L’inaccettabile provvedimento liberticida della Regione Valle d’Aosta

Un recentissimo provvedimento, pur di breve durata (ma potrebbe essere reiterato!), ferma la generale possibilità di svolgere sport e attività motorie in Valle d’Aosta (attualmente in zona arancione), e va a penalizzare espressamente lo scialpinismo, che tra le forme di frequentazione della montagna invernale è certamente tra le più note ed identitarie, limitandone l’esercizio solo “con l’accompagnamento di guida alpina o maestro di sci”, così vietandolo anche ai valligiani di comprovata capacità ed esperienza, e sono i più, che di essere accompagnati non necessitano affatto.

Il Club Alpino Accademico Italiano reputa inaccettabile il provvedimento liberticida della Regione Valle d’Aosta sulla pratica dello scialpinismo.

L’inaccettabile provvedimento liberticida della Regione Valle d’Aosta
di Alberto Rampini (presidente del CAAI)
(pubblicato su clubalpinoaccademico.it il 13 dicembre 2020)

Prendendo a pretesto necessità connesse con la situazione epidemica da CoViD-19 la Regione VdA ha deliberato, tra l’altro, di vietare la pratica dello scialpinismo se non con l’accompagnamento di una Guida Alpina o Maestro di sci (Ordinanza n. 552 dell’11 dicembre 2020, punto 11).

Foto: Stefano Jeantet

Se la finalità è quella di limitare le potenziali necessità di interventi di soccorso e sanitari in questo momento delicato, la decisione appare incomprensibile sulla base dei dati statistici: le valanghe, anche di recente e anche proprio in Valle d’Aosta, hanno colpito sia praticanti privati sia gruppi accompagnati da professionisti.

Se viceversa la finalità, comunque non dichiarata, è quella di supportare una categoria professionale che sicuramente soffre disagi in questa situazione, la decisione appare arbitraria, discriminatoria e persino autolesionista in prospettiva futura. Possiamo infatti immaginare che anche una volta riaperta la Regione i turisti, nel dubbio o per presa di posizione, possano indirizzarsi a zone diverse, dove la libertà di movimento in montagna non ha subito queste limitazioni.

Appare quindi veramente inspiegabile sotto il profilo pratico questa disposizione, ma quello che più ci allarma è il suo significato liberticida.

Oggi con la scusa del CoViD-19 si limita con ordinanza regionale la pratica dello scialpinismo, domani potrà toccare all’alpinismo o all’arrampicata, alla mountain bike, all’escursionismo o ad altre attività in montagna perché è evidente che attività outdoor a rischio zero non esistono e pensare che sia possibile ridurre il rischio con un’ordinanza significa non aver capito molto del problema.

Il rischio si limita con politiche che promuovano attivamente la conoscenza, la cultura, la formazione e l’autoresponsabilità, riassegnando ai singoli la responsabilità delle loro scelte e l’assunzione delle conseguenze che ne derivano.

Questo non toglie, naturalmente, che i singoli comportamenti dettati da colpevole incoscienza o incapacità, da chiunque posti in essere, possano, e anzi debbano, essere sanzionati sotto tutti i profili.

Solo l’opposizione attiva, dura e senza sconti dell’intero mondo alpinistico a questo pericolosissimo precedente di limitazione arbitraria alla libertà delle persone potrà garantire per il futuro il mantenimento di quella libertà di accesso alla montagna che è presupposto non negoziabile di ogni esperienza alpinistica.

Condanna unanime
(a cura della Redazione di GognaBlog)

Anche il Club Alpino Italiano ha preso posizione dopo l’ordinanza del Governatore della Valle D’Aosta che limita l’esercizio dello scialpinismo. L’associazione, nel comunicato del 13 dicembre 2020, anzitutto rimarca l’intempestività di questo provvedimento: “Proprio nel momento in cui, causa il fermo degli impianti di sci, si apre la possibilità di promuovere attività alternative, ben distribuite nel territorio e tali da evitare assembramenti di sorta, non invasive e supportate solo dalla neve vera, quella che non richiede cannoni e drenaggi di immani quantità d’acqua”.

Ecco il parere del Presidente generale del CAI, Vincenzo Torti: «A nostro avviso, pur rispettandosi le intuibili motivazioni sottese a provvedimenti a tutela della salute pubblica, non si riesce assolutamente a cogliere qualsiasi ragionevolezza nelcriterio discriminatorio adottato, peraltro di dubbia utilità per gli stessi professionisti che, notoriamente, non è nell’ambito territoriale che attingono la loro clientela. Del resto, lungi dal sentirsi favorite da questa scelta, non poche Guide alpine e non solo valdostane hanno espressodisagio e disappunto per questo provvedimento che desta un diffuso allarme per quanto potrebbe comportare in tema di libertà di accesso alla montagna […] Auspico che questa scelta, che si confida venga contenuta nell’attuale previsione temporale, non venga reiterata negli stessi termini: se si teme che un eventuale incidente possa avere ripercussioni su una sanità sottoposta a stress, non è discriminando tra i potenziali frequentatori che si ottiene il risultato di escluderne l’eventualità».

La rivista up-climbing.com (11 dicembre 2020) rimarca che è stato dato l’ok alle gite con le ciaspole, ulteriore punto che aggiunge illogicità al provvedimento. Scrive Marco Romelli: “Questo tipo di attività è ritenuto innocuo dal punto di vista del virus perché non “crea assembramenti” e anche a basso rischio traumi, in quanto paragonabile alla “semplice passeggiata”. Lo scialpinismo invece è vietato perché troppo pericoloso. Secondo Erik Lavevaz, presidente della Regione, la chiusura degli impianti da sci alpino potrebbe avere come conseguenza l’aumento dei praticanti lo scialpinismo e la presenza di troppi “avventurieri” in montagna. Le autorità temono soprattutto eventuali incidenti in valanga perché ritengono che al momento la risposta del sistema sanitario non sarebbe adeguata”. Romelli aggiunge: “Questo provvedimento appare inquietante perché costituisce un pericoloso precedente legale di limitazione della libertà di movimento in montagna, concedendo di fatto l’esclusiva ai professionisti. Certamente il contesto storico è quello dell’emergenza e il provvedimento ha un preciso orizzonte temporale. I valdostani però si domandano se, allo scadere della “zona arancione”, potranno riappropriarsi o meno del loro diritto allo sport, come avviene nelle “zone gialle”.

Di uguale tono il Comunicato stampa n. 7 del 14 dicembre 2020 del Collegio Guide alpine Lombardia che si fa portavoce della posizione di molti suoi iscritti in merito a limitazioni alla frequentazione della montagna che riguardino gli amatori non accompagnati da professionisti: “Nell’ordinanza valdostana è contenuto un principio che non ci appartiene, molti nostri iscritti ci hanno chiesto di intervenire perché non hanno condiviso il provvedimento, giudicato invece grave quanto inopportuno, con conseguenze ideologiche che travalicano i limiti regionali. 

Il comunicato delle guide lombarde conclude con l’enunciazione di alcuni principi chiave:
“- La montagna è un luogo libero, in cui nessuno ha più diritto di un altro di stare.

– Partecipare a uscite o corsi tenuti dai professionisti della montagna deve rimanere una scelta e non un obbligo.

– Le guide alpine, tra gli altri compiti, hanno quello di formare le persone che accompagnano per essere consapevoli e riconoscere i pericoli, e, anche se grazie alle competenze che abbiamo riusciamo ad avvicinarci molto, il rischio zero non esiste, per il semplice e splendido fatto che tutte le nostre attività sono svolte in un ambiente naturale non controllato e gestito”.

Considerazioni ulteriori di GognaBlog
Con la scusa dell’emergenza molto spesso si fanno passare provvedimenti liberticidi. Questa ordinanza arriva proprio in un periodo in cui si stanno moltiplicando limiti e divieti nel nome della “sicurezza”. L’ordinanza n. 66 dell’11 dicembre 2020 del Comune di Valli del Pasubio vieta escursioni e sci al di sopra dei 1300 metri fino a nuovo ordine per “marcato pericolo valanghe”. Un’ordinanza piuttosto inedita – di solito con pericolo valanghe vengono chiuse le strade – e sproporzionata al pericolo. Analoghe disposizioni sono presenti nell’ordinanza n. 75 (4 dicembre 2020) del comune di Falcade e in quella n. 77 (9 dicembre 2020) del comune di Livinallongo del Col di Lana. Oltre a queste tre, di sicuro ci stiamo dimenticando di altri casi.

Provvedimenti raffazzonati, volti a scongiurare qualunque rischio di responsabilità dell’Amministrazione, che non tengono nella minima considerazione il fatto che ci si possa muovere in montagna senza correre pericoli significativi, a condizione di scegliere adeguatamente i percorsi.

Queste limitazioni sembrano un’impossibile rincorsa della sicurezza assoluta, tanto cara alla nostra società sicuritaria.

Siamo molto preoccupati sull’evoluzione futura degli sport di montagna. Lo scialpinismo, l’alpinismo e l’arrampicata non sono discipline per chi ama stare a casa in sicurezza. Una minima assunzione di rischio – consapevole, ragionato, ma pur sempre rischio – è intrinseca nella pratica di tali attività, a tutti i livelli.

Quando l’emergenza sarà rientrata, saremo di certo meno capaci di riappropriarci della libertà di rischiare, in un comunque doveroso processo che l’individuo dovrebbe affrontare, in tutte le sue attività quotidiane, per favorire la propria crescita e il proprio senso di responsabilità.

Quando, come sembra, il valore dominante resta quello della sicurezza, è estremamente necessario contrastare le limitazioni di libertà, accettando invece (e seguendo) quello che sono i consigli (e non i divieti) che di volta in volta ci vengono offerti a seconda delle varie evenienze. Con i divieti, mentre gli sport di montagna vanno incontro a un sicuro decadimento, la sicurezza non aumenta di una virgola, anzi diminuisce di pari passo con l’abdicazione alle proprie responsabilità.

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L’inaccettabile provvedimento liberticida della Regione Valle d’Aosta ultima modifica: 2020-12-15T05:56:18+01:00 da GognaBlog

94 pensieri su “L’inaccettabile provvedimento liberticida della Regione Valle d’Aosta”

  1. 94
    GognaBlog says:

    Grazie anche alle oltre 3000 firme, l’ordinanza n. 28/2021 del Presidente della Giunta regionale, pubblicata il 16 gennaio, NON limita più la pratica dello scialpinismo nella Regione Valle d’Aosta.

