
    Nota finale: sarebbe anche ora che il governo più longevo della storia e i suoi sostenitori iniziassero a smetterla di giustificarsi come bambini dell’asilo, per cui la colpa è sempre degli altri!

  40. A parte quelli che per fare funzionare il frullatore gli basta guardare il paesaggio, beati loro; a parte Texax, Dolomiti e Chieri, dove una volta c’era il mare – Ah signora mia le ferie a due passi da casa; a parte tutto che con la rivoluzione industriale, diciamo negli ultimi 200 anni, le temperature medie in Europa si siano alzate di due gradi nessuno lo nega.
     

  41. penso sia me3flio stare alla larga, in questa sede, dal tema “l’Italia ha le bollette energetiche più care d’Europa” perché le cause di quesro problema sono molteplici, hanno origine decenni e decenni fa, in parte sono ascrivibili a scelte politiche di governi passati e in parte alla vbolontà popolare (referendum sul nucleare). Non c’entrano nulla gli ultimi 4 anni di governo e allo stato attuale poco si può fare se non interventi marginali come la rifuzione momentanea delle accise sulla benzina. E’ vero che in Italia c’è molta burocrazia sull’installazione di nuovi parchi eolici e distese di pannelli e tale burocrazia va compressa, l’appello in tal senso è sensato e condivisibile. Ma: 1) la burocrazia è un male endemico italico e stritola TUTTA l’attività economica e anche sociale, non solo questo particolare settore; 2) ho già detto che la tutela del paesaggio va preservata, per cui (burocrazia o meno) non credo che, per l’italia, sia opportuno spingere a manetta pale e pannelli. La tanto decantata Spagna, che ha spinto le rinnovabili e quindi ha bollette più leggere delle nostre,  oltre a un paesaggio più facilmente sacrificabile (penso ai grandi altopiani semidesertici dell’interno), mixa l’energia ottenuta in tal modo con un po’ di nucleare e (non si dice, ma è così..) l’utilizzo di gas russo, notoriamente meno caro di altri gas..ma qui si entra in un’area geopolitica dove le valutazioni POLITICHE eccedono rispetto al problema della burocrazia sulle rinnovabili.

  42. Ferdinando, si che ce lo abbiamo, solo che i cicli termici della terra sono di 100000-200000 anni e non di 100 malcontati.Detto in altre parole, la variazione di temperatura media degli ultimi cento anni è pari o supera quella dei cicli noti.

    Cazzo oh, mai sentita. Grazie per queste pillole di sapere….

  43. C’e’ un concetto chimico molto paradignatico e interessante   riportato la settimana scorsa in un articolo su Sherpa Gate : parla della molecola di co2 come di un composto stabile e destinato a durare tempi molto lunghi.
    A prescindere da fonti di co2 legate ai cicli ambientali ( eruzioni  enormi come quelle di St.Helens o Krakatoa , cessioni e assorbimenti di co2 da parte di oceabi o suoli ) , quando l’uomo produce co2 , questo materiale non si trasforma spontaneamente in qualcos’altro , ma rimane nei secoli.
    Il co2 che produce il nostro “effetto serra” odierno , potrebbe avere avuto origine dall’uso combustibile del carbone durante la rivoluzione industriale , ed e’ ancora li…
    Questo e’ qualcosa di cui difficilmente ci siano resi conto finora.

  44. Ferdinando, si che ce lo abbiamo, solo che i cicli termici della terra sono di 100000-200000 anni e non di 100 malcontati.
    Detto in altre parole, la variazione di temperatura media degli ultimi cento anni è pari o supera quella dei cicli noti.
     
    A parte tutto, comunque, sapendo che le emissioni antropiche producono riscaldamento climatico, sarebbe cosa saggia ridurle anche se fossimo in una fase “naturale” di riscaldamento.

  45. E allora i dinosauri si sono estinti perche’ gli uomini bruciavano troppi combustibili? Non abbiamo il concetto che i tempi glaciali e termici vanno in cicli, senza che noi non ne possiamo fare niente. 

  46. @7 Anche in Dolomiti c’era il mare milioni di annni fa. E quindi?
    Come hai detto tu i cicli termici si sono susseguiti con cadenze di centinaia di migliaia di anni, non in decine di lustri come sta accadendo adesso.

