9.5 tesi luterano-scientifiche versus Milano-Cortina 2026 – 1

9.5 tesi luterano-scientifiche versus Milano-Cortina 2026 – 1
di Alberto Peruffo
(pubblicato su casacibernetica.cloud e su https://www.instagram.com/peruffo.alberto/)

Le Tesi
1a tesi – 15 gennaio 2026
Il Signore e maestro Zaia Frustrato Olimpico, dicendo: “Siano sostenibili”, volle che tutta la vita degli Olimpici fosse un sacro divertimento.

Se per sacro s’intende – come dovrebbe intendersi laicamente e religiosamente – «percezione e rispetto del limite». Umano e sovrumano. Biotico e abiotico.

Foto origine: Archivi Condivisi Mountain Wilderness.

Il commento alla prima tesi (di fatto incommentabile, essendo la premessa a tutte le altre) è sostanzialmente la presentazione di questo lavoro.

Parte da oggi una serie di asserzioni scientifico-concettuali, con taglio letterario-creativo-satirico, da affiggere sulle vostre bacheche mentali e virtuali, come fece Martin Lutero, secondo leggenda, sul portone della chiesa del Castello di Wittenberg.

Lutero lo fece nel XVI sec. per debellare la corruzione e la vendita meretrice di indulgenze messa in opera dai papi romani per pagare i debiti della più grande “fabbrica del mondo”, la Basilica di San Pietro in Vaticano, utile al controllo delle coscienze. Noi lo faremo versus Milano Cortina 2026.

In fatto di denari “meretrici”, con le Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026 siamo di fronte a una delle più grandi menzogne dei nostri tempi [1], a rischio climatico; menzogna che oltraggia il concetto stesso di “sport”, sia esso olimpico o popolare. Siamo di fronte alla più grande fabbrica di sperpero di denaro pubblico e di devastazione sociale e ambientale [2, 3] mai concepita sotto l’egida dello sport, denaro che appartiene a tutti. Quindi, ad un fatto calato dall’alto – autoritario – in un paese che si dice democratico.

Sperpero fatto sotto la propaganda della sostenibilità ambientale, sociale, economica, nascosto sotto la bandiera di usurate identità nazionali, nel mentre in giro per il mondo imperano le guerre identitarie di Israele, Russia, Ucraina, la violenza degli Stati Uniti e dell’Iran, il genocidio palestinese e i conflitti infiniti nelle varie Sirie del mondo, escludendo o includendo rappresentanze mediante un regime di selezione a doppio standard [4]. Sperpero pure strategico sul piano del consenso a cui esso aspira, declamato nel nome di un gentiliano Nuovo Spirito Italiano, identitario e parassitario. Giovanni Gentile era il filosofo del fascismo. Che annunciava lo Spirito Vibrante e Dinamico, ripreso pari-pari dalla propaganda olimpica nazionale [3, pp. 25-36] Milano Cortina 2026.

Divulgate queste tesi, per rompere la falsa narrazione di queste Olimpiadi Tardoclimatiche, per liberare lo spirito olimpico dalle gabbie in cui è stato incarcerato, usurpato dai Sacerdoti del Soldo e degli Apparati Burocratici Nazionali. Dal Signore degli Appalti. Dal Dio Fascista del Denaro, che tutto fascia. Esautoriamo queste Olimpiadi, come fece Lutero per la Chiesa corrotta, ma senza essere luterani. La libertà di pensiero e di critica non segue alcuna dottrina. Segue l’emergere dei fatti e resta fedele solo alla lateralità del nostro essere figli della terra. Di Una Terra. Tutti: indigeni, senza bandiere, senza privilegi, senza interessi, se non la dignità di essere presenti. A se stessi e agli altri. In opposizione a questo schifo di mondo messo in opera dalla finanza e dalla competizione tout court, che brucia e consuma pure il corpo e l’anima degli atleti. Oltre che la psiche degli spettatori. «La nostra vita non è un gioco» [5]. Sporco.

Altro invece è lo sport. È “divergere” pure da se stessi, restando non solo o troppo umani. Ma molto di più e molto di meno. Rientrando, dopo le legittime oltranze sportive, nella mensura del nostro spirito, nei limiti del nostro e di questo, di mondo.

Concettualmente, come si dovrebbe per teoresi convenire, i limiti sono invalicabili, mentre i confini sono transitabili. Ma questo lo scopriremo nel corso delle Tesi.

La prima Tesi, riprende la prima proposizione di Lutero [6], risituazionata, tale e quale, sulla Fabbrica Olimpiadi e il suo Deus ex machina: l’allegro, ottimista e fortunato Zaia. Che vive di frustrazioni olimpiche e di primati in ogni cosa che fa e che pensa. Povero illuso.
Buona riflessione.