  2. 93
    Alberto Benassi says:

    che ci siano persone che il buon senso non sanno cosa sia,  e pensano di muoversi su certi terreni come se fossero nel loro salotto di casa è vero.
    Ma questo non può essere usato dalla politica e dai funzionari pubblici come scusa per legittimare, sempre di più, la limitazione delle libertà personali dei cittadini.
    Perchè è questo che sta accadendo!!
    In questi giorni in Toscana i comuni intorno alle Apuane hanno emesso tutta una serie di ordinanze, copia/incolla, di divieto di andare in ambiente montano, (vedi su AltriSpazi) per pericolo valanghe. Il Comune di Stazzema addirittura non ha messo la data di scadenza dell’Ordinanza, con il rischio che questa ordinanza rimanga li chi sa fino a quando.
    Poi passato il pericolo valanghe che faranno ? Metterenno altra ordinanza  di divieto perchè ci sarà il ghiaccio?
    Tutto questo è limitazione delle libertà personali, è una cancellazione dell’ autodeterminazione, della capacità di scelta, di valutazione. Cittadini che sono sempre meno trattati come cittadini e sempre più come sudditi.
     

  3. 92
    Roberto Pasini says:

    Cominetti. Poni un tema importante e controverso: possono le regole compensare la mancanza di buonsenso e direi soprattutto di educazione alpinistica legata alla frequentazione polivalente e di massa della montagna? Anch’io ho visto allegri ciaspolatori in posti che avrebbero richiesto procedure scialpinistiche. Non solo, ma come ho già ricordato, ho visto trail runner invernali usare ramponcini su terreni e pendenze che avrebbero richiesto ramponi tradizionali, non solo, ma senza picozza ( e neppure bastoncini) quindi nell’assoluta impossibilità di almeno tentare di fermare una scivolata su neve dura. Davanti a me, al Devero, un ragazzo fortissimo corridore ha fatto una scivolata di una cinquantina di metri attraversando un canale che solo per grazia divina non è finita contro un ammasso di rocce. Quando l’ho raggiunto ho fatto due chiacchiere consolatorie: ovviamente non aveva alcuna esperienza o formazione alpinistica. Anche se avesse avuto una picozza non avrebbe avuto la più pallida idea di come usarla. Killian Jordan è figlio di una guida alpina e prima di dedicarsi alla corsa ha avuto un curriculum tradizionale alpinistico. 

  4. 91
    GognaBlog says:

    Faccio notare che la presa di posizione del CAI e del suo Presidente Torti è già riportata nel post stesso, dopo il pezzo portante di Alberto Rampini.

  5. 90

    Pasini, l’articolo linkato mette in evidenza quanto proteste varie e disapprovazione da parte del Cai siamo azioni che vengono ignorate totalmente da chi ne intraprende di contrarie. Vedasi l’assurda ordinanza valdostana. 
    Personalmente se faccio una gita con le ciaspole accompagnando qualcuno anche su terreno ritenuto facile, mi doto di artva, pala e sonda. Indossando l’artva E NON METTENDOLO NELLO ZAINO. Incontro spesso ciaspolatori lungo itinerari scialpinistici (che seguono le tracce degli sci rendendole impraticabili) notando che associano un basso rischio alluso delle racchette facendo un grosso ed evidente errore di valutazione. Infatti con le ciaspole si corrono addirittura più rischi che con gli sci. Ovvio che se si va su stradine forestali con bassa pendenza il rischio è quasi (e sottolineo il quasi) nullo, ma qui dovrebbe intervenire l’ormai rarissimo buon senso.
    Che sia proprio la scarsità di buonsenso nella maggior parte delle persone ad autorizzare un certo sistema a imporre regole, che a chi ha buonsenso, appaiono come assurde e immotivate?

  6. 89
    Roberto Pasini says:

    Per dovere di cronaca, è necessario ricordare la presa di posizione del CAI sulla delibera aostana, sul tema impianti e sul provvedimento di legge in discussione relativo all’attrezzatura di sicurezza obbligatoria per i ciaspolatori. Poi ognuno giudichi come ritiene opportuno. È apparsa sul Corriere con un’intervista al Presidente, poi ripresa dai social.
    https://www.corriere.it/cronache/21_gennaio_10/cai-piu-liberi-neve-548b77da-5383-11eb-b612-933264f5acaf.shtml

  7. 88
    Alberto Benassi says:

    il medioevale feudatario Giglio si chiude nella sua ricca fortezza valdostana e detta le regole della santa inquisizione.
    La montagna E’ il MIO feudo !!
    Guai a voi ribelli anarchici peccatori, se vi becco in giro senza guida nel MIO feudo , vi faccio condannare  al rogo.

  8. 87
    Matteo says:

    Sempre detto che a un certo punto ci si rimbambisce. E’ triste ma fisiologico.
    Occorre umana pietà e comprensione.
    E impedire l’accesso a cariche istituzionali, decisionali e di responsabilità.

  9. 86
  10. 85
    lorenzo merlo says:

    Penso a Popi. Credeva d’aver visto il meglio ma gli mancava il finale. Sperando non ci sia un sequel. 

  11. 84
    Fabio Bertoncelli says:

    Pietro Giglio ha ragione: bisogna ispezionare ogni itinerario e setacciare ogni montagna con battaglioni di poliziotti, di carabinieri, di militari, di agenti antiterrorismo.
    Urge arrestare ogni delinquente che osa salire sulle cime senza una guida alpina.

  12. 83
    GognaBlog says:

    Dichiarazioni di Pietro Giglio, ex-presidente del Collegio Regionale Guide Alpine della Valle d’Aosta.
    «C’è l’emergenza virus. Inutile rischiare di aumentare l’aggravio delle strutture sanitarie con le vittime degli incidenti in montagna. Ecco perché condivido la decisione del presidente della regione Valle d’Aosta per limitare temporaneamente lo scialpinismo solo a chi ricorre a guide e maestri di sci». Lo sostiene il 77enne Pietro Giglio, da oltre tre anni presidente delle guide valdostane e da due anche di quelle nazionali, che si è appena dimesso anche perché attaccato per il suo appoggio al nuovo provvedimento.

    Questa decisione non mette in pericolo l’essenza dell’alpinismo?
    «Non è il momento di mettere in discussione l’etica dell’alpinismo. È cinico. Anche la Costituzione prevede la possibilità di limitare le libertà in caso di emergenza, specie se sanitaria».

    I valdostani si vedono impedite le gite sulle loro montagne che conoscono bene. Non hanno bisogno di guide, non crede?
    «Così almeno qualche guida ha lavorato. Ci sono più valdostani che ricorrono alle guide di quanto si creda. E comunque è un provvedimento solo temporaneo».

    Quando si muove con gli sci non vede tanti senza guida?
    «Sì, anche oggi ho incontrato parecchi sci alpinisti anarchici nella Valle del San Bernardo che credono che la montagna sia una zona extra-territoriale senza regole. Pazienza, non sono un poliziotto. Non sta a me fermarli».

  13. 82
    Matteo says:

    Il doppio Matteo precedente non è il solito rompiballe che conoscete ma qualche omonimo (forse) che mi ha babbato il nick…
    Preferirei che se ne scegliesse un altro, anche perché non sono completamente d’accordo

  14. 81
    Matteo says:

    Da tutto quello che succede, sembra un antico ricordo quello di un’Italia democratica. Quando uno va in montagna ci deve andare preparato e deve fare cose che sono alla sua portata, però deve poterlo fare quando vuole (la montagna è libertà). Ognuno può scegliere che rischi prendersi e deve metterli in conto. Il fatto che se ti fai male debba per forza venire a prenderti qualcuno è una follia che sta diventando l’arma delle istituzioni per vietare tutto. Gli sport estremi sono consapevole assunzione di rischio, la certezza del soccorso sta togliendo a molti praticanti degli sport di montagna la percezione di quello che fanno e il risultato è che taluni si avventurano dove non sono in grado di andare. Molti itinerari classici vengono oggi ripetuti e considerati non più troppo impegnativi in parte per l’evoluzione dei materiali ma in parte per la perdita dell’ingaggio collegata alla facilità di soccorso. Ho letto relazioni di salite che ne indicano il livello di copertura del cellulare. Forse si dovrebbe un po’ riflettere! Ma questo non può togliere il diritto a chi da sempre vi si dedica con passione e preparazione di frequentare la montagna nella modalità che più preferisce, soprattutto se è disposto a cavarsela da solo in caso di necessità. Bisogna poi stare attenti alla deriva moralista che si sta sviluppando e che ti giudica un bimbo viziato se vuoi andare a fare sci alpinismo o alpinismo da solo o in due, ma che non dice nulla se ti immergi in una folla oceanica di un centro commerciale per acquistare i regali, o se fai adunanze oceaniche per salutare Maradona mentre la città è in zona rossa, come se il Covid non esistesse. Speriamo di non vedere altri scempi e che l’ordinanza valdostana non vada oltre il 6 gennaio… perché fino al 6 è già stata prorogata! 
     

  15. 80
    Matteo says:

    Da tutto quello che succede, sembra un antico ricordo quello di un’Italia democratica. Quando uno va in montagna ci deve andare preparato e deve fare cose che sono alla sua portata, però deve poterlo fare quando vuole (la montagna è libertà). Ognuno può scegliere che rischi prendersi e deve metterli in conto. Il fatto che se ti fai male debba per forza venire a prenderti qualcuno è una follia che sta diventando l’arma delle istituzioni per vietare tutto. Gli sport estremi sono consapevole assunzione di rischio, la certezza del soccorso sta togliendo a molti praticanti degli sport di montagna la percezione di quello che fanno e il risultato è che taluni si avventurano dove non sono in grado di andare. Molti itinerari classici vengono oggi ripetuti e considerati non più troppo impegnativi in parte per l’evoluzione dei materiali ma in parte per la perdita dell’ingaggio collegata alla facilità di soccorso. Ho relazioni di salite che ne indicano il livello di copertura del cellulare. Forse si dovrebbe un po’ riflettere! Ma questo non può togliere il diritto a chi da sempre vi si dedica con passione e preparazione di frequentare la montagna nella modalità che più preferisce, soprattutto se è disposto a cavarsela da solo in caso di necessità. Bisogna poi stare attenti alla deriva moralista che si sta sviluppando e che ti giudica un bimbo viziato se vuoi andare a fare sci alpinismo o alpinismo da solo o in due, ma che non dice nulla se ti immergi in una folla oceanica di un centro commerciale per acquistare i regali, o se fai adunanze oceaniche per salutare Maradona mentre la città è in zona rossa, come se il Covid non esistesse. Speriamo di non vedere altri scempi e che l’ordinanza valdostana non vada oltre il 6 gennaio… perché fino al 6 è già stata prorogata! 
     

