No alla croce sul Monte Baldo

No alla croce sul Monte Baldo

Il comune di Malcesine vuole installare una croce alta ben 18 m sulla piana del Baldo, a 1800 m, una zona già fortemente antropizzata dalle migliaia di tedeschi in infradito che ogni giorno (in tempi normali) salgono con la funivia. Si tratta dell’area di Tratto Spino (Tredespin) nelle vicinanze della stazione di arrivo della funivia e della chiesetta della Madonna delle Nevi. 

Il progetto, che a parere di molti sembra nascondere una speculazione di affitto ad una società fittizia e ha il pieno appoggio della Curia di Verona, comporterebbe ulteriori ristoranti, negozi e illuminazione notturna, per non parlare del collegamento già in progetto, tra il Santuario della Madonna della Corona 775 m in Val d’Adige e la Croce astile; un percorso di 15 km e 1025 metri di dislivello (senza calcolare gli altri 600 m necessari per raggiungere da Brentino il Santuario) che in pochi pellegrini si crede riuscirebbero a concludere. Ciò significherebbe asfaltare e introdurre bus navetta.

Anzitutto occorre sgombrare il campo da possibili fraintendimenti: non siamo interessati a una polemica religiosa bensì solamente alla tutela del Monte Baldo.

Che vi sia bisogno di un ritorno spirituale alla montagna è indubbio e condivisibile, a prescindere dalle fedi. Ma qui siamo ben distanti dalla spiritualità, perché tutto ciò che verrebbe ancora costruito su questa montagna già fortemente antropizzata dai flussi turistici stagionali, e considerata la presenza del Giardino Botanico d’Europa, massacrerebbe un ecosistema che invece va tutelato sempre di più, soprattutto oggi che si parla tanto di sostenibilità ambientale.

E’ stato lo stesso Papa Francesco, nella sua lettera enciclica Laudato si’, a proclamare: “L’ambiente è un bene collettivo, patrimonio di tutta l’umanità e responsabilità di tutti. Chi ne possiede una parte è solo per amministrarla a beneficio di tutti“.

Possiamo esprimere il nostro parere firmando la petizione che ha già raccolto, al momento in cui stiamo scrivendo (2 aprile 2021, ore 11.30), più di 5200 firme. Ma anche sostenendo il Comitato Amiche e Amici del Baldo.

Il panorama sul Lago di Garda da Tratto Spino

No alla Croce sul Baldo
«Ci sarà un’altra pubblicizzazione della petizione e daremo supporto a ogni azione anche legale pur di bloccare l’installazione della croce astile sul monte Baldo». Sono queste le mosse che saranno attuate contro la decisione del Comune di Malcesine di mettere una croce alta 18 metri sul Baldo. Ad annunciarlo è il consigliere provinciale del Trentino, Paolo Zanella. Il quotidiano larena.it scrive di Zanella: “Subentrato in consiglio a un collega dimissionario del Gruppo Futura, che si trova all’opposizione della giunta guidata da Maurizio Fugatti, è uno che di ambiente se ne intende: era l’assessore alla transizione ecologica e mobilità del Comune di Trento prima di diventare consigliere a fine novembre 2020”.

Dopo Cristina Guarda, capogruppo in Regione Veneto di Verde Europa, si ingrossano le fila dei «contrari e contrariati» dal progetto di Malcesine volto a «favorire il turismo religioso», com’è stato spiegato.

In questa campagna si sono infilate subito le sezioni veronesi del CAI, le SAT di Ala, Avio, Brentonico e Mori: tutte hanno aderito alla protesta ma senza coinvolgere i rispettivi Comuni che, d’altro canto, non hanno competenza sul caso.

Nella zona del rettangolino rosso è prevista l’installazione della Croce Astile

Oltre alle associazioni alpinistiche, comunque, il fronte del «no» è composto anche da WWF, Italia Nostra e da diversi gruppi locali. In Comune di Malcesine, però, non si cede, anche se la mozione presentata dalla minoranza è stata bocciata. Per questo, adesso, si punta su Venezia, cercando di impedire lo scempio.

Le opposizioni, guidate da Stefano Testa, non mollano l’osso. «No, anche perché la delibera e i vari incartamenti sono stati fatti di corsa e secondo noi non sono a norma. Ci avevano provato con Cortina, Valle d’Aosta, Roma e alla fine si è ripiegato su Malcesine».

