Riusciremo a sopravvivere a 50 gradi?

Riusciremo a sopravvivere a 50 gradi?
di Carlo Crovella

Si brucia troppo combustibile fossile per produrre energia. Anche le auto elettriche, spacciate come il toccasana sul tema, utilizzano energia ancora in gran parte prodotta bruciando petrolio, carbone e gas.

Andando avanti così, in pochissimo tempo, renderemo invivibili molti spazi del Pianeta Terra. Ipotizzare una Pianura Padana con una temperatura che, per sei mesi l’anno, stazionerà sui 50 gradi centigradi significa di fatto non poterci più vivere come siamo sempre stati abituati a fare. O addirittura non poterci più vivere in assoluto: siccità prolungata, black out continui (per i troppi condizionatori in funzione), attività produttiva, ospedali e trasporti in tilt, disagi di ogni tipo. A tutto ciò vanno aggiunti i fenomeni naturali (inondazioni, frane, tempeste di vento, …) sempre più numerosi, imprevedibili e devastanti.

Luca Mercalli

Per contrastare il cambiamento climatico devon esser presi dei provvedimenti planetari, il che significa che i cosiddetti “grandi” della Terra si devono mettere d’accordo. Sono pessimista sul tema. Si tratta di una di quelle battaglie di principio che vengono portate avanti per decenni e non avranno mai una vera soluzione: lotta alla mafia, contrasto all’evasione fiscale, estirpare la mortalità infantile nel terzo e quarto mondo.

Per lo meno, sono battaglie che sfuggono al condizionamento da parte del singolo cittadino. Forse, mettendoci tutti insieme, noi singoli cittadini possiamo fare una pressione politica sulle nostre autorità, affinché battano i pugni sul tavolo nei relativi summit. Ma si troveranno di fronte i rappresentanti degli interessi contrapposti, cioè cinesi, indiani, americani e perfino russi, cui non interessa un fico secco di ridurre le emissioni di CO2.

Per me l’unica soluzione ragionevolmente perseguibile è la combinazione fra due trend comportamentali: accompagnare, in modo fisiologico e non cruento, la dinamica demografica in calo (per avere meno individui che premono sul pianeta) e ridurre drasticamente i consumi individuali.

Infatti dobbiamo convincerci che occorre tornare ad uno stile di vita più tranquillo, più sobrio, molto meno sprecone: meno viaggi, meno turnover di cellulari, auto, gadget, ma anche di vestiti, di scarpe e di attrezzatura sportiva; mangiare cibo più semplice e soprattutto a chilometro zero (rinunciamo al sushi o al thailandese, lasciamoli là, a casa loro). Beviamo dalle nostre sorgenti, evitiamo di far viaggiare per l’intero stivale carovane di TIR pieni di bottiglie di acqua minerale.

In sintesi, dobbiamo tornare quanto meno allo stile di vita “pre globalizzazione”: tutti ci abbiamo creduto, nella globalizzazione, (mi ci metto anche io…), ed eravamo in buona fede. Ora, col senno di poi, la globalizzazione è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso nel processo di rapido utilizzo delle risorse del pianeta: così rapido che da “utilizzo” si è passati a “spreco incontrollato”. Visto che l’errore di credere nella globalizzazione come il “plus” della vita lo abbiamo focalizzato, seppur a posteriori, evitiamo di perseverare nello stesso errore, cioè torniamo indietro.

Saremo più poveri di oggi? Certo, ma almeno avremo qualche chance in più di continuare a vivere. Soprattutto di continuare a vivere a casa nostra.

Se non ci convinciamo, i cinquanta gradi centigradi ci arrostiranno tutti in breve tempo. Chi non è ancora persuaso, legga cosa prevede il noto meteorologo Luca Mercalli.

Caldo torrido, Mercalli smonta le fake news
(“Ma quali ‘corsi e ricorsi’. La causa è la combustione di petrolio, carbone e gas. Ed è provato”)
di Luisella Gaita
(pubblicato su ilfattoquotidiano.it il 18 luglio 2023)

“Le ondate di calore degli ultimi anni e di questi giorni hanno una sola ragione: il riscaldamento globale. Il segnale è chiaro”.

Cicli climatici? “Stupidaggini: ci sono alcune ragioni fisiche per cui avvengono i cicli climatici, ma in questo momento l’unica ragione alla base di un aumento delle temperature di tale portata è la combustione di petrolio, carbone e gas”.

Il climatologo e divulgatore scientifico Luca Mercalli, spiega a ilfattoquotidiano.it cosa sta provocando il caldo torrido (anche) di questi giorni e cosa significa in termini di riscaldamento globale, smontando anche alcune fake news sui cambiamenti climatici.

“Stiamo vedendo cose mai viste: l’estate più calda della storia d’Europa è stata, almeno finora, quella del 2022, con oltre 60mila vittime” aggiunge, ricordando la stima dei ricercatori dell’Instituto de Salud Global di Barcellona, autori di un recente articolo pubblicato su Nature Medicine.

Quello del 2022 è stato un record anche per l’Italia al pari, però, di quello registrato nel 2003. “Ma per altri Paesi è stata davvero la prima volta. Basti pensare che l’anno scorso ci sono stati 40 gradi anche a Londra” spiega Mercalli. E l’estate 2023, finora, non promette bene.

Ci spiega che cosa sta accadendo in questa settimana?
“Il caldo torrido è dovuto a un grosso anticiclone africano, quindi area calda che arriva dal Sahara. Tutto il Mediterraneo è sotto l’influenza di questa bolla di aria africana. Fa caldo in Spagna, in Marocco, Algeria, Grecia e Italia, dove avvolge tutto il Nord Italia, arrivando più o meno fino alle Alpi. Qui, entra in contatto con l’aria più fresca del Nord Europa. Ed è per questo che le temperature sono salite anche a Milano, ma meno. I dati di lunedì sono 43-44 gradi tra Sicilia, Sardegna e buona parte del Sud e via via a scendere fino ai 38-39 gradi della Pianura Padana”.

Cosa dobbiamo aspettarci per le prossime settimana?
“Questa situazione a Nord si spegne venerdì, 21 luglio, mentre al Centro-Sud va avanti almeno fino al 25 luglio. Se parliamo delle estati più calde d’Europa, non possiamo ancora dire se supereremo il record del 2022, perché non abbiamo i dati complessivi dell’intera stagione, anche se gli ingredienti ci sono tutti”.

Ci sono, però, altri dati che riguardano l’intero Pianeta?
“Dal 3 al 10 luglio 2023 si è registrata la settimana più calda della Terra. Parliamo, va sottolineato, dell’intero pianeta: aria, atmosfera e oceani misurati con tutti gli strumenti disponibili nel mondo, dalle stazioni meteorologiche alle boe. E questo è il dato più importante, perché ci fa dire che tutto il Pianeta si sta riscaldando e, ovviamente, a livello locale ci sono queste ondate di caldo che oggi sono da noi e domani sono da un’altra parte. In questo momento, per esempio, ci sono anche in California e Cina. Quest’ultima ha registrato 50 gradi, temperatura che dovrebbe essere raggiunta anche in California in questi giorni.

Sul riscaldamento globale una serie di convinzioni e fake news rischiano di rendere meno chiaro il problema e rallentare la battaglia per affrontare la crisi climatica. Basta la percezione di un giugno più fresco, come avvenuto in Italia, per confondere le idee sulla strada che il Pianeta ha imboccato…
“Le nostre percezioni non sono come quelle dei termometri, sono mediate da tanti altri aspetti psicologici. Infatti, il mese di giugno l’abbiamo percepito come fresco, perché era molto nuvoloso e pioveva spesso, ma in realtà è stato l’undicesimo più caldo in duecento anni. Il fatto è che se in un mese si registrano ogni giorno i 30 gradi, viene percepito come normale, nella media, mentre se nello stesso mese in un giorno si arriva a 50 gradi, è quella la traccia che rimane. Il giudizio sulle estati calde, però, lo fanno i termometri e non la percezione delle persone”.

Non deve confondere, quindi, neppure la nevicata a Johannesburg, dopo undici anni.
“È avvenuto in Sudafrica, dove è inverno perché parliamo di Emisfero Sud. La settimana scorsa sono caduti due centimetri di neve: una nevicata che si verifica più o meno ogni dieci anni. Ma non è che un piccolo fenomeno locale, per altro in un inverno australe, sia in contrasto con il riscaldamento globale”.

Eppure, spesso, intense precipitazioni e alluvioni sono terreni fertili per il negazionismo climatico.
“Bisogna fare una distinzione tra il caldo estremo e le alluvioni. Queste ultime hanno diverse cause. Quando parliamo di ondate di calore il segnale, invece, è univoco: è dovuto al riscaldamento globale. Il caldo, poi, ha dei riflessi anche sulle piogge e ne genera l’aumento in alcune circostanze e la diminuzione in altre. Quindi, per intenderci, non è che l’alluvione in Emilia Romagna sia colpa del riscaldamento globale, ma l’alluvione è stata intensificata dal riscaldamento globale e gli effetti di quanto accaduto sono anche frutto di cementificazione e cattivo uso del territorio. Le alluvioni climatiche esistono da sempre, basti pensare a quella di Firenze del ’66 e a quella di Sarno. Ma il cambiamento climatico ci mette una sua piccola parte per peggiorare la situazione. Invece questo caldo è nuovo, inedito”.

Che cosa intende per ‘inedito’?
“Che queste temperature e questa frequenza delle ondate di calore non hanno eguali negli ultimi duecento anni, ossia da quando abbiamo i dati. Ma, da una serie di indagini, come quelle sui ghiacciai, sappiamo che non c’erano neanche prima. E queste indagini ci dicono che le ultime annate sono le più calde di sempre. La settimana iniziata dal 3 luglio è stata la più calda almeno degli ultimi due secoli, considerando che i dati dei satelliti meteorologici sono disponibili dal 1979, sono stati confrontati con quelli degli osservatori precedenti. È un dato importante, che dovrebbe far riflettere”.

Eppure, anche di fronte al caldo torrido e ai record, si sente ripetere il tormentone “non c’è alcun riscaldamento, si tratta di fenomeni che avvengono con una certa ciclicità”. Ma è davvero così?
“Sono stupidaggini. Non si tratta di cicli. I climatologi fanno proprio questo, cercano di capire perché cambiano le stagioni o le temperature. I cicli esistono nel clima, ma devono avere una ragione, che può essere nel sole, nella posizione dell’orbita della terra attorno al Sole o, talora, nelle correnti a ciclo oceaniche. Ci sono alcune ragioni fisiche per cui avvengono i cicli climatici. Ecco, in questo momento queste ragioni non stanno operando, mentre quella che sta operando è una forzatura indotta dall’attività umana, ossia la combustione di petrolio, carbone e gas. E questo non è un ciclo naturale, perché sono escluse le cause naturali che in questo momento non ci sono: il Sole è tranquillo, non è che fa più caldo perché il Sole è diventato più violento, l’asse terrestre è stabile, l’orbita terrestre sappiamo come si comporta e ci vorranno 50mila anni perché arrivi una glaciazione. Quindi, in questo momento, il caldo è frutto delle emissioni di CO2 dell’umanità, cosa che sappiamo da cent’anni”.

Riecco la domanda di prima, ma con un orizzonte a lungo termine. Cosa dobbiamo aspettarci per i prossimi anni o decenni?
“Semplice. La temperatura continuerà a salire. Le ondate di calore diventeranno più frequenti e più intense. Vuol dire che se adesso arriveremo a 45 gradi, tra qualche anno si arriverà a 50 gradi. La temperatura più calda della storia del clima d’Italia sono i 48,8 gradi di Siracusa registrati l’11 agosto del 2021, record termico italiano ed europeo. Se in questi giorni superassimo quella temperatura, avremmo addirittura un nuovo record assoluto. Ma, comunque, pian piano questi numeri diventeranno sempre più alti e ci saranno sempre più giorni di caldo estremo. In pratica l’estate di dilaterà e gli inverni diventeranno sempre meno freddi”.