  16. 79
  17. 78
    albert says:

    21 dicembre 2020,  finalmente scaduto  il decreto, fine delle diatribe.Torna lapace tra pini cembri , mughi..O lo reitereranno ?? Quanti numeri di “costretti”ad accompaganenti di Guida o Maestri di  sci ci sono stati, per vedere se valeva la pena??Impossibille sapere quanti hanno rinunciato e quanti hanno praticato spontaneamente eludendo. In questa epoca i numeri statistici contano.Vecchio decreto emanto il giorno 11 , un solo soccorso per valanga il giorno 13, di sciatore solitario fuoripista.Se per caso guida o maestro,era in regola accompagnando se stesso.

  18. 77
    albert says:

    Non  prendetevela troppo..e’solo un blog .Importante e’che decidano bene dove ci sono le sedi!Chi risiede in zone montane  innevate , persino  restando nel comune,o entro i 30 chilometri a norma di legge se con abitanti inferiori a 5000 sa ben cosa e  come fare..e usa il web per ricevere bolletini, previsioni ,itinerari e pure , almeno in Trentino , la mappa delle valanghe classificate…storiche e sta al riparo.Domenica scorsa ho ipotizzato una escursione  virtuale su carta..e poi dopo giorni  i miei amici lontani di zona  mi hanno mandatole foto..l’avevano fatta senza che lo sapessi. Beati loro che non hanno bisogno di stuzzicare reazioni!Oggi su Republica uno che scrive meglio di me….Cognetti!

  19. 76
    Roberto Pasini says:

    Albert, te lo ripeto. L’abilità e il curriculum montanaro non c’entrano per nulla.  C’entra il rispetto. Ti rivolgi agli altri come se parlassi a dei bimbi golosi e irresponsabili, che corrono rischi inutili per il loro sollazzo e sfruttano le risorse del sistema sanitario pubblico se ne hanno bisogno. Questo atteggiamento è offensivo nei confronti di persone adulte e mature e impedisce un dialogo costruttivo, a prescindere dalla lingua che essendo probabilmente una traduzione dal tedesco richiede un certo sforzo, ma non sarebbe un problema se i contenuti giustificassero la fatica. Poi fai tu quello che vuoi e decidi se vuoi sfogarti o dialogare. Anche lo sfogo ci può stare, se ti fa sentire bene, ma poi non meravigliarti delle reazioni. 

  20. 75
    albert says:

    Lascio un regalo.Cronaca  veneta. Scommetto che  in molti di diversi pareri si sbraneranno.
    Sfregio alla Storia: snowboard sulla scalinata del Sacrario militare del Monte

  21. 74
    albert says:

    Certe cosette le sanno anche gli allievi della scuola Media, prima classe delle superiori.Molte barzellette o raccontini   rivolti ad  un gruppo, vengono capiti alcuni ed altri no, non ce’merito o colpa..Di Einstein alcuni faticosamente cercano  di capire le teorie,  con tutta la dimostrazione e  seguendo pure gli esperimenti di verifica o negazione, altri si limitano a ricordare la foto con la linguaccia.Nome e cognome? obbligatorio sui  documenti , con esibizione di documento identita’ valida e firma leggibile,  non sghiribizzo ,non scritta  con tastiera, che potrebbe eessere un nickname pure essa.  Come sempre riesce un esperimento: non si entra nel merito , altri intervengono e   giudicano gli estensori del commento, si fanno illazioni varie.. persino sulle tendenze politiche, sulle vere abilita’ montane..carta canta, presentaci prina di parlare il tuo curriculum.Il messaggio che  credosicogliere  e’ “Come osi tu mettere becco se non sei nessuno, non sei della casta”Come contro prova, l’articolo sullo sci escursionismo in Parco della Sila, ha solo 2 commenti…e’ robetta da vecchietti…non da superman del fuoripista, forse c’e’anche poco giro di interessi e di soldi.
    Albert von Nisciuno, non sono della cerchia dei professionisto o praticanti esperti i cui pareri pesanoe glialtrifuffa .Vetevela in val d’Aosta  . Esco dal blog , lascio spazio ai professionisti  di scontrarsi e praticare e mai piu’.Formula di Neinsteinein:”n*n  m+  n- p  frg!  d” mn !”

  22. 73

    Albert, la tua versione psichedelica della comunicazione tra umani merita un cognome. Tanto genio deve obbligatoriamente venire allo scoperto. 
    Sarai mica Einstein?

  23. 72
    albert says:

    Nel diritto ci sono pure le confusioni e le antinomie, persino in dimostrazioni matematiche  ci sono i passi falsi e anche  nelle relazioni scientifiche di vari esperimenti. . Nelle comunicazioni c’e’ l’emittente , il codice, il canale ed i il ricevente che decodifica. Niente di nuovo se tra i due non ci sicapisce.Poi la comunicazione umana e’ complicata , dicono gli esperti che: “Il messaggio coincide con il contenuto vero e proprio della nostra comunicazione (Paul Watzlawick, 1967 – La pragmatica della comunicazione umana), mentre i meta-messaggi si riferiscono a tutto quello che potrebbe essere trasmesso tra le righe. La prima parte verrà recapita dalla “testa” del nostro interlocutore, dalla sua parte razionale, mentre la seconda dalla sua “pancia”, cioè dalla sua parte emotiva. Se non si coglie ne’  di testa e ne’  di pancia, estranei siamo e rimarremo e non ce ne puo’.. di meno.Mica dobbiamo  pretendere farci capire da tutti.Un commento sul  blog deve passare al vaglio di  notaio, commissione di  letterati logici e glottologi.  E’solo un passatempo.. come il “sonsolocanzonette”Non so se mi sono “spiegato” , dicevano a scuola “rem tene , verba sequentur”ma poi cosa c’entra tutto questo con la pratica dello sci alpinismo in attuale situazione ?

  24. 71
    Giuseppe Penotti says:

    @Albert. 
    Oramai tanti, tantissimi anni fa durante un esame di Diritto andai un po’ in difficoltà su una domanda, dando una risposta arzigogolata, spesso fuori contesto ed alquanto confusa. Terminai con un lapsus rilevatore: “insomma, non so se mi sono capito”.
    Ecco, mi domando se, tu per primo, capisci quello che scrivi.

  25. 70
    albert says:

     Cronaca Trentina recente . Altra regione, altri regolamenti .Sul web si trovano gli articoli dettagliati. Di alcuni giorni fa su Valanga pian dei Fiacconi-Marmolda.Ieri valanga in zona Valsugana , Lagorai.Praticamente  Elicottero in perlustrazione sopra la valanga, attivati gruppo ricerca  del soccorso alpino di zona  con  cane da verricellare eventualmente sopra…   Risultato: sotto la valanga non c’erano sepolti.” valanga caduta attorno alle 12.30 di giovedì 17 dicembre sul versante sud del Monte Ciste. La slavina era caduta a una quota di circa 2000 metri, con uno scorrimento di oltre 300 metri.”
    “Fortunatamente, come detto, la bonifica ha dato esito negativo: nessuno, quindi, è rimasto coinvolto. Tale versione veniva ribadita anche da 2 scialpinisti che si trovavano nella zona. L’elicottero è potuto così rientrare”.Se si opera giustamente cosi’ per ogni valanga che cadra’, chi finanzia?Ovvio : la regione  a statuto speciale..risorse illimitate o  fino ad esaurimento  fondo stanziato e poi basta ?”C’e il dovere di soccorrere ed il diritto di essere soccorsi e ricercati..e per questo ci si compra o noleggia  artva,          zaino air bag, abbigliamento a colori vivaci.Pero’come ci si puo’rifiutare di avere cure  , interventi chirurgici, farmaci , nutrimenti previsti da protocolli . ..si potrebbe anche lascire a casa telefonini  e confidare  nel primo soccorso di gruppo(pale, sonde, cordini colorati numerati d’antan)..e i solitari che invocano liberta’ senza lacci ..solo un  opzionale leggerissimo portafortuna.Se ritornano a casa tutti felici e contenti..altrimenti  si potrebbe anche  lasciare istruzioni a  parenti  e conoscenti di non   scatenare soccorsi . Certi veramente coerenti all’estremo  nello  stile  di vita “Into the Wild”, non dicono nemmeno dove si sono diretti.
     
     
     
     

  26. 69
    albert says:

    Per  entrare in tema:  Val  d’Aosta regione a statuto speciale !.Percio’ siano  cavoli tra  valdostani.   Troppo lungo ? C’e’posto anche da altre parti . Si vedono da Venezia e pianura  le cime innevate.Pero’ci si dovra’ spostare entro confini  comunali e certe zone dovranno avere le strade riaperte  da ente regionale strade di regione non autonoma. A ciascuno il suo.

  27. 68
    Alberto Benassi says:

    se qualcuno (potente)  mi fa delle pressioni, posso chinare il capo. Oppure posso dire NO (picche) !
    Da che parte  sta il reato?
    Dalla parte  chi fa pressioni o da chi, orgogliosamente, dice NO?

  28. 67
    Alberto Benassi says:

    guarda che rispondere a “picche” , dalle mie parti, vuol dire semplicemente rispondere NO!

  29. 66
    Matteo says:

    Albert, francamente ho difficoltà a ricordare un intervento tanto lungo e tanto fuori tema…

  30. 65
    albert says:

     1- non c’e bisogno di invitare a rispondere “picche” a provvedimenti che non si condividono, tale arte e’praticata alla grande con non curanza o fantasia  in ogni settore regolato da leggi  , con relative norme sulle sanzioni. Chi agisce con “picche”, lo fa a suo rischio, sempre poco probabile  tenuto conto della esiguita’ di “guardie “a fronte della mole  di leggi…qualsiasi legge o provvedimento fallisce  di suo se non e’ calzante col livello del senso civico dei singoli.  Se si legifera molto e non si ha poi forza sanzionatoria, il senso dello Stato cala nella considerazione comune .Non esiste un autovelox alpino ,ma forse con i droni.. su neve  si seguono le tracce e le ombre…In altre nazioni rischiano molto per aver scritto frasi simili su un blog…invocando liberta’ basilari  contemplate dalla dichiarazione ONU.
     2-Un identificativo tipo albert,  Enry, Matteo ,lorenzo ecc sono da considerarsi anonimi? ricordo che se commettiamo reati siamo sempre rintracciabili.Il gestore del blog lo sa, non chiede di presentare il curriculum imprese  come per gli aspiranti guida o richiedenti arruolamento in squadre sportive  di corpi di Stato..Certi ci tengono al cognome per fatti loro, liberi di farlo, specie se sono nomi+cognomi  che hanno un peso nell’ambiente delle elite per le loro imprese o Libri ed articoli e  chiara fama.Pezzi da 90 :  i piccoli calibri.. i moscerini sono poi  quelli che arricchiscono  l’economia legata al turismo..Poi bisogna vedere se anche i Cognomi sono veramente corrispondenti.   Ai comuni mortali non importa e poi in Veneto,certi verrebbero  volontariamente omessi veri o falsi che siano.. se non si vuole incorrere nello stigma  del volgo  becero  . 3- i veri fessi-spaccati sono in fin dei conti non i pensieri  che non si condividono, ma i corpi di sciatori e scalatori ed altri cui sono capitati incidenti.Per molti il soccorritore prova empatia, per altri che  si lamentano per  incidente causato da spacconate o imprese temerarie imitative dei documentari No Limits, si agisce in maniera fredda e meccanica secondo protocolli professionali , …come imparato  con i manichini addestrativi. Importante e’ che Nessuno degli incidentati si accorga  della differenza. Farmaci antidolorifici e intubazioni  li puo’ somministrare solo un medico a bordo..ma non ovunque c’e’un anestesista rianimatore…sono piuttosto rari e si formano a numero chiuso( ecco dove si puo’ aumentare e facilitare) in 4 anni.
     