Post Scriptum artificiale
Così rispondono i computer, l’IA, l’intelligenza cognitiva collettiva artificiale, l’algoritmo tra potere e contropotere, alla domanda: «Sono sostenibili le Olimpiadi Milano Cortina 2026?» https://share.google/aimode/hGjIUKBeSkafGJhJG

Note e fonti
1. La Via Libera https://lavialibera.it/it-tag-83-olimpiadi_invernali_milano_cortina_2026
2. Duccio Facchini, Luigi Casanova https://www.mountainwilderness.it/editoriale/dal-sogno-olimpico-alla-realta-la-nuova-indagine-di-casanova-e-facchini/
3. Giuseppe Pietrobelli. Una montagna di soldi. Paperfirst 2025, pp. 25-36 https://www.paperfirst.it/libri/una-montagna-di-soldi/
4. Roberto De Vogli. Empatia selettiva. Perché l’Occidente è rimasto a lungo indifferente al genocidio di Gaza. Compagnia editoriale Aliberti 2025 https://www.aliberticompagniaeditoriale.it/libro/9788893237987
5. C.I.O. 2026 | Comitato Insostenibili Olimpiadi https://cio2026.org/chi-siamo/
6. Le 95 Tesi di Lutero del 31 ottobre 1517 https://www.luthergrewp.it/ewp/documenti/in-cosa-credono-i-luterani/le-95-tesi-1517 [https://it.wikipedia.org/wiki/95_tesi_di_Lutero]

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2a tesi – 19 gennaio 2026
Non è così. Le Olimpiadi Milano Cortina sono il contrario della sostenibilità. Soprattutto morale, radice di tutte le altre. Hanno ucciso i larici. Lo stesso Spirito. Olimpico.

Sono insostenibili sotto tutti gli aspetti: ambientali, sociali ed economici. Contravvengono alla stessa Agenda Olimpica 2020+5.

Foto origine: Marina Lecis.

Il concetto di sostenibilità, abusato, soprattutto quando diventa aggettivo di qualcos’altro, come “sviluppo sostenibile” od “Olimpiadi sostenibili”, è un concetto oggi divenuto pericoloso, che nasconde pratiche di greenwashing e di predazione affaristica [1], legittimando in tal modo lo sperpero di denari pubblici e la devastazione dei territori. Nel dossier di candidatura è citato 169 volte [2]. Alla prova dei fatti, le Olimpiadi sono del tutto insostenibili.

Sul piano ambientale, oltre alla devastazione fisica dei territori (v. il «massacro» del Lariceto di Ronco [3] per la Pista da Bob; v. tutte le infrastrutture che hanno riempito di cemento e di cantieri energivori e impattanti le valli e le città coinvolte [4]; v. le enormi quantità di risorse naturali depredate per alimentare in modo artificiale piste e circuiti, in pieno regime di crisi climatica, con abbassamento progressivo della quota neve [5]), le Olimpiadi Milano Cortina 2026 hanno bypassato le norme che rendevano sostenibili le opere, come le VIA (valutazione d’impatto ambientale) e soprattutto le VAS (valutazione d’impatto strategico), senza contare le VINCA (valutazione d’incidenza ambientale), vincolanti per le zone speciali, come molte delle nostre Alpi; sul piano sociale hanno depauperato le comunità montane togliendo investimenti per la salute pubblica e i servizi e mettendoli nelle mani dei soliti noti, imprenditori del lusso e del turismo predatorio [6], oltre ad avere deteriorato pratiche democratiche invalse, non avendo fatto partecipare le stesse comunità locali alle decisioni e avendo reso opache tutte le procedure, i documenti, i progetti [7]; dal punto di vista economico sono un fallimento a breve e a lungo termine, avendo più che raddoppiato i costi e le spese preventivate [8], lasciando in «eredità» (la farlocca «Legacy») debiti per anni alla comunità tutta: locale, provinciale, regionale, nazionale – sia in fatto di opere da finire, opere da manutentare, opere che finiranno al macero e nel dimenticatoio, sia generando costi di smaltimento e di liquidazione senza fine. Infine, le Olimpiadi Milano Cortina 2026 contravvengono in modo eclatante, già a priori, per non avere mantenuto le promesse espresse nella candidatura, l’Agenda Olimpica 2020+5 siglata dallo stesso CIO (Comitato Olimpico Internazionale). Dunque una “contravvenzione” non solo a posteriori, come i fatti dimostrano, ma pure a priori [9], suggerendo un’intenzionalità morale dedita al malaffare.

Siamo di fronte ad un vero e proprio fallimento morale. Che apre la porta a tutti gli altri fallimenti specifici. All’insostenibilità fattuale di queste Olimpiadi.

