In www.sherpa-gate.com sono stati pubblicati i seguenti brani autobiografici di Ugo Ranzi:
In AltriSpazi
Lassù sulle Grigne – 1
Lassù sulle Grigne – 2
Lassù sulla Presolana
Lassù sulle Dolomiti di Fassa
Lassù sui monti della Valsassina
Lassù sulle cime (Lavaredo)
Lassù sulle Alpi Occidentali
Lassù sui monti della val Gardena
Lassù sui Corni di Canzo
Lassù sui monti della val Badia
In GognaBlog
Lassù nella Val “del” Sarca, i miei ricordi
La lettura è gradevolissima, soprattutto a chi provi nostalgia del tempo che fu (Fabio Bertoncelli).
Lassù sulle Dolomiti di Brenta
di Matteo Ranzi
Agosto 1949, alla porta del rifugio Pedrotti si presenta un ospite insolito: un bambino di sei anni.
“Ma lo sai che tu sei il più piccolo che sia mai arrivato qui?” Gli chiede la gestrice del rifugio.
Quel giorno, quel piccolino tempesta di domande gli scalatori sui sentieri del Brenta.
E’ piccolo, sì, ma sogna forte: vuole diventare uno di loro, un alpinista!
Lassù sulle Dolomiti di Brenta non è solo la storia di quel bimbo, oggi settantanovenne, ma è un viaggio in dieci puntate attraverso la passione degli alpinisti degli anni ’50, alla scoperta di un mondo semplice, ma ricchissimo. La ricchezza di chi poggia le mani sulla roccia e sia avvia per un sogno che lo accompagnerà per tutta la vita.
L’idea che sta alla base di questa serie podcast, viene a me, Matteo, figlio di Ugo Ranzi, il protagonista della storia.
Ugo da quel lontano 1949 ad oggi non ha mai abbandonato la sua passione. Lo trovi ancora oggi ad allenarsi a Baiedo (Lecco), e ogni anno fa ancora due salite in Val Badia, come una sorta di rito, come per sapere che infondo ce la fa ancora.
Però il suo desiderio sarebbe stato, una volta in pensione, di trasferirsi in Trentino e passare il resto della sua vita tra le Dolomiti, arrampicando e coltivando fino in fondo la sua passione. Là da dove è iniziata la sua storia da rocciatore.
Ma la vita è andata diversamente, Ugo ha incontrato dei limiti esterni che hanno rarefatto le sue escursioni. E ala fine si è dovuto arrendere ad una situazione che va oltre la sua volontà.
Così decide di scrivere dei ricordi di montagna per rivivere almeno quelli, sperando magari di poterli condividere con qualcuno che nutra la stessa passione.
Lui vorrebbe che anche io li leggessi, e a volte prova a chiedermi: ”Hai letto i miei ricordi?”.
Ma io non riesco a leggerli, perché non riesco ad accettare che sia andata così, che mio padre non abbia potuto vivere della sua passione fino in fondo. Che parte del suo sogno, quella finale, non si sia realizzata.
Mi sento in colpa, ma non sono riuscito a fare molto. E leggere quei ricordi, mi fa male.
Anni fa ho aiutato mio padre, a sua insaputa e come regalo natalizio, a pubblicare un libro autoprodotto.
Quel Natale, nello stringerlo tra le mani e nel vedersi in copertina, Ugo si è commosso forte. Ma poi la sua storia non ha brillato: solo qualche copia letta da amici e parenti.
Così, Ugo va avanti con i suoi scritti, anche se pensa che al figlio non freghi nulla, che sia insensibile a al suo bisogno di raccontarsi. Però alcuni dei suoi racconti vengono pubblicati anche su GognaBlog e questo accende il suo entisiasmo.
Però io una cosa la so fare, so raccontare storie attraverso i podcast.