Siamo preparati?
“Purtroppo no. Anche l’Italia ha un Piano di adattamento ai cambiamenti climatici che sostanzialmente è come se fosse ancora nei cassetti del ministero. La gente non sa nulla, mentre tutti dovremmo conoscere quello che sta accadendo alla perfezione. Anche perché il Mediterraneo è una delle zone al mondo più esposte ai cambiamenti climatici. Da noi, poi, c’è tutto: i ghiacciai sulle Alpi, che solo nel corso dell’estate dello scorso anno hanno perso il 6% di ghiaccio, incendi boschivi, siccità, alluvioni e l’aumento dei livelli del mare che minaccia Venezia (che rischia a fine secolo di avere quasi un metro di mare in più) e il delta del Po’. Un problema gigantesco, perché è permanente. E il Mose servirà per qualche decennio, ma non potrà farcela con aumenti di tale portata. L’Accordo di Parigi dice una cosa molto chiara: se azzeriamo le emissioni entro il 2050, l’aumento della temperatura rispetto ai livelli preindustriali si fermerà a 2 gradi, se non facciamo niente proseguirà fino a 5 all’orizzonte del 2100. Non possiamo tornare indietro, ma possiamo ridurre il danno futuro ed evitare di andare oltre i 2 gradi, perché questo condannerebbe le future generazioni a vivere in un pianeta ostile”.

Riusciremo a sopravvivere a 50 gradi? ultima modifica: 2023-08-15T05:57:00+02:00 da GognaBlog

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205 pensieri su “Riusciremo a sopravvivere a 50 gradi?”

  1. Eccolo. Facciamo fare sempre prima gli altri. Pretendiamo sempre qualcosa dagli altri….giudichiamo le persone senza conoscerle. Chiediamo agli altri conto della loro vita, importante è non cambiare la nostra. Incredibile come dibattiti che incontrano favore al punto di arrivare a 80/100 post diventino alla fine cadute di educazione e rispetto

  2. Bene Carlo, allora comincia a dare l’esempio liberandoti del tuo smartphone, perché se non lo sai, 
    “per creare un solo telefono è necessario estrarre dalla Terra e lavorare duramente (anche con importanti processi chimici, impattanti dal punto di vista ambientale) almeno 10-15 kg di minerali, dei quali non meno di 7 kg del minerale grezzo da cui si estrae l’oro, 1 kg di minerale per estrarre rame, 750 g di minerale per il tungsteno e 200 g di minerale per il nichel. L’estrazione di alcune di queste sostanze è associata ad un elevato dispendio energetico e a lungo trasporto. La grande richiesta di apparecchi elettronici rende questi elementi sempre più preziosi e rari.”
    https://education21.ch/it/pronto-chi-parla/materie-prime-e-produzione#:~:text=Gli%20apparecchi%20elettronici%20sono%20molto,il%20nichel%20e%20l'oro.
    A meno che non faccia parte anche tu di quelli che decidono loro dove mettere i paletti. O forse è preferibile continuare come si è sempre fatto? 

  3. Non seguo il blog per convincere o farmi convincere ma per confrontare. Se Lei mi ritiene inutile e servile…. bontà Sua. Continuo a credere che alzare il ditino contro i grandi inquinatori continuando la propria vita non servirà a farci sopravvivere ai 50º. Meno chiacchere, meno giudizi sulle persone e via, a testa bassa a rinunciare, a cambiare, a studiare. Non più con l’egoistico tornaconto personale ma per gli altri e per chi verrà non per chi c’è. …..e un po’ di educazione e rispetto non produce CO2

  4. Carlo, che tu sia (passami il termine) servile si capiva anche da certi tuoi interventi postati nei giorni scorsi. In pratica sei già pronto ad eseguire gli ordini – la versione moderna di “armiamoci e partite”: isolate obbligatoriamente e a vostre spese la casa e, quando fuori farà troppo caldo, chiudetevici dentro, col permesso d’uscire solo per andare al lavoro – deprimente, soprattutto quando invochi la “sospensione della democrazia”. Davvero non vedo niente di più lontano da me, dalle mie idee, di quello che scrivi tu su questo blog. Mi dispiace, c’è ne faremo una ragione.

  5. Beh, se si deve giudicare, prima sarebbe da fare un processo. Siamo così sicuri dell’eredità malata di busch, gate, bezos, briatore e compagnia cantando?. In fondo han dato lavoro a molti, han permesso di mandare a scuola i figli dei loro dipendenti…han sempre pagato tasse che gli hanno richiesto. Anche in campo ambientale si dovrebbe fare una stima del loro impatto rispetto ai rispettabili imprenditori, evasori, sfruttatori al nero e alimentatori della terra dei fuochi. Voltaire predicava che si curasse il proprio orto e si cercasse il ramo d’oro nel 1700… l’avessimo ascoltato!!

  6. Caro Bertoncelli, un po’ com’è per tutti, immagino, la morte è mistero – ed anche indiretta esperienza – che accompagna da tempo la mia vita, come un rumore di fondo che va via via intensificandosi col passare degli anni. Ti capisco. Non pensavo però che il tuo intervento si dovesse intendere solo come monito ai ricchi possessori di motoscafi e aerei, che prima o dopo anche loro, come tutti, moriranno. Sulla morte, del resto, non c’è disputa: è l’unica verità, come diceva giustamente Bardamu. Però è anche vero che, al netto dell’essere tutti parte di un sistema, non è che la morte lavi via le colpe e, soprattutto, le conseguenze di quello che si è stati: il giorno che saremo entrambi morti, io e George W. Bush Jr., il carico di colpe – o magari anche meriti – che si sarà lasciato alle spalle lui sarà di gran lunga superiore al mio. Altro che livella. Altro che, come scrive qui sopra l’ineffabile Crovella, “siamo stati tutti a favore della globalizzazione”: Carlo Giuliani non era a favore della globalizzazione, ed io con lui. A volte bisogna avere la forza di prendere posizione, ed è verissimo quello che scrive Giuseppe Balsamo: “ a chi è parte del problema mancano gli strumenti per far parte della soluzione”. Sono anche io parte del problema, e oserei dire che lo siamo tutti, chi più e chi meno. Da dentro al sistema si può guardare con un po’ d’ottimismo al progresso tecnologico. Ma certamente il commento prezioso di Balsamo coglie un punto essenziale a questa discussione. Forse la soluzione vera è un cambio radicale di sistema. L’ho già scritto altrove: se vogliamo dare ai problemi del mondo il loro giusto peso, se li vogliamo mettere in un ordine di priorità, la prima crisi da risolvere è quella legata alle disuguaglianze. Questo spero risponda anche alle tue profonde istanze, Bertoncelli: non è che occorra necessariamente attendere di essere morti per pareggiare i conti con la tracotanza di Flavio Briatore. Si può provare a fare qualcosa anche prima. Certo, si può anche scegliere, semplicemente, di attendere – magari postando, di tanto in tanto, funerei promemoria sul Gognablog…

  7. Preferisco essere ottimista ed aver torto che pessimista ed aver ragione (a. Einstein)

  8. Genoria, le mie parole erano leggerissimamente piú profonde di quanto hai inteso: l’Uomo di fronte al mistero della morte, e non il ragionier Fantozzi di fronte al condizionatore che non funziona piú.
     
    Sapevo di essere fuori tema, per cui ho cercato di porvi rimedio prendendo a pretesto – come collegamento un po’ forzato – il mio commento 64. In tal modo speravo di eludere gli strali del nostro Alessandro il Censore, sempre spietato quando si tratta di infierire sulle divagazioni fuori tema (non è vero! 😉😉😉).
     
    Tu evidentemente frequenti da non molto tempo il GognaBlog, altrimenti avresti notato che argomenti funesti come la vanità della vita mi frullano in mente. E cosí a volte mi confido qui, sperando di incontrare un compagno di sventure che sia sintonizzato sulla mia stessa lunghezza d’onda di pessimismo esistenziale.
     
    Oltre al pessimismo, però, fortunatamente c’è anche altro. Per esempio la sottile ironia, le battute scherzose, l’umorismo “nero” (o surreale) e l’assoluta sincerità in ogni rapporto interpersonale. Con queste armi tento di affrontare il mistero della vita e della morte. Ma è una dura battaglia…
     
    Et de hoc satis.

  9. @89 (seconda parte)
    Genoria, c’è chi sostiene che a chi è parte del problema mancano gli strumenti per far parte della soluzione. E, forse, non ha tutti i torti.
    Qui ci si concentra (giustamente) sul problema del cambiamento climatico, e lo sviluppo tecnologico potrebbe in effetti aiutare: se non a risolverlo del tutto almeno per mitigarne gli effetti.
    Ma quello del cambiamento climatico non è l’unico dei problemi di una società basata sul mito della crescita infinita, su una visione predatoria dell’ecosistema in cui vive, e che fa del PIL (che deve sempre crescere) l’unica unità di misura del proprio benessere.
    Ovvero, fondamentalmente, di un sistema che disconosce l’esistenza dei limiti e che non ha la ricerca dell’equilibrio fra i suoi obbiettivi.

  10. Ma torna verde de che? ma in questi ultimi 50 anni abbiamo sentito di tutto… dai mari che si alzavano di 10 metri, alla siccita’ (do you remember aprile?), etc.
    Tutto sbagliato.
    Scienziati che urlavano “la siccitah!!!”… e infatti abbiamo visto quanta siccita’ in maggio e giugno….
    Gente non istruita che recita slogan (vedi il Carlo autore qui sul blog) che parla di catastrofi e che dobbiamo stare chiusi dentro in casa.
    Ma andate al diavolo!.
    Se si puo’ produrre in modo piu’ ecologico, ben venga. Ripeto il problema sono le PLASTICHE non la co2. 
    Troppi gruppi di interessi stanno volando sopra sulla questione co2. Se fosse solo un mantra di qualche scienziato, ok, ma ancora prima ci sono ricchi industriali (Gates, politici, etc) che parlano bene e razzolano malissimo.
    Gli voglio vedere a piedi SEMPRE, mangiare larve SEMPRE. 
    Poi ne parliamo sul far fare sacrifici alla gente, tenerla ferma. 
    Cmq per 70 cretini che abboccano a queste cazzate croveliane ce ne sono 30 che han ben capito cosa sta accadendo.
    Parlo con parecchie persone di questi argomenti, e la gente è meno stupida di quello che crede Crovella. 
    La gente ha capito che con il green rischia di perdere tutto o quasi. 
    Come ho letto un intervento, quello che si puo’ fare lo si fa. Si ricicla, si raccoglie con la differenziata, non si usano Plastiche (ma non siamo andati sulla Luna, vogliamo non sapere sostituire la plastica? (ironico)).
    Inoltre se problema ambientale c’è vuol dire che è collettivo e merita una risposta collettiva. Inoltre se proprio vogliamo addossare la rogna lo si fa con incentivi alla produzione green. Quindi te inquini? paghi di piu’. Così il consumatore attraverso i prezzi andra’ verso prodotti e servizi piu’ “sostenibili” (termine che vi piace tanto ma dove ci sta la fregatura…infatti recentemente una societa’ petrolifera saudita ha passato un test esg, non vi dico come… è tutta una truffa…come detto sono grandi imprenditori che montano questa questione e se la risolvono con poco tra di loro, salvo gravare il cittadino con importi insostenibili (vedasi cappotto, finestre, auto elettrica, etc). 
    Altro che far fare al cittadino il mutuo con le banche per comprarsi cappotto, etc. 
    L’ha detto anche il CEO Renault… l’elettrico è ELITTARIO, e la gente andra’ a piedi. 
    Voi vi fate il problema dell’intasamento della montagna. 
    Il problema è GIA’ RISOLTO. Voi starete a casa, perchè in futuro l’auto elettrica la maggior parte non potra’ permettersela e starete nelle vostre belle citta’ di cemento di 15 minuti. 