  31. 64
    Alberto Benassi says:

    Si vede che le pressioni “politiche” erano davvero molto forti…

    alle pressioni politiche che non si condividono, si risponde PICCHE.

  32. 63
    Carlo Crovella says:

    @ 60 sì, riflettemndo, nche io convergo verso quelle conclusioni. Certo dispiace, personaggio come Gigliop/Ogliengo, attraverso il dialogo preventivo con le autorità politiche regionali, avrebbero potuto/dovuto evitare l’incidente (cioè l’emanazione dell’ordinanza). Si vede che le pressioni “politiche” erano davvero molto forti…

  33. 62
    albert says:

    E va bene!allora fate tutti come vi pare e , anzi, usate camuffamento da tiratore scelto in ambiente innevato per sfuggire a controlli di autorita’ repressive e limitatrici.  A scelta il modello su siti e-commerce e ve le portano a casa. Se poi tuttova bene, meglio  per voi, gliamici, i parenti e per tutti; se un elicottero non vi vede..sono i rischi della passione.

  34. 61
    Alberto Benassi says:

    cosa volevano fare presidente e vicepresidente, legittimare un diritto di prelazione? Una superiorità gerarchica?
    Le dimissioni erano il minimo.

  35. 60
    Giuseppe Penotti says:

    @Crovella. Ritengo che le dimissioni di Giglio e Ogliengo siano più che altro la conseguenza del forte dissenso da parte di molte guide valdostane e dal comunicato, pesantissimo, del collegio delle guide di Lombardia. Le tue valutazioni non sono scorrette, ma in realtà non sapremo mai se l’inopportuno provvedimento della Giunta Regionale sia stato in qualche maniera “concordato” con Giglio.
    Al netto dell’efficacia pratica  di una simile delibera, limitata nel tempo e nel contesto di una regione fortemente limitata negli spostamenti interni in quanto zona arancione, e fra pochissimo superata da un nuovo DPCM che taglierà la testa al toro, resta la pessima immagine che questa delibera ha creato nei confronti di tutte le guide. Le dimissioni di Giglio e Ogliengo credo siano state inevitabili per evitare danni di immagine peggiori.

  36. 59
    Paul Mone says:

    @Pasini, se sono socio di un club al limite lo sono del tuo e di molti tuoi sodali qui sul blog: fesso (“fissus”= spaccato, diviso, bianco-nero, tutti-nessuno) è il pensiero miope di albert che si preoccupa con tenerezza del nostro sistema sanitario da decenni sputtanato da carenza di fondi e personale.
    La preoccupazione di albert per i pericoli che incombono sul Sistema è di un qualunquismo irritante: potrei declinare lo stesso suo criterio di fessa selezione ai fumatori (come ho detto), ai gaudenti della grappa e del vino, agli anziani al volante, ai corrieri e ai camionisti che hanno sempre più premura di fare la consegna, e la lista potrebbe con calma essere ben più allungata.
    Quindi caro albert: il tuo fesso-pensiero fino a che punto vorresti spingerlo? Fino ad avere un sistema di assistenza come quello americano? Potrebbe starmi bene: ma a te e al governo a cui dai il tuo consenso chiedo di restituirmi quella fetta di tasse che finora è stata spesa in maniera pessima, miope e della quale fortunatamente non ho tratto alcun beneficio.

  37. 58
    Carlo Crovella says:

    Qualcuno ha contatti più diretti dei miei con Pietro (Giglio) e Mario (Ogliengo)? Li conosco entrambi da decenni ma non intrattengo corrispondenza sistematica con loro. La mia curiosità verte sul conoscere i “veri” motivi delle dimissioni (intervento 54). Davvero si sono dimessi perché sui social si è scatenata una considerevole critica verso l’ordinanza regionale? Ma mi sembra ridicolo! Infatti l’ordinanza è firmata dal Presidente della Regione. Dimettendosi loro due confermano che l’atto era stato concordato con i vertici delle Guide, avvalorando l’ipotesi che la principale motiva zione dell’ordinanza fosse un “interesse” economico a favore di queste ultime (e maestri di sci, che abbiamo già acclarato che non c’entrano niente). Impressione che si percepiva, ma con le dimissioni è come dire: “ci avete beccato con le mani nella marmellata”. Sono davvero stupito: mossa davvero inopportuna. Almeno lasciar passare ‘a nuttata…
    In più mi lascia perplesso la frase (se corrisponde a verità) di Giglio che ringrazia il Presidente regionale  per il riconoscimento alla professionalità delle Guide alpine come elemento atto a limitare incidenti per non gravare sul sistema sanitario.
    Sono stupito per il fatto che un uomo di montagna come Giglio possa esprimersi così: per carità, l’incidente è dietro l’angolo per tutti, ma un’affermazione del genere può riguardare solo i clienti neofiti o poco esperti, non può essere generalizzata alla totalità degli scialpinisti. Chi stabilisce chi sono gli esperti e i neofiti? Intendevano dare un patentino? Come dove quando? Non ci credo che Giglio non riesca da solo a focalizzare concetti banali come questo. Gatta ci cova… brutta sensazione, mi spiace provarla.

  38. 57
    albert says:

    I soccorritori e medici, lo so benissimo per esperienza diretta , partono a chiamata ricevuta e gestita secondo un protocollo  che mira ad arrivare presto e coinvolgere eventualmente altri esperti  specialisti o forze dell’Ordine, protezione e civile, non si interrogano su colpe , responsabilita’ o cause. Per esempio se scoppia un incendio, partono ambulanze, Vigili del Fuoco, Carabinieri…. non si sta a  questionare se avessero provveduto a pulire il camino.Poi  al termine del loro intervento viene   stilato un rapporto che puo’servire o restare  in un cassetto solo a fini statistici.Speriamo sempre che  tutti si assumano in ogni campo le loro responsabilita’.Ritorno su un fatto emblematico:caduta di valanga  in Marmolada e distruzione rifugio storico al pian dei Fiacconi.Di positivo si legge  in cronacadel 18//12 che si sta attivando la solidarieta’ montanara, non si” rosica” e ci si tirano su le maniche o si aprono i portafogli.Tuttavia, sara’ scrupolosità giornalistica,  viene  suscitato il dubbio che la valanga non sia caduta  la sera del 14 dicembre , lunedi’  ,  senza testimoni ,  ma    forse “qualche ” giorno prima. Chi deve indagare indaghera’ , ma non e’da escludere che la  valanga  sia partita per azione di frequentatori non professionisti o esperti , che non hanno riferito.Circa l’uso della lingua italiana..ho gia’ dato senza infamia   secondo giudizio di severi insegnanti ed ora del voticino non mi importa piu’nulla, l’ età avanzata mi difende. ..e come per molti  piu’ che altro mi scoccia  non poter andare  .  Anzi mi  viene lo scrupolo se non mi stia autolimitando troppo.Amici mi hanno detto…vieni con noi DOMENICA, e’permesso,  ci sono 5 chilometri di pista fondo gia’battuti, non e’ vietato.. ci saremo solo noi ,distanziati! Poi in cronaca del lunedi’ : località del Friuli Venezia Giulia.. piana  del Cansiglio , piste fondo Monte Bondone. eccetera…con parcheggi intasati, ingorghi, assembramenti .Governatori di Regione che stigmatizzano gli affollamenti.. escursionisti che controbattono..”ma eravamo in zona gialla… non era vietato ! non ci servivanogli impanti, i bar , gli spogliatoi”Tanto poi  alla fine di ogni disputa se la devono vedere i medici, i soccorritori , gli infermieri e gli autisti di ambulanze,( tra cui molti amanti disport e montagna in astinenza da mesi)  e le camere mortuarie non bastano piu’.
     
     
     

  39. 56
    Roberto Pasini says:

    Caro Albert, non intervengo nel merito di quanto hai sostenuto nell’intervento n. 1 e in quest’ultimo. Altri, più competenti di me, potrebbero spiegarti come funziona la catena dei soccorsi in caso da incidente da valanga. Sull’analisi dei dati degli incidenti potrai trovare nel blog ampie discussioni e documenti di riferimento italiani e francesi. Io vorrei solo dire una cosa con educazione, sincerità e controllata irritazione a te, a Polmone, a Basito e altri del club. Forse non ti è abbastanza chiaro chi frequenta questo blog. Non santi, ne’eroi, però neppure ragazzini viziati o vecchi egoisti e rancorosi.  A volte ci azzuffiamo come galli nel pollaio, è vero, però tutti, professionisti e amatori, sabaudi, apuani, meneghini, liguri e via cantando, comunque siamo persone che hanno una certa esperienza di vita e di montagna, persone serie e perbene, che si assumono le loro responsabilità nei diversi campi dell’esistenza. Abbiamo opinioni diverse, anzi siamo diversi (per fortuna), ma abbiamo dei valori comuni, che sono sintetizzati nelle parole di Alessandro Gogna a presentazione delle diverse sezioni del blog. Quindi, grazie per tutti i contributi alla discussione, anche duri e critici, però per favore non ti accodare agli altri anonimi che periodicamente, con andamento carsico, vengono a farci la predica moralistica e colpevolizzante sui pericoli e sul diritto al soccorso. Hai prorio sbagliato interlocutore. Si avvicina il Natale e siamo tutti più buoni e pazienti, però siamo umani, anzi a volte troppo umani, e anche a noi girano i maroni quando qualcuno ci tratta come bambini a cui tirare le orecchie perché vogliono mangiare la marmellata e poi rischiano di far perdere del tempo al pediatra che deve curargli il pancino dolorante. Quindi per favore, lascia perdere. Perdi tempo. Dicci qualcosa di più interessante. Sforzati un pochino, francamente anche nell’uso della lingua italiana. Grazie e Buon Natale.

