V per Vittoria

L’esiziale, fisico e spirituale, malvagio biennio ci mostra nei fatti che ogni morte contiene la vita. I “miserabili del web” hanno vinto un’impossibile partita disponendo soltanto di una fionda. Anche se neppure da un seggio si diffonderanno le idee che caratterizzano tutti i neo partitini antigovernativi, il solo fatto di essere arrivati a poterle pronunciare, seppur per poco, nei canali di massima diffusione, costituisce una vittoria.

V per Vittoria
di Lorenzo Merlo
(ekarrrt – 26 settembre 2022)

Nel paesaggio di macerie di ogni tipo, valoriali, economiche, sociali, strutturali, istituzionali, occupazionali, sovraniche, identitarie, che chiunque può osservare dalla propria finestra sul mondo, c’è una vibrazione nuova che ne trae forza vitale.

Anche se il cielo sopra di lei è minaccioso e non ci offre serenità, il germoglio appare forte e sano.

Si tratta delle idee che, semenze a riposo nei cuori di molti, attendevano le condizioni per uscire dal sonno e mostrarsi alla consapevolezza.

Per non andare troppo indietro, l’epoca del Covid-gripaz-intruglio ha sospinto in molti uomini risvegli e consapevolezze forse inattese. Alla grottesca gestione governativa di questi ultimi due anni e al relativo incantesimo, disceso ad interrompere le sinapsi della maggioranza, insieme ad una fotostatica replica nei confronti dell’ennesima guerra d’egemonia Occidental-Nato, diversamente dalle loro aspettative, qualcuno ha detto basta!

La versione governativa, nonostante la capacità di fuoco mediatico dei potenti e dei loro vassalli, i “giornalisti veri” come si autoeleggono, non è riuscita a contenere lo slancio vitale che invece provocava. La cui proporzione, nei confronti di quella disponibile alle voci critiche, potrebbe figurarsi come Himalaya contro Langhe.

Ora sulle colline giacciono in molti, tra cui i “miserabili del web”, come ebbe a definire chi criticava le loro miserabili bugie, Massimo Giannini. Un popolo sparso, che i veri miserabili, quelli governativi, hanno praticamente costretto ad avvicinarsi, a fare corpo. Per quanto sia questa una considerazione evidente a tutti, quel corpo di consapevolezze ha giocoforza raggiunto – sebbene per pochi momenti percentuali, rispetto allo spazio consegnato ai detentori del pensiero unico e del politicamente corretto – la ribalta sul piccolo schermo.

Le elezioni del 25 settembre 2022, indette anche con l’intento di impedire la raccolta delle firme necessarie ai nuovi partiti per poter parteciparvi, hanno liberato nell’aria culturale italiana una fragranza che solo pochi mesi fa aveva un’identità più vicina all’utopia che al possibile.

Sta in questo la Vittoria. Le cose sono emerse e stanno emergendo. Gli uomini comuni si stanno accorgendo che ci sono interessi, superiori al bene dei popoli, che dettano politiche e scelte che hanno altri intenti. Che altro significano le parole della Von der Leyen “Se l’Italia va male abbiamo gli strumenti” (1) così in grave contrasto davanti al cosmo democratico? Che altro significa la nulla reazione dei media-zerbino d’Italia nei confronti di tanto attacco al nostro popolo, alle nostre elezioni, alla nostra dignità?