  11. MORIREMO TUTTI, DAL PRIMO ALL’ULTIMO

    La vigile arresa di Bertoncelli (88).
    Se uno non ha figli e ha più di 60 anni, direi che non c’è niente di cui preoccuparsi. Poi se l’Unione Europea comincia a rompere troppo i maroni, uno può sempre trasferirsi altrove (la Groenlandia no: perché torni verde, come ai bei tempi andati, ci vogliono ancora un po’ d’anni; però penso che si riesca a trovare un qualche posto molto liberal e desideroso d’accogliere un pensionato italiano con quattro soldi in tasca; poi se il tal pensionato pensa che la CO2 non è un problema per il clima, allora può anche permettersi, in caso di stagioni particolarmente calde, di sparare l’aria condizionata a bomba senza remore d’alcun tipo).

  12. Stefano, se parti dal concetto che “la CO2 non è un problema”, cioè che le emissioni di CO2 non siano la causa del riscaldamento atmosferico, allora, se continua così – nel senso che, spero, non vorrai negare l’evidenza: indipendentemente da quale sia la causa, ci stiamo scaldando alla grande – se continua così, dicevo, e non sappiamo neanche perché, allora ci restano solo le preghiere e la – ehm – vigile attesa (il correttore automatico voleva che scrivessi “arresa” invece che “attesa”, e forse aveva ragione).
     
    Se invece, come me, prendi per buono quello che la scienza, con ampio consenso al proprio interno, ha individuato come causa del riscaldamento atmosferico (emissioni di CO2 e di altri gas serra), allora io dico che una via d’uscita potrebbe essere il progresso tecnologico: meglio che la riduzione dei consumi individuali o altri obblighi nati magari da evitabili situazioni d’emergenza.

  13. Ebollizione o glaciazione, una cosa è certa:
    MORIREMO TUTTI, DAL PRIMO ALL’ULTIMO.
     
    … … …
    Dopo questa battuta, che voleva essere beffarda (ma non troppo), eccone invece una immensamente triste:
    “La morte è l’unica cosa egualitaria in questo mondo di lacrime”
    (vedi, per esempio, il mio precedente commento 64).
     
    P.S. Quel vecchio saggio di Totò la chiamava “la livella”.

  14. Perché continuiamo a discorrere su quale sia la causa dell’innalzamento delle temperature e non facciamo nulla per far fronte a questo processo?

  15. Carlo (82):
     

    La conoscenza ci salverà 

     
    Al di là della ricerca di energia alternativa/pulita (non me ne intendo ma mi pare che non ci sia mai stato troppo entusiasmo: pochi investimenti e risultati quasi mai competitivi, se confrontati con quelli delle energie tradizionali/fossili), dal lato della cattura e del riciclo di anidride carbonica mi pare invece vi sia molto fermento (e conseguentemente molto marketing). Nel settore industriale dove lavoro io le dichiarazioni volontarie di emissioni sono diventate consuetudine e, sostanzialmente, obbligo. Simile discorso si può fare per le analisi dei cicli di vita (di prodotti, infrastrutture ecc.). Ed è chiaro che, sostenute dalle esigenze di marketing, ma anche da finanziamenti pubblici e dallo scambio di carbon credits (con tutte le controversie di entrambi i casi), vanno sviluppandosi e consolidandosi nuove tecnologie sia per la cattura che, soprattutto, per il riciclo dell’anidride carbonica. Incoraggiante, secondo me.
     
     
    La conoscenza dunque ci salverà? Industria petrolifera permettendo, potrebbe esserci un po’ di speranza. Ho i miei dubbi invece che la riduzione dei consumi possa fare qualcosa, perché il sistema economico in cui viviamo è programmato solo per lo scarico verso il basso (e quindi tutto il peso delle rinunce ricadrebbe sui cittadini, con risultati modestissimi in termini di risparmio di anidride carbonica). Quindi sì, la mia speranza è che la ricerca, lo sviluppo di nuove tecnologie ci venga concretamente ed efficacemente in aiuto. Ma detto questo, non posso non notare che come sia demoralizzante, in Italia, lo stato della ricerca (e per estensione dell’istruzione, in generale ma soprattutto a livelli medi e alti): con tali premesse, questa nuova sfida tecnologica non farà altro che marginalizzare ancora di più, e in tutti i sensi, il nostro paese.

  16. Dello stesso autore (Diamond) consiglio ” collasso, come le società scelgono di morire o vivere” …..molto in tema con l’argomento

  17. 74. No, ma ho letto “Armi, acciaio e malattie” che, leggendo le recensioni di Cannibali, pare affrontare, almeno in parte, temi simili. In ogni caso lo metto in lista.
    (Ps: 23-8?) 😉

  18. Se penso all’influenzer femmina salita sulla Trieste in elicottero o alla nordica che in 2mesi ha fatto 14 ottomila..non vedo un futuro diverso. Non ne farei una questione di genere. Il solo modo che è stato trovato per ridurre le nascite è aumentare il reddito.(0.7 figli in italia con reddito di 20mila euro contro i 9 in nigeria cin reddito 2 mila euro). Purtroppo l’aumento del reddito è direttamente collegabile all’aumento della CO2. Ribadisco che ognuno di noi deve cominciare a rinunciare e pretendere investimenti non per cercare altri pianeti ma per arrivare finalmente alla fusione nucleare…..o alla fotosintesi clorofilliana. La conoscenza ci salverà 

  19. Ha parlato il furbacchione, certo certo.
    Sei di un’ignoranza che non solo sfiori l’abisso, vai oltre l’abisso. Certo che ho delle view non comuni, si chiamano CONTRARIAN. Il contrarian nei mercati finanziari, vince. Perchè quando tutti credono in una cosa poi si inverte il trend. 
    Ma cosa vuoi che spiego a un pallone gonfiato come te. 
     

  20. Guardati intorno, tu vivi col paraocchi. D’altra parte basta leggere le cose scriteriate che scrivi normalmente, per prendere atto che vivi in un mondo tutto tuo, che non è la realtà che ci circonda. Cmq io non sono minimamente interessato a redimerti, anzi sono convintissimo che individui strambi come te siano una zavorra, per sé e per gli altri: basta lasciarti per conto tuo e affonderai di tuo.
     
    Mi rivolgo quindi agli altri lettori. Il punto sulle donne e’ oggettivamente rilevante per il tema dell’articolo (ovvero come e se l’umanità riuscirà a salvarsi dal problema ambientale)  nei seguenti termini. È ormai ovvio che uno degli elementi che l’umanità potrà giocare sarà il varo di severe politiche di controllo delle nascite. Senza tale scelta non si piegherà la dinamica demografica. Ebbene, se tali decisioni dovessero esser assunte da politici maschi, molto difficilmente il genere femminile le accettera’. Anzi scatteranno tendenze alla ribellione. Se invece tali decisioni saranno assunte da donne al potere, che fra pochi decenni potrebbero occupare il 70-80% dei ruoli chiave a livello mondiale, abbiamo qualche chance che il genere femminile sia più disponibile a recepire le decisioni, per un meccanismo psicologico di “sorellanza”, diciamo così. Se infine non dovessero riuscire neppure le donne al potere a varare efficaci politiche di contenimento delle nascite, allora non ci sarà salvezza per nessuno e finiremo tutto abbrustolito, come descritto da Mercalli.

  21. È cambiato il vento. In decadenza è il genere maschile che ha fatto la sua parte nella storia e non ha più niente da dire. 
     
     
    Ma certo che il genere maschile è in decadenza, ma lo è anche la societa’ tutta, l’economia, etc. Ma non si puo’ dire che l’uomo è inferiore alla donna e che la donna porta avanti la societa’ perchè nella storia il progresso e la crescita delle civilta’ sono sempre venute per opera dell’uomo piaccia o meno. 
    E ribadisco: anche un cretino capirebbe che l’uomo è in crisi o lo vogliono in crisi. Ma parliamo dell’uomo delle societa’ occidentali, diverso è il caso delle civilta’ orientali che sono in crescita e dove la figura dell’uomo è ancora predominante. 
     

  22. È cambiato il vento. In decadenza è il genere maschile che ha fatto la sua parte nella storia e non ha più niente da dire. Il sorpasso e la sostituzione stanno già avvenendo, saranno inarrestabili. Vedrete che si andrà nella direzione indicata. tornando sul tema, se abbiamo ( come umanita’) una piccola speranza di salvarci dallo sfacelo ambientale, essa si concretizzerà nelle decisioni delle donne. Se non riusciranno neppure loro… amen.

  23. Mai letto tante cazzate come l’intervento 75. Semmai la storia dimostra proprio il contrario. Quando una societa’ è in piena decadenza allora prendono il comando le donne. 
    Nel sacro romano impero, gli imperatori erano donna? Con il boom degli ultimi 300 anni degli Usa, quanti leader donna ci sono stati. E potrei andare avanti all’infinito.
    Purtroppo c’è gente che spara cazzate e il bello di tutto questo che se ne vanta pure. 

  24. @ Crovella al 75. Quindi, la Nazione Italia e gli Italiani, non hanno di che preoccuparsi.

  25. E’ risaputo da tempo immemore che le donne hanno intelligenza e senso pratico in misura infinitamente superiore a quella maschile. Sono loro che “portano i pantaloni”, in famiglia, come in azienda, come sta accadendo anche nella conduzione degli Stati. Il trend in essere di raggiungimento (da parte delle donne) delle posizioni di potere e responsabilità (sia sul piano politico che nella vita civile e professionale) non potrà che aumentare a velocità incontrollata. Saranno quindi le donne, dalle posizioni che contano, che prenderanno atto della necessità di un rigido controllo delle nascite e che sapranno varare le relative politiche, cosa che noi maschietti non riusciremo mai a fare perché (come universo statistico nel suo complessivo) non sappiamo rinunciare alla civiltà consumistica, che invece presupporrebbe una crescita indiscriminata di umani-consumatori. I maschi si inebriano per un nuovo cellulare, una nuovo SUV, una nuova fiammante piccozza. Le donne no, sanno comprendere cosa conviene fare. La conclusione è che l’unica speranza di salvezza che ha l’umanità è riposta proprio nella mani delle donne.

  26. Ricordo bene come nel 2008, quindi 13 anni fa, ad una assemblea d’istituto al liceo si è parlato di “piano 20-20-20” (20% di energia da rinnovabili, 20% miglioramento efficienza energetica, 20% taglio emissioni di CO2 entro il 2020).Altri che MinCulPop, MinVer e altre amenità. 
    @Luciano Regattin: a proposito di sovrappopolazione, hai mai letto “Cannibali e Re” di M.Harris? 

  27. A mio modo di vedere, l’unica “politica demografica” sensata è quella che mette ciascuna donna nella condizione di poter decidere liberamente se avere figli, quanti averne, e quando averli.
    Sarà una soluzione utopistica, ma non ne vedo altre.

