Mi piacerebbe che tornassero i gamberi, nel fiume

Mi piacerebbe che tornassero i gamberi, nel fiume
di Marco Meneghini
(23 gennaio 2022)

Il Sindaco arriva in ritardo, in abiti da lavoro; ha l’aria di chi si sporca le mani: “Scusate, abbiamo avuto un’urgenza”.

“Cos’è successo?” Una faccia molto preoccupata.
“Un altro inquinamento di acque”. Uno sguardo basso, sconsolato.

Siamo arrivati ad un punto importante del nostro progetto di ricerca speleologica: presentarne i risultati sul territorio. Abbiamo chiesto una riunione in municipio con gli amministratori comunali, veniamo accolti con interesse. Abbiamo percorso in lungo e in largo questa valle carsica, portando a casa fango, carburo esausto e speleologi esausti, ma contenti e curiosi di ritornare presto.

Okinawa, Giappone

Ora ci presentiamo alla comunità: vogliamo proporre al piccolo comune una conferenza aperta alla popolazione, per far conoscere noi, le nostre attività, ma soprattutto la parte di questa vallata che sta sottoterra.

Alcuni di noi sono molto giovani, speleo fatti sul campo con quella mancanza di timore reverenziale, con la schiettezza che da giovane ti permette di osare di più con chi hai di fronte, che finisce per credere nel tuo entusiasmo.

La notizia dell’improvviso inquinamento ci lascia turbati; è qui che conosciamo il Sindaco. “Stasera capitiamo al momento giusto, mi sa… purtroppo”.

“Non è la prima volta che succede. Sembra che oggi abbiano scaricato delle acque di lavaggio in un piccolo affluente, ma non si sa bene di che sostanza si tratti. Ma veniamo a noi: diteci, carissimi.” Un tono cordiale, ci piace.

“Siamo già nel pieno dell’argomento, signor Sindaco. Grazie per l’ospitalità, innanzitutto”.

L’assessora alle attività culturali già ci conosce, ma ci presentiamo meglio. La speleologia non è uno sport: in primo luogo è esplorazione, documentazione, con i rilievi topografici e la schedatura delle grotte. Spieghiamo che vorremmo presentare i primi risultati in una conferenza pubblica.

E’ un aspetto del nostro territorio che la popolazione conosce poco, o affatto. Penso sia interessante, direi fondamentale, visto quello che è successo stasera“. L’assessora ha già deciso.

Ma sottoterra, c’è molto più di quello che ci si immagina e, soprattutto, è dannatamente delicato.

Non sapevamo ci fossero così tante grotte, quasi tutte nel nostro comune“.

Le ricerche sono ancora in corso, dobbiamo andare nell’alta valle, dove nessuno ha mai fatto esplorazioni. Stupore e interesse degli amministratori. Bene. Ci siamo. Abbiamo colpito nel segno, faremo la conferenza, la pubblicizzeremo al massimo. Già molti abitanti della valle ci conoscono, ci hanno indicato dove sono le grotte, ed hanno ascoltato i resoconti delle esplorazioni, mentre ci cambiavamo attorno alle macchine, e poi dopo, nelle loro case dove spesso ci accolgono calorosamente.

Un mondo delicato, si diceva. Soprattutto non un mondo a se stante, separato da quello di sopra e frequentato solo da chi ha l’insana passione di andarci dentro a passare il tempo libero per sete di avventura.

Nella vostra valle, in almeno dieci cavità vi è presenza di acque sotterranee: inghiottitoi, ruscellamenti all’interno, risorgive. Sì, la risorgiva lungo la strada, avete presente? Il livello si alza anche di quattro metri, l’acqua fuoriesce e va direttamente nel torrente“.

Certamente, qualcuno lo chiama fiume, ma all’inizio è un torrente, che va poi in un altro torrente e in un fiume, grande, sacro, importante, color turchese come non se ne vedono in giro, poi nel mare. Il tutto in poche decine di chilometri, quaranta, cinquanta al massimo.