  40. 55
    albert says:

    Nessuno puo’rinunciare al suo diritto  di essere soccorso e curato.. (per soccorritori e medici e’  sempre puro dovere)..bisogna vedere se trovera’sempre medici liberi da altri  compiti  e soccorritori che si girano i pollici in attesa,  che accorrono balzando con uno scatto..Il loro numero e’ limitato …oppure se di essi aumentera’ la domanda, bisognera’ aumentare il loro numero e pure paga…che stimoli l’offerta .A volte succede che tutti gli elicotteri sono gia’ impegnati e pure le ambulanze, le tac, le sale operatorie .Macchinari per rianimazione , elicotteri per soccorso valanghe o in montagna e su strada  se ne possono comprare,apparecchi artva pure..ma personale formato non si ottiene  in tempo reale con uno schiocco di dita. Se  si recupera un assiderato..lo si deve sottoporre a circolazione extracorporea con lento graduale riscaldamento del sangue..ma se il rianimatore , il neurologo o ortopedico ed il macchinario e la sala intervnto operatorio  sono liberi, altrimenti?? chi si mette in coda?Neppure  esistono cani da valanga on demand  trasformati da cuccioli in abili fiutatori a la carte.Giusto a proposito: Domenica scorsa parecchi scialpinisti libertari in Marmolada.Lunedi’ valanga con fronte 600 metri distrugge rifugio Pian dei Fiacconi. Fosse accaduto un giorno prima  ipotizzo polemiche   per lentezza dei soccorsi ,interviste ai famigliari..di dispersi … proteste per la scarsita’di mezzi e  personale volontario.

  41. 54
    Montagna.TV says:

    Le polemiche sul divieto di svolgere in Valle d’Aosta lo scialpinismo senza guida alpina (valido fino al 20 dicembre) ha travolto i vertici della Guide Alpine valdostane.

    Il Presidente e il Vicepresidente dell’Unione Valdostana Guide di Alta Montagna Pietro Giglio e Mario Ogliengo si sono dimessi durante l’assemblea generale ordinaria dei soci svoltasi nel tardo pomeriggio di ieri, mercoledì 16 dicembre. All’assemblea, svoltasi online per motivi sanitari, erano virtualmente presenti 96 tra Guide alpine e Aspiranti guide.

    La decisione è stata meditata e ponderata nei giorni precedenti sia da me sia dal mio vice, anche a seguito del dibattito nato sui social e sviluppatosi su testate giornalistiche riguardo all’Ordinanza regionale n. 522 dell’11 dicembre 2020, che consente lo scialpinismo in Valle d’Aosta esclusivamente con l’accompagnamento di guida alpina o maestro di sci“, ha dichiarato Pietro Giglio, che durante l’assemblea, a proposito del provvedimento, ha ringraziato il Presidente della Regione Erik Lavévaz per il riconoscimento alla professionalità delle Guide alpine come elemento atto a limitare incidenti per non gravare sul sistema sanitario.

  42. 53
    Alberto Benassi says:

    .e potrebbe anche non essere un prodotto delle belle mucche della valle.

    almeno quello della vacche serve per concimare il campi.
    E come diceva De Andrè “dal letame nascono i fior” .

  43. 52
    Roberto Pasini says:

    Altre notizie dal fronte occidentale. Per carità,  a scanso di equivoci, assolutamente scontato il presupposto di innocenza fino a sentenza definitiva!! Però, pero’ non è un bel profumino quello che ogni tanto si diffonde nell’aria….e potrebbe anche non essere un prodotto delle belle mucche della valle. Vedremo. Rimanete sintonizzati.
    https://torino.repubblica.it/cronaca/2020/12/16/news/ndrangheta_due_ex_presidenti_della_val_d_aosta_indagati_per_concorso_esterno_in_associazione_mafiosa-278592131/

  44. 51
  45. 50
    Giuseppe Penotti says:

    Al commento @41 di Basito ha già risposto Pasini.  Ci tengo solo ad aggiungere  che questi trolleggiamenti fanno veramente girare i cosiddetti per il tono moralista che nulla c’entra con l’argomento. Mia moglie è un’infermiera professionale e il Covid lo vive o meglio viviamo in presa diretta molto più del trollbasito, al quale consiglio di migliorare la sua capacità di comprensione di un testo e di un argomento.

  46. 49
    grazia says:

    È interessante notare che persone come Chiara vedano solo la crisi dei ristoratori senza pensare al folto popolo del comparto turistico – guide, albergatori, receptionist, portantini, autisti, agenzie viaggio, etc –  a tutte le altre attività aperte in zone turistiche e al personale dello spettacolo.
    Ricordo a chi sostiene che “fa niente se quest’anno non sciamo” che dietro a un impianto ci sono centinaia di famiglie. 
     
    Sono certa che il blog sia nato per dar vita a scambi e confronti e non gradisca insulti inutili e supposizioni campate per aria.

  47. 48
    Roberto Pasini says:

    Per Barbolini. Il video è ben fatto. Forse il titolo più corretto sarebbe stato : La montagna è vita e lavoro. Capisco il loro punto di vista. Anch’io probabilmente se vivessi di quello cercherei di trovare soluzioni sostenibili. I troll che parlano periodicamente dei morti come ricatto non vanno neppure considerati. Io sospetto che sia uno solo,o al massimo due, con coperture diverse. Ogni tanto esce dal letargo e fa incursioni sgradevoli e spesso sgrammaticate ma poco rilevanti. Ci vuole pazienza e comprensione. Ovviamente il politico locale cerca facili consensi, in particolare in una Regione non certo tradizionalmente virtuosa per la sua gestione. Purtroppo il protezionismo, di cui il provvedimento in discussione è figlio, è una scorciatoia che non sempre funziona e soprattutto crea nel “consumatore” del risentimento che prima o poi ti si ritorce contro. È vero che però nel breve può funzionare, come altri cattivi esempi nel nostro paese stanno a dimostrare (vedi sabotaggio di Uber da parte dei Taxi e così via). In ogni caso i maestri penso cercheranno di trovare qualche soluzione tra ristori e attività varie per queste due settimane, dove peraltro la Vda  è ufficialmente chiusa. In fondo la stagione non è del tutto compromessa. Per le guide le cose vanno meglio tra scialpinismo e ciaspole. A proposito, se non sbaglio, solo le guide possono accompagnare gite in ciaspole, almeno in Lombardia mi sembra.  Tutto dipende da cosa succede dopo il 7 gennaio. Per Crovella, come forse sai esistono anche le ciaspe da corsa, molto in voga nei paesi nordici (ne possiedo un paio geniali di polistirolo superleggere di fabbricazione svedese). Il numero dei corridori invernali è aumentato e purtroppo c’è stato anche qualche incidente dovuto all’uso improprio dei ramponcini superleggeri utilizzati su pendenze inadeguate. Speriamo in bene. In Val d’Aveto settimana scorsa ho visto cose un po’ preoccupanti. 

  48. 47
    Enri says:

    @41
    no, qui non c’e’ tutta gente che se infischia dei morti e l’argomento del contendere dato da questa articolo non ha a che fare con i morti quotidiani quanto con una ordinanza insensata, subdolamente mascherata di cautela sanitaria ma del tutto finalizzata a far entrare soldi in Regione. Perche’ allora la vda non chiude i confini se ritiene che turisti di altre regioni siano un pericolo? Eh no perche’ a quel punto i soldi del turista verrebbero a mancare. Quindi si attrae il turista e poi lo si obbliga a spendere soldi come vuole la Regione. Eh vabbe’… come se qui in Liguria ordinassero che a scalare a Finale ci via solo con la guida o sull’Antola ci vai solo accompagnato…. esattamente come fare il bagno solo se per mano al bagnino.
    Personalmente non ho intenzione di muovermi da dove vivo, frequento la vda da una vita e sinceramente quest’ultimo episodio si aggiunge a quella voglia di normare tutto, di mettere le prenotazioni on line ai rifugi ecc ecc che limitano la liberta’ di ognuno senza creare particolari benefici e questo sempre e solo nell’interesse economico dei locali. Va bene, comprensibile, ma occhio a non esagerare se no il turista si stufa o comunque il modo per bypassare tutti questi ostacoli lo trova. Buon Natale “Rosso” a tutti

  49. 46
    carlo barbolini says:

    Andreotti e/o Forlani non avrebbero potuto fare di meglio 

  50. 45
  51. 44
    Alberto Benassi says:

    Che aria di complottismo, c’è chi crede che ci conteranno i passi che facciamo,

    Di complotti, irrisolti,  la storia dell’Italia ne è piena.
     

  52. 43
    Chiara says:

    Che aria di complottismo, c’è chi crede che ci conteranno i passi che facciamo, chi si sente offeso per cose che lui solo sa, io ringrazio il cielo di non vivere in una grande città e di poter andare a fare una passeggiata quando voglio e se non potrò usare gli sci quest’anno chi se ne frega, sono dispiaciuta per i ristoratori in crisi nera,  non per me stessa perché sento la mia libertà limitata. Evidentemente il concetto di limite è personale ed è più facile sbattere la testa contro quel limite piuttosto che voltarsi e trovare gli spazi necessari. 

  53. 42
    Matteo says:

    Cìè gente così imbecille e fastidiosa che dovrebbe essere presa a schiaffi a due a due finché diventan dispari…

  54. 41
    Basito says:

    Concordo con Albert, tutti questi commenti sono sono scritti da persone che non vedono l’ora di andare a farsi il giretto in montagna perché sentono improvvisamente minata la propria libertà, chissà se tutta la categoria dei sanitari che invece è obbligata a fare turni massacranti, a mettere bollini “verde” o “rosso” sulle persone da accettare in terapia intensiva causa mancanza di spazi, ecco chissà se queste persone discutono sulla possibilità o meno di farsi una bella pellata a fine turno o stramazzano a casa sperando che questo incubo finisca. Mi sembrano discorsi insulsi in un contesto così ampio, in un contesto paragonabile ad una guerra per la quantità di perdite. Ma vabè dai parliamo pure delle tranquille passeggiate della domenica mentre la gente muore…

  55. 40
    grazia says:

    Ricordo che il presidente nazionale delle guide alpine, Pietro Giglio, è valdostano!!