Post Scriptum artificiale
Così rispondono i computer, l’IA, l’intelligenza cognitiva collettiva artificiale, l’algoritmo tra potere e contropotere, alla domanda: «Perché le Olimpiadi Milano Cortina 2026 non rispettano l’Agenda Olimpica 2020?» https://share.google/aimode/roEhDgyc7ZRJXrDEt

Note e fonti
1. Scientists for Global Responsibility, New Weather Institute. Olympcs Torches Report How the Winter Olympics being a platform for polluters is melting the snow it depends on https://www.newweather.org/wp-content/uploads/2026/01/Olympics_Torched_report_18-01-2026.pdf
2. Giuseppe Pietrobelli. Una montagna di soldi. Paperfirst 2025, p. 60 https://www.paperfirst.it/libri/una-montagna-di-soldi/
3. Luigi Casanova. L’ecocidio del lariceto di Ronco https://www.mountainwilderness.it/editoriale/lecocidio-del-lariceto-di-ronco-cortina-distrutto-uno-scrigno-che-racchiude-piu-tesori-per-costruire-una-pista-da-bob/
4. Duccio Facchini. Prima e dopo Milano Cortina. L’impatto delle opere visto dall’alto, da Cortina a Livigno https://altreconomia.it/impronta-olimpica-2026/
5. Maurizio Dematteis, Michele Nardelli. Inverno liquido. La crisi climatica, le terre alte e la fine della stagione dello sci di massa. Derive Approdi 2023 https://deriveapprodi.com/libro/inverno-liquido/
6. 1685 euro a notte per il nuovo albergo di Renzo Rosso https://www.vogue.it/article/renzo-rosso-intervista-cortina-dolomiti-hotel-ancora
7. OPEN OLYMPICS 2026. Presentati i dati del primo report di monitoraggio delle opere relative ai Giochi Milano Cortina 2026 https://www.libera.it/it-schede-2607-olimpiadi_invernali_milano_cortina_trasparenza_appalti_mafie
8. Valerio Della Sala (Università di Torino). Milano-Cortina, è svanito il sogno delle Olimpiadi low-cost https://www.huffingtonpost.it/blog/2026/01/14/news/milano-cortina_svanisce_il_sogno_dellolimpiade_low-cost-20953735/
9. L’aver costruito impianti e infrastrutture non necessarie, che non solo non comparivano nella candidatura che permise l’assegnazione a Losanna nel 2019, ma che vanno addirittura contro i principi e le direttive espresse dalle raccomandazioni dell’Agenda Olimpica 2020 +5, soprattutto la Seconda Raccomandazione, tutta incentrata sul «Foster sustainable Olympic Games», affossa senza appello la sostenibilità di queste Olimpiadi https://stillmed.olympics.com/media/Document%20Library/OlympicOrg/IOC/What-We-Do/Olympic-agenda/Olympic-Agenda-2020-5-15-recommendations.pdf

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3a tesi – 22 gennaio 2026
L’uomo-umano ha dichiarato guerra alla natura. Il rapporto con la Terra è stato infranto, coprendo la frattura di cemento e ipocrisia.

Tonnellate di cemento, bugie ed ipocrisia sono la materia grigia di queste Olimpiadi edulcorate.

Foto origine: Pietro Lacasella.

Nel commentare il taglio illegale, secondo il nostro esposto [1] e i fatti verificatisi, del lariceto di Ronco, nel capitolo Hanno ucciso il bosco incantato del suo libro [2], il giornalista d’inchiesta Giuseppe Pietrobelli conclude: «a Cortina l’uomo ha dichiarato guerra all’ambiente» – «a dispetto delle Olimpiadi che dovrebbero svolgere azioni volte a favorire la pace” (Carta Olimpica, principio fondamentale n. 3)».

Non c’è molto da aggiungere a questa tesi, limpida e chiara nella sua prima proposizione. Abbiamo solo allargato la semantica del soggetto – uomo-umano – per tenere nella debita (che crea debiti, sociali e ambientali) considerazione il fatto, storicamente e antropologicamente, provato, della violenza tipica del retaggio culturale di matrice monocratica, machista, o maschilista che si voglia, tipico di molte culture assolutiste, dense di metafisiche/verità rivelate staccate dalla concretezza dei sensi e dei corpi, o creazioniste, dove la natura – concetto molto più largo e pertinente di ambiente, allargato anch’esso nella proposizione – è al servizio dell’uomo, signore del mondo. Le dottrine monoteiste, patriarcali, gerarchicamente strutturate, come le nostre, colonialiste fino al midollo, ne sono un fulgido esempio, nonostante l’avvento di santi di nome Francesco o di papi tardivamente ecologisti sociali. Luteranamente pensando.

Il rapporto infranto è stato sepolto dalle montagne di menzogne, ampiamente documentate [3], e di cemento, ampiamente gettato [4] che si possono riscontrare nei sedimenti spaziali, fisici e digitali collegati – nonostante le frane – a queste misere Olimpiadi. Insostenibili.

Ovviamente se l’uomo-umano che ha pensato queste Olimpiadi ha dichiarato guerra alla natura, noi dichiariamo guerra a questo uomo-umano antropocentrico e disumano, di fatto. Una guerra civile, e senza compromessi, creativa e non violenta, come dichiarammo nella prima Argo [5] contro i Pfas. 8 anni fa. La prima guerra ambientale su grande scala da noi vinta [6].