Da sempre, nell’informazione non governativa e, da ora, in questa campagna elettorale, oltre alla pace con le armi e la guerra, oltre a “è tutta colpa di Putin” (prima lo era dei “fascisti”) e alla scuola dell’obbligo estesa ai neonati, stiamo sentendo idee, voci ed energie dedicate ad una scuola che formi uomini compiuti e non uniformati individui pronti ad allinearsi e coprirsi, ad un’idea di salute che parta da come viviamo e da ciò che mangiamo, all’eliminazione della pubblicità e all’educazione della bellezza; alla liberazione dalla Nato, dall’Euro, dall’Europa, all’abbattimento dell’Ordine dei giornalisti, alla denuncia e diffusione dell’opera criminale del Governo – tanto per Covid, vaccini e ricatti verdi, quanto per la devastazione del tessuto economico-sociale e della salute psichica – alla neutralità nei confronti della pilotata guerra giallo-blu, testa di ponte stelle e strisce, al recupero di tutte le sovranità, all’identità nazionale, al denaro necessario preso dalla Difesa a favore di una ristrutturazione statale altrimenti al guinzaglio, se non al cappio, di entità che con gli stati ci giocano. Questa è la Vittoria. Queste sono le voci che urlavamo nei sottoscala e ora hanno sentito anche i divanisti.

Questa è la sintesi che impone la vittoria: “Al di là del giudizio che possiamo avere sul Regno Unito e sulla Monarchia, abbiamo ora assistito a un paese, a un popolo che si è stretto intorno alle tradizioni, ai riti e ai simboli della sua storia. L’Europa, invece, come la sua bandiera di stelle ha un vuoto al centro: non ha tradizioni, simboli, riti, civiltà intorno a cui chiamare il suo popolo. Ha solo spettri da fugare, interessi economici da difendere, sanzioni da infliggere all’interno e all’esterno, dipendenze coloniali da servire e sacrifici da imporre ai suoi cittadini; nazioni da distruggere e umiliare come la Grecia” (2).

Indipendentemente dai seggi ottenuti dai nuovi partiti che parlano una lingua estranea alla nomenclatura europea, sopprimere i nuovi virgulti non sarà così semplice. La criminalizzazione, la colpevolizzazione, i diversivi, gli infiltrati, sono andati avanti a spron battente da parte dei media passacarte prezzolati, in una misura che neppure il loro stesso venduto passato poteva immaginare.

I nuovi partiti, che tutti pensavano si costituissero in uno soltanto e che tutti con dispiacere constatiamo aver preso reciproca distanza dai propri compagni di missione, rappresentano la Vittoria.

Che questa duri il tempo di un lampo o arrivi a incidere il campo della società italiana è da vedere. I colpi biechi, alla Giannini, non sono mancati e non mancheranno. L’inesperienza, al cui posto in molti dei nuovi attivisti c’è spontaneità, farà i suoi danni, nei confronti dei quali si potrà essere tolleranti. La parabola vigliacca dei 5Stelle, dopo averla vista riaccendere speranze e immolarle poi sull’altare della convenienza, lasciando sul lastrico spirituale e morale un intero popolo tradito, viene da dire, difficilmente si ripeterà.

Dunque, passerà un tempo di rodaggio nel quale loro affineranno ulteriormente stiletti e menzogne, ma anche noi impareremo come innaffiare il germoglio. Restiamo concentrati sulla sua crescita. La Natura non mente.

Note
1) – https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/09/23/von-der-leyen-se-in-italia-va-male-abbiamo-gli-strumenti-lavoreremo-con-qualsiasi-governo-democratico-aspettiamo-lesito-delle-elezioni/6813944/

2) – https://www.ariannaeditrice.it/articoli/il-fallimento-della-consorteria-europea

Il commento
della Redazione

La Redazione, pur condividendo l’analisi spietata che l’Autore fa dell’attuale situazione, precisa di non essere coinvolta nelle sue conclusioni e di non condividere affatto l’ottimismo che ne scaturisce. In questo clima, la Redazione si auspica di ricevere, per la pubblicazione, interventi che vadano al di là del semplice commento e che si pongano in posizione dialettica con quanto qui affermato.

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V per Vittoria ultima modifica: 2022-11-29T04:15:00+01:00 da GognaBlog

62 pensieri su “V per Vittoria”

  1. “Difendiamo … le conquiste sociali che con dure lotte sono state portate a casa nel dopoguerra”.
    Dopo quanto avete demolito saresti da insultare in senso stretto.
    Apologeta del vuoto.