Neppure le spiegazioni date dal sindaco di Malcesine, Giuseppe Lombardi, né il favore della Curia di Verona pare stiano facendo breccia. Anzi: le proteste di ambientalisti, gruppi consiliari, consiglieri provinciali e regionali sia del Trentino che del Veneto sono sempre più numerose. «Ho scritto un’interrogazione al consiglio provinciale di Trento», ha spiegato Zanella «e, nei giorni precedenti alla mia interrogazione, in consiglio provinciale di Trento c’erano già forti critiche al progetto da parte delle sezioni della Società Alpinisti Tridentini, da parte di Annibale Salsa, scrittore, antropologo ed ex presidente del CAI, e forti dubbi erano emersi anche dalle pagine del giornale della diocesi trentina, Vita Trentina. Il Baldo… E’ un luogo unico nel panorama naturalistico italiano e europeo. Luoghi come questo non hanno bisogno di ulteriore turismo di massa, ma di recupero e salvaguardia».

Storia della Croce astile
Mirko Zanini, il titolare del fastfood & takeaway Pepperone di San Giovanni Lupatoto, nei pressi di Verona, è il maggiore responsabile del progetto di impiantare sul Tredespin la croce e le strutture di ristorazione e di divertimento. A spalleggiarlo è la Pia Opera Pellegrinaggi srl proprio per organizzare pellegrinaggi da Madonna della Corona alla croce di Papa Paolo Giovanni II invadendo la montagna e mettendo a rischio il sistema.

La croce astile, o croce processionale, viene comunemente portata in processione. In genere è fissata su un’asta (da cui astile) decorata o dipinta ed è alta un paio di metri. Nel nostro caso la croce è stata realizzata in resina bronzata (cioè verniciata tinta bronzo), quindi non è una fusione in bronzo come quasi tutti i giornali hanno scritto, è alta 18 metri, con un diametro di 1,5, e si vorrebbe issarla in zona Tredespin.

La sua storia è lunga. Pare che sia stata commissionata da papa Giovanni Paolo II nel 2001 allo scultore romano Andrea Trisciuzzi, che ne ha prodotte altre sette da 2,20 metri di altezza.

Il Papa l’aveva commissionata per rendere omaggio alla città di Roma, ma la croce non ebbe successo e finì per essere dimenticata fino a quando il veronese Mirko Zanini l’ha acquistata.

Zanini ha tentato prima di piazzarla sul Faloria, presso Cortina. Dopo aver convinto la società di risalita Faloria-Cristallo a farsi carico delle spese di installazione, ottiene il beneplacito del Comune e di qualche vescovo, ma poi il progetto si impianta un po’ per gli alti costi previsti e un po’ per l’opposizione della Soprintendenza, che non la ritiene idonea al luogo prescelto. Chi prende la croce la deve portare, è una legge antica. Zanini da qualche parte deve piantarla, questa croce, e possibilmente anche farla fruttare, anche perché, da bravo commerciante, sa che la devozione, se bene indirizzata, può fare miracoli (Mario Spezia)”.

Alla fine del 2020 Zanini trova nel sindaco di Malcesine Giuseppe Lombardi l’appoggio giusto. “Con la benedizione del vescovo Giuseppe Zenti (che è da sempre molto attento alle iniziative economiche) e di alcuni decani della diocesi di Verona, l’”ing“. Lombardi, probabilmente folgorato come l’apostolo Paolo di Tarso sulla via Panoramica, nel giro di una settimana firma l’accordo di programma, stanzia 100.000 euro con una variazione di bilancio e fa approvare il tutto dal consiglio comunale con i voti della sola maggioranza (Mario Spezia)”.

L’accordo di programma prevede la concessione ad uso esclusivo di un’area di 600 mq all’interno del ZSC Baldo Ovest in area vincolata anche da usi civici. E’ importante sapere che per legge “L’ordinamento giuridico garantisce l’interesse della collettività alla conservazione degli usi civici per contribuire alla salvaguardia dell’ambiente e del paesaggio”. Incurante di tutto ciò, il Comune si accolla le spese di progettazione, il trasporto e posa in opera della Croce in loco, la ridefinizione colore/lucidatura della croce dopo il trasporto aereo, la realizzazione di un impianto d’illuminazione sull’area e l’installazione webcam per vigilanza.