  28. Lungi da me fare un peana all’ideologia nazista, ma, se non accettiamo tutti il principio di accompagnare al ribasso la dinamica demografica (ovviamente senza arrivare a fucilare i viventi), ogni altro discorso sul tema è vuoto di significato. il Pianeta Terra non può dare sostengo a 8 mld di esemplari di Homo sapiens, meno che mai a 9, 10, 11…
     
    Contenendo le nascite, il saldo nati-morti diventerà negativo (mentre ora è attivo, sembra – fonte Regattin – di 75 milioni ogni anni). Il tal modo la dinamica si “piegherà” e potremo (nell’arco di almeno 5 generazioni) tornare a numeri coerenti con un consumo consapevole delle risorse del pianeta.
    E’ vero che c’è un’altra variabile in gioco, quella dei consumi pro-capite, ma per quanto ciascuno di noi viri verso uno stile di vita ridotto all’osso (cosa che cmq io ho già fatto da almeno 15-20 anni e ogni giorno invito tutti a fare), non è questa la variabile numericamente dominante del discorso, bensì l’altra, quella dell’eccesso di individui sul pianeta (sia nel complesso, sia area per area). Infatti se io vivo come una formichina, ma ogni anno arrivano sul pianeta altri 74.999.999 individui che consumano come le proverbiali cicale, il mio risparmio di risorse non compensa l’azione di costoro.
     
    Se non interveniamo sulla dinamica demografica, la situazione sfuggirà di mano: guerre, pestilenze, pandemie, siccità, carestie. Cui aggiungere i fenomeni apparentemente indipendenti dall’uomo: alluvioni, frane, crolli. Alla fine la Natura (che non ha un cervello pensante, ma è un insieme di leggi fisiche, chimiche, biologiche…) applica i suoi meccanismo in modo automatico, spietato, inalterabile. Da questo punto di vista, non c’è nulla di più “nazista” della Natura, che scremerà senza pietà le specie in eccesso.

  29. L’idea di un bene della terra si nutre della stessa utopia malata dei “consapevoli”, di una elitè visionaria che proietta le sue idiosincrasie per il prossima, il suo odio per l’altro, in un ipotetico mondo migliore che non avrai mai luogo.
    Il vostro sogno è relegare “quelli che non la pensano come voi” prima nel recinto delle città – che non sconfinino sui vostri sacri monti -, poi nel nulla della non nascita

  30. Bertoncelli 
    Non so se l’immagine puo essere più o meno chierificatrice:
    anche se praticata un millimetro alla volta l’esito della pratica sodomitica subita contro volontà non cambia.
    l’idea in se è per se è nazista.
    ps
    questo non è un inetrvento contro la sodomia, che data al diffusine della pratica e il riconoscimento sociale che riscontra deve essere cosa che ha il suo bene, buono e bello.

  31. Ratman, è ovvio che nessuno qui  pensa di risolvere il problema della sovrappopolazione con metodi coercitivi, tantomeno nazisti, come invece fecero i maoisti cinesi col figlio unico, tra l’altro misura chiaramente suicida. Non dovrebbe esserci neppure l’esigenza di specificarlo, ma evidentemente non è cosí. 
    Si tratterebbe invece di una diminuzione estremamente graduale della popolazione, nell’arco di numerose generazioni e in modo consapevole. Quante generazioni? Almeno cinque o sei o sette, ovvero ben piú di un secolo e comunque in maniera tale da non rischiare il collasso sociale, come invece forse accadrà nel nostro Paese se continuasse questo tasso di natalità. 
    In sintesi, manca del tutto una politica demografica a livello mondiale. 
     
    In ogni caso, se non provvederemo noi, ci penserà Madre Natura a risolvere il problema ma con i suoi metodi: l’apocalisse.
     
    Di ciò però l’ONU non parla. A loro preoccupa l’ebollizione globale. Ci dicono che siamo già a cinquanta gradi; anzi, peggio: l’acqua bolle a cento gradi. 

  32. @66
    Il problema del numero degli abitanti della terra” è posto direttamente dall’ecosistema, che è un sistema fisico finito e di conseguenza non può sostenere una popolazione infinita.
    Cresci oggi e cresci domani (che di riduzioni, globalmente, ancora non se ne sono viste), prima o poi necessariamente si arriverà a un qualche tipo di equilibrio: o imposto dal limite delle risorse o deciso e accettato (o imposto) socialmente.
     
    Il “sapore nazistoide“, eventualmente, può essere avvertito nei metodi e criteri proposti nel secondo caso, ma non mi pare di aver letto nulla nei commenti aquesto proposito (almeno finora 🙂 ).
    Mentre, nel primo caso, dimostreremmo di non essere molto diversi da una colonia di batteri su una piastra di Petri.

  33. @64
    Panfili e aerei privati e il lusso idiota – e non i condizionatori dei poveri cristi – dovrebbero essere al primo posto nella lista delle cose da bandire
     
    Capisco che tu ne faccia una questione etica.
    Ma, se ne escludi la causa antropica, panfili, aerei privati e lusso idiota (o qualsiasi altra attività umana) non dovrebbero (secondo te) avere nessun impatto sul cambiamento climatico.
    Quindi, nella sostanza e in questo contesto (del cambiamento climatico), qual’è il punto a bandirli ?
     
    Comunque, da un punto di vista strettamente morale (di disuguaglianze sociali, eccetera) posso anche essere d’accordo.
    Ma, dal punto di vista sostanziale, ovvero dell’effettivo impatto di questi sul problema climatico, temo che stiamo parlando di un epsilon poco significativo anche ammettendo la causa antropica (disponibile a valutare dati che mostrano il contrario).
     
    A proposito di ipocrisia, invece che sull’uso di panfili e aerei privati da parte dei super-ricchi, credo che sarebbe più significativo concentrarsi sull’impatto ecologico delle attività in cui questi investono il loro (tanto) denaro.
    In rete si trova qualche informazione (per chi è interessato), giusto per stabilire le corrette priorità nella “lista delle cose da bandire” e su cosa effettivamente significhi pedalare nel contesto del cambiamento climatico.

  34. Avviso ai naviganti
    Attenzione, tutti gli interventi che in modo più o meno direttono pongono il problema del numero degli abitanti della terra hanno un vago sapore nazistoide,
    anche perchè nessuno che li propone si metterebbe in prima fila per togliere il disturvo alla fantomatica Natura

  35. “Io conduco, per mia natura, una vita assolutamente modesta.”
     
    Ti confesso che sono cosí non solo per il mio carattere, forse innato, ma anche grazie agli insegnamenti spirituali che mi sono stati donati da una vita di alpinismo. A dispetto di chi lo ritiene soltanto una attività sportiva.

  36. “Non ho capito: se ritieni che la causa del cambiamento climatico NON sia antropica, che c’entrano i panfili da cinquanta metri, gli aerei privati e i condizionatori ? Anzi, avanti tutta! No ?”
     
    Ma come? Panfili e aerei privati e il lusso idiota – e non i condizionatori dei poveri cristi – dovrebbero essere al primo posto nella lista delle cose da bandire: una lista che viene compilata dai potenti, dai ricchi e dai predicatori, ovvero proprio dai proprietari di panfili e aerei privati e da chi vive nel lusso senza freni.
     
    P.S. Come vedi, ne faccio soprattutto una questione etica: non sopporto l’ipocrisia in stile “Fate come diciamo, ma non fate come facciamo, ché noi nel frattempo ce la godiamo”.
    Quando li vedrò pedalare, allora pedalerò anch’io (forse). Io conduco, per mia natura, una vita assolutamente modesta: e questi qui – i potenti, i ricchi e i predicatori, climatici e no – pretendono di impormi rinunce mentre loro continuano a vivere negli agi scandalosi. Ma stanno scherzando? O stiamo rimbecillendo noi?
     

  37. @61
    Non ho capito: se ritieni che la causa del cambiamento climatico NON sia antropica, che c’entrano i panfili da cinquanta metri, gli aerei privati e i condizionatori ? Anzi, avanti tutta! No ?
     
    Comunque, se la questione dei panfili e degli aerei privati dei super-ricchi fosse effettivamente sostanziale più che morale (hai qualche dato da proporre sull’incidenza di queste due particolari categorie sulle emissioni globali di climalteranti ?) il problema sarebbe di facile soluzione: basterebbe vietarli senza avere, credo, troppi effetti indesiderati (anch’io sono disposto a rinunciare al mio panfilo ormeggiato di fianco al tuo, il jet invece mi serve per lavoro 🙂 ).
    Purtroppo, contrastare effettivamente il cambiamento climatico non mi sembra che sia così semplice.
     
    Pure la faccenda della sovrappopolazione andrebbe contestualizzata e rapportata ai diversi stili di vita delle diverse popolazioni, che impattano sul consumo di risorse e sulle emissioni in maniera assai disomogenea.
    Si vedano, ad esempio, le date di raggiungimento dell’Overshoot Day da partedel Quatar e della Giamaica: circa la stessa popolazione ma con impronte ecologiche agli estremi della scala.
     
     
    P.S. Una discussione è sterile nella misura in cui i partecipanti non ascoltano quello che dicono gli altri.

  38. Trovo che parlare di riduzione della popolazione mondiale senza parlare PRIMA (o almeno ANCHE) di un’equa distribuzione della ricchezza e della condizione femminile sia piuttosto ipocrita (volevo scrivere “da paraculi”, ma mi sono trattenuto).

  39. Per concludere una discussione finora sterile, credo che su questi punti potremmo essere tutti d’accordo:
     
    1) Uno dei problemi principali è la sovrappopolazione. Perché non lo si affronta a livello globale?
     
    2) Quando i potenti e i ricchi e i predicatori climatici della terra rinunceranno al condizionatore nelle loro superville, pure noi lo spegneremo nei nostri appartamenti.
    NON PRIMA.
     
    N.B. Beninteso, prima dei condizionatori vengono i panfili da cinquanta metri e gli aerei privati.
    Io sono disposto a rinunciare ai miei, sia al panfilo ora ormeggiato alle Bahamas che al jet che mi attende per le mie due spedizioni annuali in Himalaya e la vacanza di Natale alle Mauritius.
     
    I potenti, i ricchi e i predicatori faranno altrettanto? Voi che dite?
     

  40. A me sembra che ci si stia accanendo uno contro l’altro cavalcando iperboli che non portano a nulla. Ma su una cosa mi par si conviene: Uomo o ciclo il pianeta si sta scaldando…possono sopportarlo 8, 9…..10 miliardi di uomini ?? Converrete che no, che dobbiamo intervenire per mitigare. Secondo me dobbiamo rinunciare, ridurre. Nel nostro piccolo, a prescindere, e pretendere che la politica lo imponga. Le chiacchere dovrebbero stare a 0, basta dibattito su chi è colpa di cosa. 

  41. Caro Bertoncelli, siamo proprio diversi. Io qui mi limito a commentare quanto scritto nei vari interventi e nell’articolo principale. A differenza tua non mi sognerei nemmeno di fare ipotesi sul vissuto personale di chi commenta o di elargire consigli sulla cultura generale che una persona dovrebbe o non dovrebbe avere.  Non ho le competenze per farlo. A quanto pare tu si e ne sono contento.

  42. @56
    Bertoncelli, i media vogliono vendere e il modo migliore per farlo è fare sensazionalismo (oltre a fidelizzare il proprio pubblico dicendogli quello che vuole sentire). Occorre, credo, imparare a fare la tara a quanto riportato dai media, oltre che a certi slogan.
    Personalmente ritengo totalmente sbagliato e dannoso questo modo di comunicare.
     
    Sull’esistenza del cambiamento climatico, la sua causa (antropica) e i suoi effetti presenti e futuri ci sono dati e modelli sui quali l’accordo della comunità scientifica è pressochè totale.
    Il che non costituisce di per sé una certezza assoluta, ma, ad oggi, è quanto di più vicino alla certezza che possiamo avere: su questo tema le opinioni stanno a zero.
     
    Per questo, credo che la discussione, attualmente, invece che sul fatto di avere (o non avere) un problema dovrebbe essere sulle azioni da fare per affrontarlo: tema più politico che scientifico e sul quale, invece, le singole opinioni sono più che lecite.
    Siamo già in ritardo e il tempo che passa mantenendo lo status quo aggrava la situazione.
     