Non si sa da dove viene l’acqua di quella misteriosa risorgiva. D’accordo, dai monti lì intorno, ma da dove di preciso? Se io versassi dell’acqua a terra, qui, o lì, come potrei essere certo che uscisse proprio da quella sorgente carsica, che non è esplorata, solo perché non si riesce a percorrerla? C’è una grotta profonda cinquanta metri con uno scorrimento idrico sul fondo e, all’esterno, tre sorgenti nelle vicinanze, più in basso, ma i tracciamenti delle acque fatte all’interno non hanno dato nessun risultato. Niente, non si sa da dove esca. Il che vuol dire che dove va l’acqua è un mistero, quindi, un potenziale maggiore rischio.

Se le acque inquinate o altre sostanze finissero in una grotta attiva (si dice così se ci scorre ancora dentro l’acqua, altrimenti è detta fossile), o se fossero versate sui terreni vicini all’ingresso, basta immaginare i risultati. Anzi, il rischio è ugualmente alto in qualsiasi punto della valle: la circolazione sotterranea delle acque non la conosciamo, forse non riusciremo mai a conoscerla nemmeno nei complessi più studiati“. Di nuovo, gelo e preoccupazione degli amministratori comunali.

La faccenda è seria e gli speleologi ne hanno coscienza. Grazie a queste ragazze e ragazzi ce ne rendiamo conto anche noi. Avevo intuito che la loro attività fosse importante, ma non pensavo ci portassero così in là” dice il Sindaco.

Il guaio è che molte sorgenti potabili sono proprio di origine carsica: in poche parole, l’acqua che esce da una grotta viene intercettata direttamente e convogliata nelle tubazioni. Come per la presa dell’acquedotto del paese qui a fianco, quella è una grotta da cui esce acqua che viene usata per bere.

Ho presente. E’ importante, cari speleologi, che raccontiate a tutti quanti noi di queste cose, e molto presto“. La data per la conferenza è fissata, la bottiglia si stappa. Un rosso con una punta di frizzante, un’eccellenza. Sublime… senza esagerare.

Per oggi ho finito, basta così. Mi lavo le mani, bevo un bicchiere. Domani vuoto quel po’ che rimane della cisterna del gasolio, poi la elimino definitivamente. Ieri ho visto della gente che guardava nel torrente, c’era anche il Sindaco e poi è arrivata la Forestale.

Ho chiesto al mio vicino: qualcuno deve aver versato dei liquidi inquinanti nell’acqua del ruscello, magari è stato proprio lui, abita proprio lì sopra. Ma io non sono così fesso. Basta far finire i rifiuti sottoterra, c’è un buco nel bosco qui vicino, una grotta a pozzo: verso il gasolio avanzato lì dentro e ce ne dimentichiamo. Se il gasolio va sottoterra, si ferma lì, non inquina ed è già sepolto. Farò così. Domani, però: per oggi, basta.

Si ferma un trattore: “Ciao! Come stai? Vieni a bere un bicchiere?” “Stasera c’è una conferenza, parlano della nostra valle, gente che fa escursioni, hanno girato un documentario sulle nostre montagne. Io ci vado, una volta tanto che si parla delle nostre parti…” Mi convince. Ci vado anch’io, più per stare in compagnia e fare qualcosa di diverso dal solito. La sala comunale è gremita di gente. Il Sindaco, gli assessori e i relatori: non si parla proprio di escursioni e montagna, ma di grotte. Dicono che in valle ce ne siano almeno una sessantina, molte le hanno esplorate loro, anche grandi, con meravigliose stalattiti.

Qualcuno fa una domanda: “Se ci fosse uno sversamento di sostanze inquinanti sulla superficie del suolo, mi verrebbe da pensare che il terreno possa fare da filtro per gli inquinanti che percolano: passandoci attraverso, l’acqua potrebbe depurarsi. Il problema rimane sempre, ma almeno le sostanze tossiche si riducono in concentrazione“. La speleologa spiega che non è così: “Nei territori carsici, come la vostra (nostra) valle, il vostro comune, questo non avviene. Una cavità sotterranea è una conduttura diretta, l’acqua può percorrere distanze e dislivelli enormi senza che venga minimamente filtrata. E’ come un tubo dell’acquedotto: si apre il rubinetto e la si beve direttamente“. Parole chiare, semplici. Se succedesse così anche per la grotta vicina al mio bosco? Sarebbe un po’ come sversare direttamente in un ruscello, all’aria aperta, e chissà dove andrebbe a finire. Ma no, sarebbero pochi litri, lo hanno sempre fatto tutti, cosa vuoi che succeda, proprio in quel pozzetto così piccolo, dove nessuno ci entrerà mai… Ecco proprio ora proiettano la foto di quella grotta… la riconosco! Dicono che ci sono stati dentro, il fondo è allagato, il livello dell’acqua si alza e si abbassa. Non lo sapevo.