Inoltre si impegna alla “riqualificazione dell’area esterna con la posa di sedute realizzate in pietra di Prun e relative recinzione, con la realizzazione di un sentiero adatto anche a portatori di handicap dalla stazione di arrivo della Funivia fino all’Opera, per consentire a tutti l’accesso alla Croce Astile, provvedendo alla pulizia e manutenzione annuale dello stesso e con la sistemazione della chiesa adiacente con realizzazione di nuove vetrate, rivestimento delle parti in calcestruzzo e in legno.”

Insomma, la Croce Astile più alta del mondo divide la comunità. «Ma queste non sono questioni religiose: – spiegano gli ambientalisti – la montagna è già spiritualità di suo, non serve occuparla con manufatti impattanti, non serve sfruttare la simbologia perché la Natura lo è già di per sé e il monte Baldo, che punta a diventare patrimonio Unesco, ha un equilibrio delicato. Installare opere ciclopiche con il solo scopo di portare più gente possibile in quota contrasta con il concetto stesso di montagna… […] A Trattospino arriva ogni anno un numero enorme di visitatori (mezzo milione nel 2019), che, solo per fare un esempio, con il calpestio ha reso il tratto di dorsale che porta alle creste del Ventrar una pista completamente priva di naturalità. Creare nuove attrattive turistiche significa ignorare completamente il concetto di limite. Senza entrare nei dettagli che riguardano i vari livelli di protezione (PTRC, SIC, ecc.) che interessano questo ambiente, è del tutto evidente che la scelta di aggiungere nuovi elementi di perturbazione del sito non farebbe che peggiorare una situazione già abbastanza compromessa».

A fare opposizione definitiva potrebbero ancora essere la Soprintendenza e il parere dell’ufficio regionale che si occupa della gestione dei siti di rete Natura 2000. Sarebbe augurabile, anche per motivi diversi, l’imposizione di un veto sull’operazione promossa dal duo Zanini-Marchesini, anche considerando che il Piano di gestione della ZPS Monte Baldo Ovest IT3210039 recita testualmente: “Fenomeni ed attività che influenzano lo stato di protezione del sito: il numero di fruitori che, sopra tutto nella stagione estiva, vengono trasportati all’interno del sito Natura 2000 nelle macrozone 1 e 4 rappresenta un reale fattore di minaccia a carico degli habitat e delle specie presenti. Si ritiene pertanto fondamentale una corretta gestione dei flussi attraverso l’adeguamento del numero di fruitori alla capacità di carico del territorio. In particolare le zone della Colma di Malcesine rappresentano una zona critica per l’elevata pressione turistica dovuta alla vicinanza della stazione di arrivo della funivia di Malcesine.

La Croce astile di Andrea Trisciuzzi

Il Monte Baldo non è Malcesine
di Giuseppe Costantini

Il sindaco di Malcesine non è padrone del Monte Baldo, realtà complessa che coinvolge competenze, responsabilità e interessi di un ampio territorio di cui il Comune di Malcesine è solo una parte minore. Sono coinvolte ampie aree dell’alto lago di Garda, del confinante Trentino e di un’ampia zona a ovest dell’Adige.

Il sindaco di Malcesine afferma che «la Croce Astile è un ottimo investimento perché produrrà un enorme flusso turistico» (allegria!); mi pare che il Monte Baldo, Hortus Europae, potrebbe abbandonare  la candidatura a Patrimonio dell’umanità da proporre all’Unesco se dimenticasse di proteggere la zona da aggressioni turistiche e invasioni indiscriminate.

Non ho titolo per giudicare il valore artistico della “croce astile”, che comunque a me appare artificiosa e inappropriata.

Suggerisco di vedere le finalità dichiarate dai proponenti della società SGP2 srl, istituita per la realizzazione dell’installazione della croce (la San Giovanni Paolo II srl), che si occuperebbe di «Gestione, tutela e valorizzazione di opere d’arte nonché sfruttamento economico dei relativi diritti d’autore connessi, sviluppo e sua diffusione sia in Italia che all’estero ivi compresa la commercializzazione di marchi, invenzioni e modelli ornamentali, marchandising e sponsorizzazione».
Sfruttamento economico a vantaggio, ovviamente, della SGP2 srl.
La Srl ha due proprietari: Mirko Zanini con l’88% (amministratore unico) e Massimiliano Marchesini con il 12%. La società, tuttora inattiva, ha un capitale versato di 30.000,00 euro.