    E, dovesse la causa – per remota possibilità – non essere antropica come credi tu, la vedo come una aggravante. Non potendo agire sulla causa non ci resterebbe che la sola strada della mitigazione degli effetti.
     
    P.S. Sul paragone con il Covid, stendiamo un pietoso velo 🙂

  43. “Cosa tiri fuori, fascismo, olocausto… Se non ci fosse da piangere ci sarebbe da ridere”. 
     
    Baccolo, a studiare solo il clima evidentemente ti si è surriscaldato il cervello.
    Prova a formarti una cultura generale. Chessò, studia qualche manuale di storia, soprattutto contemporanea, il Fascismo e il MinCulPop. Leggi la Costituzione della Republica italiana, e riflettici. Rileggiti le cronache di come sono stati trattati coloro che semplicemente dubitavano dell’efficacia del vaccino contro il Covid e protestavano contro il bando sociale. Prova ad analizzare l’informazione sui media. Informati su chi è stato censurato e bandito per le sue idee su pandemia, Certificato Verde, clima. Leggi 1984.
    Insomma, roba cosí. Non è difficile.
     
    Poi prova a parlarci ancora dell’ebollizione globale.

  44. Io ho semplicemente dubbi sull’origine antropica del riscaldamento globale e mi domando se valga la pena sconvolgere e impoverire l’umanità (mi correggo, solo la società occidentale) col cosiddetto Green Deal. Ebbene, sono chiamato “negazionista”.
     
    Ogni giorno sui media qualcuno ci parla di catastrofi da riscaldamento globale se piove, se non piove, se nevica poco, se nevica troppo, se tira vento, se straripa il Po, se il Po è in secca, se in Italia la temperatura è nella norma ma in Tagikistan fa caldo. Come dovremmo chiamare costoro? Catastrofisti?
     
    E chi all’ONU (il segretario generale delle Nazioni Unite!) parla incredibilmente di “ebollizione globale” come dovrebbe essere chiamato? Terrorista climatico?

  45. Ma per favore Bertoncelli, cosa tiri fuori, fascismo, olocausto… Se non ci fosse da piangere ci sarebbe da ridere. E il bello è che nessuno in questa discussione ha mai tirato fuori i discorsi di cui stai vaneggiando.
     
    Potrei citarti studi e lavori come altri hanno fatto prima di me, ma non sembra una tattica che ha presa su di te, evidentemente preferisci cullarti nella sicurezza delle tue “sensazioni”. 
     
     
    Tu neghi l’origine antropica del cambiamento climatico. Ne prendiamo atto, ma se dietro non c’è un sostegno oggettivo, scientifico, possiamo tranquillamente definirle chiacchiere da bar. Buone bevute (vino UK datato 850 d.c. magari) e buon divertimento.

  46. Il riferimento al Miniver e alla riscrittura della storia è riferito a Giovanni Baccolo. Vedo che lui si è già portato avanti con i lavori.
     
    Ma che studi un po’ la storia!

  47. 1) Chi osa negare il riscaldamento globale viene definito “negazionista”, in modo sprezzante, con similitudine infame con chi nega l’Olocausto.
    2) Anche chi riconosce il riscaldamento globale ma ne nega l’origine antropica viene definito “negazionista”.
    3) Addirittura chi osi soltanto avere semplici dubbi sull’origine antropica del riscaldamento globale viene definito “negazionista”. Viene messo tutto nello stesso calderone.
    4) E i “negazionisti” vengono censurati, banditi, silenziati, ostracizzati in modo fanatico.
    Fanatico e fascista.
     
    Avete presente il Miniver (Ministero della Verità) di 1984? Lí si riscrive continuamente la storia. Poi seguono i Due Minuti giornalieri di Odio.
     
    … … …
    Riassumendo:
    1) Si è incominciato con il Covid.
    2) Lí si è pure testata la reazione popolare.
    3) Si continua col clima.
    Ci stiamo avvicinando al Miniver, a piccoli passi. Se me lo avessero profetizzato una volta, l’avrei creduta fantascienza.
     
    P.S. E c’è un tizio che mi domanda – sprezzante – se ho mai visto un mappamondo!
     

  48. 49. Ripeto. Non hai proprio l’umiltà di leggere, e allora ti copincollo quello che ti ha gentilmente postato Pellegrini, almeno non avrai più scuse.
    “In contrast, the same study showed the current pattern of climate warming is occurring simultaneously across 98% of the planet’s surface (Figure 1c). The spatial and temporal coherence of the current warming period is unprecedented over the last 2,000 years, marking current climate change as fundamentally different from past regional climatic fluctuations.”
    Ma Bertoncelli, un mappamondo l’hai mai visto? 

  49. Caro Bertoncelli la vite in UK, la Groenlandia verde, i colli glaciali transitabili, gli elefanti di Annibale. Sono tutte le classiche “menate” tirate in ballo da chi vuole sostenere che nella condizione odierna non c’è nulla di anomalo (mettiamoci anche i ruderi in quota della prima guerra mondiale già che ci siamo). Peccato che quegli elefanti siano quasi tutti morti di freddo e la Groenlandia fu chiamata verde solo per convincere i coloni a raggiungerla (e rimasero molto poco lassù, visto il clima “fresco” scomparvero in pochi anni). Tutte queste “prove” sono state ampiamente discusse dimostrando la loro infondatezza, basta documentarsi in modo serio e rigoroso. I ghiacciai alpini non raggiungono la dimensione attuale da migliaia di anni. A cedermi non sono i nervi ma qualcos’altro…
    Davvero mi chiedo tanta sicurezza da cosa sia alimentata e come sia possibile non riconoscere la validità del lavoro di migliaia di persone che da decenni studiano il clima e l’effetto antropico su di esso.

  50. Al di là di qualche esagerazione , dibattito interessante. Faccio mio il ragionamento di Regattin  e rilancio. Come li convinciamo i paesi diciamo sinteticamente ” sottosviluppati ” a ridurre le loro nascite ? L’unica strada, seppur mi rendo conto alquanto difficile ,  è lavorare  sul benessere procapite , cioè solo perseguendo una strada che porta verso l’uguaglianza potremo convincerli alla causa e remare tutti dalla stessa parte. Purtroppo in questa nostra società neoliberista è praticamente impossibile.  Sinceramente non vedo via d’uscita

  51. @ 47 e 26
     
    “Globale non significa Alpi, Bertoncelli.”
    Regattin, parlami allora della coltivazione della vite in Gran Bretagna nei secoli passati.
     
    N.B. Sviluppando il tuo ragionamento, potremo quindi dire che “globale non significa Alpi, non significa Appennino Settentrionale [ti eri dimenticato le mie montagne!] e non significa neppure Gran Bretagna”.
     
    P.S. Temo che, per convincerti (forse), sia necessario dimostrare che nel Medioevo le palme da datteri crescevano rigogliose in Lapponia, nella Terra del Fuoco e nello Yukon. La vedo dura. 😂😂😂
     
    P.P.S. Hai notato che quando sei d’accordo con me ti chiamo Luciano e quando non lo sei ti chiamo Regattin?  😉😉😉

  52. @ 46
    Luciano, sono assolutamente d’accordo con te. La sovrappopolazione mondiale è la causa primaria di moltissimi problemi dell’umanità. 
     
    Perché le istituzioni mondiali se ne disinteressano?

  53. 45. Bertoncelli, ma un po’ di umiltà e leggere i link che ti vengono proposti, che non devi nemmeno fare lo sforzo di cercarli? 

  54. Leggendo i commenti pare che l’argomento sovrappopolazione non interessi più di tanto, per non dire per nulla. Ma secondo le stime tra 14 anni (cioè dopodomani ) sulla Terra ci saranno 1 miliardo di individui IN PIÙ degli attuali 8 miliardi. Ma davvero siete convinti che riducendo da qualche parte l’emissione di Co2, e solo in qualche area del pianeta,  si possa ottenere un seppur minimo miglioramento delle condizioni attuali? 1 miliardo di individui in più dopodomani significa più deforestazione, più carne da macello, più un’infinità di cose (utili ed inutili), più miseria, più guerre e quindi più armi e più mezzi per combatterle, significa che ogni tentativo di riduzione verrà ampiamente rimpiazzato dall’aumento della popolazione. Se non si parte da qui, tutto il resto è fuffa.

  55. Giovanni Baccolo: Bertoncelli non se ne puo’ davvero piu’ della menata che il medioevo era piu’ caldo dell’epoca attuale”.
     
    È vero che nel Medioevo le mandrie potevano attraversare il Colle del Teodulo? È vero che nel Medioevo i ghiacciai erano molto piú ridotti rispetto al presente? 
    E ora dimmi: tutto ciò che cosa implica?
     
    P.S. Se si giunge addirittura al punto di rifiutare la realtà storica – definita come “menata” – significa che i nervi hanno ceduto. E che il fanatismo sta vincendo.
     
    In quanto a genoria, che non capisce ciò che legge (Se la CO2 “non è il problema” ed è “come nel Medioevo” [prof. Bertoncelli, al 24]), non ne vale la pena.

  56. Che si debba ridurre la co2 pare finalmente assodato. Bella la sinergia tra scienza e politica che ha portato la chiusura del buco dell’ozono. È stato però facile trovare una alternativa  ai clorofluoricarburi messi nei frigoferi. Per la co2 è come se si dovesse rinunciare al frigofero. In attesa del miracolo della fusione atomica ( 30 anni) dobbiamo cominciare a rinunciare. Basta carne tutti i giorni, basta lunghi viaggi, basta cibi e cose che attraversano il mondo. Perché? Perché di questo ritmo gli eventi eccezionali saranno quotidiani,le “macchie di leopardo” saranno sempre più grandi, non solo, siamo arrivati al punto di ebollizione dell’acqua…basta pochissima energia per mantenere il bollore. 

  57. Stefano, ho pubblicato senza leggere il tuo ultimo commento (41). Ancora un piccolo passo: togliti le ultime, residue perplessità sulle emissioni di CO2. Per il resto secondo me hai fatto un ottimo intervento, condivisibile, interessante.
     
    PS: sto tagliando erba in Val Belluna.

  58. Pellegrini (39) e di nuovo Gallese (18): forse intendo male il senso dei vostri interventi, ma dal mio punto di vista – come anche detto ottimamente da Boccolo al 37 – non c’è politica che non parta dall’individuazione della causa, da un lato, e da democratica condivisione dei metodi e degli obiettivi, dall’altro. È chiaro che l’individuazione delle cause – e anche la caratterizzazione del problema in atto, con tutti i risvolti e gli impatti, compresi quelli economici- sia di competenza di pochi esperti, ma è anche chiaro che, in mancanza di condivisa consapevolezza (intorno al problema, sue dimensioni, cause, urgenza), non ci sarà mai consenso democratico sulle politiche da intraprendere.
     
    forse nel 1989 ( quando si decise che fare col buco dell’ozono) non c’era il Gognablog a dare voce ai vari telleschi, stefani, bertoncelli, ma secondo me il vero cambio di mentalità è accaduto nel corso della pandemia, un’emergenza gestita goffamente e senza alcun tipo di consenso democratico, durante la quale molti sono caduti dentro la buca del coniglio: anziché invocare una miglior gestione del problema – più democratica e  meno ansiogena ed emergenziale – si sono messi a fare gli epidemiologi da bar dello sport, i dietrologi informatissimi sugli interessi nascosti di big pharma. I vari bertoncelli, qui, sono ancora intrappolati dentro la buca del coniglio. Ma c’è anche un’altra parte del mondo, quella che dice “la scienza non è democratica”, quella che “ognuno deve fare la propria parte” (con le buone o con le cattive), quella dei burioni, muori e fai morire.. Neanche questo funziona.
     