Adesso parla un loro geologo “Si ipotizza un collegamento diretto con la nota sorgente del fondovalle, vicino all’ex osteria“.

Ho dei rimorsi di coscienza adesso, l’ho scampata bella. Ho capito qual è la sorgente, si forma un vero e proprio lago quando piove. Mi ricordo che nel fiume molti anni fa c’erano molti più pesci, ed anche i gamberi, che andavamo a pescare di notte, con le mani. Bisogna essere veloci a prenderli… Basta poco, dicono, basta poco per inquinare. Un anno ci fu una moria di pesci, una pena… a vedere il fiume così. Chiamerò qualcuno per il gasolio. Ho sentito che dovrebbe esserci una ditta che si occupa di smaltire i rifiuti pericolosi, di sicuro mi risolveranno il problema della cisterna. Alla fine, si apre qualche bottiglia. Mi prendo un bicchiere e vado a conoscere gli speleologi, mi incuriosisce quello che fanno. Il mio vicino non è più qui: è uscito di fretta alla fine della conferenza, senza salutare nessuno. Strano, gli piacciono le bicchierate e la compagnia. Forse sa qualcosa degli inquinamenti di acque? Mi sa che presto riceverà visite da qualcuno in uniforme. Mi piacerebbe che tornassero i gamberi, nel fiume.

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Mi piacerebbe che tornassero i gamberi, nel fiume ultima modifica: 2022-06-15T05:15:00+02:00 da GognaBlog

6 pensieri su “Mi piacerebbe che tornassero i gamberi, nel fiume”

  1. 6
    antoniomereu says:

    Altro che le famose 3 I di Berlusca;
    Per le questioni ecoambientali c è  un altro terzetto:Ignoranza Indifferenza e Ignavia.

  2. 5
    albert says:

    2) INFATTI NESSUNO GARANTISCE CHE SAREMO LA SPECIE PIU’ DURATURA APPARSA SUL PIANETA TERRA. FORSE FORMICHE E RATTI CI SOPRAVVI VERANNO.La tecnologia di cui meniamo vanto, sara’ la nostra rovina, specie se della tecnologia consideriamo gli aspetti immediatamente utili e profittevoli a discapito delle “scorie”, previste dalla legge fondamentale diLavoisier( infatti venne ghigliottinato con un pretesto retroattivo e la negazione della grazia “La Repubblica ( quale?? ci mettiamo dentro pure l’Industria  chimica??))non ha bisogno di dotti, né di chimici; il corso della giustizia( sic!) non può essere sospeso”.Oltre che la vita dello scienziato, spesso  ancor oggi si fa fuori pure la sua legge   fondamentale “enunciata  due secoli fa circa) della chimica.

  3. 4
    Alex says:

    Un bel racconto che, attraverso la fantasia (o magari no?), denuncia il malcostume….

  4. 3
    lorenzo merlo says:

    Il vostro progresso lo vuole.

  5. 2
    Andrea Parmeggiani says:

    Peccato, Albert, che a nessuno gliene freghi nulla…

  6. 1
    albert says:

    Niente si crea , niente si distrugge,ovvero: legge di Lavoisier è una legge ponderale ed enuncia che:

    in una reazione chimica, che avviene in un circuito chiuso, la somma delle masse dei reagenti è uguale alla somma delle masse dei prodotti.
    La Terra è un circuito chiuso nell’Universo, nascondere  masse gettando via non e’ una elaborazione chimica, ma un tapparsi gli occhi ed il naso…un diluire..un nascondere la polvere sotto il tappeto…uno scuotere tovaglie e   tappeti per aria e dove poi va , va…un gettare via un  boomerang che   poi  ti ritorna sempre sulla nuca.

     

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