Post Scriptum artificiale
Così rispondono i computer, l’IA, l’intelligenza cognitiva collettiva artificiale, l’algoritmo tra potere e contropotere, alla domanda: «Perché le Olimpiadi Milano Cortina hanno dichiarato guerra alla natura?» https://tinyurl.com/2mfkkva9

Note e fonti
1. MW Italia. Non torneranno i larici. Quando la legge non fa il suo dovere? https://www.mountainwilderness.it/etica-e-cultura/non-torneranno-i-larici-quando-la-legge-non-fa-il-suo-dovere/
2. Giuseppe Pietrobelli. Una montagna di soldi. Paperfirst 2025, p. 314 https://www.paperfirst.it/libri/una-montagna-di-soldi/
3. Alberto Peruffo, Menzogne insostenibili https://gognablog.sherpa-gate.com/menzogne-insostenibili/ – Aggiornamenti da Cortina https://gognablog.sherpa-gate.com/aggiornamenti-da-cortina/ – La pista pronta? https://gognablog.sherpa-gate.com/cortina-la-pista-pronta-neanche-per-sogno/
4. Gianni Barbacetto. Olimpiadi 2026. Il territorio PRIMA e DOPO la slavina di cemento https://www.giannibarbacetto.it/2026/01/12/olimpiadi-2026-il-territorio-prima-e-dopo-la-slavina-di-cemento – Natalie Sclippa. Lombardia, Olimpiadi di cemento https://lavialibera.it/it-schede-2528-lombardia_olimpiadi_di_cemento_milano_cortina_2026
5. NCPP. Prima Argo contro i PFAS https://ncpp.cloud/argo-analisi/guerra-lavoro-prati-argo-01/
6. Giorgio Kaldor. Sentenza storica Miteni. 141 anni di carcere complessivi e maxi risarcimento https://www.renewablematter.eu/pfas-processo-miteni-sentenza-condannati-manager-risarcimento-mase

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4a tesi – 28 gennaio 2026
Mentre gli atleti e gli operai fanno la fame e si consumano i corpi, i dirigenti olimpici sono superpagati e vivono nel lusso. Mangiano e bevono. A sbafo.

I dirigenti CIO, CONI, MICO e SIMICO, FFWW, usw e di tutte le entità infra e sovrastrutturali ai Giochi, vivono nel lusso e/o alimentano lo spreco.

Foto origine: Slim Aarons/Getty Images.

È notizia di questi giorni che i lavoratori subappaltati dell’Arena Santa Giulia di Milano vengono pagati con un panino al salame [1] all’ora. Tra i 5 e i 6 euro. Dall’altro lato della medaglia olimpica, a Cortina, si apprende invece che il signorotto Renzo Rosso può raggiungere il suo albergo elitario – 1.685 euro per una camera a notte, l’equivalente di 280 panini al salame – in 15 minuti, da casa sua [2]. Il benestante ha l’elicottero, i malestanti le automobili (intruppate sull’Alemagna). Inoltre, per rimanere al calduccio di chi sta bene, troppo bene, dentro alle stanze si possono trovare un sacco di libri interessanti, soprattutto di moda e delle passioni del signorotto, moto e così via, senza “far conto” del lusso superconfezionato a misura singolarissima – ogni stanza è “identitaria” – dell’oltremisura. 

Nei caldi alberghi di Cortina ovviamente non si muore di freddo, ci si coccola nel tepore delle sale e nel profluvio di cibi e dolci compagnie. Dall’altro lato – dell’albergo, verso monte – nei gabbiotti dei cantieri si rischia l’assideramento o l’infarto per la montagna di ore di lavoro e di veglia. Ma meglio non dirlo troppo forte (sul morto pugliese – d’infarto, in condizioni di lavoro estremamente duro è calato il silenzio [3]) e tirare dritto per non offuscare di maldicenza le Olimpiadi, dove regnano bellezza e armonia. Infrante [4]?

I dirigenti poi, alla Malagò, o peggio alla Thomas Bach, girano con spese personali picaresche, quasi fossero faraoni in prossimità delle Tre Piramidi di Lavaredo, fatte di Oro, Incenso… e Birra. Si parla di 24.000 euro per una notte, in una suite nipponica. Di 400.000 euro, dal 2019, solo per viaggi e missioni dei dirigenti del CONI [5].

Oppure, nel caso i compagni di merende olimpiche amassero le Ferrari o le bici supercostose, tipo le Pinarello, per avere facili relazioni con questi grandi marchi, basta chiedere a Luca Zaia, l’uomo che ha pensato le Olimpiadi Milano Cortina in segreto [6]. Spremendosi le meningi. Tra le spanne delle mani e del pensiero. Luteranamente pensando.

Così, in via deduttiva, nel mentre i corpi degli atleti si consumano per ore e ore di estenuanti – e a volte massacranti e insignificanti (alla fine dei conti e della vita) – allenamenti, solo alcuni raggiungono le libagioni dei dirigenti olimpici. I più bravi – specie i sovversivi della nazionale italiana (della nazione che ha speso centinaia di milioni per i villaggi olimpici) si rifiutano di dormire nelle baraccopoli di Cortina [7], pure nello studentato di Milano o tra le caserme finanziarie di Predazzo: non sono il massimo della socialità e del lusso, a cui, sembra, il pensiero dei dirigenti olimpici aspira. E ispira. Altro che sport popolare. Tutto è concentrato, anzi, concertato. Un concerto di pratiche costose e franose. Le 377 Baracche di Cortina qualcuno le ha paragonate a un campo di concentramento. Forse per il pericolo di averle costruite sopra un terreno ad alto rischio geologico [8]. Di solito è raro che un cataclisma geologico accada, un cedimento spontaneo della montagna. Ma se capita, capita. E non certo per l’ira degli Dei dell’Olimpo, visto che di Olimpiadi si parla. O forse sì?