Così un giorno decido di contattare Alessandro Gogna e gli racconto la mia storia e il rapporto con mio padre. Gli dico che voglio creare un podcast che racconti la storia di Ugo e che mi piacerebbe potesse essere divulgato in collaborazione proprio con GognaBlog e Sherpagate. Alessandro rimane colpito dalla storia, e accetta.
Ed è così che a Natale del 2022, Ugo Ranzi riceve in regalo da me un paio di cuffie.
Assieme alla nipote Azzurra lo portiamo in cameretta, dove lo aspetta un notebook.
Si siede sul letto e indossa le cuffie, io inserisco il jack nel computer e avvio da Spotify il primo episodio.
In pochi istanti la commozione di Ugo diventa evidente, mentre ascolta la puntata stringe forte la mano alla nipote. Ha gli occhi chiusi e sta rivivendo la sua storia, come se non fosse mai finita, come se fosse ancora lì in Dolomiti di Brenta. Mentre la ascolta vede quella parte di vita scorrere come un film nella sua mente.
Questa è la storia della nascita di questa serie podcast.
Un film “per le orecchie” in dieci episodi alla scoperta di come si viveva la passione per l’arrampicata negli anni Sessanta, tra scuole di roccia, canzoni di montagna, salite, goliardate, primi amori, sogni e incontri con alpinisti noti. Fino a quell’ultimo giorno, il 25 luglio 2043, quello dell’ultimo episodio.
Ogni settimana verrà pubblicato un nuovo episodio nelle principali piattaforme di ascolto, come, per esempio, Spotify: https://open.spotify.com/show/35QwGlgxTEHeXVHoVc5H7f?si=890faff4c5954ef2
e naturalmente GognaBlog aggiornerà questo stesso post. Alla fine saranno dieci puntate.
Avvertenza: ignorare il messaggio di Spotify che appare cliccando qui sotto sulle singole puntate e cliccare su OK.
Ep.1 – La prima volta
E’ il 1949: un bimbo di 6 anni in pantaloncini corti arriva al rifugio Pedrotti, gli dicono che è il più piccolo mai arrivato sulle sue gambe, e diventa l’eroe del giorno.
Quella prima volta sul Brenta aprirà la sua storia da alpinista, anche se lui non lo sa ancora.
Quello che però sa, o pensa di sapere, è che quella storia durerà quasi 100 anni senza che la sua passione passi mai.
Lui è Ugo Ranzi, mio padre, e questa è la sua storia…
Ep.2 – La Cima Tosa
All’inizio degli anni ’50 Ugo, bambino in gita con i suoi genitori nella zona della Cima Tosa (3.173 metri) incomincia ad appassionarsi delle Dolomiti di Brenta.
Vede la prima aquila e si avvicina alle prime vette, tra cui il Campanil Basso, che diventerà in seguito la sua preferita.
E a 14 anni parte per scalare la Tosa, ma…
Ep.3 – La Malga Spora e gli scorci sul Brenta
In questo episodio si scoprono degli scorci delle Dolomiti di Brenta.
Ugo, ancora ragazzino, ci porta a conoscere alcune delle zone in cui dopo qualche anno diventerà istruttore di roccia e conoscerà alcuni dei più grandi Alpinisti di allora.
Ep.4 – La Scuola di Roccia Giorgio Graffer
La Graffer è una scuola di roccia degli anni ’50 da cui sono passati tanti alpinisti, anche celebri come Cesare Maestri, il Ragno delle Dolomiti. Ed è proprio Maestri uno dei motivi per cui Ugo, ancora molto giovane, si iscriverà a quella scuola in Brenta.
In questo episodio ci porta a rivivere con lui quell’esperienza.
Ep.5 – Come La Montanara da Torino arrivò a Trento
Questo aneddoto è conosciuta da pochissimi, eppure riguarda una delle canzoni più famose di montagna: La Montanara.