  56. 39
    Carlo Crovella says:

    In realtà esiste una specifico interstizio in cui i maestri di sci possono operare anche a impianti chiusi. Mi sono ricordato del sottostante articolo,  tratto da Altri Spazi: date un’occhiata, è curioso. Tuttavia ve li vedete i clienti pistaioli che si ricilano in massa a fare scaletta nel pratone dietro al paese?
    https://altrispazi.sherpa-gate.com/altrieventi/altrincontri/maestro-di-sci-di-montagna/

  57. 38
    Carlo Crovella says:

    @28. Non riprendo l’intero discorso, preciso soltanto che, in questa faccenda, i maestri di sci sono stati coinvolti dall’ordinanza stessa, scritta da chi evidentemente di montagna ne capisce pochino. Infatti i maestri possono portare clienti anche fuori pista ma solo in discesa utilizzando gli impianti come risalita (è quello che oggi si chiama freeride). A me non risulta che i maestri, come figure professionali, siano abilitati a fare scialpinismo con clienti paganti e anzi ne conosco parecchi (anche in VdA) che, pur sciando divinamente su tutte le nevi, non hanno mai messo le pelli in vita loro: non hanno quindi la forma mentis dello scialpinista, meno che mai per portare gente di cui sono responsabili anche e soprattutto giuridicamente. E’ vero che ci sono altri mastri che, come attività privata, fanno anche scialpinismo (e ne conosco molti), ma all’opposto ci sono quelli che non posseggono neppure l’attrezzatura da scialpinismo. Lo stesso ragionamento, in linea di principio, potrebbe valere anche per le guide alpine, ma, Santo Cielo, una guida, anche se scia maluccio, la testa per la montagna ce l’ha per definizione e sa come portare i clienti. Un maestro di sci – in quanto figura professionale impersonale – non ce l’ha per definizione, ci sono alcuni che ce l’hanno, altri no. Quindi NON si può, in un testo di legge, fare riferimento generico alla figura di maestro di sci. E’ anche per questo motivo che mi sono convinto che l’obiettivo delle autorità valdostane sia quello di creare i presupposti per far lavorare i loro maestri anche ad impianti chiusi oppure, come io penso, far ottenere dei “ristori” nazionali a fronte del prossimo ritiro dell’ordinanza regionale. Buona giornata a tutti!
     
    PS: se proprio sarete in VdA e non volete fare gite con guida, potete sempre andar sulla neve a piedi, con le ciaspole o addirittura correndo. In modalità solitaria è un modo estremamente efficace per entrare in profondo contatto con la natura invernale:
    https://altrispazi.sherpa-gate.com/altrilibri/saggi-racconti/correre-sulla-neve/
     

  58. 37
    Alessandro Lavarra says:

    Quando si vieta in montagna è sempre una perdita. Non entro nel merito dell’ordinanza della Valle D’Aosta perché non ne conosco le intenzioni ma la montagna è un luogo in cui ci si misura e ci si forma e non si può pensare di viverla dentro a recinti.

  59. 36
    MG says:

    non ti sei accorto che l’ordinanza la vieta anche ai residenti sulle montagne del loro comune, se non esercitata in quel modo, quindi non mi pare che sia un provvedimento che amplia un bel niente. 
    tra l0’altro basta leggerla per rendersi conto dell’insulsaggine di una simile norma: dopo una lunghissima filippica su rischi, divieti e problemi di contagio, ai punti 10 e 11 si dice che con la guida,  con il maestro o con un fiucile in mano il covid non si rpende neanche nei comuni vicini.
    alla faccia della razionalità e della congruità delle misure….
    Più che invida, direi pena (e preoccupazione per le sorti di questo paese).. 
    https://www.clubalpinoaccademico.it/images/_file_utenti/Regione_Vda_ordinanza_552.pdf

  60. 35
    Roberto says:

    Siete chiusi nelle città e criticate il
    Provvedimento che consente a Tutti i valdostani di andare in montagna quando sarebbe vietato uscire dai comuni perché in zona arancione. Questo articolo è fazioso e scritto da chi non ha letto la delibera.
    Non è che siete invidiosi che possiamo andare in montagna.

  61. 34
    MG says:

    molti scrivono “quando terminerà l’emergenza, dovremo…”.
    Il punto è proprio quello, con la paura si ottengono un sacco di risultati, e io sono assolutamente convinto che questa emergenza non finirà. Già stasera sentivo dire le marionette ufficiali di questo spettacolo che dovremmo programmare una durata almeno sino al 2022.
    Questo provvedimento valdostano non è meno insensato di tutti quelli che sono usciti da marzo ad ora, che hanno limitato e soppresso senza senso le libertà fondamentali delle persone senza alcuna ratio e, soprattutto senza alcun risultato, se non quello che a distanza di nove mesi pochi si sono accorti che il parlamento none esiste più , che una persona sola decide sula pelle di tutti e che il lessico di questi personaggi è oggi virato al “per il natale permetteremo”.
    Ovviamente con la “pandemia” non si vota neanche più, operazione perlatro del tutto inutile visto che comunque si esprime una non scelta fra personaggi obbligati e con meccanismi elettorali che consentono qualunque alchimia.
    Vorrei capire che differenza c’è fra il provvedimento di una regione che vieta di praticare scialpinismo senza guida, quello di un governo che vieta di muoversi fra regioni contigue dal 21 dicembre al 7 gennaio, che obbliga a tenere la mascherina all’aperto o che decide che non si può uscir di casa alle 22.
    anche un bambino capirebbe che si tratta di misure senza senso e che sono solo compressioni graduali e funzionali dei diritti individuali.
    https://www.altrogiornale.org/le-10-regole-del-controllo-sociale-noam-chomsky/?fbclid=IwAR1mmamZ9d8yyDiYNwQRgekgnYpCbb6G5LqUwxjCVUhPeH-VG5m6wO4YPIY
    in germania il lockdown prevede che siano chiusi i luoghi di aggregazione (negozi, cinema, palestre, etc), che non si creino assembramenti ma a nessuno è venuto in mente di limitare la libertà  (anche  di spostamento) degli individui.
    Ma noi siamo un popolo di simpaticoni e invece di prendere i forconi simpatizziamo, anzi siamo disposti a cedere libertà individuali in cambio di sicurezza (indagine censis recente, basta cercare in rete).
    Quando questa pandemia sarà finita (mai) ci accorgeremo che qualcuno potrà decidere anche quanti passi potremo  fare quel giorno. 
    una follia che a me è parsa chiara sin dai primi dpcm.
    Mi auguro che ora cominci a profilarsi nei suoi reali contorni anche ai più riottosi.
     
     
     

  62. 33
    Matteo Enrico says:

    Mi fa sorridere che tante guide si siano, per fortuna, dissociate dall ordinanza. Ma perché non fa altrettanto il loro presidente Pietro Giglio? È lui che le rappresenta! Eviterebbe tante discussioni.

  63. 32
    Alberto Benassi says:

    In Versilia di solito i bagnini tengono compagnia alle signore li da sole in vacanza estiva mentre i mariti sono impegnati a far soldi lavorando….
    Sarà per la loro sicurezza…🤔

  64. 31
    Fabio Bertoncelli says:

    Dalle parti della riviera romagnola corre voce che per i bagni in mare bisognerà farsi accompagnare da un bagnino. Sarà vero?

  65. 30
    Alberto Benassi says:

    Lo vorrei vedere un valdostano che si presenta a Firenze oppure a Roma, o a Venezia, o al mare a Cesenatico,  e gli dicessero:
    “turista fai da te? No alpitour? Ahi, ahi, ahi…allora te ne torni a casa tua! ”
     

  66. 29
    Roberto Bianco says:

    Questa ordinanza mi pare insensata , meschina , grigia e anche  poco lungimirante , per non dire stupida. Contrasta con la grande bellezza del territorio . Per una vita ho percorso in lungo ed in largo tutte le sue valli , ci ho fatto il servizio militare ,ci sono andato in estate ed in inverno  quasi tutti i fine settimana. Forse la conosco meglio di tanti residenti . L’ho sempre amata e mostrata con orgoglio ai miei amici veneti ,friulani e napoletani. 
    Questa ordinanza offende chi ama la montagna .Offende soprattutto per quanto non dice esplicitamente , per quanto si può intuire tra le righe . L’ideatore non é degno di tanta bellezza.
    Penso  che bisogna assolutamente reagire a iniziative così gravi .che limitano le libertà fondamentali . Quando terminerà l’emergenza dobbiamo ricordarcene ! E’ ora di allargare gli orizzonti : Cadore , Dolomiti , Val Formazza o anche quel gioiellino della Val Maira e dintorni ….. !! 
    Con buona pace del Sig.Presidente della Valle d’Aosta e dei suoi ispiratori.

  67. 28
    Mauro says:

    la mia opinione è,di non prendersela con chi  purtroppo le leggi ,le apprende dai giornali ,e tutta la vita a svolto il suo lavoro senza disturbare nessuno e rispettando le regole ,che cosa c’entrano i maestri di sci ,che vengono menzionati ,come incapaci di portare persone con le pelli ,se volete fare dei commenti ,andate nel palazzo regionale e fatevi sentire contro chi a scritto queste regole non criticare e dare giudizi a chi purtroppo non c’entra nulla ,già siamo senza lavoro da un anno in più vi mettete anche a fare commenti che non c’entrano propio niente , è troppo comodo dare giudizi negativi ,e dire che la montagna è di tutti, certo che è di tutti ,allora al posto di usare le dita per scrivere andate nelle sedi opportune e fate valere le vostre idee ,vi chiedo per cortesia non usate il nome maestro di sci ,anche perché  non mi sembra che i maestri abbiano scritto cose ingiuste a chi usa andare in montagna con le pelli ,anzi sono i primi a dare una mano a chiunque vada in montagna ,ciao e grazie a tutti 

  68. 27
    Carlo Crovella says:

    @17 scrivo dopo ore dedicate ad altro (lavoro!). Per una volta concordo con quanto precisato da Matteo al 18. Non sono due situazioni confrontabili. Da molto tempo io sono un convinto sostenitore di una selezione naturale alla montagna, attraverso meno facilitazioni connesse all’antropizzazione. Questo provvedimento NON ha invece nessun obiettivo di ridurre l’accesso antropico, anzi!, ma si pone l’esclusivo obiettivo di far pagare il corrispettivo a vantaggio di guide/maestri di sci. Inoltre ho già detto che considero tutta questa storia un bluff, un ricatto implicito per spillare soldi al governo nazionale: le autorità regionali fanno bella figura e potranno dire ai loro residenti/elettori: “Ecco vi tuteliamo o attraverso l’obbligatorietà del professionista a pagamento o, in alternativa, attraverso ristori pubblici nazionali”. Tutto qui. Non penso che si estenderà in altre regioni, tra cui il Piemonte. Qualora accadesse, rinuncerò, seppur con dispiacere, all’uso degli sci e faro’ escursioni con le ciaspole (che nell’ordinanza VdA sono libere senza guida). A parte che magari mettono zona rossa su tutta l’Italia per 15 gg, per cui non potremo uscite dalle nostre abituali residenze e questo problema sarà superato dagli eventi. Ciao!