Insomma, tra Milano e Cortina, soprattutto tra l’ingolfata [9] Ale-magna – qui-se-magna, il magnar veneto – una moltitudine di persone dormono e mangiano a sbafo di tutti i contribuenti. Di tutte le nazioni. Essendo queste Olimpiadi un banchetto planetario dove gli scarti fisici e climatici sono a carico del pianeta intero. E lo sport, quello vero, nell’accezione della premessa delle nostre Tesi, pochi lo praticano e a pochi importa. Il magnar-sodo-e-a-sbafo è diventato il vero sport olimpico di queste Olimpiadi Tardoclimatiche.

Post Scriptum artificiale
Così rispondono i computer, l’IA, l’intelligenza cognitiva collettiva artificiale, l’algoritmo tra potere e contropotere, alla domanda: «Quanto è lo spreco delle Olimpiadi Milano Cortina?» https://share.google/aimode/hT8pciuQVPBVojZSN

Note e fonti
1. Davide Ilarietti. Pagati meno di un panino al salame https://www.cdt.ch/prodotti/cdt-weekend/pagati-meno-di-un-panino-al-salame-416730
2. Italo Pantano. L’Ancora di Cortina riapre con la visione di Renzo Rosso https://www.harpersbazaar.com/it/lifestyle/viaggi/a69162269/hotel-ancora-cortina-renzo-rosso/
3. Alessia Piovesan. La tragedia di Cortina https://www.rainews.it/tgr/veneto/video/2026/01/la-tragedia-di-cortina-parlano-i-colleghi-che-hanno-soccorso-zantonini-non-e-morto-di-freddo-01ca9392-13de-4d92-ab39-c5fd8a335bd0.html  – Giorgio Sbordina. Vigilante morto nel cantiere a Cortina, il gioco non si ferma https://www.collettiva.it/copertine/lavoro/olimpiadi-cortina-morto-lavoro-vigilante-parla-la-cgil-ixn5cz34
4. MW Italia. Bellezza e Armonia infrante: il vero volto di Milano-Cortina https://www.mountainwilderness.it/editoriale/inaugurazione-delle-olimpiadi-invernali-milano-cortina-2026-i-giochi-della-bellezza-e-dellarmonia/ 
5. Giuseppe Pietrobelli. Una montagna di soldi. Paperfirst 2025, pp. 91 e 94 https://www.paperfirst.it/libri/una-montagna-di-soldi/ – A pag. 115 si apprende che Vincenzo Novari, AD di Fondazione MICO dal 2019 al 2022, grazie alla “forzatura politica” di mantenere le entità giuridiche dei Giochi in regime di diritto privato, pur facendo interessi pubblici e gestendo denari pubblici, si assicurava uno stipendio di 500.000 euro all’anno (equivalenti a 83.333 panini al salame).
6. Angela Pederiva. Luca Zaia: «Il dossier segreto, le Ferrari, il bob. Così ho portato i Giochi a Cortina» https://www.ilgazzettino.it/milano_cortina/notizie/luca_zaia_dossier_segreto_ferrari_bob_cortina-9311600.html
7. Giorgia Venturini. Perché molti atleti italiani non saranno al villaggio olimpico di Cortina, ma preferiranno gli hotel https://www.fanpage.it/sport/sport-invernali/perche-gli-atleti-italiani-non-saranno-al-villaggio-olimpico-di-cortina-ma-preferiranno-gli-hotel/
8. Serena Tabarini. I giochi d’azzardo dei cantieri olimpici https://ilmanifesto.it/i-giochi-dazzardo-dei-cantieri-olimpici
9. Damiano Torment. Alemagna, blocco dei tir per le Olimpiadi Milano Cortina https://www.ilgazzettino.it/nordest/belluno/alemagna_blocco_tir_olimpiadi_milano_cortina-9300431.html

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5a tesi – 3 febbraio 2026
Gli sponsor globali sono tra i maggiori inquinatori del pianeta. La fiaccola della sostenibilità è una fiaccola della menzogna, sociale e climatica. Si parla di pace con avvocati di guerra.

«Non brucerete il nostro futuro» – abbiamo detto a chiare lettere a ENI, COCA-COLA, LEONARDO e a tutti coloro che stanno devastando il pianeta.


Foto origine: Assemblea No Inceneritore Fusina.