E poi si legge: «Al fine di perseguire l’oggetto sociale, la società potrà svolgere le seguenti attività: Apertura, acquisto, gestione e vendita di esercizi pubblici con somministrazione di alimenti e bevande; ristorazione e conduzione degli esercizi di cui sopra; servizi strumentali, compresa l’attività alberghiera e turistica in genere: hotel, motel, residence, villaggi turistici; campeggi, bar, ristoranti, impianti sportivi e ritrovi, ma anche agenzie di viaggio, spazi informativi, servizi di incoming, servizi di accoglienza, prenotazione alberghiera, promo-commercializzazione, reti di vendita e quant’altro».

Tutto in cima al Monte Baldo. Chiaro?

Ovviamente condivisibile il netto dissenso espresso dal CAI-SAT, che commenta – fra l’altro: «A cosa serve fare diventare il Monte Baldo l’ennesimo parco divertimenti? Quali sono i benefici collettivi? Cosa c’è di spirituale e in armonia con ambiente e natura nello stimolare altro turismo di massa verso un territorio che oggi più che mai va protetto?».

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No alla croce sul Monte Baldo ultima modifica: 2021-04-04T05:45:00+02:00 da GognaBlog

54 pensieri su “No alla croce sul Monte Baldo”

  1. Carissime sostenitrici, carissimi sostenitori,
    il Comitato Amiche e Amici del Baldo continua il suo lavoro di sensibilizzazione a tutela del territorio e dell’ecosistema del Monte Baldo, Giardino Botanico d’Europa.
    Domenica 12 settembre, alle ore 15.00, è previsto un sit-in sul Monte Baldo – e precisamente sui prati di Tratto Spino. 
    Insieme a varie associazioni veronesi, alla Mountain Wilderness, al CAI e alle sezioni SAT trentine, siete invitati a partecipare a questa prima manifestazione pubblica per dire NO alla croce astile di 18 metri, che l’Amministrazione di Malcesine intende collocare, nonostante tutte le criticità emerse nei mesi scorsi.

    Per dettagli in merito alle varie possibilità di salire sul Monte Baldo, vi raccomandiamo di consultare la pagina Facebook del Comitato Amiche e Amici del Monte Baldo, che i prossimi giorni provvederà a dare utili informazioni in merito: https://www.facebook.com/Amicheamicidelbaldo

    La vostra partecipazione è preziosa, vi aspettiamo!

    Aurora Floridia
    Consigliera Comunale di Malcesine

  2. https://www.giornaletrentino.it/cronaca/trento/cristo-pensante-folla-e-polemiche-1.1182820
    come volevasi dimostrare…controlare pure data articolo
    per 2 volte feci al salita al Castellaz salendo per un sentiero ghiaioso ripido..allora  in cima c’era solo  una crocetta di legno e filo spinato.Poi anni dopo, tardo ottobre, la salita con la statua gia’ collocata..la croce di legno per fortuna era intatta.. un po’ piu’logora ..Pochi altri frequentatori fuori stagione, ..ma le grotte scavate nel periodo Grande Guerra, erano diventate latrine… e pure i cespugli di mughi nei dintorni…erano adorni di spezzoni di carta igienica.  Anche  lamentarsi  sarebbe inutile ..ad un credente praticante si direbbe ..se in AltoLoco ci hanno  creati cosi’…col tubo digerente..che possiamo farci.Il  Calpestio aveva  scavato nella cotica erbosa  secolare una specie di trincea  nell’arenaria rossastra.  Gia’ si notava accanto un secondo tragitto dovuto al  nuovo calpestio..di chi non voleva sporcarsi le pedulette colorate. Abbondano foto e post di quanti ritengono di aver  compiuto impresa eccezionale!Pure foto scattate in periodi magici e solitari, con neve o foliage autunnale..cosi’chi ci va in estate  si illude di trovare lo stesso sfondo e atmosfera e lo trova affollatissimo, sempre con intrusi nell’inquadratura.

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