  69. 26
    Matteo says:

    E corretto da un’ordinanza regionale scritta con il c…uore

  70. 25
    Matteo says:

    Personalmente avrei preferito un dpcm scritto non con i piedi

  71. 24
    Roberto says:

    Dissento, considerate liberticida un provvedimento che consente di fare sport al di fuori del proprio comune in zona arancione.
    Avreste preferito che nessuno potesse andare in montagna, come da dcpm! 

  72. 23
    Roberto Pasini says:

    Benassi. Ovviamente sono d’accordo con te. Purtroppo, quando splende il sole, anche  i più chiusi e refrattari sono aperti e disponibili. Quando scoppia la tempesta spesso prevalgono istinti primitivi ( come quello della territorialità egoistica e possessiva o la difesa ad ogni costo e sul breve periodo dei propri interessi di bottega) e sappiamo bene che istinto contro ragione = 3 a  0 , anche con un centroavanti mediocre, con ben sanno i manipolatori che proprio su questi contano quando hanno bisogno di scorciatoie. Una delle conseguenze di questo periodo, che io personalmente temo di più, è proprio il residuo di diffidenza e chiusura nel proprio piccolo mondo di interessi e di affetti che potrebbe lasciare nei singoli e nelle comunità. Abbiamo visto come rapidamente il paese si è sfasciato nella sua tenue unità nazionale, anche per responsabilità dei pasticcioni che ci governano, come dimostra bene oggi la sempre lucida Gabanelli sul Corriere. 

  73. 22
    Alberto Benassi says:

    “non è di nostra proprietà, sul quale non abbiamo un diritto di prelazione e di predazione”Caro Benassi, discorso troppo evoluto, che richiede un salto di specie. Molti animali, e anche i primati, sono territoriali e difendono con le unghie e con i denti il territorio che considerano loro campo di caccia e raccolta. I valdostani fanno lo stesso come i tuoi conterranei con le cave. La neve e la montagna è roba mia  e ci faccio quello che voglio : “capito mi hai?” Espressione non propriamente alpina ma ci sono istinti che trascendono i confini regionali.

    Caro Roberto, non credo di fare discorsi evoluti. Piuttosto direi aperti e non egoistici.
    Lo so anche io che parecchi miei conterranei ragionano così per le cave. Ma anche i miei conterranei montanari apuani, come penso i valdostani, se ne vanno in vacanza in pianura, a visitare le città d’arte, in vacanza al mare.
    Quindi se tutti si ragionasse così, cosa  facciamo, ci rinchidiamo e ci facciamo  la guerra con i divieti reciproci?
    I montanari monti ! 
    I marignoccoli al mare!
    Ognuno chiuso nel suo territorio come al tempo del feudalesimo.
    Non mi sembra un comportamento sensato.
     

  74. 21
    Roberto Pasini says:

    “non è di nostra proprietà, sul quale non abbiamo un diritto di prelazione e di predazione”
    Caro Benassi, discorso troppo evoluto, che richiede un salto di specie. Molti animali, e anche i primati, sono territoriali e difendono con le unghie e con i denti il territorio che considerano loro campo di caccia e raccolta. I valdostani fanno lo stesso come i tuoi conterranei con le cave. La neve e la montagna è roba mia  e ci faccio quello che voglio : “capito mi hai?” Espressione non propriamente alpina ma ci sono istinti che trascendono i confini regionali. 

  75. 20
    Alberto Benassi says:

    Ma questa volta non va bene perché chi si sentiva al di sopra di ogni giudizio è stato giudicato non idoneo.

    ci spieghi qual’è il metro di giudizio tra idoneità si e no?
    la patacca? il patentino?
    E come la metti quanto il patentato finisce sotto la valanga assieme a quello che accompagna e ne dovrebbe garantire l’incolumità?
    E solo sfortuna? E’ nel conto delle cose?
    Non si tratta di limitare l’accesso alla montagna nel senso : te SI perchè sei ariano alto e biondo, mentre te NO perchè sei piccolo e nero come Calimero.
    Te Si perchè sei forte. Te No perchè sei una schiappa.
    Te si perchè sei ricco. Te no perchè sei povero.
    Si tratta di diminure l’accessibilità, attraverso una  diminuzione delle  infrastrutture.  Di guadagnarsi  la montagna più con le proprie gambe e meno con la tecnologia, con le strade, con le funivie. Ed ognuno in proporzione alle proprie capacità personali, questo anche per un migliore rapporto personale con l’ambiente che ci circonda, che non è di nostra proprietà, sul quale non abbiamo un diritto di prelazione e di predazione.
     

  76. 19
    Paolo C says:

    @matteo io non voglio assolutamente entrare nel merito di quale categoria è meglio limitare o non limitare proprio perché credo che la montagna significhi libertà (sempre nel rispetto dell’ambiente, della sicurezza e delle altre persone) io parlo di quelle persone che dall’alto della loro esperienza si arrogavano il diritto di decidere le categorie di persone a cui limitare l’accesso. E le categorie venivano stabilite da loro con criteri soggettivi, proprio come hanno fatto in val d’Aosta. Ma questa volta non va bene perché chi si sentiva al di sopra di ogni giudizio è stato giudicato non idoneo. 

  77. 18
    Matteo says:

    Caro Palo C direi che le due cose non sono proprio paragonabili.
    Limitare l’accessibilità (elicotteri, strade, funivie) non è equivalente a lasciare accedere chi paga.
    Anzi, spesso è il contrario. Come dimostrano le spedizioni commerciali all’Everest, spesso il pedaggio significa poi indurre a pensare di avere acquisito un diritto: ho pagato (la spedizione o la guida) quindi poi pretendo (la vetta o la strada)

  78. 17
    Paolo C says:

    La cosa che mi diverte di più è che qualche tempo fa, in periodo pre covid, si discuteva proprio di limitare l’accesso alla montagna in quanto sovraffollate, a determinate categorie di persone e per molti che commentano qui era una cosa assolutamente giusta.
    Chiedo di fare un esercizio di coerenza a quelli che erano favorevoli a limitare accesso alla montagna e a sostenere che questo provvedimento è giusto oppure a dichiarare che la limitazione va bene solo quando riguarda gli altri e non me.
     

  79. 16
    Roberto Pasini says:

    Caro Daidola, come non condividere il tuo dispiacere per chi come me frequenta e ama da Vda da cinquant’anni. Purtroppo la Bellezza non sempre è data in gestione a chi se la merita e questo vale forse non solo per la VdA ma per tutto il nostro meraviglioso paese. Quest’ordinanza si collega nella linea della vergogna ad alcuni comportamenti tenuti durante il primo lockdown nei confronti degli “stranieri” e a quanto successo ad esempio con le gare del TOR quest’anno: prima si sono fatte versare le quote di iscrizione quando era evidente che sarebberro state cancellate, poi sono state ovviamente cancellate e si sono trattenuti gran parte dei soldi con la motivazione della forza maggiore e si parla di 500 € a testa. Capisco le difficoltà, ma non stiamo parlando di una regione povera.  A volte mi chiedo come si possa essere così poco lungimiranti da bruciare un Brand, come si dice oggi, per portare a casa subito un po’ di quattrini. Oppure si pensa che il patrimonio di bellezza a disposizione farà dimenticare ai frequentatori  in futuro queste piccole miserie. Privilegi di chi ha ereditato una fortuna e non deve sbattersi più di tanto.

  80. 15
    Giorgio Daidola says:

    Che un provvedimento del genere venisse applicato da qualche parte purtroppo me l’aspettavo, siamo davvero alla frutta. Non mi interessa neppure indagare sulle motivazioni, probabilmente inconfessabili o dovute all’ignoranza.  Si può solo sperare che non venga clonato da altri politici dello stesso stampo,  a livello regionale o nazionale. Povera Valle d’Aosta, così bella non meritava di fare una così  brutta figura.

  81. 14
    Alberto Benassi says:

    @albert: sono d’accordo con te ma andrei oltre. Chi fuma da 5 anni avrà priorità più bassa negli ospedali, e se ha almeno 10 anni di esperienza col tabacco gli toglierei del tutto la copertura sanitaria sulle cure per affezioni respiratorie.

    vero con i fessi ci vuole tanta pazienza.
    Ma ce ne vuole molta di più con gli stronzi.

  82. 13
    Paul Mone says:

    @albert: sono d’accordo con te ma andrei oltre. Chi fuma da 5 anni avrà priorità più bassa negli ospedali, e se ha almeno 10 anni di esperienza col tabacco gli toglierei del tutto la copertura sanitaria sulle cure per affezioni respiratorie.
    (quanta pazienza serve coi fessi…) 

  83. 12
    Roberto Pasini says:

    Ho appena finito di leggere un bel giallo alpino di Camanni: “Un lenzuolo di neve” ambientato in Vda. Appassionante e finalmente curato nei dettagli tecnici, essendo Camanni un alpinista. L’unica cosa poco realistica è il fatto che il protagonista, responsabile del soccorso alpino regionale, sia un torinese. È più facile che un cammello…..Conoscendo bene l’ambiente, non mi meraviglio del provvedimento della Regione. Ricordo anche che la Legge regionale che fa da base giuridica all’ordinanza non è stata ancora impugnata dal governo. La natura di questa specifica ordinanza è già stata ben illustrata da altri. Felice di essere smentito, ma non credo che il collegio delle guide si smarcherà. Non penso sia un provvedimento preso a sua insaputa. Così come non credo si dissoceranno alpinisti e guide famosi che operano in Valle. Vedrete che in qualche località turistica di gran nome troveranno il modo di far funzionare un pochino anche gli impianti, magari seguendo la furbata dei golfisti. Sul piano pratico i frequentatori abituali continueranno ad andare da soli, salvo qualche azione dimostrativa a scopo di spettacolo, probabilmente a danno di qualcuno che non conosce bene i trucchi di dove passare e parcheggiare l’auto. La domanda che ci potrebbe porre è come mai il governo gli lascia sempre fare quello che vogliono. In fondo la Vda non vale nemmeno 100.000 voti. Qualche ipotesi interpretativa si potrebbe tentare,ma se formulata in pubblico poi bisognerebbe assumere il buon Gignesi come avvocato difensore, ammesso che si occupi di cause di diffamazione. A Crovella, per completezza, ricordo la formula dei Borboni: Feste, Farina e Forca, alla quale il rinato Cavaliere, prossimo alleato e ormai mondato dai suoi peccati, aggiunse la quarta F. Meglio ridere che non piangere. 