    bertoncelli e compagnia saranno anche noiosi e ridicoli – almeno, dal mio punto di vista: del resto, che altro dire di uno che scrive “invito il meteorologo col farfallino a leggere il mio commento prima di avventurarsi in affermazioni false” .. 😬 ma che dici – però un po’ di regione ce l’hanno anche Stefano e Bertoncelli. Secondo me

  59. Mi piace l’intervento di Bosco, ponderato. E ringrazio Baccolo.
    Senti Genoria, ma farti un giretto in montagna no? è inutile che rompi le palle. Se dico qsa che non ti va sono innominato, se mi avvicino alle tue tesi allora sono incoerente. Ecco, sei incoerente pure te. 
    Sulla questione clima: di certo le conseguenze sono con l’elettrico le pezze al culo. Siamo, come giustamente dice Bosco ben lontani da mantenerci con le rinnovabili, quindi prezzi molto piu’ alti e tagliati fuori in tantissimi. 
    Che il green possa essere la fine della democrazia, e l’impoverimento della massa lo do per certo (quasi al 100%, tengo il dubbio scientifico che solo i fatti confermeranno, ma tutto quaglia per ora). 
    C’è un problema green? come detto di certo nelle plastiche. Sono invece molto perplesso per la co2. I motivi gli ho detti enne volte: perchè i ricchi non gliene frega niente… usano jet, scagliano bombe, mandano in orbita missili….no qui un problema di co2 sembra proprio non esserci.
    Essendo stato insultato in lungo e in largo qui e altrove sulle mie posizioni, mi sono messo a cuore e mente aperta ad accettare la vostra view e della scienza… o per lo meno per capirla
    Vi ricordo cmq e qui chiamo Baccolo a smentirmi che la scienza è vero che per la gran parte considera il riscaldamento climatico causa umana, ma SOLO UNA PARTE dice che i cambiamenti sono drammatici, altri relativizzano e molto. 
    Se mi negate questa affermazione siete in mala fede, molto semplice. 
    Poi vorrei chiedere a Baccolo e agli scienziati qui del forum: 
    a) avete fatto voi personalmente dei test sulle considerazioni scientifiche di altri paper? perchè puo’ benissimo esserci malafede su questi paper. Io solitamente sulle affermazioni altrui voglio la verifica di persona. Voi che siete scienziati dovreste prendere il lavoro del Mit p.es. e chidere come è stato fatto, visualizzare la strumentazione (c’è stato il caso delle colonnine di rilevazione meteo recentemente).
    Cioè vi è il rischio che la scienza si basi sul “ah ma l’ha detto il luminare e allora è assima”. 
    b) mi sembra di ricordare che la faccenda cfc e buco ozono la scienza è rimasta stupefatta sul rientrare del problema. Scoperta la causa non pensavano si invertisse così il trend.
    c) gia’ detto prima Baccolo è conscio che parte della scienza è per il catastrofismo e parte è invece per una problematica molto meno drammatica. 
    Grazie

  60. Il clima è cambiato e se la stragrande maggioranza degli scienziati dice che le cause sono legate al consumo dei combustibili fossili, non mi azzardo a contraddirli. Vorrei provare, però, a immergermi in un bagno … di realismo.
    Gli effetti di questi cambiamenti climatici sono evidenti ma, a mio modesto parere, non esiste una soluzione che in tempi brevi ci possa consentire di fare a meno di petrolio e gas naturale. Forse una parte del pianeta (l’UE) potrà anche spingere verso la mobilità elettrica ma rimane il problema di produrla tutta questa energia elettrica e le “rinnovabili” non mi sembrano attualmente in grado di sostituire le centrali a olio combustibile o a metano. C’è poi il problema dei sacrifici richiesti per modificare il proprio stile di vita. Se le modifiche invocate  sono di buon senso e richiedono un limitato impegno è molto probabile che verranno accettate. Un esempio può essere la raccolta differenziata dei rifiuti. Richiede sicuramente un impegno supplementare suddividere i rifiuti e poi conferirli in contenitori diversi. Ma sono attività considerate accettabili in funzione del beneficio atteso in termini di riutilizzo dei materiali di base (carta, plastica, vetro, materiali ferrosi). Ma se il cambiamento richiesto implica modifiche radicali al nostro stile di vita (ad esempio forti limitazioni alla libertà di movimento) è molto probabile che tali cambiamenti verranno rifiutati e il consenso politico andrà verso quei partiti il cui programma garantirà il mantenimento delle libertà messe a rischio dall’adozione di politiche ambientali particolarmente rigide.
    Anche perché gli effetti più disastrosi di questi cambi di clima colpiscono “a macchia di leopardo”. Un pezzo di ghiacciaio che si stacca qui, un’alluvione là, un incendio alle Hawaii (forse il caldo ha effeti più “erga omnes”) ma le frane in montagna ci sono sempre state (in qualche caso con centinaia di vittime in villaggi spazzati via nei secoli scorsi), le alluvioni pure (es. Firenze ‘66) e gli incendi fanno danni … da Nerone in poi. Questo senza voler minimizzare la situazione. Adesso sicuramente gli eventi sono più frequenti, ma non “ così frequenti” ed estesi da essere percepiti dal cittadino come un problema con il quale confrontarsi quotidianamente. Quindi sicuramente la sensibilità ai temi ambientali è più elevata oggi rispetto al passato, ma non “così elevata” da indurci ad accettare troppi sacrifici.
    Secondo me a livello planetario si andrà avanti con i combustibili fossili fino a quando la fusione nucleare non produrrà i risultati attesi, ovvero energia illimitata, nessuna dipendenza da minerali strategici (come l’uranio … del Niger …) e pochissime scorie. Fino ad allora … rassegnamoci ad avere caldo, a riscrivere guide e carte geografiche alpine contemplando gli attuali esigui ghiacciai e a far i conti con i disastri ambientali sperando il più possibile … di schivarli.

  61. Per puro sfoggio nozionistico cito 3 pubblicazioni di cui la prima, divulgativa, contiene referenze scientifiche a riguardo e narra del clima medievale europeo (e mondiale); le altre 2, scientifiche, relative a simulazioni modellistiche e di come si cerchi di capire quali siano le variabili che apportano maggior contributo nella variazione del clima. Per leggerle, basta inserire i titoli qui riportati in qualsiasi motore di ricerca:
     
    1) Current climate warming is rapid and occurring on a global scale, unlike past periods of regional climate fluctuations
     
    2) Improving the Estimation of Human Climate Influence by Selecting Appropriate Forcing Simulations
     
    3) Understanding and Attributing Climate Change
     
    Paolo Gallese ha detto bene. Posto il fatto che è possibile discutere anche al bar di questioni serie facendolo nel merito, il problema è che si possono raccontare le storielle preferite, dai Vichinghi in Groenlandia che pareva la California, ai cacciatori a spasso per i monti, ma se non si fa tara alla nostra situazione attuale, e, ovviamente, a quella dell’epoca, qualsiasi racconto perde di significato.
     
    Cominetti: Mercalli ha il papillon al collo, tu sul casco hai scritto Scarpa, e  indossi occhiali da sole da sbarbato (diciamo gentilmente così, il termine moderno sarebbe un altro). Meglio l’una o l’altra cosa?

  62. Stefano al 10: “non c’è nessun problema con la CO2”.
     
    Stefano al 35: “certezze non ne ho” [a parte quella di cui al commento nr. 10]
     
    Telleschi al 17: “possiamo lasciare volentieri la ricerca delle cause del riscaldamento globale” a quegli ingenui e presuntuosi degli scienziati [che suona come un “certezze non ne ho”]
    Telleschi al 33: “lo studio delle cause non sospende la riduzione degli effetti” [concentriamoci dunque sulla riduzione degli effetti e AVANTI TUTTA continuando a ignorare migliaia di pubblicazioni scientifiche concordanti >> https://gognablog.sherpa-gate.com/il-dibattito-scientifico-sul-cambiamento-climatico-e-finito/]
    Se la CO2 “non è il problema” ed è “come nel Medioevo” [prof. Bertoncelli, al 24], che ci scaldiamo per un po’ poi com’è venuta anche passerà, fermo restando il “dovere politico di non esporre il cittadino al rischio di frane e inondazioni” [telleschi], se come disse anche il Bozzone nel noto capolavoro cinematografico, “quando son malato non voglio sape’ di pasticche! Il male come gl’ha fatto a venire così deve fare a anda’ via!” – ma allora… AVANTI TUTTA 

  63. Aggiungo una cosa. Il buco nell’ozono non e’ regredito per magia. Gli scienziati hanno compreso che esso era creato dalla presenza di clorofluorocarburi in atmosfera (sostanze artificiali usate negli spray e negli impianti frigoriferi). La politica ha preso atto della cosa e nel 1989 197 paesi del mondo hanno ratificato il Protocollo di Montreal che bandiva l’impiego di quelle sostanze. Risultato: il buco nell’ozono e’ un problema risolto. Faccio questa precisazione per mostrare che quando scienza e politica riuescono a lavorare insieme si possono raggiungere grandi risultati. Certo l’uso dei combustibili fossili e la sua limitazione hanno impatti socio-economici molto maggiori rispetto al bando dei CFC, ma questa vicenda dimostra che volere e’ potere.

  64. Stefano, nessuna verita’ divina ci mancherebbe. Ma al momento non esiste una teoria alternativa che possa meglio spiegare i dati climatici che abbiamo in mano. Il clima attuale non e’ spiegabile utilizzando le sole variabili naturali. Se invece includiamo le perturbazioni antropiche le cose quadrano molto meglio.

  65. Dott. Baccolo. Posto che non sono un esperto di clima e potete benissimo avere ragione Lei, e tutti gli eco ansiosi del forum, non si puo’ prendere per verita’ divina le vostre risultanze. Nella scienza c’è un problema di tecnologia, di variabili, etc. E dire quello che dice il luminare del Mit è legge divina sa tanto da battuta da bar. 
    Non ho mai visto in nessuna disciplina scientifica la certezza fatta a certezza. 
    In finanza ed economia tutti sbagliano, da Goldman Sachs, alle banche centrali, Jpm Bank etc. 
    In campo medico lasciamo stare…stime matematiche di x diffusione del virus e poi invece il virus non si è diffuso anzi la diffusione è regredita. 
    Lo stesso buco dell’ozono previsioni di voi scienziati erano che si estendeva e invece è regredito, etc.
    Quindi va bene, il clima è impazzito, l’attivita’ umana è troppa ci puo’ anche stare, ma prendere come verita’ divina quello che dite e le vostre risultanze è semplicemente assurdo
    Il sistema pianeta è troppo complesso per potere “prevedere”, è altamente probabile che vuoi riusciate a fare una fotografia del qui ed ora corretta o tendente alla correttezza, se invece mi dite, il futuro la meteorologia, la climatologia dicono x con verita’ assoluta andate direttamente nel girone dei cialtroni (per altro con la meteorologia non si sa nemmeno che tempo c’è tra 7 gg si figuri se potete prevedere disastri siccita’,etc…. 
    Anche io sono un esperto sulle mie tematiche eppure il dubbio scientifico ce l’ho sempre. Dico, è verosimile che, tutto quaglia in…..ma certezze non ne ho. 
     

  66. 30. Se sei in grado di dimostrarmi il perché potrei anche crederti. 

  67. Avanti tutta? Ovviamente no. Si tratta solo di non confondere le cause con gli effetti.  Lo studio delle cause non sospende la riduzione degli effetti: a prescindere dalle cause e dalle indagini scientifiche rimane il dovere politico di non esporre i cittadini ai rischi delle frane o delle inondazioni, di non costruire lungo i fiumi o sul fondo dei laghi.