  47. Il pianeta, da sempre, attraversa cicli termici che nei milioni di anni sconvolgono l’atmosfera a prescindere dalle abitudini che gli animali che lo popolano di come si comportano. Analisi radiografiche rilevano che la meta’ del Texas, alcuni milioni di anni fa, era ricoperta da ghiacciai. Nella poca immagine di homo sapiens vogliamo attribuire i problemi odierni (70-80 anni) da fenomeni incontrollabili che si ripetono da miliardi di anni (il pianeta Terra si stima che fu’ stabilito circa 13 miliardi di anni indietro).

  48. “se le bollette rincarano, è solo colpa del governo che non alleggerisce la burocrazia sulle rinnovabili”
    Io so solo che l’Italia ha una delle energie più care d’Europa e una delle percentuali di rinnovabili più basse…
    E che una centrale nucleare, con quelle belle torri iperboloidi di raffreddamento, garantisce un impatto paesaggistico quasi nullo…oltre ad aumentare esponenzialmente la dipendenza dall’estero.
     
    Prima di straparlare a vanvera di “disastri paesaggistici” e del futuribile “nucleare più evoluto“, iniziamo a ricoprire di pannelli parcheggi, capannoni e tetti

  49. Manca una precisazione: “tutela dell’ambiente” ( di cui sono uno strenuo sostenitore) e “tutela del paesaggio” (idem) NON sono la stessa cosa. Anzi, nel caso di specie, entrano in conflitto. Bisogna quindi trovare il giusto mix

  50. In ogni caso, la scelta del nucleare avrà tempi di realizzazione non brevi, ma più tardi partiremo e più tardi arriveremo e per più tempo staremo a menarcela se e come la burocrazia frena le rinnovabili ecc ecc ecc. Non parliamo poi dell’ipotesi di ridurre i consumi, iniziando dal proprio piccolo comportamento quotidiano): non sia mai§! Tutti vogliono tutto e però lo vogliono al minor costo possibile (di bollette, dei costi di produzione/trasporto e quindi dei prrezzi di vendita finale). “Non si può avere la moglie ubriaca e la botte piena”: prima di protestare contro il Governo (“piove, governo ladro!”) colpevole di non alleggerire la burocrazia che frena le rinnovabili, fateci vedere, “voi” pretoriano dell’energia pulita, che siete disposti a fare il primo passo, riducendo la vostra esasperata propensione ai consumi. L’ottimizzazione del risultato finale si otterrà con la convergenza dei diversi trend: meno consumi (ergo meno energia e meno inquinamento), apertura al nucleare, alleggerimento della burocrazia sulle rinnovabili e posizionamento delle stesse in modo da non danneggiare (troppo) il nostro paesaggio. Se manca uno solo di questi bracci, il risultato non si raggiungerà mai e le polemiche sulla burocrazia appaiono sostanzialmente come l’espressione della volontà di scaricare la responsabilità sui gli altri (della serie: “se le bollette rincarano, è solo colpa del governo che non alleggerisce la burocrazia sulle rinnovabili”)!).

  51. L’Italia (per fortuna!) non è la Spagna, come orografia e bellezza complessiva del paesaggio, e quindi sono contrario a “spingere” a manetta sulle rinnovabili, che comportano un danno al  paesaggio, Immaginatevi sterminati campi ridotti a parchi eolici o a schiere di pannelli: in alcuni luoghi italiani si può fare, in latri no per l’incidenza sull’abbruttimento del paesaggio (che tra l’altro è per noi materia prima per il turismo). Occorre scegliere un mix diverso, dove inevitabilmente il nucleare avrà un peso che oggi non ha per stupida scelta della popo9lazione (referendum). Parlo, inutile precisarlo, del nucleare più evoluto e, a chi obietta che è cmq “pericoloso”, ricordo che la centrale slovena è a circa 100 km dal confine con l’Italia e quella più francese (più prossima al confine con l’Italia) è a circa 150 km (distante che un’eventuale perdita radioattiva sarebbero colmate in pochissimo tempo, specie se con vento intenso) Siamo circondati da una corona di centrali e frignare per il rischio di eventuali nuove centrali in Italia è da stupidi. CONT

  52. Per fortuna non c’è solo la burocrazia a limitare le fonti rinnovabili. Forse non ci sono finestre a Tor Vergata e Leonardo Becchetti non vede i disastri paesistici provocati dai pannelli solari e dalle pale eoliche. 

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