Siano benvenuti tutti gli atleti delle Olimpiadi, ma non gli sponsor che hanno le mani sporche di sangue e devastazione. Come sia possibile avere tra gli sponsor ufficiali soggetti quali:
– ENI, responsabile di alcune tra le più grandi opere di estrazionesfruttamento e danni socioambientali del PIANETA (solo per restare in Veneto e senza ricordare l’unione di Eni e Montedison che portò a ENImont e relativi disastri di Porto Marghera, basterebbe ricordare la recente unione tra Mitsubishi ed ENIchem per formare la MIT-ENI, rea del più grande disastro chimico contemporaneo europeo [1], quello dei PFAS, che ha portato morte e patologie diffuse);
– LEONARDO, produttore di armi di ultima generazione (con legami fortissimi con le fornitura ad Israele di Netanyahu [2]);
– COCA-COLA, tra le maggiori predatrici di acqua, imbottigliata nella plastica monouso (che ha invaso il pianeta intero [3]);
– come sia possibile in una Olimpiade eticamente, socialmente, ambientalmente, economicamente sostenibile avere sponsor così compromessi, nessuno riesce a spiegarlo. Neppure i top manager pagati centinaia di migliaia di euro per vendere un brand menzognero, edulcorato di verde e di sostenibilità sociale.

La contraddizione è inoppugnabile: è la menzogna che si fa fiaccola, con fumi tossici rilasciati al mondo intero. Lo dimostra il recente report Olympcs Torched firmato da centinaia di scienziati e atleti [4]. Tra le aziende coinvolte nella filiera dei combustibili fossili troviamo il costruttore automobilistico STELLANTIS, la compagnia aerea nazionale ITA Airways, senza contare il colosso dell’industrialismo internazionale FINCANTIERI, leader della grande cantieristica, pure militare.

Portare oggi quella fiaccola [5] – della sostenibilità presunta, con il logo di ENI e COCA-COLA sopra la fiamma – soprattutto da tedofori che sono fuori dai Giochi presenti, siano essi icone del passato, o personalità del presente, è una macchia morale dal momento in cui si è consapevoli che gli sponsor citati sono il contrario della sostenibilità. È vendere la propria autorità positiva, il proprio percorso di autore e di atleta di valore, o anche solo di personalità laterale, al gioco sporco dei grandi poteri. È prostituire la propria immagine per legittimare l’immagine sporca del potere. È il peggiore del greenwashing perché si aggancia ai valori imprescindibili del mandato olimpico, i quali vorrebbero la pace e non le guerre: tutt’altra cosa rispetto alla fame, la distruzione, lo sfruttamento delle genti e dei territori messo in opera dai grandi sponsor globali. Costoro hanno invece appositamente “comprato” l’immaginario di queste Olimpiadi. Veicolando un immaginario tossico.

Boicottiamo ENI, boicottiamo LEONARDO, boicottiamo COCA-COLA, boicottiamo tutti gli sponsor menzogneri, non certo gli atleti e i valori autentici delle Olimpiadi, boicottiamo le menzogne di pace di queste Olimpiadi, dove avvocati di guerra, come Trump e molti altri capi di stato autoritari con interessi economici-militari-neocolonialisti, vogliono essere protagonisti. Questi non possono essere ammessi tra le fila di chi concorre alla pace mediante l’arena simbolica dello sport.

Lo sport “inter-nazioni” dovrebbe invece avere come scopo primario il «seppellire le armi» per far emergere solo la rettitudine e il rispetto di tutte le forze in campo, senza corpi ferire, senza morti tra i campi di gioco. E oltre gli stessi. Far emergere le qualità e le differenze, senza distruggere, prevaricare, colonizzare l’avversario. La competizione nello sport “agonistico” viene infatti tenuta entro certi limiti e portata sul piano simbolico. Tanto da far partecipare, pur con diverse criticità da risolvere [6], anche atleti di nazioni “in guerra”, fuori dagli schemi militari e dai conflitti spaventosi (genocidio israelo-palestinese e conflitto russo-ucraino, in primis) di questi giorni. Sorge un dubbio di fronte all’antropocentrismo delle nazioni: che non siano queste competizioni inter-nazioni, queste Olimpiadi Tardoclimatiche, uno schema vecchio e pericoloso da superare definitivamente?

Post Scriptum artificiale
Così rispondono i computer, l’IA, l’intelligenza cognitiva collettiva artificiale, l’algoritmo tra potere e contropotere, alla domanda: «Perché sono tossici gli sponsor globali delle Olimpiadi Milano Cortina?» https://tinyurl.com/hpswnpjs