  68. Grazie Giovanni. Bertoncelli prendi nota. E comunque mettiamo pure che sia vero quello che scrivi, e cioè che in un passato relativamente recente vi siano stati trend di riscaldamento globale paragonabili a quello in atto. Ora, se questo è vero, devono esserci stati fattori scatenanti e fattori che hanno provocato le successive recessioni. Sono gli stessi fattori che provocano il riscaldamento in atto oppure, a differenza del passato, il problema di questo tempo è l’inedita concentrazione di gas serra nell’atmosfera? Perché le cose sono due: o i gas serra sono un problema, oppure, se non lo sono, allora AVANTI TUTTA 

  69. Bertoncelli non se ne puo’ davvero piu’ della menata che il medioevo era piu’ caldo dell’epoca attuale. Esiste una robusta letteratura scientifica che smonta questa credenza… Anche recentmente e’ stato pubblicato un nuovo record di temperatura per il nord europa che conferma che oggi siamo ben al di sopra dei valori medioevali.
     
    Attualmente ci troviamo in un periodo interglaciale iniziato circa 12000 anni fa. I parametri orbitali hanno fatto si’ che il picco di temperatura di questo periodo integlaciale (a livello globale) sia stato raggiunto gia’ 9-8000 anni fa, quando effettivamente sulle Alpi i ghiacciai sono resistiti solo alle quote piu’ alte (verosimilmente sopra i 3500-4000 metri). Da allora, con evidenti oscillazioni, non sincrone su tutto il pianeta, le temperature sono lentamente andate raffreddandosi, sempre guidate dai parametri orbitali e i ghiacciai pian piano hanno guadagnato terreno a quote sempre piu’ basse. La pulsazione fredda della Piccola Eta’ Glaciale (1600-1850) e’ con ottima probabilita’ stato l’evento di avanzata glaciale piu’ forte che si e’ osservato in tutto l’attuale periodo interglaciale.
     
    Dopo siamo entrati noi a gamba tesa. Le forzanti climatiche naturali dal 1850 a oggi avrebbero dovuto portare a un clima stabile o al piu’ in leggero raffreddamento dopo il termine della piccola eta’ glaciale. Il riscaldamento che osserviamo non e’ giustificabile se non prendendo in esame le forzanti climatiche antropiche, in primis la maggior concentrazione di CO2 in atmosfera che la rende piu’ opaca alla radiazione infrarossa. Questo e’ quello che dice la scienza, poi se vogliamo ancora insistere su storie che sono state smontate a piu’ riprese va bene, ma sono appunto storie.

  70. Luciano Regattin dovrebbe dedicarsi all’arrampicata sportiva su specchi. 

  71. “Che queste temperature e questa frequenza delle ondate di calore non hanno eguali negli ultimi duecento anni, ossia da quando abbiamo i dati. Ma, da una serie di indagini, come quelle sui ghiacciai, sappiamo che non c’erano neanche prima. E queste indagini ci dicono che le ultime annate sono le più calde di sempre.”
     
    Invito il “noto meteorologo” col farfallino a leggere quanto riportato nel mio commento precedente prima di avventurarsi in affermazioni false.
     
    P.S. Come fa il Mercalli a essere certo che, nelle settimane dal 2 al 29 luglio 1254, non ci furono ondate di calore? E nell’agosto 257? Nel giugno del 155 avanti Cristo? 
    Si è lasciato fuorviare dalla foga oratoria? oppure è scaduto nella narrazione fantasy

  72. Bertoncelli (24), forse mi sono espresso male. Per ritrovare un periodo di tempo in cui il clima globale fosse paragonabile a quello attuale (in senso estensivo, compresi gli alti e bassi a cui fai riferimento tu) bisogna tornare indietro di più di 100.000 anni. Per quanto riguarda i (relativamente brevi) periodi di caldo nel passato più recente (quelli a cui fai riferimento), i fattori di quei cambiamenti sono diversi da quelli che provavo o il caldo attuale (che sono i gas serra). Sei d’accordo?
     
    Paolo (25), scusa, adesso capisco anch’io 🙃
     
    Ecco, tu Paolo magari hai la competenza per mettere ordine tra le informazioni che abbiamo riportato io e Bertoncelli. Ripeto, io penso che su questa cosa ci si dovrebbe mettere d’accordo: non su quale modello matematico usare per fare le previsioni (quello è un discorso che lasciamo agli addetti ai lavori), ma almeno su cosa sta accadendo, quale impatto può avere sulle nostre vite e cosa fare, come reagire. Per decidere come reagire, bisogna essere essere d’accordo su quali sono le cause del problema. Senza dimenticare che (purtroppo, dico io) ci sono anche quelli secondo i quali il problema non esiste. 

  73. @24
    Lei ha ragione.
    Però l’invasato climatico medio non mette in discussione il fatto che il clima cambi, ma avendo bisogno di credere credere credere a qualsiasi cosa, sostiene che tutto ciò ora sia colpa dell’essere umano e arriva a teoprizzarne politiche di riduzione numerica

  74. Claudio Genoria (22)
    Scusami, non c’è l’avevo con te. Ho scritto male il commento e non si è capito. 
    Volevo essere partecipe della tua ironia in realtà. 😄

  75. “Per ritrovare tracce di un clima globale così caldo, come quello del nostro tempo, bisogna tornare indietro fino a più di 100.000 anni.” 
     
    È falso. 
    1) Per secoli, nel Medioevo, la temperatura fu piú alta di quella attuale. Dal Breuil le mandrie potevano valicare il Colle del Teodulo, allora privo di ghiacciai.
    2) In epoca romana si frequentava il Colle del Teodulo, allora senza ghiacciai. Lí furono infatti ritrovate numerose monete di quei tempi. Allora sulle Alpi i ghiacciai erano di dimensioni ridottissime. 
    3) L’Uomo del Similaun prova che, a quei tempi, lì non esistevano ghiacciai.
    4) I cacciatori del Mesolitico, mille e duemila anni prima dell’Uomo del Similaun, frequentavano d’estate l’Appennino Tosco-Emiliano a quote allora ammantate di bosco e ora no, perché il clima attuale è piú rigido (Prati di Sara al Monte Cusna). Si chiama Optimum Climatico.
    P.S. Perché è stato chiamato “Optimum”? 
     
    Tutto ciò limitandoci ad andare a ritroso nel tempo per sette-ottomila anni. Non centomila. 

  76. Il redattore dell’articolo ci informa che una sua convinta credenza, a suo tempo  molto condivisa, si è rivelata erronea. Subito dopo  ci comunica che ha una sua nuova credenza, che tutti dovremmo condividere – perchè molti condividono -, è sicuramente corretta. Ma allora, se il processo psichico che chiamiamo credenza, opinione, ragionamento ha già fallito una volta producendo una credenza errata, perchè la seconda dovrebbe conducri a qualcosa di più vero?
     
     
     

  77. Gallese (20) rileggi con calma. Ero ironico. Invece telleschi o l’innominabile agordino non lo sono per niente 

  78. Ricordo che siamo una specie

     
    Gallese (18): io invece ricordo che siamo la specie che ha provocato il cambiamento climatico in corso. Se non riusciamo neppure a metterci d’accordo su questo (vedasi commento 17 o gran parte di quelli che l’hanno preceduto, e questo è un ritrovo per appassionati di montagna: figuriamoci cosa possano dirsi, tra loro, gli appassionati di go-kart), come possiamo pensare di affrontare la situazione? Niente panico, come dice telleschi “si tratta di sopravvivere con i necessari adattamenti”, le palafitte potrebbero tornare d’attualità.
     
    no, io credo che il primo passo sia prendere atto della situazione in corso. Per carità, senza catastrofismi, panico, anche senza piani d’emergenza o “sospensioni temporanee della democrazia”, come vorrebbe qualcuno. Anche senza il solito richiamo a “fare tutti la propria parte”, perché in genere è un invito che arriva da chi la propria parte non la sta facendo (prima è un invito, poi con la “sospensione temporanea della democrazia” diventa un obbligo). Ma bisogna riconoscere che abbiamo un problema, se veramente vogliamo fare qualcosa per risolverlo. Continuare a minimizzare, a scrivere cose come “discorsi climatologici da bar” non ci fa andare da nessuna parte. Se abbiamo un pregiudizio nei confronti dei climatologi, è meglio che ce lo facciamo passare in fretta. E non sarebbe male che cercassimo anche di informarci, su cosa fanno, su come lavorano.

  79. Senti un po’ Claudio Genoria. Io sono 11 anni che lavoro in questo campo, a fianco dei climatologi, anche quelli che vanno in Antartide.
    Mi dici dove danno le bustarelle?
    Perché a noi tutti farebbe molto piacere guadagnare di più rispetto agli stipendi del cazzo che prendiamo. In molti abbiamo famiglia e quest’anno ho dovuto decidere tra le ferie o rifare caldaia e infissi.
    Dico poi tutto quello che ti pare, guarda.

  80. Ma infatti, telleschi (17)! ma allora AVANTI TUTTA con le centrali termoelettriche e i combustibili fossili! con gli aerei, auto sempre più grosse e potenti e AVANTI TUTTA coi condizionatori per le estati torride (condizionatori che monteremo, come suggerisci giustamente, sulle palafitte, per quando il mare avrà invaso le pianure). AVANTI TUTTA, telleschi, perché se questo è l’ordine naturale delle cose, perché mai dovremmo preoccuparci. E che ingenui, che presuntuosi gli scienziati: “queste temperature e questa frequenza delle ondate di calore non hanno eguali negli ultimi 200 anni, ossia da quando abbiamo i dati”: 200 anni? ho letto bene? “200 anni”?! Hahahaha e questi sarebbero gli “esperti”??!!? Hahahaha …
     
    … haha … no aspetta: c’era un’altra frase, nell’intervista, subito dopo: “da una serie di indagini, come quelle sui ghiacciai, sappiamo che [queste temperature] non c’erano neanche prima”. Di cosa sta parlando qui? Sta riferendosi, per esempio, a questi studi: https://it.m.wikipedia.org/wiki/European_Project_for_Ice_Coring_in_Antarctica
     
    Ma quindi non sono così ingenui… ma allora sono in malafede! Sono tutti d’accordo (centinaia di climatologi da tutto il mondo, uniti, tutti d’accordo a prenderci per il culo)! Vatti a fidare, poi, degli studi che fanno in Antartide. Saranno tutti lì a far festa dalla mattina alla sera, pagati coi nostri soldi. Altro che ingenui: questi sono degli approfittatori. Poi se ne tornano a casa con quattro dati incerti e seminano il panico.
    E invece no. Per ritrovare tracce di un clima globale così caldo, come quello del nostro tempo, bisogna tornare indietro fino a più di 100.000 anni. Le attuali concentrazioni di anidride carbonica nell’atmosfera sono più alte del 50% rispetto alle massime concentrazioni degli ultimi 800.000 anni. Ma… allora è la concentrazione di gas serra il motivo di questo globale riscaldamento? Sì, certo. Abbiamo i dati

  81. I dati sull’aumento tendenziale medio delle temperature planetarie, si affrontano conoscendo a monte la modellistica matematica che li esprime. Discuterne qui, così, equivale a parlare di neurologia al bar dello sport.
    I cambiamenti di temperatura inoltre, hanno un effetto e conseguenze diverse nella storia, del pianeta e degli esseri umani.
    Gli impatti su una società altamente industriale e specializzata come la nostra, definiamola, occidentale, sono necessariamente diversi da quelli che ebbe l’innalzamento medievale (per tirare in ballo un esempio che si fa spesso).
    Parlare di storia delle ere planetarie lascia il tempo che trova affrontando i problemi attuali. Il pianeta ha sempre fatto fronte ai cambiamenti che lo caratterizzano, ma molte specie non sono sopravvissute.
    Ricordo che siamo una specie.
    Anche le civiltà hanno fatto fronte ai cambiamenti più localizzati su scala temporale. Ma a volte con gravi conseguenze per ampie fasce di popolazione (il che, a molti potrebbe non fregare un cazzo, lo capisco).
    I cambiamenti attuali pongono problemi e futuri disagi. Non si tratta di essere catastrofisti, ma di capire come attraversare con il minor danno sociale possibile questo momento in divenire.
    l’Adriatico, che ho potuto osservare attentamente in questi 5 anni, sta cambiando, ponendo nuovi problemi alle popolazioni rivierasche, ad esempio, dell’areale del Delta del Po.
    Si tratta di infrastrutture, posti di lavoro, quattrini. Le idee “climatologiche” da bar interessano poco.
    Che si fa, ad esempio quassù al Po’?