  2. Bertoncelli. Prima, molto prima, ma sarebbe un discorso da affrontare in modo articolato, senza demagogia. Così come il giudizio complessivo sullo stato attuale del sistema nelle varie zone d’Italia. Ma mi sembra ci porterebbe “fuori via” rispetto alla discussione. Certo in questi giorni di isolamento fiduciario milanese mi ha impressionato sentire storie di amici con nipoti messi ko dalle complicazioni bronchiali dell’influenza alla ricerca disperata di un pediatra e leggere cosa è successo ieri al prontosoccorso del Buzzi. E si sapeva che arrivava la tempesta. Poi leggi delle guerre per la conquista del Pirellone e fai fatica a mantenere un atteggiamento equilibrato e dal profondo del cuore emerge l’invito modenese che hai recentemente utilizzato. 

  3. Faccio umilmente notare che il vergognoso massacro della sanità italiana ebbe inizio e prese corpo con quel bel tomo di Mario Monti, mai votato dal popolo ma voluto fortissimamente dal presidente della Repubblica di allora (beninteso, repubblica parlamentare quale è l’Italia e non repubblica presidenziale).
     
    Il massacro fu continuato dai governi  che si sono succeduti negli ultimi dieci anni.
     
    N.B. Per amor di verità. 

  4. “ci sono stati dei periodi in cui la quota under 65 è aumentata in modo significativo”
    Questo è un altro esempio di uso propagandistico della statistica: è successo anche in Italia, basta andare a guardare quei periodi in cui i numeri sono così bassi che è la statistica a diventare non significativa (cfr grafici ISS)
     
    Comunque sono perfettamente d’accordo con te:
    Difendiamo questa nostra piccola Europa e le conquiste sociali…prima di tutto il sistema sanitario pagato dalla fiscalità generale
    il problema dal mio punto di vista è che non lo stiamo facendo per niente: oltre ad aver letteralmente gettato una valanga di soldi per vaccinare chi non ne aveva bisogno, la finanziaria (Draghi)-Meloni sta già diminuendo l’investimento per la sanità pubblica

  5. Ps. Come ho già detto non considero quello che leggo Verità a supporto di mie convinzioni ma stimoli per la riflessione e la discussione. Tutto qui. Alla propaganda e alle campagne stampa ci ho fatto il callo da tempo, anzi da quei tempi. Qualche vantaggio del tempo trascorso.

  6. Matteo. Il vaccino cinese pare non funzioni e il regime non vuole anmetterlo o comprarlo dall’occidente. Per questo sono terrorizzati che gli scappi e vanno giù duro. Puoi immaginare cosa succederebbe con quei numeri e con una popolazione anche da loro invecchiata. Se apri i link inseriti nell’articolo che ho postato vedrai che sicuramente la mortalità da Covid in USA è prevalentemente over 65 ma ci sono stati dei periodi in cui la quota under 65 è aumentata in modo significativo. Così solo per la cronaca. Poi l’interpretazione è un’altra storia. C’è anche un’affermazione forte su vaccino e diseguaglianze (un tema che mi sembra ti veda sensibile, come lo sono anch’io, a prescindere dagli insulti di Merlo). Fa poi impressione  leggere che anche chi vuole debba ora pagarsi il vaccino di tasca sua. Difendiamo questa nostra piccola Europa e le conquiste sociali che con dure lotte sono state portate a casa nel dopoguerra, prima di tutto il sistema sanitario pagato dalla fiscalità generale (a dire la verità non tanto generale, visti i dati su quale quota di contribuenti IRPEF sostiene il sistema sanitario, ma questo aprirebbe un altro capitolo). 