Note e fonti
1. PFAS.land. Breve storia sociale della Miteni https://pfas.land/2022/12/31/31-dicembre-2022-breve-storia-sociale-della-miteni-nei-territori-contaminati-da-pfas-una-prima-traccia-per-il-futuro/
2. The Weapon Watch. Cosa produce Leonardo per Israele https://www.weaponwatch.net/2024/01/26/cosa-produce-leonardo-per-israele/
3. Francesca Biagetti. Coca Cola è (ancora) l’azienda che inquina di più con la sua plastica: è suo 1 rifiuto su 10 abbandonato nell’ambiente https://www.greenme.it/ambiente/rifiuti-e-riciclaggio/coca-cola-inquinamento-plastica
4. Liam Gilliver. Olimpiadi Invernali 2026: atleti denunciano gli sponsor inquinanti https://it.euronews.com/green/2026/01/18/olimpiadi-invernali-2026-atleti-denunciano-gli-sponsor-inquinanti
5. Alberto Peruffo. La fiaccola della servitù https://www.facebook.com/photo/?fbid=10161948023495880&set=a.10152257633945880
6. Elisabetta Moro. Quali sono i Paesi che non potranno partecipare alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026? https://www.cosmopolitan.com/it/lifecoach/news-attualita/a70006484/paesi-esclusi-olimpiadi-milano-cortina-2026/

(continua in https://gognablog.sherpa-gate.com/9-5-tesi-luterano-scientifiche-versus-milano-cortina-2026-2/)

9.5 tesi luterano-scientifiche versus Milano-Cortina 2026 – 1 ultima modifica: 2026-02-27T05:13:00+01:00 da GognaBlog

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19 pensieri su “9.5 tesi luterano-scientifiche versus Milano-Cortina 2026 – 1”

  1. Ottima argomentazione e scritta con grande competenza e passione. Io le olimpiadi non le ho seguite perchè mi sono immedesimato in uno dei larici sacrificato da questo “Sistema”. Dalla parte della natura sempre. Grazie Peruffo!

  2. Le cose illogiche sono molto spesso anche dannose. Per la pista in questione il danno é sia ambientale che economico visti i soldi che si potevano risparmiare usando la pista di Cesana.Ma noi avevamo l’Appendino come sindaco …

  3. Grazie a Luciano e Carlo per le precisazioni!
    Saremo i soliti commentatori, ma almeno siamo in grado di andare al di là delle parole scritte di un articolo.

  4. I larici ricresceranno anche, ma non certo in tempi brevi e  poi, se proprio “lì” ci hanno piazzato del cemento (nuova pista di bob), non penso che ricrescano. Ma i larici di Cortina NON sono il “danno” ambientale più grave di queste Olimpiadi: piuttosto sono diventati l’emblema dei danni ambientali privi di fondamento logico (si poteva correre a Igls o sulla pista di Cesana torinese – altro abominio ambientale, ma almeno il cemento sul terreno lì c’è già, a Cortina ne hanno messo di nuovo…). Non a caso la manifestazione Gogna/Peruffo per le vie di Milano è stata una sfilata allegorica e provocatoria di larici stilizzati, che quindi sono diventati un emblema, un “brand” si dice oggi…

  5. Non vedo mai schierarsi gli ambientalisti contro le grandi multinazionali che per esempio deforestano l’Amazzonia per allevare vacche e rifornirci di tanti buonissimi Humburger,

    Ecc. ecc. 
    Consiglio una visita da un buon oculista.

  6. Sorvolando sui larici, che una volta tagliati tendono a ricrescere, mi sento amareggiata per la superficialità dei commenti: basterebbe una ricerca veloce su internet per comprendere che l’autore non è un ambientalista da solotto e che l’analisi offerta è un resoconto in divenire che è cominciato decenni fa e non si ferma alle parole, come quelle scritte da chi, evidentemente, non è uso spendere energie per cause comuni.
     
     

  7. Articolo pesante e difficile da seguire, come gran parte delle argomentazione degli pseudoambientalisti da salotto contrari a tutto.
    Per prima cosa le Olimpiadi sono una cosa seria, perchè rappresentano l’apice di tutte le attività sportive, che vanno sicuramente praticate ed incentivate. Lo sport fa bene alla salute fisica e mentale e in un mondo di italioti farebbe sicuramente bene.
    Seconda cosa. Non vedo mai schierarsi gli ambientalisti contro le grandi multinazionali che per esempio deforestano l’Amazzonia per allevare vacche e rifornirci di tanti buonissimi Humburger, cibo spazzatura per eccellenza o che schiavizzano riders o altri per poterci portare a domicilio pacchi o pasti. Oppure contro le nazioni del cosiddetto terzo mondo dove schiavi, bambini e donne ci garantiscono prodotti a basso prezzo senza avere alcuna garanzia sociale, sanitaria, economica e sicurezza. Non vedo mai i vari Landini andare in Cina a protestare. E’ meglio farlo qui sul salotto di casa.
     

  8. Mi risulta che i larici, se piantati, “tendano” a ricrescere … se eliminiano un evento come le olimpiadi come lo sostituiremo nei sogni di migliaia di giovani sportivi che in tutto il mondo per anni sudano, si allenano, faticano, si sacrificano sperando di parteciparvi ? La vera “sostenibilitá” di un evento come le olimpiadi credo dovrebbe essere garantita in primis da chi li organizza questi “giochi” e cioé dal CIO. Ma gli interessi economici hanno una “forza intrinseca” infinitamente superiore ai temi ambientali specie quando questi ultimi si fanno paladini di posizioni estreme come quelle che sostengono l’abolizione di questi eventi i quali comunque ritengo che piacciano alla maggioranza dell’opinione pubblica (me compreso). A mio parere queste “energie ambientaliste” andrebbero invece orientate verso soluzioni che puntino ad una vera sostenibilitá degli interventi da eseguire per assicurare lo svolgimento dell’evento. Un esempio pratico é stata la costruzione drlla nuova pista di bob che si poteva evitare rimettendo in funzione quella di Cesana dei Giochi di Torino e risparmiando molto denaro pubblico. Certo che se nel 2006 avessero evitato di realizzarla in pieno sud … (per la serie “Se Sparta piange …”).