  84. 11
    Carlo Crovella says:

    Un mio collega di lavoro, che non c’entra proprio niente con la montagna, è un gran appassionato di calcio e giocò anche in Serie D. Insomma era uno che, oltre a conoscere il regolamento del calcio, era avvezzo alle finezze e alle furbizie spicciole di vita vissuta durante le partite. Era un arcigno difensore e mi diceva: “Quando fai fallo sull’attaccante, lo sai benissimo che hai fatto fallo, ma, ciò nonostante, protesta vivacemente con l’arbitro, reclamandoti ingiustamente punito. L’arbitro ti dà comunque quel fallo contro, ma si sentirà psicologicamente in debito con te e la volta successiva ti verrà incontro, magari quando il contrasto è in area e così eviti il rigore: in Italia questo meccanismo psicologico funziona a meraviglia.” 
     
    Ecco mi pare una mossa analoga. E’ evidente che la Legge Regionale non ha nessuna consistenza né giuridica né pratica (il pasticcio dei maestri di sci lo dimostra), ma è la protesta per far sentire “in colpa” le autorità nazionali e farsi dare una compensazione, che oggi chiamiamo “ristori”. Questa volta, visto che l’azione è dei politici aostani, i ristori saranno nazionali? Io rispetto le difficoltà economiche dei nostri concittadini, in tutti i settori e su tutto il territorio nazionale, ma abbassarsi a questi giochetti mi parte un teatrino più “mediterraneo” che “nordico”.
     
    Tutto il mondo è paese. Ieri (14/12/20) in centro a Torino, proprio davanti alla sede della Regione Piemonte, i maestri di sci piemontesi hanno organizzato una veemente protesta, calzando gli sci e battendoli contro il selciato (povere solette!). Sapete come è andata a finire? Che il Presidente della Regione (Cirio)  ha promesso un ristoro individuale di 2.000 euro, attingendo da fondi regionali. Una cosa in più rispetto ad eventuali ristori nazionali…

  85. 10
    lorenzo merlo says:

    Le Guide Lombardia a suo tempo vendettero qualche giornata dei propri istruttori per la formazione dei Maestri di sci.
    Se non ricordo male riguardava l’accompagnamento in fuoripista, in elisci e scialpinismo.
    In cambio di?
    Beh in cambio del diritto dei Maestri di lucrare sulle attività citate e, forse, di godere di riduzioni sui costi delle risalite meccaniche di non saprei dire quali società di impianti in Lombardia, né dove. E forse anche per elevare i peso politico delle Guide rispetto a quello preponderante che i Maestri godevano in Regione Lombardia. Ma tutto ciò non fu dichiarato.
    La cosa pare impari.
    E non solo in sé.
    La svendita fu resa nota sottotono. Dentro un discorso di vago aggiornamento, come fosse una delle tante comunicazione di routine, si accennò en passant ai Maestri come di una figura che poteva operare in scialpinismo e fuoripista.
    Strano alquanto visto che per tutta la vita di guida, tanto io, come tutte le altre, avevamo sentito l’ininterrotto mantra che i soli a poter praticare professionalmente il fuoripista e lo scialpinismo erano, per legge, le Guide.
    Lo dissi.
    La risposta fu indimenticabile: “Non è vero” rispose l’allora Presidente delle Guide Lombardia. E andò oltre superando i miei tentativi sbigottiti di capirci qualcosa.
    Forse, tutto ciò – la svendita – riguardava, o ha poi riguradato altri Collegi.
    Scrissi di questo tempo fa. Dalle Guide non ci fu replica, né precisazioni o puntualizzazioni. Se anche ora dovessero mancare, allora forse ci avevo capito qualcosa.
     

  86. 9
    Alberto Benassi says:

    questa manovra è del tutto simile a quella che volevano prendere in Abruzzo un pò di tempo fa, quando, con la scusa della sicurezza,  volevano imporre una guida alpina per andare ad arrampicare sul Gran Sasso.

  87. 8

    Personalmente, per quanto possa valere il mio parere, mi dissocio totalmente da queste iniziative arbitrarie e se da parte di qualche collega guida alpina (i maestri di sci non vedo cosa c’entrino) ci fosse soddisfazione me ne vergogno profondamente.

  88. 7
    Carlo Crovella says:

    “Panem et circenses” dicevano i latini. Dai da mangiare e da divertirsi al popolo e lo farai felice, ti sarà riconoscente. Questa è una delle tante versioni attuali del motto. Questa decisione combina l’obiettivo di dare possibilità di lavoro a guide e maestri di sci (maestri? che c’entrano con lo scialpinismo? Io conosco decine di maestri che non hanno mai messo le pelli… come fanno ad essere considerati a priori degli “esperti” di scialpinismo?) con quello di attrarre turisti in valle, nonostante gli impianti chiusi. Tenersi buono il popolo, nei due risvolti. Panem per i professionisti e circenses per i turisti… Nihil sub sole novum!
     
    Non mi interessa perdere tempo a leggere nel dettaglio il testo normativo, ma segnalo un intrigante interrogativo collaterale: la disposizione riguarda qualsiasi tipo di scialpinista, dal neofita al plurititolato istruttore nazionale? Anche chi ha oltre cinquant’anni di pelli sulle spalle, per legge (regionale) deve in ogni caso assoldare una guida? Io non frequento sistematicamente la VdA, ma la cosa mi intriga a livello concettuale. Nell’ipotesi in questione, se propongo di fare insieme una gita a uno dei tanti maestri di sci che conosco (e che NON hanno mai messo le pelli), potrei trovarmi nella situazione di doverlo pagare, però dopo che sono io che, all’atto pratico, l’ho “accompagnato”…

  89. 6
    Marco Lanzavecchia says:

    Stato etico e protezionismo. Ora che si scivola verso un bello stato sovietico lo cominciate a rimpiangere il liberismo? Fuori da quello non c’è libertà. Sempre di più mi proclamo liberista, liberale e libertario.

  90. 5
    Valerio says:

    Dati statistici: le valanghe, anche di recente e anche proprio in Valle d’Aosta, hanno colpito sia praticanti privati sia gruppi accompagnati da professionisti
    … Direi che, come inizio, non c’è male!
    Di faziosità, virtu’? Non credo proprio!
    Giglio ha appoggiato una mossa criticatissima dai suoi stessi colleghi e Voi iniziate con affermazioni che di discostano tanto dall’argomento, quanto dalla realtà … Vorrei infatti vedere i dati statistici decantati!
    Basta infatti un incidente in valanga per fare “statistica”, ma una frase messa giù in questo modo sottende a significati ben diversi!
    Sta di fatto che, COME SEMPRE, anche di fronte ad una moltitudine di espressioni di contrarietà interne, ambienti contigui affrontino l’argomento guide con la solita modalità … Che dire, se non: Buon Natale!
     
     

  91. 4
    Matteo says:

    Mi pare molto dubbia la validità legale dell’ordinanza della regione Val d’Aosta.
    Mi pare anche che la competenza dei Maestri di sci si limiti per statuto alle piste preparate, quindi l’accompagnamento a pagamento fuori dai tracciati sarebbe addirittura contro la legge.
     
    Albert invece dice solo pisquanate: il nostro ordinamento proibisce esplicitamente la rinuncia a un proprio diritto fondamentale (in questo caso soccorso e cura). 
    Capovolgendo il suo ultimo paragrafo ognuno deve essere libero in ogni azione legittima.

  92. 3
    Alberto Benassi says:

    lobbi di potere che si fanno sempre più arroganti, calpestando le libertà individuali,  calpestanto la carta costituzionale .
    E’ solo un provvedimento puramente commerciale, il resto è solo fuffa.

  93. 2
    Enri says:

    temo che sia un provvedimento finalizzato a sostenere economicamente il settore Guide Alpine, senza pero’ dichiararlo apertamente e nascondendolo dietro insensate motivazioni di sicurezza. Che chiunque di questi tempi debba sapere che qualsiasi attivita’ che aumenta il rischio di infortunio puo’ poi gravare su un pronto soccorso e’ cosa nota. Ma allora dobbiamo tutti tenere le auto in garage e non fare le scale di casa?
    stiamo al punto: l’ordinanza della Vda aumenta la protezione da Covid rispetto ad una pratica scialpinistica senza guida? La risposta e’ NO. Quindi, come largamente inteso dai piu’, e’ un provvedimento insensato che andrebbe impugnato ed eliminato immediatamente a livello centrale, smettendola con queste misure indotte forse anche da un quadro legislativo o perlomeno culturale di regione sempre e comunque a statuto speciale.
    provvedimento insensato che nulla ha a che fare con la mitigazione del rischio covid.
    sarebbe necessario che esso venisse rigettato pubblicamente dalle guide valdostane, le quali non possono prestarsi ad un provvedimento liberticida ed in tal senso risultare piu’ un gruppo di commercianti della montagna piuttosto che un settore che agisce a portare ed avvicinare le persone in sicurezza in montagna e nel rispetto di alcuni valori fondamentali di cui la liberta’ di andare dove si vuole ( con buon senso) e’ uno dei principali. Credo tra l’altro che molte guide della vda la pensino cosi.

  94. 1
    albert says:

     Accampagnati da Guida o provetti  praticanti ..in caso di incidente  sarebbero disposti ad affrontare i rischi di infezione presa in mezzo di soccorso, salette  di attesa o reparto di cura , senza aiuto di famigliari e parenti??? La scelta di itinerario sicuro non garantisce l’assoluta impossibilita’  di banali incidenti in zone poco agevoli..Almeno prima, a priori,  i libertari  depositino una liberatoria  nei confronti di CNSAS e Sistema sanitario pubblico ( escludendo azioni legali per mancato o tardivo soccorso e tempi di attesa per cure ed eventuali complicazioni) e si avvalgano di  costosa assicurazione completa che garantisca  soccorso in quota , elicottero e altri mezzi e cure in clinica privata. Questa  sarebbe vera liberta’ non solo invocata ma anche praticata. Si legge che  in   Repubblica di  San Marino chi riterra’ suo  diritto libertario  il non dover sottostare a  vaccinazione anticovid ( salvo caso certificato di incompatibilita’ ), in caso malaugurato di  doversi curare per Covid, si paghera’ interamente le spese. Chi vuol essere libero  in ogni azione legittima , non solo deve essere attrezzato ed allenato e prudente , deve anche liberare gli altri da responsabilita’ e spese.

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