  82. L’estate più calda nella storia dell’Europa e della Terra?  “Dal 3 al 10 luglio 2023 si è registrata la settimana più calda della Terra” anzi no “l’estate più calda della storia d’Europa è stata, almeno finora, quella del 2022”. Del resto “queste temperature e questa frequenza delle ondate di calore non hanno eguali negli ultimi duecento anni, ossia da quando abbiamo i dati” (lo stesso Luca Mercalli nella stessa intervista: “Il climatologo e divulgatore scientifico Luca Mercalli, spiega a ilfattoquotidiano.it cosa sta provocando il caldo torrido (anche) di questi giorni e cosa significa in termini di riscaldamento globale, smontando anche alcune fake news sui cambiamenti climatici”). Dunque l’estate più calda della storia? Come se la storia cominciasse solo duecento anni fa e gli uomini fossero ancora nell’età della pietra. A parte la presunzione e l’ingenuità degli scienziati, a cui possiamo lasciare volentieri la ricerca delle cause sul riscaldamento globale, si tratta di sopravvivere con i necessari adattamenti. Già in epoca paleolitica gli uomini avevano costruito le palafitte per non affogare sul fondo dei laghi come hanno fatto in Romagna negli ultimi duecento anni.

  83. Je ne suis pas très optimiste.
    Même s’il y a des bonnes volontés,  je ne vois pas comment  réduire, au niveau mondial la pollution.
    Et les pays sous-développés, tous ces gens qui ont faim, et  qu’il faudrait sortir de leur misère, vous faites comment ?

  84. Come sempre bisogna muoversi su entrambi  fronti. E’ pur vero che bisogna modificare il proprio stile di vita , ma è anche vero che se non si incalzano i vertici x attuare sostanziali modifiche si fa poca strada . Es . Una studentessa in lombardia era partita x recarsi all’università con il treno . Dopo pochi mesi ha dovuto desistere e utilizzare la macchina. E ripeto in Lombardia ! Chiaramente è un impatto di tutti i giorni che vanifica la sua eventuale rinuncia di una gita  domenicale. Di esempi al riguardo ce ne sono veramente a centinaia  

  85. La popolazione del pianeta cresce ogni anno di circa 75 milioni di individui.
    Perché nessuno ne parla?  Hai voglia di ridurre i consumi, ma di qualsiasi cosa si parli, è pura utopia.

  86. Peccato non esistano più le calchere per l’ organicazione della CO2. Non riesco mai a completare la lettura di questi articoli, passo subito a leggere i commenti. Abbiamo tutti ragione e trovo divertenti i post punzecchianti di M.C.

  87. E tutta questa narrativa è totalmente in malafede che vi è un vero problema green che non viene affrontato. Le Plastiche. 
    Perchè non ci concentriamo su queste. Queste si che inquinano, queste si che non sono biodegradabili, entrano nel ciclo alimentare, etc.  
    E invece andiamo a perdere tempo con la co2.

  88. Non c’è nessun problema con la co2. Se così fosse non farebbero 100 centrali a carbone, non userebbero missili supersonici, bombe a grappolo, etc. 
    Il green è solo per creare una nuova emergenza e per imporre dei dettami per portare la societa’ ad un nuovo modello. Il modello delle pezze al kulo per voi. Perchè? perchè il capitalismo diffuso è morto. Non ci sono piu’ i presupposti perchè i debiti hanno raggiunto livelli stratosferici, hanno spremuto il sangue anche dai sassi. E chi è leader nel mondo questo l’ha capito. 
    Per farvi fare quello che vogliono vi inculcano queste fesserie, ma la Terra non sta morendo per niente. 
    E come fanno? perchè la co2 è connaturata alla vita ed è l’unico parametro a cui non puoi sfuggire (e da qui legano tassazione, consumi, etc). 
    Poi il sempliciotto di turno dice: te non sei green allora sei inquinatore… voglio vedere quanti vanno in montagna con maglioni vecchi di 35 anni come il sottoscritto. Voglio vedere chi vive anche a 10 gradi in inverno come il sottoscritto anche quando mangia. 
    Questo se e solo se te Enri ce l’hai solo nella tua misera testa inutile. 
    Questa è una semplice giornalista ma ha capito tutto. Certo non capisce il motivo finanziario (che vi ho citato) e antropologico (la leadership che si crede Dio via tecnologia).
    https://twitter.com/CathVoicesITA/status/1691339598473969665
    Ma studiare Pareto, Le Bon, Michels, no vero?
     

  89. Il motivo per cui non si riesce a coagulare un consenso comune relativamente al fare qualcosa per salvaguardare l’ambiente è’ che questo tema è’ utilizzato per interessi di parte (come in mille altre situazioni). Effettivamente è’ davvero curioso notare che l’umanità’ non riesce a mettersi d’accordo, sempre per perseguire interessi di parte, nemmeno quando si sta tagliando il ramo su cui siamo seduti. E così proliferano coloro che sostengono che l’invito ad inquinare meno sia il modo con cui i potenti della terra vogliono metterci sotto il loro giogo così come coloro che ci dicono che l’auto elettrica salverà’ il mondo o infarciscono in maniera ormai nauseante le loro mission aziendali di termini quali green, sostenibile, verde e via dicendo.
    Fare qualcosa per proteggere l’ambiente ( il ramo su cui siamo seduti) va fatto a prescindere, per lo stesso motivo per cui in casa mia non getto la spazzatura in mezzo al salotto e non brucio i mobili di casa per cucinare. Ciò’ che serve fare per inquinare meno va fatto, punto. Finché invece continueremo le tiritere delle opposte fazioni non accadrà’ nulla. Quindi proseguiremo a peggiorare. Il problema è’ di ognuno di noi: siamo prevalentemente mossi da interessi di parte, i nostri e per nulla disponibili a fare rinunce che, nel caso specifico, aiuterebbero a salvare il ramo su cui siamo seduti. Finché non cambierà’ la testa delle persone non cambierà’ nulla.
     

  90. Verranno seguite Carlo e andrai come tutti (eccetto pochissimi) con le pezze al culo, e frignerai di quello che accadra’ e che ti sei VOLUTO te e i tuoi simili. E io godro’ come non mai (vivo o morto che saro’). 

  91. Gli scienziati erano tutti preda di isterismi… LA SICCITA’!!! questo era il tam tam fino ad aprile
    La SICCITAH! causa del cambiamento climatico, e del riscaldamento di origine antropica. Via ai razionalmenti, occhio ai black out!!!!… 
    Poi acqua a non finire…
    L’acqua a non finire è colpa del cambiamento climatico (che c’è, c’è stato e ci sara’ sempre) del riscaldamento di origine antropica.
    Poi in Usa lo scorso anno temperature fredde come non mai..
    Le temperature fredde sono colpa del cambiamento climatico e del riscaldamento di origine antropica.
    La mattina mi sveglio e invece che fare la pipì centrando il wc la faccio verso sinistra… colpa del cambiamento climatico e del riscaldamento di origine antropica. 
    Ma andate a quel paese.

  92. Sign Stefano, questo suo negazionismo è un poco stucchevole. La Arent scrive che gli scienziati vengono messi in disparte quando i dittatori arrivano al potere….le Sue parole negano gli esperti.
    Chiama catastrofisti chi afferma che 2 gradi in più saranno comunque una calamità, ma poi Lei ci preannuncia ” pezze al culo” per chi le ha già. 
    A me pare un articolo circostanziato e le proposte dettate dal sign. Crovella condivisibili e possibili. Speriamo vengano seguite e perseguire.

  93. Mi sveglio, oggi è Ferragosto, do un’occhiata ai siti che seguo e cosa leggo? il solito catastrofista (con le vite altrui) che predica tutte le calamita’ di questo mondo. 
    Lui ha vissuto come non pochi nella storia dell’umanita’… è andato su tutte le cime consumando benza o diesel, ha magnato di tutto… e ora? Ora austerity per tutti. 
    E no caro il mio Crovella, lo faranno l’austerity te e la tua generazione ma lasci i giovani divertirsi come hai fatto te. 
    E te diminuisci il tuo stile di vita per te es. 10, e aggiungi un altra riduzione di 10 per poter far andare in montagna i giovani. 
    Troppo facile aver magnato e poi “cambio di regime… tutti a dieta”.
    Per altro anche Mercalli, un altro alla Tozzi, poi ci sono enne climatologi che smentiscono queste situazioni, che parla di epoca glaciale tra 50k… appunto! proprio perchè non c’è un epoca glaciale siamo su un ciclo di riscaldamento, basta prendere un qsi grafico sulle temperature della Terra. 
    Poi quello che è buffo è (andate su Our World in data e createvi un grafico della co2 con Cina, India, Asia, Europa, Italia, Usa, etc) e noi dobbiamo andare a piedi quando loro costruiscono 10o centrali a carbone in un anno.
    Ma voi siete matti! 
    Non è un problema Benassi di essere avidi, è la questione di essere ISTRUITI. 
    Ve lo metto qua tanto so che non capirete
    Quando avrete le PEZZE AL CULO (si perchè ora avete la panza piena e potete andare ovunque), vi toglieranno tutto per queste sciocchezze che scrivete e piangerete lacrime amare di scrivere idiozie come quelle che riportate: i nostri avi ci hanno dato la liberta’ e voi ve la state togliendo pure senza nemmeno lottare, razza di ignavi!.
     
    “L’ossessione dei movimenti totalitari per le prove ‘scientifiche’ cessa una volta che acquisiscono il potere. I Nazisti si liberarono anche degli studiosi disposti a seguirli e i Bolscevichi usarono la reputazione dei loro scienziati per fini non scientifici costringendoli nel ruolo di ciarlatani.” Hannah Arendt, Le origini del totalitarismo, Cap. 11
     
     
     

  94. Piccola precisazione, il problema non è il caldo torrido ma il caldo afoso. Il primo è il caldo secco, con un basso tenore di umidità relativa. Il secondo è invece il caldo associato a masse d’aria umide. Questo secondo è quello che preoccupa perché il caldo afoso rende la nostra sudorazione (il modo che abbiamo di dissipare il calore in eccesso del corpo) poco efficiente. Se l’umidità relativa è alta il sudore presente sulla pelle non evapora, impedendo il rilascio di calore latente. Al contrario il caldo torrido è molto più tollerabile proprio perché nonostante la temperatura elevata, esso permette di fare evaporare il sudore efficientemente, portando a una perdita di calore latente (l’acqua per evaporare consuma energia e abbassa la temperatura del corpo coinvolto). A riguardo consiglio di informarsi sul concetto di temperatura di bulbo bagnato. Nel sudest Asiatico si sta raggiungendo il limite fisiologico di sopportazione del caldo afoso per periodi sempre più prolungati, che corrisponde a una T di bulbo bagnato si circa 35 gradi.

  95. Ora tornare indietro è impossibile, ma fermarsi forse no. Però bisogna volerlo fare.

  96. Mai creduto che la globalizzazione ci potesse arricchire ulteriormente. 
    Semmai l’ho sempre vista come un fatto negativo.
     
    Tutti hanno sempre preso in giro i liguri per la loro parsimonia  chiamandoli avari.
     
    Ora tornare indietro è impossibile. Ci arriveremo come dice Mercalli. E mi raccomando il papillon.
     

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