  9. Basta dargli una divisa e la gente è disposta a fare le peggiori cose e gratis…che si tratti di controllare un green pass, fare il volontario a Cortina, o sterminare un popolo….l’importante è la divisa 

  10. Un argomento di cui si discute poco è anche quello relativo al reclutamento dei volontari: possibile che con gli sponsor sopra citati e tutto il denaro che è girato, non ci fossero due spicci per retribuire queste persone? Come dire, voi siete poveri, sempre poveri rimarrete e vi facciamo credere che lavorando gratis (anche quando non sarebbe necessario) vi sentirete autogratificati per aver contribuito ad un evento unico. Il volontario in queste situazioni sarebbe da proibire per legge, il lavoro va retribuito.

  11. Ottimo articolo esaustivo,illuminante,letto con l’aiuto del DSM…e pertanto ben collocato,avanti cosɨ,poi qualcuno si domanda,perchê succedono gli eventi che accadono nelle manifestazioni e nelle menti dei proponitori….e va beh..dove sta la differenza del pensiero di un Sig.Crovella,riguardo le olimpiadi,di un contestatore di piazza esagitato e di un Sig.Peruffo .ideologo? mah,ai CPS e relativi qualificati operatori la risposta..Auguri..auguri..

  12. “Leggendo gli ultimi due commenti non si può che dargli ragione: la violenza si propaga incontrollata senza rispetto per i viventi tutti.”
     
    Si e qualche volta vien da pensare che non sia poi la soluzione peggiore…😒

  13. Confesso che, a tratti, anch’io ho faticato a comprendere, ma solo perché non conosco in dettagli fatti che l’amico Alberto Peruffo segue da sempre battendosi in prima linea.
    Lo inviterò a essere più chiaro.
     
    Leggendo gli ultimi due commenti non si può che dargli ragione: la violenza si propaga incontrollata senza rispetto per i viventi tutti.

  14. che lagna !
    ma i larici delle boiserie del tuo soggiorno invece si potevano tagliare, giusto ?

  15. Letta con una certa difficoltà soltanto la prima parte.
    Veramente da neuro deliri.

  16. Ottimo articolo! Non come quello dell’amico di Honnold (così gli spiego anche cos’è un articolo che mi piace).
    Le Olimpiadi sono sempre state la stessa cosa, un dispositivo di propaganda politico-sociale, una rappresentazione volta a far dimenticare i problemi reali a favore di uno spettacolo infantile per una massa inebetita da grandi eventi a ripetizione.
    Mai più Olimpiadi, mai più grandi eventi.

  17. Ottimo che si batta il ferro finché è caldo, al fine di convincere tutti i cittadini italiani che i grandi eventi sportivi (come le Olimpiadi) sono una sciagura e non una benedizione. Tali eventi sono una sciagura innanzi tutto sul piano dei danni ambientali (i famosi larici abbattuti a Cortina costituiscono l’episodio più eclatante, ma non l’unico e, chissà, forse neppure il più grave in termini di danno ambientale…). Ma tali eventi sono una sciagura anche per l’eccessivo inquinamento dei 15-20 gg a cavallo dell’evento (forse addirittura 30 gg se contiamo quando arrivano gli atleti, si sistemano e si allenano un po’ prima  dell’inizio delle gare…) e poi sono uno spreco immenso di denaro pubblico, cioè di tutti noi.
    Benissimo quindi che si batta il ferro finché è caldo, al fine di sensibilizzare i cittadini e sperare che RIFIUTINO ipotesi future di altre Olimpiadi o Mondiali in Italia. Ma il punto dolente NON è la fondatezza o meno delle tesi anti-Olimpiadi (oggi espresse da Peruffo o da Gogna, in passato da Crovella ma anche da altri…), bensì l’intelligenza o meno dei cittadini. intelligenza che, almeno sul caso di specie, non c’è proprio, come dimostrato anche da tesi espresse di recente in altre conversazioni. Dovrebbe TUTTI dire: colpa nostra che NON siamo stati capaci (nel 2016-19) a respingere l’ipotesi di queste Olimpiadi, ma MAI PIU’ altre Olimpiadi in Italia. invece si sta già parlando di Olimpiadi estive 2036!
    Finché ci sarà quello che io chiamo il “popolo bue”, che si eccita perché si fanno le Olimpiadi in Italia, le proposte in tal senso faranno sempre presa e, invece, le tesi contrarie, fondate o meno, verranno tacciate di esser solo delle insopportabili paranoie.

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