  7. P.S.: per Pasini. Certo che hai fatto bene a vaccinarti, hai più di 65 anni!
    Volevo segnalarti però la tendenziosità intrinseca dell’articolo che hai postato, che forse non è nemmeno voluta, ma ormai è diventata quasi automatica.
    Citando letteralmente
    “At the peak of the most recent surge of fatalities in August, 91.9 percent of all deaths around the country were among people 65 and older—the biggest share of any surge in the pandemic, even higher than in April 2020.”,
    però il grafico riportato nell’articolo sfiora appena l’85% in un solo punto e gli unici link sono ad articoli tranquillamente definibili come pubblicità…

  8. Dunque, dal 2020 sei stato terrorizzato con storie e foto raccapriccianti, poi sei stato messo agli arresti domiciliari per mesi (con leggerissima forzatura costituzionale), quindi sei stato costretto tramite ricatto a vaccinarti se volevi lavorare, studiare, andare dal medico e adesso vieni a dirmi che la mortalità da covid è una componente non importante di questo eccesso?
    Oppure vuoi sostenere che la mortalità da covid era una componente importante dell’eccesso di mortalità, che è stato ridotto significativamente dal vaccino, ma che purtroppo in contemporanea questa riduzione è stata invalidata da uno o più fattori tuttora sconosciuti che hanno riportato l’eccesso di mortalità al medesimo livello?
    Ipotesi interessante, in effetti, da esplorare a fondo… intanto i  suoi colleghi hanno soprannominato Guglielmo da Ockham “la trottola col rasoio”!
     
    E adesso (vedi l’intervento di Pasini) si conferma quello che si sapeva già da maggio 2020 e cioè che muoiono solo gli ultra sessantacinquenni.
    Nel frattempo tu hai speso un’enormità di energia e soldi per vaccinare anche i bambini e fatto guadagnare un’oscenità alle industrie farmaceutiche…
    Però, beh, dai, in fondo ai cinesi è andata peggio!

  9. Mi piace mettere link ma non ne metto, tuttavia ne ho trovati di interessanti. Sono analisi sulla stupidità profonda. Quella che pur di negare d’aver inseguito farfalle tutta la vira, credendo di propagare il vero e il giusto fondato sulle ricerche dei migliori esperti, è in grado di rendere ciechi più di quanto non faccia l’onanismo.
    Buona ricerca.

  10. Non mi piace mettere link, ma ho trovato interessante questo articolo. È un’analisi dei decessi per Covid in relazione alle variabili sociali/economiche/etniche in USA. Conferme da un lato, ma anche cose meno ovvie come la mortalità più elevata nelle aree rurali. Ci sono poi informazioni interessanti anche per la discussione che è stata intavolata qui: sugli eccessi di mortalità e sul non essere vaccinati come elemento prevalente della mortalità per Covid over 65. Stimoli per riflettere in attesa che passi il mio Covid di vaccinato over 65. Beh francamente leggendo questi dati non mi sono sentito poi tanto stupido e cacasotto. Poi però ognuno fa le sue scelte personali di rischio e fiducia nelle sue risorse. Buona lettura. 
    https://www.scientificamerican.com/article/who-is-dying-from-covid-now-and-why/
     

  11. Matteo (49), ci provo io.  Tu parti da un’affermazione tratta dall’articolo: “there’s no correlation between vaccination coverage and the amount of excess mortality” per inferire, che QUINDI, non c’e’ neppure l’effetto di mitigazione sui decessi per Covid.  Forse il tuo ragionamento si basa sull’assunzione che i decessi per covid siano una componente importante del campione che l’articolo definisce come “eccesso di decessi”, e che quindi l’accresciuta percentuale di vaccinati dovrebbe produrre una decrescita di tale popolazione. Eppure – forse non lo hai colto – questo costituisce proprio il punto nodale dell’articolo: l’eccesso di decessi rimane costante ANCHE in diminuzione del contributo “diretto” da Covid. La comprensione di questo fenomeno rimane tutt’altro che chiara, ma d’altra parte si può’ escludere che sia causata come effetto secondario del vaccino. Questo e’ quanto l’articolo sostiene. La tua conclusione rimane impropria, in quanto (come detto da Balsamo ), richiederebbe di isolare il campione di malati di Covid, sul quale il vaccino si suppone efficace. 

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