Bepi Ranzi, il padre di Ugo, è stato un amico di alcuni dei protagonisti della prima metà del Novecento del Brenta, tra cui i famosi fratelli Pedrotti. Da giovane frequentò l’Università a Torino, e proprio a Torino conobbe l’alpinista Toni Ortelli che un giorno gli consegnò il testo di una canzone che cantava un pastorello. Bepi la cantò con lui e scrisse le note su di un tavolino. E poi…

Ep.6 – Campanil Basso, il sogno realizzato
Ogni alpinista ha una salita preferita, quella magari rimasta a lungo nei tuoi desideri prima di diventare realtà, che ricorderai per sempre e che diventerà l’ultima che vorrai fare prima della fine. Ugo ha sognato per anni di salire il Campanil Basso, e in questo episodio ti porta a vivere con lui proprio quella salita.

Ep.7 – Goliardate alla Scuola di Roccia
La vita in una scuola di roccia negli anni ’50 era diversa da oggi.
Ugo l’ha vissuta prima da allievo e poi da istruttore.
Al di fuori delle scalate, i ragazzi si davano agli scherzi e in questo episodio scoprirai tre scherzi, un matrimonio e un incubo notturno…
Ep.8 – Frana e stelle cadenti in Val d’Ambiez
All’improvviso una frana crea una delle prima falesie che diventa il “sasso scuola” degli esami di fine corso della scuola Graffer. E chi faceva errori doveva offrire vino rosso.
La sera, quando la luce si spegne in rifugio, i ragazzi e le ragazze del corso di roccia escono furtivi a cantare.
In questo episodio Ugo ci porta con lui in una di quelle serate all’aperto, la sera in cui espresse un desiderio che si trasformò un giorno nel suo matrimonio con Mila (a cui dedicò anche una via, la via Mila).
Ep.9 – Con gli alpinisti celebri
Frequentando le Dolomiti, Ugo ha conosciuto alcuni degli alpinisti più celebri degli anni ’50-’60.
Cesare Maestri, Bruno Detassis, Bepi De Francesch, Celestino Donini e Rolly Marchi sono gli incontri di questo episodio.
Lui è Ugo Ranzi, mio padre, e questa è la sua storia.
Ep.10 – L’ultima scalata, 25 luglio 2043
Tutto ha un inizio, e la storia di montagna di Ugo è iniziata nel 1949, quando da bambino si è presentato alla porta del rifugio Pedrotti. Ciò che è accaduto dopo lo hai ascoltato negli episodi precedenti, dove hai scoperto che la sua salita preferita è stata il Campanil Basso.
Tutto, purtroppo, ha una fine. E quella che stai per sentire è l’ultima scalata di Ugo, quella del suo ultimo giorno tra noi, il 25 luglio 2043.
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sbagliato ano morte
suo ultimo giorno tra noi, il 25 luglio 2043. E’ SBAGLIATO L*ANNO –
UGO E LA SUA ULTIMA ARRAMPUICATA con noi della GIORGO GRAFFER
Giuliano – nipote di Luigi Pigarelli
A proposito della “Montanara”, mi è stato raccontato che Toni Ortelli, quando gli fu chiesto di mettere su carta le note della melodia che diceva di aver udito da un pastorello durante una escursione al pian della Mussa nelle Valli di Lanzo, chiese aiuto anche a Gabriele Boccalatte che, oltre a essere il grande alpinista che sappiamo, era diplomato in pianoforte al Conservatorio.
Purtroppo nella vita non è sempre possibile realizzare tutte le proprie aspirazioni.
Dobbiamo imparare ad apprezzare quello che comunque abbiamo potuto fare
molto molto bello grazie!!
Molto belli e ben presentati questi ricordi.
Con un po’ di nostalgia ricordo ancora Toni Ortelli, autore della Montanara, nostro severo Direttore del Comitato di Redazione della “gloriosa” Rivista Mensile all’inizio degli anni ’70
Complimenti…piacevole lettura. Stile amarcord……..grazie!